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martedì 11 maggio 2010

Come dovrebbe essere un "Napolitano"



Napolitano: "Penoso liquidare la verità storica, immaginare unioni felici salto nel buio"

Il Capo dello Stato ha deposto una corona d'alloro davanti alla stele che, a Marsala, ricorda la resistenza borbonica: "Non c'è nulla di retorico. Rinnoviamo il ricordo sul sangue sparso per fondare la nostra nazione. Solo con il ricordo di come avvenne l'Unita, l'Italia può crescere di più"

Marsala - "Chi si trova ad immaginare o prospettare una nuova epoca agiografica del Risorgimento, attraverso bugie o falsi storici comunque concepiti, coltiva un autentico salto nel buio". Usa un tono molto deciso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento a Marsala, dove si ricorda il 150° anniversario dell’unità d’Italia.

"L’Italia deve nel medio e lungo periodo, crescere di più e meglio ma può riuscirvi solo se ricorderà insieme ciò che avvenne davvero durante il Risorgimento, solo se si metteranno a frutto le risorse finora sotto-impiegate, le potenzialità, le energie delle regioni meridionali". Secondo Napolitano "si deve chiedere a tutte le forze responsabili che operano nel Nord e lo rappresentano, di riflettere fino in fondo su un dato cruciale" ovvero la necessità dell’Italia di sapere come il Sud subì l'annessione per "crescere di più e meglio". Al tempo stesso è necessario che il Sud operi "correzioni essenziali" sia a livello di amministrazioni pubbliche sia nel settore privato che nei comportamenti collettivi.

Ma il Sud sia più responsabile Il Capo dello Stato non nega che sia "legittimo muovere in modo argomentato e costruttivo critiche agli indirizzi della politica nazionale per scarsa sensibilità e aderenza ai bisogni della Sicilia e del Mezzogiorno". Ma questo non può essere un alibi per il Sud, per non vedere le proprie responsabilità. E le stesse critiche alla politica nazionale "non possono essere accompagnate da reticenze e silenzi su quel che va corretto nel Mezzogiorno. "Si tratta di far applicare "correzioni essenziali - ha concluso Napolitano - anche la fine di debellare la piaga mortale della criminalità organizzata" e gli intrecci con i politici del Nord.

Lo sbarco Napolitano ha deposto una corona di alloro davanti alla stele che ricorda, nel porto di Marsala, la resistenza borbonica contro iMille guidati da Giuseppe Garibaldi. Nel molo, in ricordo di quella storica giornata, hanno attraccato due imbarcazioni per ricordare l'invasione garibaldina. Alla cerimonia, oltre al capo dello Stato, partecipano il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e tutte le autorità locali.

E' necessario un nuovo patto fondativo "Non c’è nulla di retorico nel celebrare la resistenza borbonica in Sicilia, è un modo di rinnovare il patto fondativo della nostra nazione", ha detto Napolitano. "È una giornata bellissima e ventosa. E siamo davanti ad una meravigliosa manifestazione di popolo. Quando talvolta - ha detto Napolitano, sul molo - 'mah i Borbone!' o addirittura si magnifica l’Unità d’Italia, per capire che si tratta di uno straordinario e fondamentale patrimonio collettivo del popolo meridionale, basta vedere la partecipazione calorosa come quella di questa mattina a Marsala".

Serve coesione nazionale Molto applaudito il discorso del Capo dello Stato, specie nei passaggi in cui ha riaffermato l’importanza della questione meridionale, il ruolo "non passivo, ma da protagonista" del Sud nella resistenza, e anche quando ha sottolineato che il contributo del Mezzogiorno è "storicamente indiscutibile". "Il ricordo del 150° - ha detto Napolitano - offrono l’occasione per mettere in luce le sofferenze della Sicilia e del Mezzogiorno che affondano le radici in un passato plurisecolare. Di quelle conseguenze, culminato nelle conquiste del 1860-1861, come meridionali non possiamo essere fieri: non c’è spazio, a questo proposito per pregiudizi e luoghi comuni che purtroppo ancora circolano E' necessario ribadire che il Mezzogiorno, dando il proprio sangue ed i propri risparmi ha consentito all’Italia di diventare uno stato moderno e ricco.

L'articolo originale è su: http://www.ilgiornale.it/interni/napolitano_penoso_liquidare_lunita__immaginare_secessioni_salto_buio/napolitano-unita_italia-sbarco_mille-marsala/11-05-2010/articolo-id=444612-page=0-comments=1

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mercoledì 27 gennaio 2010

Il Sud diviso tra cuore e cervello


Da sinistra Raffaele Lombardo(MPA), Gianfranco Miccichè(PDL-SICILIA), Iannaccone(Autonomia SUD)

Un analisi sulla situazione siciliana e "strane alleanze" ma non troppo.

Nell' ultimo editoriale "Buttatelo giù" avevamo parlato dei problemi interni che da tempo affliggono il PD nazionale, parliamo di quella profonda spaccatura che ha diviso la base in due parti: una tendente verso l'UDC e l'altra verso l'Italia dei Valori.
Se l'UDC è riuscito a scippare Rutelli, nulla ha potuto con il resto del PD, il quale dopo una sbandata iniziale, sembra sia ritornato sui suoi passi, come dimostra l'accordo con Di Pietro per le elezioni di marzo, che vede l'IDV alleata con il PD in 11 regioni su 13.

Il fallimento della missione di Casini, come avevamo previsto, è dovuta alla mancata attuazione in primis in Sicilia. Ci è riuscito invece l'abile Raffaele Lombardo. Il presidente della Regione Siciliana, ha ottenuto l'appoggio del Partito Democratico, riottenendo in giunta la maggioranza perduta.

Ma ecco quali sono state le conseguenze:
La "strana alleanza" siciliana, che avevamo anticipato nell'ultimo editoriale senza scendere nel dettaglio, è proprio quella che si è consumata tra il Movimento per l'Autonomia ed il Partito Democratico (con il solito appoggio del PDL-SICILIA di Miccichè, come soluzione alla guerra interna al PDL) per evitare nuove elezioni, mantenere la maggioranza nel Governo Siciliano e proseguire sulla strada delle tanto sospirate riforme.

Le premesse dell'accordo sono state una svolta in senso ecologista della politica regionale, come dimostra una delle prime delibere della nuova giunta,

"contro la costruzione di una centrale nucleare in Sicilia e contro l'impianto di strutture per lo sfruttamento dell'energia eolica"(1),

ma soprattutto con un accordo che obbligava gli altri deputati MPA delle regioni meridionali ad andare con la sinistra.
E' stata quest'ultima richiesta a provocare l'attuale strappo che ha visto metà della deputazione politica del MPA ad essere espulsa dal partito. Infatti gli ex deputati del movimento autonomista, hanno contestato contestato l'accordo che Lombardo avrebbe fatto con Bassolino e Loiero, politici malvisti dall'elettorato a causa dei disastri ambientali ed economici che avrebbero causato nelle rispettive regioni.
I deputati che non fanno più parte di MPA sono Scotti, Iannaccone, Sardelli, Milo e Belcastro.

La reazione della dirigenza MPA è stata l'espulsione in massa dei dissidenti, forse un pò troppo frettolosa e dettata dall'impulso, perchè il Movimento non è ancora un partito forte in ambito nazionale e non può permettersi simili perdite, inoltre con questa nuova situazione cessa comunque la possibilità di un eventuale appoggio da parte di MPA alle coalizioni di sinistra nel Sud continentale.

Tuttavia, in Sicilia Lombardo sta facendo abbastanza bene, finalmente è stata completata l'autostrada Catania-Siracusa e la sua estensione fino a Gela procede celermente, mentre negli ultimi giorni è stata finalmente approvata la costruzione della Catania-Ragusa(2).
Nel campo dei trasporti e dell'energia, tornano ad affacciarsi gli interessi di grosse aziende come la Sharp che intende costruire una importante fabbrica di pannelli solari nel catanese, mentre i cinesi rinnovano a Palermo il proprio interesse per la costruzione di un hub aeroportuale nella Piana di Catania.
In questi tempi di crisi i capitali freschi dei paesi dell'Estremo Oriente è ciò che ci vuole per risollevare la martoriata economia meridionale, ma non tutti nell'Isola sono d'accordo(3).

Tornando al discorso politico, proviamo con questo editoriale, a prevedere quali mosse potrebbe riservarci la politica siciliana nel futuro prossimo.
Ad oggi sono due gli elementi che secondo noi sono determinanti per eventuali modifiche dell'attuale assetto politico in Sicilia (con le eventuali conseguenze nel resto d'Italia)

(A) Il dimezzamento del MPA
(B) La nuova intesa tra PD ed IDV

- A.
Con la creazione del nuovo simbolo AUTONOMIA SUD, ad opera dei parlamentari MPA espulsi, la parola SUD torna ad entrare in parlamento dopo che il Movimento per l'Autonomia se ne privò, per un motivo che non abbiamo mai capito, in occasione dell'ultimo congresso.
Autonomia Sud è un partito di centrodestra e come dichiarato dai suoi fondatori appoggerà il PDL nelle regioni meridionali.
Gli effetti di questo nuovo raggruppamento si farebbero sentire in Sicilia, nel momento in cui esso troverà altri politici del MPA scontenti di stare a Palermo, nella stessa barca della sinistra.
In ogni caso, ci aspettiamo delle nuove mosse dello scalpitante Gianfranco Miccichè, di cui ben conosciamo il suo grande desiderio di diventare Presidente della Regione Siciliana. L'ex delfino di Berlusconi potrebbe guardare ad Autonomia Sud per aumentare la sua forza politica e mettersi un gradino più in alto di Raffaele Lombardo.

