mercoledì 16 gennaio 2008

La geopolitica dei gasdotti



Nei nostri editoriali abbiamo sempre parlato delle materie prime e di come queste fossero usate da alcuni paesi per contrastarne altri a loro ostili.E' il caso della Russia, che grazie alla sua rete di metanodotti che si smagliano per tutta l'Eurasia sta riuscendo a stringere alla propria mammella quei paesi europei che fino a poco tempo fa erano sotto il completo servilismo americano.In questa guerra di strategie una battaglia importante si sta combattendo proprio nei territori dell'ex Regno delle Due Sicilie, nazione strategica per eccellenza, del Mediterraneo.Infatti tra i principali gasdotti che riforniscono e riforniranno l'Europa vi sono i siciliani "GreenStream" e "TransMed" ed il costruendo "SouthStream" pugliese.

E' notizia di qualche giorno che il SouthStream avrà un'importante diramazione per la Serbia (e da li ancora verso il Sud Italia) e questo spiega l'appoggio, presso la sede istituzionale dell'ONU, da parte della Russia alla Serbia per evitare la separazione del Kosovo, che gli anglo-americani vogliono ostile nei confronti di Belgrado.
Il Kosovo infatti è appoggiato dagli anglo-americani interessati ad indebolire la Serbia(da sempre filo-russa) ed isolarla politicamente.
Un'altro importante motivo è la scoperta di un'immenso giacimento petrolifero in Albania, sul quale cola la bava delle Major Anglo-Americane.



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(migliaia di Serbi Kosovari protestano contro l'indipendenza del Kosovo, questa regione
è già dotata di un'ampia autonomia e di un proprio parlamento.


Aumentano dunque i concorrenti alla corsa delle materie prime nel Mediterraneo, per questo il Sud deve dare una risposta univoca a tali strategie.E' necessario che il Sud Italia sia compatto e gestisca con un'unica regia le opportunità che questi cambiamenti ci stanno profilando.Insomma è necessario fare in modo che tutto passi dalle Due Sicilie, dobbiamo avere in mano il rubinetto.

Anche la russa Gazprom si getta nel proficuo mercato della rigassificazione del LNG, infatti ha proposto al governo nigeriano una serie di investimenti nelle infrastrutture in cambio della coltivazione, della vendita e della rigassificazione del metano presente nel sottosuolo del Delta del Niger.


Ci dobbiamo aspettare un cambio di rotta sul discorso "rigassificatori" in Sicilia?Non crediamo che Raffaele Lombardo dell'MPA che è legato a Putin tramite Berlusconi farà marcia indietro sull'argomento, siamo sicuri infatti che la manovra russa sia rivolta verso l'unico stato che dipende interamente dai rigassificatori e in cui non possono arrivare i gasdotti per ragioni geografiche: gli Stati Uniti.

Questo accerchiamento viene confermato da un'altro importante investimento operato dalla Russia, quello sui giacimenti boliviani e venezuelani, in Sud America.
Qualche settimana fa vi è stato il truce quanto destabilizzante omicidio di Benazir Bhutto, leader dell'oppozione del governo Musharraf.
Abbiamo letto questo avvenimento alla luce della mappa che rappresenta il metanodotto IRAN-INDIA.
Probabilmente ci sono forti pressioni(e tra queste la solita scusa della democrazia) per far si che il Pakistan diventi filo-americano: ciò farebbe convergere di certo la popolosa potenza industriale indiana(che necessità di tanto gas) verso le mammelle statunitensi.

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