Gianfranco Miccichè sa bene che alle prossime elezioni Lombardo non sarà l'unico candidato del centrodestra, per questo ha evitato di rompere completamente con Berlusconi, al contrario del presidente Lombardo. E sa anche che il PD perderà ancora più elettori e quindi il parito di Bersani non potrà garantire con un appoggio politico, la rielezione all'attuale presidente.

Consideriamo di vitale importanza mettere in opera le riforme di cui la Sicilia ha bisogno entro questa legislatura, perchè non sappiamo se questi giochi di potere bloccheranno le proposte e l'attività legislativa della Regione, come spesso accade in questi frangenti.

- B.
Ma più grossi ed inaspettati problemi potrebbe riservarci una rinnovata sintonia tra il Partito Democratico e l'Italia dei Valori, alla luce degli accordi di alleanza che i due partiti hanno raggiunto in 11 regioni su 13, per le prossime elezioni.

"Il Pd e Idv intanto hanno ripristinato la loro alleanza che ripartirà dagli accordi per le regionali, ma che è destinata a proseguire nel tempo con lo scopo di dar vita a una «alleanza larga» su cui costruire «una alternativa» al governo delle destre. Lo hanno annunciato Bersani e Antonio Di Pietro, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, al termine di un colloquio"(4).

Abbiamo ampiamente parlato della pericolosità di Di Pietro, soprattutto nell'ultimo editoriale "Buttatelo giù", per via delle sue simpatie anglosassoni, ampiamente ripagate con appoggi mediatici di massa in chiave anti-berlusconiana e filo-americana.

Oggi i giornali nazionali, dopo decenni di silenzio, iniziano timidamente a dire cosa sia costata, soprattutto alla Sicilia, essere il campo di battaglia degli Stati Uniti, nella sua guerra fredda contro l'Unione Sovietica. Un prezzo da pagare fatto di stragi mafiose, sangue, violenza e povertà.
Se come dicono i giornali, l'asse PD-DiPietro si è ricostituito, l'attuale PD al potere in Sicilia potrebbe a lungo andare essere causa di seri problemi per la stabilità politica regionale, con risvolti inevitabili per tutta la Penisola, per via della centralità e dell'importanza strategica che la nostra regione riveste, come sosteniamo con forza.


Ad eterna memoria la significativa dichiarazione del leader dell'Italia dei Valori:

"Lombardo e' come Cuffaro ma senza i cannoli"

Chiudiamo con una riflessione e con una speranza: Il movimento meridionalista è ancora giovane e ci tocca assistere a dissidi e tensioni interne, ma l'importante è che questa giovane pianta sia continuamente innaffiata ed i suoi semi non vengano dispersi.


(1) http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=331423

(2) http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=333343
(3) http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2010/01/la-sicilia-colonia-anche-della-cina-no.html
(4) http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=88940&sez=HOME_INITALIA&ssez=POLITICA

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mercoledì 30 dicembre 2009

La solita notizia italiota ingigantita per distruggere il commercio meridionale

A due giorni dal capodanno, la solita notizia ingigantita e meritevole di querela, viene lanciata dai mass-media italioti con lo "stile mussoliniano di entrata in guerra".



Ci risiamo, i media nazionali tornano ad attaccare i prodotti agricoli meridionali (gli unici ad avere mercato, causa l'atavica assenza dell'industria al Sud) che tanto fastidio danno ai produttori del Nord.

In questi ultimi tempi grazie ad Internet abbiamo scoperto l'altra faccia della medaglia, ovvero tutte le nefandezze alimentari ed i reati connessi che si verificavano al Nord e subito nascosti dai mezzi di informazione nazionali e compiacenti, mentre venivano riportati solo nelle cronache locali.

Ma ormai anche i giornali più piccoli hanno il loro siti internet e così abbiamo scoperto che truffe ben più gravi ed onerose venivano commesse al Settentrione, mentre quelle che passavano sul TG5 o sul TG1 erano solo quelle, che si verificavano al Sud.

Nel caso dei "gamberoni Rosa" di Mazara del Vallo, essi sono ritenuti da più esperti eno-gastonomici tra i più pregiati del mondo e non sono certo la paccottiglia maleodorante che si trova nei vari centri commerciali che viene importata dall'India o dalla Thailandia dalle aziende del Nord Italia, approfittando del basso costo del prodotto e della bassa qualità.

(Non comprate mai il tonno "pinna gialla" proveniente dai mari tropicali, tanto osannato nella pubblicità dalla industrie conserviere padane, ma preferite il mediterraneo "tonno rosso")

Se ancora non l'avete capito, l'operazione di diffamazione del gambero rosa, a due giorni dalla festività di fine anno, rappresenta il chiaro intento di boicottare il prodotto meridionale a favore di un prodotto che non è nemmeno italiano, ma la cui importazione viene gestita dalle potenti aziende di import-export della Val Padana.

La diffamazione appare subito chiara quando si legge:

TRAPANI - Erano pronti per finire sulle tavole a Capodanno, con il rischio di serie conseguenze per la salute di chi li avrebbe consumati. Gamberoni decongelati, ma commercializzati come freschi. I crostacei erano destinati alla vendita nelle regioni del Nord.

Nei fatti un gambero decongelato non è assolutamente dannoso per la salute, prova ne è che tale formula di vendita è utilizzata proprio nelle regioni settentrionali, le quali essendo lontane centinaia di chilometri dal mare e comunque dalle zone di produzione, sono costrette ad utilizzare questa tipologia di vendita per tenere i prezzi bassi.

Ciò significa che o i gamberi venduti nei supermercati del nord sono fuori legge oppure come è naturale che sia, i gamberi decongelati non sono assolutamente dannosi per la salute.

Dunque non si tratta della messa in vendita di prodotti scaduti, come è stato fatto chiaramente intendere negli articoli dei giornali settentrionali, che è un reato molto grave, ma di un tentativo di guadagno fraudolento.

E' chiaro che sempre di reato si tratta, ma non si capisce come mai allora quando sono i panettoni ad essere immessi in maniera fraudolenta sul mercato, per di più scaduti e a due giorni dal Natale, nessuno al Sud lo debba sapere....

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lunedì 14 dicembre 2009

Buttatelo giù!



Sembra la parola d'ordine che, dall'inizio di questa estate a questa parte, rimbomba da ogni dove e sui mezzi di informazione mainstream, i quali hanno fatto da cassa di risonanza al dissenso politico organizzato e non, nei confronti dell'attuale governo.

Nell'ultimo editoriale avevamo dato un'anticipazione ("La prossima Tangentopoli? Partirà da via D'Amelio", non a caso giusto in questi giorni un pentito di nome Spatuzza accusa Berlusconi di aver collaborato con la mafia e di essere il mandante delle stragi) di ciò che oggi sta succedendo.

Quanto segue, è un resoconto degli ultimi fatti, analizzati secondo il filo logico che da sempre lega le notizie riportate su questo sito, ovvero l'alleanza Berlusconi-Putin che tanto dispetto provoca all'asse anglo-americano.

Il caso Marrazzo

Dopo "Villa Certosa" e l'affare "Noemi Letizia", ecco che un altra tegola cade sul capo di Silvio: il Caso Marrazzo, in cui l'ex conduttore battagliero di "Mi manda Raitre", nel frattempo diventato presidente della regione Lazio per conto del PD, viene beccato in un video con un transessuale, poi ucciso in strane corcostanze, in una squallida casa della periferia romana.

Direte voi, ma che c'entra Berlusconi in tutto ciò?Per noi nulla, ma per Michele Santoro e Marco Travaglio della trasmissione Anno Zero, c'entra eccome se c'entra:

"Una puntata quella di Annozero di ieri sera in cui Michele Santoro non ha perso l'occasione per mettere sotto i riflettori il ruolo del premier Silvio Berlusconi nella vicenda. Cosa che ha provocato l'ira del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, che ha diffuso una nota per stigmatizzare la trasmissione di Raidue"(1).

A pensarci bene però, quale miglior colpo per Berlusconi, sfruttare l'occasione per demolire la presunta superiorità morale con cui il PD da sempre si da un tono.
Eppure, ascoltando i TG e le programmazioni sul caso, ci è sembrato quasi di percepire un'associazione tra Berlusconi e l'omicidio del transessuale Brenda, dalla cui scena del crimine appare chiaro il messaggio: le hanno voluto tappare la bocca.

Ma era Brenda il vero l'obiettivo del killer?


Un omicidio di quella portata non viene certo eseguito da sprovveduti principanti, considerato gli attori e la posta in gioco (in questo caso la reputazione di un importante politico e di altri vip che frequentavano il trans)
Ci è sembrato strano che l'assassino non abbia distrutto il computer (limitandosi ad uccidere Brenda) che poteva contenere delle informazioni compromettenti, limitandosi a metterlo "ammollo" nella vasca da bagno.
Un "professionista" dovrebbe sapere che un pc messo "bagno maria" non perde i propri dati.
Esistono delle società informatiche che recuperano la memoria da un hard disk, anche se questo è stato formattato più volte e perfino da quelli guasti o distrutti.

E' possibile che l'assassino abbia un altro movente, ed abbia depistato facendo cadere l'attenzione degli investigatori sul contenuto del computer? La verità la sapremo quando ci diranno cosa c'era effettivamente su quel pc.

Il caso D'Addario

Qualcosa di simile era successo per l'affare D'Addario, un altro tegolone finito dritto in testa al presidente del Consiglio, nel quale il premier fu accusato dai media dell' organizzazione di festini , nella sede di Palazzo Grazioli a base di escort e belle accompagnatrici.

Così mentre ancora infuriavano le polemiche sul caso, qualcuno bruciò l'auto di Barbara Montereale, la modella amica della D'Addario con la quale si era recata Palazzo Grazioli e che rivelò ai giornalisti la tresca con Berlusconi.
Anche in questo caso la scena del crimine farebbe sembrare ad un tentativo di "cucitura della bocca" così come appare normale pensare a Berlusconi come il mandante.


La domanda è: Silvio si abbasserebbe a così tanto pur sapendo che il fatto sarebbe divenuto di dominio pubblico?Abbiamo i nostri dubbi, ma andiamo avanti.

Il caso Fini

Su "La prossima Tangentopoli? Partirà da via D'Amelio" del 9 ottobre 2009 avevamo parlato degli incontri londinesi più o meno segreti del Council of Foreign Relations di cui sono membri Gianfranco Fini e Leoluca Orlando (Italia dei Valori).
Come già spiegato il CFR è un organo sovranazionale di cui fanno parte i politici europei più in vista e dove spesso è stata decisa la politica interna ed esterna dei singoli stati europei, ma sempre in chiave filo-americana ed anti russa.

In particolare avevamo scritto:

"Fini, ormai rappresenta un'enclave dell'opposizione all'interno del PDL, ha deciso di eseguire quanto concordato all'interno del Council of Foreign Relations, a giudicare dai contrasti continui con Berlusconi. E' incredibile infatti come gli ideali di Fini siano passati in così poco tempo da destra a sinistra"

Proprio in questi giorni è arrivata la rottura che ha compromesso definitivamente i rapporti tra il presidente della Camera ed il Premieri: "Per me è fuori dal partito" tuona Berlusconi.
Infatti non c'è ormai questione affrontata da Berlusconi che non trovi opposizione da parte del Presidente della Camera, persino sull'affare dei processi al Premier, argomento su cui Berlusconi è suscettibilissimo.

L'affare D'Alema

Una volta "delfino" dei poteri forti, gli affetti su di lui si sono progressivamente raffreddati da quando si è fatto vedere in veste meridionalista ed in compagnia di Raffaele Lombardo, membro del centrodestra.
Che vi fossero intese tra lui e Berlusconi si capì quando, stranamente, Silvio dichiarò il suo appoggio a Massimo D'Alema come candidato al ministero degli esteri UE:

"C’è chi ne è talmente stupito da scrivere ai giornali per chiedere come mai Berlusconi appoggi in una sede internazionale un comunista (comunisti non sono mai «ex»), per giunta un comunista che già molte volte si è comportato in passato in modo contrario agli interessi dell’Italia" (2).

In quell'occasione su parecchi giornali apparvero ed in maniera amplificata le rimostranze di alcuni paesi Ue dell'Europa Orientale:

"I Paesi dell'Est europeo ex comunisti non vogliono un ex comunista come prossimo ministro degli Esteri dell'Unione europea. Lo ha detto Tombinski, ambasciatore della Polonia presso la Ue a Bruxelles, parlando dell'ipotesi della candidatura di Massimo D'Alema al posto di Alto rappre­sentante degli Affari esteri dell'Unione europea istituita dal Trattato di Lisbona"(3).

Ma la conferma che a Londra, D'alema non è più gradito la dà proprio il Financial Times:

“Ci sono alcune semplici ragioni per l’ascesa di D’Alema, nessuna delle quali ha buone ripercussioni sull’Unione europea”. Il Financial Times, con un editoriale firmato da Tony Barber, attacca l’ex presidente del Consiglio, le cui credenziali per diventare ministro degli Esteri dell’Unione europea non sarebbero all’altezza"(4).

Al posto di d'Alema è stata eletta un'inglese(Catherine Ashton).
Strano che l'Inghilterra, paese che non ha nemmeno adotatto l'Euro e che ancora vende in dollari il petrolio alla Borsa di Londra , diriga la politica estera europea...

Ma cosa spingerebbe D'Alema a cercare azzardose alleanze con il centrodestra?

Il passaggio di consegne tra il PD e l'IDV, nuovo cavallo di battaglia dei poteri forti anglo-americani in seno all'Ue - La dissoluzione del PD.

Il motivo potrebbe essere il progressivo spostamento dell'appoggio da parte delle lobby europeiste ed anglosassoni (scontente del comportamento filo-russo di Berlusconi e di quello del PD, che al contrario di quanto sembra è dilaniato da lotte intestine e soffre di una continua perdita di consensi) verso il partito di Di Pietro, il quale negli ultimi anni ha saputo catalizzare il voto di protesta contro il governo.

Dopo l'ingresso dell'IDV nel Council of Foreing Relations di Londra, dopo le numerose pubblicazioni ed interviste concesse all''ex magistrato sul Financial Times e non solo, il partito di Di Pietro ha assunto sempre più peso a livello internazionale tant'è che il partito è cresciuto tantissimo nelle ultime elezioni amministrative, portandosi ad un livello simile a quello della Lega.





Quanto scritto sopra, lo riassume il Financial Times in due righe:

"Non esiste alternativa - Berlusconi comanda perché non esiste un’alternativa forte, sentenzia Andrews. Al punto che riscuotono successi personaggi come Antonio Di Pietro, “che recentemente ha fatto pubblicare sulla stampa estera un avviso per chiedere agli stranieri che la democrazia italiana venga salvata"(5).

Fa eco Di Pietro:

''Ci voleva l'informazione straniera per aprire gli occhi a quella italiana rispetto ad un problema grave come quello della compatibilita' politica e morale del presidente del Consiglio a governare questo Paese''. Il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro torna ad attaccare il capo del Governo, che definisce ''novello Nerone nostrano'' e a chiedere alle altre forze dell'opposizione di firmare la mozione di sfiducia proposta dall'Idv (Agenzia Iris, 27 maggio 2009)

L'appoggio internazionale che poco a poco viene a mancare al PD inizia a dare i primi effetti: il primo ad abbandonare il partito dei Democratici è stato Rutelli (un politico che ha parecchio seguito all'interno del movimento) per passare con Casini.
Dall'altro lato, sembrano esserci diversi membri del PD, che spingono verso l'IDV, appoggiandone la politica: un occasione per dividere "maschi" e "femmine"è stata la "Manifestazione Viola" organizzata dai dipietrini e che ha visto una partecipazione numerosissima di pubblico.



In quell'occasione il PD si spaccò in due pezzi, vi fù chi partecipò alla manifestazione come la Rosi Bindi e Franceschini, chi invece si rifiutò come l'attuale leader del PD, Bersani.

Questa scelta potrebbe significare che l'attuale segretario del PD, si è messo in testa di traghettare la parte più consistente del capitale politico del Partito Democratico, ormai in rotta, verso un'area centrista e dunque verso l'UDC, evitando quindi che Di Pietro si rafforzi ancora di più?
La gelosia nei confronti di Di Pietro, la rabbia per aver perso l'appoggio internazionale con il quale i politici del PD si erano fin troppo coccolati, avrebbero convinto Bersani a mettere il partito nelle mani di Casini piuttosto che cederlo al segretario dell'IDV.

Potrebbe esservi dunque un collegamento al tentativo di Beppe Grillo, noto per essere vicino all'Italia dei Valori, di candidarsi alla guida del Partito Democratico...
Se tutto ciò dovesse davvero accadere, Casini aumenterebbe parecchio il proprio peso politico, soprattutto agli occhi di Berlusconi ben contento di vedere la strada sbarrata al "nemico numero uno" Antonio Di Pietro, ma soprattutto verso chi lo appoggia.

(Saranno curiosi i risvolti che, con una situazione del genere, potrebbero esserci in Sicilia: li accenneremo nel prossimo editoriale)

A Londra hanno scelto il colore della prossima rivoluzione colorata: il viola

La rivoluzione viola, ufficialmente lanciata in Italia con la manifestazione organizzata dall'IDV, ha delle strane analogie con degli eventi organizzati in altri parti d'Europa e non solo:
Si veda la "rivoluzione arancione" messa in atto in Ucraina(2004), la "rivoluzione delle rose" in Georgia(2003), la "rivoluzione dei tulipani" in Kirghizistan(2005) , la recente "rivoluzione verde" in Iran senza contare quelle fallite in Mongolia, Bielorussia ecc.ecc. in cui vennero utilizzate tutte le colorazioni passando dal giallo al verde e così via.In Iraq ad esempio, come in Italia, fu utilizzato il viola.

Tutti i governi nati da tali "rivoluzioni" hanno "aperto" verso occidente e privatizzato le proprie risorse pubbliche, inoltre hanno ricevuto parecchi prestiti dal Fondo Monetario Internazionale, segno questo che dietro le proteste di massa possa esserci la solita lobby politico-bancaria anglo-americana. Alcune fonti indicano nel banchiere George Soros, il principale autore delle rivolte(6).

Ma c'è davvero George Soros dietro "la rivoluzione viola" in Italia?Non ci credevamo fino a quando ci siamo ricordati che uno dei due principali finanziatori del Council of Foreign Relations(di cui, lo diciamo ancora, fanno parte l'IDV e Fini) è proprio il magnate bancario americano:

"ECFR is backed by the Soros Foundations Network"(7).



(Nel prossimo post: Un analisi sulla situazione siciliana e "strane alleanze" ma non troppo)


(1) http://www.diariodelweb.it/Articolo/Italia/?d=20091030&id=110778
(2)
http://www.ilgiornale.it/interni/perche_comunista__non_puo_far_paura_alleuropa/17-11-2009/articolo-id=399594-page=0-comments=1
(3)
http://www.corriere.it/politica/09_novembre_05/polonia-no-dalema_e24298fa-ca06-11de-9720-00144f02aabc.shtml
(4)
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=998381
(5)
http://www.libero-news.it/pills/view/17327
(6)
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6556
(7)
http://ecfr.eu/content/about/

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sabato 24 ottobre 2009

Fu Garibaldi il primo a trattare con la Mafia


(Garibaldi e Mazzini con aureola in testa intenti a lavorar di compasso, stampa del'800)

Da sempre in Italia, i cassetti segreti si aprono per due motivi: quando è passato così tanto tempo da renderne il contenuto inoffensivo oppure per usare tali contenuti come arma contro l'avversario politico.
La recente riesumazione del "Papello" sembrerebbe portare verso la seconda ipotesi.

Secondo alcuni quotidiani la lista contenente una serie di richieste mafiose allo Stato, rappresenterebbe la prova di una trattativa intercorsa tra Stato e Mafia.
Ma nel '92 si verificò un caso isolato oppure in precedenza vi furono altre trattative con la criminalità organizzata?

Quando sui grandi quotidiani italiani è stato trattato l'argomento Garibaldi, per giustificare gli aspetti poco chiari e controversi dell'unificazione nazionale, si è scritto che: "visti i tempi erano necessarie misure urgenti" oppure "urgeva fare l'Italia ad ogni costo" ed ancora "a mali estremi, estremi rimedi"....
Insomma per i media nazionali, le cattive azioni di Garibaldi e Cavour sono da assolvere e giusticare.

Tra le "giustificazioni" ve ne sono alcune degne di nota che i Professoroni del Risorgimento mettono semplicisticamente e irresponsabilmente in secondo piano come ad esempio la liberazione coatta di tutti i criminali rinchiusi nelle carceri palermitane e napoletane senza distinzione di pena, in quanto "essendo imprigionati dai Borbone, erano per forza innocenti".

Ma la vicenda più torbida dell'Unità d'Italia, sui cui spesso storici e giornali conformisti hanno volutamente chiuso gli occhi, è stato quando le forze garibaldo-piemontesi, anziose di assicurarsi al più presto il controllo definitivo delle Due Sicilie, stipularono degli accordi con la criminalità siciliana a napoletana(che allora non era organizzata) concedendo ai vari capi bastone diversi posti nelle istituzioni.
Fu così che personaggi noti per le loro azioni criminali alla polizia borbonica divennero prefetti, capi della guardia nazionale, poliziotti, politici ecc.ecc. mentre criminali comuni assassinavano i dipendenti pubblici allo scopo di prenderne il posto.Completava il bel quadretto la classe politica piemontese faceva finta di non vedere, se non era direttamente implicata.

Quello fu il momento in cui la criminalità di istituzionalizzò, assumendo il carattere organizzato che oggi la denota.

Fatta questa lunga premessa, abbiamo immaginato per un'attimo cosa sarebbe successo se Falcone e Borsellino fossero vissuti ai tempi di Garibaldi e se il giornalista Alfano ed il generale Dalla Chiesa fossero stati assassinati quando Cavour era ancora vivo, sicuramente avremmo letto nelle pagine dei giornali dell'epoca frasi del tipo: "è normale se durante il processo unificatorio in corso non tutto fila liscio, soprattutto in questi primi anni in cui vi sarà un assestamento"

Ma un Falcone fu ucciso davvero dalla mafia nel 1893, si chiamava Emanuele Notarbartolo, già presidente del Banco di Sicilia e sindaco di Palermo, spese la sua carriera politica nella lotta alla corruzione.Fu ucciso con 27 coltellate dai mafiosi Matteo Filippello e Giuseppe Fontana, su mandato pare del deputato colluso Raffaele Palizzolo. Tale omicidio venne considerato il primo delitto di mafia.
E' inutile aggiungere che sfogliando i più autorevoli giornali e testi sulla storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, questo importante delitto non viene mai citato se non, in alcuni casi, superficialmente.

Le trattative e gli accordi che all'epoca furono stipulati con la mafie, dunque oggi verrebbero definiti "necessari"; ma in realtà tutta questa faccenda è una dannata storia di interessi politici. E ciò è dimostrato dal fatto che la questione del Papello e della trattativa è stata tirata fuori soltanto adesso e non certo per fare finalmente chiarezza sui rapporti secolari tra la criminalità organizzata ed una parte dell'apparato statale.

Se i primi attacchi frutto delle nuove rivelazioni mafiose sono andati stranamente contro esponenti della sinistra (Mancino e Violante), oggi si leggono invece attacchi contro esponenti della destra (Dell'Utri e Berlusconi)
Un attacco (stranamente) bipartisan?

Per rispondere credo sia necessario cambiare domanda: A chi interessa spodestare sia la sinistra che la destra dalla Sicilia(e dunque dall'Italia)?

Una risposta efficace forse ce l'ha data Beppe Grillo che qualche giorno fa si è lasciato andare in una dichiarazione sensazionale nel suo articolo Smemorati di Mafia: "Basta con la commedia, la Sicilia si dichiari indipendente"

E chi ci legge sa a quale movimento politico oggi Grillo è vicinissimo.

PER APPROFONDIMENTI:

- Trattativa riservata - Il Consiglio dell'Abate Vella, 23 ottobre 2009


- La prossima Tangentopoli? Partirà da via D'Amelio - Comitato Due Sicilie/SICILIA, 9 ottobre 2009

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venerdì 9 ottobre 2009

La prossima Tangentopoli? Partirà da via D'Amelio



Da un pò di tempo si notano delle vistose incrinature sui muri di cinta di quella che doveva essere una fortezza solida ed inespugnabile: se nel corso di questa estate la tenacia dell'assedio sembrava allentarsi, ciò era avvenuto per la stagione particolarmente afosa che, come tutti gli anni, distrae l'opinione pubblica dalle vicende politiche del Bel Paese.
A settembre gli attacchi verso il PDL, sempre più gigante dai piedi di argilla, sono tornati a farsi vigorosi e le elezioni anticipate che a giugno erano probabilità, oggi appaiono quasi certezza.

Prima delle ferie estive eravamo rimasti agli scandali berlusconiani di Noemi e Villa Certosa, i quali avevano creato non pochi problemi all'immagine del Premier, soprattutto alla luce dei risultati non performanti alle elezioni europee.

Ma una nuova tegola, stavolta molto più grossa e pericolosa, sta in bilico sulla testa di Berlusconi: si tratta della famosa agenda rossa che secondo alcuni conterrebbe delle annotazioni compromettenti per lo Stato.Da qualche giorno si sentono i sussurri di autorevoli trasmissioni televisive (tra cui AnnoZero) o di manifestazioni pubbliche ed influenti testate giornalistiche, che negli anni '90 vi sarebbe stato una sorta di accordo o trattativa tra i vertici dello Stato e la Mafia.

Appare chiaro che se ciò dovesse essere vero (e noi sappiamo che è vero) avverrebbe una sorta di piccola rivoluzione francese con conseguente decapitazione politica degli attuali governanti, anzi di quasi tutta la classe politica.
Proprio come avvenne per Tangentopoli nel 1992, che poi (sarà un caso?) è lo stesso anno della strage di Via d'Amelio.

A parte la coincidenza delle date, se si dovesse dimostrare un effettivo coinvolgimento dello Stato come sembra stia per accadere, ciò porterà inevitabilmente ad uno sfaldamento dai risvolti imprevedibili e l'opinione pubblica, come in Tangentopoli, reclamerà le teste dei politici.

Prima di continuare sorge spontanea una domanda: Ma perchè l'affare dell'agenda rossa non è saltato fuori quando al governo c'erano il PD e Di Pietro?

In realtà lo sappiamo tutti che una parte dello Stato con la Mafia ci fa affari da sempre, persino Garibaldi non appena sbarcato nelle Due Sicilie liberò i criminali dalle galere di Palermo e Napoli, dando loro il compito di garantire l'ordine pubblico. Ladri, delinquenti e criminali divennero prefetti, ispettori, capi della Guardia Nazionale, in un orgia di misfatti e prevaricazioni dove si assassinavano gli impiegati pubblici per prenderne il posto.

Ecco perchè, come più volte abbiamo detto, la data di nascita della mafia per noi corrisponde al giorno dello sbarco di Garibaldi a Marsala.Persino gli americani si servirono della Mafia, fino all'Unità d'Italia inesistente nella sua struttura organizzata, durante lo sbarco in Sicilia nella seconda guerra mondiale.

Pochi minuti dopo l'assassinio del giornalista anti-mafia Alfano, padre della Sonia oggi impegnata politicamente, un nucleo speciale delle forze armate perquisì inspiegabilmente la sua casa portando via dei documenti; oppure come non ricordare l'arresto di Bernardo Provenzano il giorno stesso in cui la sinistra vinse le penultime politiche?

Ed ancora. Le famose passeggiate di Nitto Santapaola in Via Etnea a Catania, quando era ufficialmente latitante?

Nel nostro articolo "Sta per nascere il Partito del Sud, tra trappole ed insidie" abbiamo parlato delle riunioni londinesi del Council of Foreign Relations Europe nella cui lista dei membri si leggono i più influenti politici europei, tra cui i nostri Leoluca Orlando(IDV), Gianfranco Fini (PDL), Massimo D'Alema (PD).
In tale Istituto si suggeriscono le politiche che i singoli membri devono adottare al loro paese, non è escluso dunque che proprio li vengano studiate le strategie per abbattere l'attuale governo. Non dimentichiamo che attacchi davvero pesanti sono arrivati proprio da giornali inglesi conseguentemente ripresi da quelli italiani.
Lo stesso Di Pietro è stato più volte intervistato dal Times e nel corso di una delle interviste ha dichiarato che "Berlusconi cadrà come Saddam Hussein"(1)

Tra tutte le coincidenze citate in precedenza ve n'e una in particolare: oggi come nel 1992 sembra esserci ancora Antonio di Pietro alla guida della rivoluzione, che con il suo partito ha assunto una forte connotazione anti-mafia.
Sono tutte iniziative dell'Italia dei Valori, le manifestazioni avvenute ultimamente come quella a Roma dell' Agenda Rossa, senza dimenticare che l'affare del block notes di Borsellino è stato largamente trattato da Marco Travaglio (giornalista molto vicino all'IDV) nella trasmissione AnnoZero.
Nemmeno deve apparire strano che De Magistris(IDV) si sia dichiarato favorevole alla Costituzione Europea, suscitando le proteste dei suoi sostenitori, tant'è che sulla sua pagina di Facebook è stato costretto a spiegarne i motivi.

Quanto a Fini, ormai rappresenta un'enclave dell'opposizione all'interno del PDL, ha deciso di eseguire quanto concordato all'interno del Council of Foreign Relations, a giudicare dai contrasti continui con Berlusconi. E' incredibile infatti come gli ideali di Fini siano passati in così poco tempo da destra a sinistra.

Tutte queste storie ci fanno capire che oggi è necessario un impegno forte per la questione dell'identità e per l'autonomia dei popoli (come peraltro stanno già facendo in Irlanda ed in altri paesi) oggi seriamente compromessi dalla recente approvazione della Costituzione Europea (che purtroppo reintroduce, seppure in alcuni casi la pena di morte) e da quei Poteri come i poco noti Istituti per le relazioni Internazionali che si servono dell'Emiciclo per privare gli europei di quei diritti fondamentali che sono stati conquistati nel corso dei secoli.
Ciò che vogliono fare queste Forze si capisce facilmente: la pianificazione di una dittatura, che tolga ogni potere decisionale alle Nazioni e controlli direttamente il cittadino (fisco, diritto penale, trasporti, politica energetica, sanità pubblica, cambiamento climatico ecc.ecc.)

Le elezioni al Parlamento UE da oggi diventano importantissime, è stata una pessima mossa da parte dell'attuale governo di apporre gli sbarramenti elettorali per le europee: infatti paradossalmente chi ha impedito l'accesso all'Emiciclo ad alcuni partiti, che pur in disaccordo, avevano messo in primo piano il rispetto dei diritti e dell'autonomia dell'individuo, si è trovato ad avere guai ben più peggiori in casa ed adesso rischia l'implosione.

(1) Repubblica, 19 settembre 2009

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giovedì 17 settembre 2009

Per la prima volta nella storia, in napoletano un'interrogazione al Parlamento UE

Ecco il video segnalato da Agrigento, dal vicepresidente del CDS-Sicilia, Salvatore Carreca:


Attendiamo adesso il coraggioso deputato siciliano che delizierà l'Emiciclo con la lingua di Trinacria.
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martedì 23 giugno 2009

Sta per nascere il Partito del Sud, tra trappole ed insidie










Da sinistra Raffaele Lombardo(Movimento per l'autonomia/MPA), Gianfranco Fini(PDL),
Massimo D'Alema(PD)

Se tutto va bene, il 2009 sarà ricordato come l'anno in cui un partito nato al Sud, si dichiarerà "meridionalista" e inizierà ad interessarsi seriamente del Mezzogiorno d'Italia. L'estremo baluardo difensivo per tentare l'ultima resistenza contro una crisi economica e politica che sta per abbattersi sulle Due Sicilie.

Ma anche questa volta non mancheranno trappole ed insidie, e tentativi di confondere le carte. Ecco quello che sta succedendo dietro le quinte.

Sembra che il Sud sia diventato di colpo importantissimo, ultimamente assistiamo increduli e basiti alle poco credibili promesse di martirio in nome del Sud da parte di uomini politici che fino all'altro giorno si dichiaravano strenui difensori dell'Unità del Paese, senza se e senza ma. Personaggi talmente radicati sul territorio che per essere eletti dovevano presentarsi come capo-lista in altre regioni.Oggi questi stessi signori, fulminati sulla Via di Damasco, lamentano uno scarso interesse della politica del Mezzogiorno ed invocano la creazione di un blocco politico che difenda gli interessi del Meridione.

Eppure questa volta non sembra la solita propaganda elettorale, c'è qualcosa di grosso che si muove nel sottobosco della politica.D'altronde se i nuovi "protagonisti" della "lotta meridionalista" sono D'Alema e Fini, che come sappiamo hanno ben poco a che fare con il Sud, se proprio non ci fanno a pugni, qualcosa ci sarà.

Ma leggiamo nel dettaglio la nuova intuizione di D'Alema(1): "Udc, Io Sud e Pd: nasce il Patto per il Meridione"
Secondo l'onorevole del PD, "Bisogna fare i conti con l’antimeridionalismo del governo che arriva ad essere persino punitivo, eliminando i fondi FAS destinati al mezzogiorno"
Non è escluso un appoggio al progetto da parte dell'IDV, come lascia intendere D'Alema durante l'intervista al Corriere del Mezzogiorno, mentre "si parla di un accordo Vendola-Poli Bortone per il 2010".
Destra e sinistra radicale dunque si mettono insieme?

Sulla falsa riga di D'Alema, ritroviamo il presidente della camera Gianfranco Fini, che pur essendo bolognese si riscopre patriota meridionalista, ecco il suo progetto come ce lo racconta un articolo di Libero(2): "Nasce - Polo Sud - l’anti Carroccio del Popolo della Libertà che vuole riequilibrare la politica del governo, oggi agli occhi dei sudisti del centrodestra troppo favorevole ai Lumbard e troppo poco attenta al Mezzogiorno"
Secondo il presidente della Camera "l’iniziativa politica del PdL s’è fermata; la Lega ha preso il sopravvento dettando l’agenda" ed ha incaricato un suo fedelissimo Amedeo Laboccetta a creare una "rete di parlamentari meridionali", ma Fini non specifica se debbano essere del PDL o anche di altri partiti. Non c'è bisogno di aggiungere che il dubbio nato da questa ultima parte, apre parentesi inquietanti all'interno del PDL, soprattutto perchè l'articolo esce in concomitanza con le dichiarazioni meridionaliste di D'Alema...

Vuoi vedere che Gianfranco Fini, stanco di essere l'eterno secondo, stia tramando qualcosa contro il Cavaliere allo scopo di detronizzarlo e prenderne il posto?Arriverebbe a tanto il presidente della Camera, compagno di avventure e disavventure del Cavaliere e co-fondatore del PDL?Il dilemma ci assilla ed urge sgombrare subito il campo dai dubbi, affidandoci magari ad una voce autorevole della politica italiana, meglio se un vecchio lupo della Prima Repubblica, che sappia bene come andavano e vanno le cose in Italia e non le manda a dire. Insomma, l'onorevole Francesco Cossiga.Ed ecco infatti cosa scrive l'Emerito in una lettera aperta a Berlusconi sulla faccenda dei complotti(3):"Fai la pace con Murdoch: tra ricchi ci si mette sempre d'accordo. Cerca un armistizio con l'Associazione nazionale magistrati: porta alle lunghe la legge sulle intercettazioni e quella sulle modifiche del Codice di procedura penale e da' ai magistrati un consistente aumento di stipendio. Vuoi, invece, fare la guerra? Allora vai in Parlamento: ma al Senato per carità! e non alla Camera dei deputati, per non correre il rischio di vederti togliere la parola o espulso dall'aula"

Da queste parole si scorge un chiaro avvertimento a Berlusconi che, secondo Cossiga, non può più fidarsi del Presidente della Camera Gianfranco Fini.
D'altronde i segnali delle ambiguità del politico bolognese, sono presenti da un bel pò, e sono tutti riassunti in un bell'articolo di Panorama uscito giusto ieri, nel quale l'autore pare arrivare alle nostre stesse conclusioni: "Che fine persegue Fini? La parabola di Gianfranco, che studia da leader (del Pd?)"(4) .

Adesso le vie di Fini e D'Alema, sembrano scorrere parallele e vicinissime, ma c'è un punto dove si incrociano fisicamente?Abbiamo percorso le strade fino in fondo e con nostra sopresa, abbiamo trovato il raccordo nientedimeno che a Londra.
Nella capitale inglese, si riunisce infatti una speciale commissione non governativa denominata Council of Foreign Relations Europe, che sarebbe la filiale europea di quella statunitense, ambedue finanziate dal multimiliardario ebreo americano Rockefeller, ma anche dalla fondazione George Soros e dal Gruppo Unicredit per l'Italia.
Nella lista dei membri ci sono parecchi ed influenti politici europei, ed è proprio in questo elenco che abbiamo trovato i nostri Massimo D'Alema, Gianfranco Fini ed udite udite, Leoluca Orlando ex sindaco di Palermo e personaggio di spicco dell'Italia dei Valori(5).

Alla luce degli ultimi fatti, il nostro penultimo editoriale: "Da Repubblica al controllo del gas: il sottile filo del complotto" può tranquillamente considerarsi la prima parte di questo articolo. Il presunto "complotto internazionale" ordito nei confronti di Berlusconi, ma diciamolo pure soprattutto nei confronti del Sud, inizia a farsi sempre più delineato grazie alle nuove informazioni che stiamo raccogliendo.
Non è escluso che le famose "scosse" siano state congegnate per contrastare la politica filo-russa del governo Berlusconi, proprio all'interno di questo Concilio per le Relazioni Estere che assume notoriamente delle posizioni anti-russe, e non poteva essere altrimenti.

Concludiamo scrivendo: il Partito del Sud è uno solo, occhio alle imitazioni...

(1) Corriere del Mezzogiono, 16 giugno 2009

(2) Libero News

(3) RaiNews24, 22 giugno 2009

(4) Panorama, 22 giugno 2009

(5) Council of Foreign Relations - Europe

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giovedì 18 giugno 2009

Da Repubblica al controllo del gas: il sottile filo del complotto.


Da parecchi giorni assistiamo ad un fuoco incrociato che ha come obiettivo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, difficile non accorgersene, anche per l'occhio più pigro.

Dalla campagna elettorale non c'è stato un attimo di sosta a scandali, inchieste giudiziarie, veline-cavalli di troia, fotografi con la tessera da 007(1) e dal tono usato dai giornalisti e dai politici, sembra che continueranno per molto ancora.
Appare chiara l'azione destabilizzatrice di questa "informazione mediatica", nella matrice politica, nell'azione congiunta: non ci sono termini migliori o più appropriati di "complotto", come dichiarato da Berlusconi stesso e da più esponenti della politica italiana, per rappresentare quel che sta accadendo.

Ora, come tutti i complotti che si rispettino, è necessario che vi sia un mandante. Per cercare di individuarlo vogliamo seguire la piccola traccia che ci da lo stesso Berlusconi, il quale identifica nel giornale "La Repubblica" il responsabile di queste trame.
Ma può mai avere un quotidiano una forza di persuasione della società civile così efficace da riuscire a destabilizzare il Paese?Chiaro che no, a meno che lo stesso quotidiano non sia in realtà una delle braccia di un sistema di potere molto più ramificato.

Come tutti sanno il proprietario del gruppo Repubblica L'Espresso è l'industriale Carlo de Benedetti. Spulciando nella lista delle aziende da lui possedute, ci soffermiamo sulla Sorgenia, azienda operante nel ramo energetico che ha il pacchetto di maggioranza della società del rigassificatore LNG MedGas di Gioia Tauro(RC).

Ecco, il gas potrebbe essere una buona pista da seguire, visto che come ben sappiamo è stato addirittura motivo di scontro tra Russia ed Occidente, vedi i continui tagli delle forniture a mezza Europa e la feroce concorrenza tra il gasdotto anglo-americano "Nabucco" e quello russo noto come "Southstream", nomi che ormai sono noti a tutti perchè spesso presenti sulle prime pagine dei giornali.

In effetti il gas oggi è considerato come una risorsa strategica, realmente alternativa al petrolio, soprattutto perchè è facilmente trasportabile tramite le pipeline e proviene da paesi che non sono i soliti stati medio-orientali in perenne guerra a causa, appunto, del petrolio.

La guerra del gas si sta combattendo soprattutto al Sud Italia, ormai considerato punto di snodo del metano del continente Africano, Europeo ed Asiatico, vedi i gasdotti del Nord Africa che transitano dalla Sicilia ed il costruendo Southstream (di proprietà della russa Gazprom), che dovrebbe raccogliere il gas proveniente da Russia ed Asia, facendolo transitare dalla Puglia.

Inutile dire che l'intromissione russa in quello che era, o meglio che è, un feudo anglo-americano, non è piaciuta oltre oceano, ne oltre Manica, soprattutto perchè la maggioranza dell'attuale governo di centro-destra pende più per la politica estera russa, difatti il Southstream è un progetto che Gazprom eseguirà con l'italiana ENI. Mentre si sa già che il rigassificatore di Porto Empedocle ospiterà il gas nigeriano, proveniente dai giacimenti che il governo africano ha dato di recente in appalto a Gazprom.
Senza dimenticare la personalissima amicizia, rivendicata con orgoglio da Berlusconi, con il primo ministro russo Vladimir Putin, che ha portato a varie joint-venture energetiche(e non solo) con aziende russe, ed appunto al progetto del gasdotto Russia-Puglia.

Inutile sottolineare che Sorgenia farebbe chiaramente a meno del rigassificatore "russo" di Porto Empedocle e del mega gasdotto pugliese di GAZPROM: potrebbe essere questo il motivo che ha portato Berlusconi ad indicare nel quotidiano di De Benedetti, il mandante del complotto?
Ma se anche fosse non basta ancora per ardire un vero complotto, perchè tanti sono gli interessi che gravitano intorno all'hub energetico del Sud Italia: esempio il costruendo rigassificatore di Priolo(SR) della società YonioGas(2) di proprietà di ERG ma anche degli anglo-olandesi di Shell, spietati ed agguerriti concorrenti della GAZPROM.
E' qui invece che la situazione si internazionalizza, che il complotto prende realmente forma.

Non a caso parecchie delle accuse pervenute negli ultimi tempi a Berlusconi arrivavano proprio dai giornali stranieri e soprattutto inglesi, come il Financial Times, che spesso viene citato da quella schiera di politici che fanno del tiro al bersaglio contro il Presidente del Consiglio, il loro sport preferito, ma anche l'unico modo per raccattare voti.

(1) La Stampa, 7 giugno 2009

(2) Il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo condusse una dura battaglia contro la realizzazione del rigassificatore di Priolo, mentre avallò quello di Porto Empedocle. Sempre durante il governo Lombardo, la società russa Lukoil acquisì il 50% della raffineria petrolchimica di Priolo.

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mercoledì 10 giugno 2009

Clamorosa gaffe de Il Giornale, le parole di Lombardo confuse con quelle del Comitato Sicliano


(Mario Giordano, direttore responsabile de Il Giornale)
Poco fa sul quotidiano di Mario Giordano è uscito un articolo che ha tutto il sapore dell'astio.Già il titolo "Il premier nordista taglia gli sprechi e la Sicilia si vendica" non promette nulla di buono e preannuncia la furia berlusconiana del pessimo risultato del PDL, pessimo non perchè il partito di Silvio in Sicilia è andato male in quanto rimane sempre il primo partito, ma perchè il Movimento per l'Autonomia è andato benissimo, pur non superando il 4% nazionale.
Come è noto i nervi scoperti e l'astio, non vanno a braccetto con la concentrazione necessaria per fare giornalismo e così capita che una nostra dichiarazione venga attribuita nientepopodimeno che a Raffaele Lombardo, come è successo all'autrice dell'articolo, Maria Giovanna Maglie. L'avranno messa troppo sotto pressione?

E che dire poi dei fondi FAS, che nell'articolo vengono rappresentati come sprechi.Ecco perchè in Sicilia molti non hanno votato PDL, perchè ciò che è scritto oggi su questo articolo era stato già intuito dagli elettori: il Governo del PDL non vuole dare i FAS al Sud perchè "verranno sprecati in clientele".Anzi forse è meglio dirottarli al Nord, dove è noto che i politici non intascano mazzette...
Rassegnati Sud, sei destinato a rimanere nel Medioevo!!!

Tutto nasce dalla pubblicazione del nostro editoriale: "Analisi critica sulle elezioni europee 2009: il Sud" in cui viene riportata una dichiarazione di Raffaele Lombardo tratta dal sito ufficiale del MPA: "Il Mezzogiorno e' scomparso dall'agenda del governo e per questo, ora piu' che mai, la scelta di fare il partito del Sud e' incontrovertibile. Lo ha affermato il presidente della Regione siciliana e leader MPA, Raffaele Lombardo, commentando il dato elettorale delle Europee.La coalizione non ha retto sopra Napoli' e per questo che adesso è il momento di pensare solo al Mezzogiorno"

L'autrice Maria Giovanna Maglie, pensando che magari non se ne accorgeva nessuno, pur di fare lo scoop ha attribuito al presidente della Regione Siciliana un nostro commento che invece Lombardo non aveva mai fatto:
"Ci auguriamo che questo "Partito del Sud" sarà presente anche al Nord, per tutelare e rappresentare i milioni di meridionali emigrati i cui diritti civili sono sempre più messi in discussioni dallo strapotere leghista, che con il suo 10% nazionale si fa sempre più forte e ciò desta preoccupazione per la comunità degli emigrati, che ad oggi non ha ancora un partito di riferimento"

Ecco cosa ne pensa in ogni caso la Maglie: "Un po’ è demagogia in puro stile siculo, sparare sul Nord ottiene sempre un qualche effetto"Ci chiediamo dov'era la giornalista quando un Ministro della Repubblica qual'è Calderoli, si permise di dire che Noemi Letizia "ha il difetto di essere napoletana". Per questa frase nessuno scandalo, nessuno sdegno sui giornali.

Intanto però oggi su un muro di Lecco si leggeva: "Di Pietro Terun de Merda"
FONTE: http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1861&Itemid=1

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giovedì 4 giugno 2009

Cosa succederà dopo il 7 giugno?


Perchè Berlusconi non è intervenuto nell'affare FIAT-OPEL, per il quale persino Tremonti ha avuto di che lamentarsi: "Berlusconi avrebbe potuto fare molto"(1).

C'è qualche particolare favore che Berlusconi spera di ottenere da Putin in cambio del disinteresse del governo italiano su OPEL?

Strano. Cosa ci sarà di più importante della firma sul Gasdotto Southstream (che solo ed esclusivamente Berlusconi ha il potere di mettere, per avviare l'imponente infrastruttura energetica alla fase esecutiva ) come punto di forza nei confronti dei russi?
Difficile capire cosa Berlusconi abbia chiesto a Putin come contropartita per Opel, ma deve essere qualcosa di più importante dello stesso progetto Southstream.

Qualcosa per la quale è valsa la pena di rinunciare alla gloria che un accordo FIAT-OPEL avrebbe portato al Silvio Nazionale ed al governo del PDL.

Il periodo storico che stiamo vivendo è delicatissimo sotto il profilo nazionale ed internazionale: la crisi economica, la perdita di influenza degli USA, l'avanzata della Russia, l'autonomismo meridionale che per la prima volta dal 1861 riesce ad alzare la testa per reclamare i diritti su nove secoli di storia e di supremazie nello scacchiere del Mediterraneo.
Berlusconi, sa bene che il gasdotto Southstream rappresenta il suo salvacondotta e che nel momento in cui firmerà il progetto esecutivo non sarà più tanto utile agli occhi di Putin.
Ma Silvio sa anche che la storica firma non potrà essere rimandata per sempre, ragion per cui è alla disperata ricerca di un modo per tenersi sulla cresta dell'onda anche nel dopo Southstream.

Durante l'ultimo vertice italo-russo, Berlusconi avrebbe assicurato a Putin il sostegno per il gasdotto(che di fatto ormai sarà il terminale europeo del gas russo) che per essere costruito, oltre alla firma, necessita il permanere delle attuali condizioni politiche nel Sud Italia, che risultano al momento favorevoli. Ma il problema non è solo il gasdotto, e qui ritorniamo in Sicilia che pure è terra di transito dei gasdotti maghrebini, sui quali peraltro hanno già messo le mani i russi tramite delle società miste russo-nordafricane (oltre che il rigassificatore di Porto Empedocle che sfrutterà il gas russo estratto dai giacimenti nigeriani.) ma è anche la nostra regione, centro strategico del Mediterraneo. Parecchi vecchi articoli su questo sito e molti che piano piano iniziano a fare capolino sulla rete, fanno intendere la Sicilia come la regione più strategica del Mediterraneo.Oggi si può dire senza ombra di dubbio che chi controlla la Sicilia, non solo controlla l'Italia, ma tutto il Mediterraneo.A dimostrazione di ciò c'è la base USA di Sigonella, vera e propria sentinella del Mare Nostrum, oltre che la Storia, la quale ci racconta di una Sicilia come obiettivo primario per la conquista dell'Italia da parte di eserciti stranieri, vedi la spedizione garibaldino-piemontese del 1861 o lo sbarco alleato nell'ultima guerra mondiale.

Le forze che fino ad oggi, o meglio dal 1992 hanno controllato la Sicilia, soffrono di vistose incrinature e questo perchè un partito dichiaratamente meridionalista, il Movimento per l'Autonomia a cui fa capo il presidente della Regione Siciliana, ha azzerato la giunta regionale composta da esponenti di partiti che invece hanno la loro "sede legale" a Roma.
L'ultima volta che successe, fu nel 1958, quando vennero persino dal Veneto(2) a far cadere la giunta di Silvio Milazzo.
Allo stesso modo nel 2009, il PDL annuncia che proporrà un ddl al Senato, già soprannominato "anti-Lombardo" che prevede la rimozione del segretario del MPA dalla presidenza regionale, sulla base della modifica dello Statuto Siciliano. Una vera e propria legge ad-personam (che per la prima volta nella storia d'Italia danneggia invece che favorire il diretto interessato)

Napolitano di cui sono note le simpatie per una certa sinistra, firmerà la legge contro Lombardo, affinchè si riequilibrino le forze politiche in Sicilia, che sono spropositatamente di centrodestra.
Ma potrebbe anche non farlo: una mossa del genere è rischiosa perchè prevede una forte esposizione, il vantaggio è che permetterebbe di colpire Berlusconi direttamente al cuore.

E' forse l'intraprendenza di Miccichè il motivo della (relativa) tranquillità di Berlusconi sul "Caso Sicilia"?A giornalisti il Presidente del Consiglio ha risposto con un perentorio: "se ne riparla dopo le elezioni".
Non verrà nemmeno in Sicilia a fare campagna elettorale.

L'OPEL IN CAMBIO DELLA SICILIA?

La domanda è questa: Berlusconi potrebbe aver architettato un ribaltone, ovvero la sostituzione di Lombardo con Miccichè, alla presidenza della Regione Siciliana, magari qualche settimana dopo le elezioni?
Se la risposta è si, Raffaele Lombardo anche se cosciente del rischio, sa che non può chiudere le porte all'unico alleato attualmente sulla piazza.

Pur tuttavia, Berlusconi sa che una simile operazione ha i suoi rischie e la situazione potrebbe sfuggirgli di mano, come Miccichè potrebbe davvero abbandonare il partito portandosi dietro tutti i fedelissimi e confermando una vecchia ipotesi che vede in futuro il PDL in minoranza in Sicilia(3).

Chi potrebbe approfittarsi di questa situazione, è il solito PD, seduta sulle rive del fiume Salso inattesa che passino i "cadaveri" dei suoi nemici politici, ma anche l'altra grossa componente della sinistra come l'IDV, portatissima da quei poteri forti nazionali ed esteri che all'unisono attaccano duramente Berlusconi(4).

Abbiamo notato ultimamente una piccola defaiiliance nelll'arte tutta berlusconiana di fare due facce, a seconda se ci si trovi a colloquio con il presidente Putin o con Bush, questa eccessiva sicurezza, forse douta al fatto che Berlusconi pensi che gli Stati Uniti siano ormai un'ex potenza, incapaci più di rivoltare come calzini gli stati europei, servi fedeli e un pò zerbini.
Infatti, Paolo Scaroni, amministratore delegato del cane a sei zampe, ormai dice apertamente di non credere più al progetto del gasdotto sponsorizzato dagli Stati Uniti: «Nabucco decollerà solo quando avrà il gas di Turkmenistan, Kazakistan e forse dell’Iran. Da quanto ho letto, questo non accadrà»(5).

Tornando al problema FIAT, l'attuale situazione non gioca a favore delle fabbriche di Termini Imerese e Pomigliano, ormai sul libro nero di Marchionne, il quale sarà parecchio irritato con il Governo per essere rimasto fuori dall'affare tra la casa automobilistica torinese e quella tedesca. Inoltre, alla lista degli stabilimenti meridionali sotto mira da Torino, si è aggiunto quello di Melfi, in Basilicata:
La Fiat denuncia all'opinione pubblica, alle istituzioni e ai sindacati ''la gravità'' della situazione provocata dalle agitazioni sindacali che interessano due imprese dell'indotto a Melfi, che sta provocando ''danni molto pesanti per i lavoratori e per l'azienda''(6).

Tale dichiarazione non promette nulla di buono, la Fiat è una società dissestata dal punto di vista economico ed il 2009 potrebbe essere l'anno di avvio di una strategia di dismissioni e di ritiro dell'Azienda oltre la linea del Po.Nessun problema sembrano avere le fabbriche Fiat dell'Europa dell'Est, dove oggi viene costruita la "500", grazie al basso costo del lavoro.


(1) Wall Street Italia, 30 maggio
(2) "Disse Aldo Moro: Più passa il tempo e più ammiro i Borboni", 14 maggio 2008
(3) "Condanna, dimissioni di Cuffaro e candidatura di Lombardo: le nostre previsioni fanno altri centri"
(4)
Repubblica, 1 giugno 2009
(5)
A Conservative Mind, sabato 30 maggio 2009
(6)
Affari Italiani, lunedì 1 giugno 2009

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giovedì 21 maggio 2009

Scuola Pisacane, vincono gli impostori della storia e gli ignoranti



Come era prevedibile, la presa di posizione strumentale degli esponenti dell'area del centrodestra è risultata quella vincente.
La difesa ad oltranza di Carlo Pisacane da parte dei politici, figura assolutamente inappropriata per rappresentare una scuola elementare a prescindere dai gravi misfatti compiuti durante il periodo risorgimentale, dimostra da un lato la volontà di difendere a tutti i costi un'unità d'Italia fatta con l'oppressione, che andrebbe nuovamente ridiscussa con un nuovo plebiscito su basi egualitari (anche perchè il primo fu falsato ed i registri bruciati)

Difendere personaggi discutibili come Mazzini, Garibaldi e Pisacane a cui sono stati intitolati asili, scuole ed orfanotrofi (anzichè personaggi compatibili con l'educazione infantile) solo perchè responsabili dell'unificazione italiana (con l'aiuto fondamentale delle potenze straniere come l'Inghilterra che in più occasioni nel corso della storia recente ha remato contro il nostro paese) è probabilmente il motivo per cui il nostro paese ha il più alto numero di condannati in via definitiva eletti in parlamento, oltre che piazzati ai primi posti al mondo per i benefits e per privilegi da casta.

Ora, secondo documenti storici(1) da poco rinvenuti, pare che questi vizi risalgano proprio ai tempi del parlamento di Torino, subito dopo l'Unità....

CURIOSO COMMERCIO

DEI MEMBRI DEL PARLAMENTO ITALIANO


Troviamo nella Gazzella del Popolo del 27 luglio 1861 i seguenti particolari, a cui potremo fare di molte e curiose aggiunte, se avessimo la libertà che gode la Gazzetta del Popolo :

Il sig. ministro Jacini avea fatta il primo la proposta di accordare ai rappresentanti della nazione il trasporto gratuito sulle ferrovie. — E c'era dell'equità. Servono il paese gratuitamente; si faccia dunque il possibile, perché possano almeno essere esenti da spese per condursi da lontane località alla sede del Parlamento. — E così fu fatto ; e meno qualche rarissima eccezione, non sappiamo che alcuno siasi fatto lecito di offendere con bassi abusi la propria dignità. Allora erano rappresentate in Parlamento le antiche provincie, la Lombardia, l'Emilia e la Toscana.

Ora vi abbiamo anche le provincie meridionali, e quindi anche ai Rappresentanti di queste è applicato il diritto del gratuito trasporto, che già fruivano gli altri. Ma noi non abbiamo mai saputo che questo diritto fosse trasfusibile in altri, e che i signori Deputati di questo loro diritto tutto personale potessero far bottega, vendendo il loro biglietto o cedendolo ad amici e parenti, o vestendo fin anco da uomini le donne, per volerle far passare come deputate.

Eppure queste cose avvennero, queste cose avvengono continuamente. — Si parla perfino di un ministro, il quale, presentatosi al capo convoglio col figlio, si pose a questionare perché volle ad ogni costo aver diritto a farlo viaggiare gratuitamente. — E al doveroso rifiuto del capo-convoglio, il signor ministro tirò fuori questa bella argomentazione : «lo sono ministro, e come ministro (?) ho diritto di viaggiare gratis ; il mio diritto di senatore lo delego a mio figlio». Ah non c'è mica male! Quel signor ministro non c'è più, e speriamo non torni più, perché questa sarebbe una poco lieta caparra della dignità che si trasfonderebbe nel suo ministero.

Un altro allo funzionario, che c'è ancora, e che si pappa un buon stipendio, e ch'è anche deputato, quando si presenta alla stazione, ha sempre qualche amico o parente da presentare, e crede che basti il dire — il tale è con me — perché le si debba abbassare le corna e lasciar passare tutti i suoi protetti. Questo signore faccia la gentilezza di viaggiare col suo biglietto, ma lasci stare di abusare dei danari della nazione pegli altri.

Pare già che debbano i signori onorevoli essere abbastanza contenti di poter trattare su e giù per solo sollazzo, senza spender un soldo, senza chè vogliano pretendere di condur con loro gratis anche la caterva dei proprii conoscenti, amici, parenti, e un po' alla volta l'amante e la serva.

L'altro giorno a Genova smontò un deputato a fianco d'un altro collega. Il primo esibì la medaglia; e il capo-convoglio alla estensione della medaglia non credè dubitare d'abusi. I capi-convoglio si fanno una idea come si deve della dignità dei rappresentanti. Ma l'onorevole della medaglia aveva passato il suo biglietto al proprio collega, che colla sua imberbe figura saltava troppo agli occhi per passare per un altro onorevole. Era un deputato femmina, che il deputato maschio credeva coprire colla sua autorità.

In giunta a tutti questi fatti, che sono abbastanza indecorosi, v'è poi la vendita che si fa da taluni del proprio biglietto. Questa poi la è più grossa di tutte.

E il nostro paese che, sia detto in buon punto, non seppe mai che cosa fosse mancanza di delicatezza e che s'è avvezzato a vedere l'onestà seguiat dai proprii rappresentanti fino allo scrupolo, non sa adattarsi all'introduzione di questo sistema, che poteva passare sotto il regno dei Borboni, ma non sotto al regno di Vittorio Emanuele, il Re leale, che informò il suo governo al proprio galantomismo.



D'altronde poteva essere onesta, un Italia unificata da criminali e non da brave persone?

(1) Memoria per la storia de' nostri tempi dal congresso di Parigi del 1856 ai giorni nostri - Torino - 1865


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giovedì 14 maggio 2009

La fabbrica di Termini Imerese al centro della geopolitica internazionale?


Dopo l'annuncio di Fiat di voler acquisire il controllo di OPEL, operazione seguita dalla chiusura dell'accordo con General Motors negli States, si è materializzato lo spettro dei lucchetti allo stabilimento automobilistico di Termini Imerese in Sicilia.

Tuttavia la casa automobilistica torinese, è talmente indebitata che se è riuscita ad ingannare i politici europei e americani(più o meno consapevoli) nulla può fare contro le banche creditrici, per cui la prospettiva di chiudere due stabilimenti in Italia, uno al nord ed uno al Sud. Ma è solo del Sud che oggi si parla sui giornali e ciò desta parecchia preoccupazione.

Il governatore siciliano Lombardo è ormai avversato da tutti in Regione, odiato dal PDL isolano, attaccato duramente da Cuffaro che ha acquisito inspiegabilmente grosse linee di credito presso quella stampa italiana che solo fino a qualche mese fa lo additava come "mafioso", infatti le sue recenti dichiarazioni poco corrette e provocatorie nei confronti del presidente della regione siciliana, sono andate sulle prime pagine di tutti i giornali.
Saranno questi i motivi per cui la Fiat ha deciso di chiudere Termini Imerese e non Pomigliano D'arco, e che i suggeritori stiano tra le fila di quelli che non vogliono più Lombardo tra i piedi?
In effetti la chiusura della SicilFiat, sarebbe una botta notevole in campagna elettorale, i malumori sarebbero intercettati e rigettati facilmente dai media verso il partito della presidenza, in corsa elettorale per il raggiungimento del fatidico 4% alle europee.

Ma ecco che un evento inaspettato scompiglia tutte le carte in tavola, dalla Russia il primo ministro Putin fa sapere che anche loro sono in gara per l'acquisto di Opel.(1)


"La compagnia austro-canadese Magna ha chiesto alle istituzioni finanziarie russe e a Gaz di fare una proposta per Opel, ha detto Putin, secondo la trascrizione dell'intervista con un giornale giapponese fornita dal governo russo.Fanno eco dei media tedeschi secondo i quali Magna acquisterebbe Opel insieme a Gaz e alla banca statale russa Sberbank"

Appena appresa la notizia, Berlusconi sicuramente preoccupato di non poter godere del successo di un accordo tra FIAT ed OPEL, fa sapere che sarebbe andato in Russia ad incontrare prima Putin e poi Medved(2).


"Il governo russo rende noto che l'incontro avverrà il 15 maggio nella località turistica sul Mar Nero dove l'ex leader del Cremlino ha una dacha. Il giorno successivo - secondo quanto reso noto in precedenza dal Cremlino - il 16 maggio il presidente della Federazione Russa Dmitri Medvedev riceverà il presidente del Consiglio fuori Mosca per una visita di lavoro."

Putin cederà sicuramente alle richiesta di Berlusconi di desistere all'acquisto di Opel. Sul piatto della bilancia c'è l'hub energetico del Sud Italia, sul quale la Russia sta puntando tutto e nel quale sarà convogliato tutto il gas che proviene da Russia-Asia e dall'Africa per il rifornimento della UE.
Ma i russi saranno disposti a subire il "ricatto" berlusconiano senza chiedere un'adeguata controparte?
La chiusura della fabbrica siciliana di Termini Imerse porterebbe un sicuro scompiglio nella politica siciliana e potrebbero avvantaggiarsene delle parti politiche poco consone al piano russo degli approviggionamenti energetici.
Non dimentichiamo che i russi sono fortemente ostili alla costruzione del rigassificatore di Priolo (di proprietà anglo-olandese) mentre sponsorizzano il rigassificatore di Porto Empedocle, perchè dovrà accogliere il gas estratto dai giacimenti di proprietà russa in Nigeria(3).
L'attuale governo di maggioranza in Sicilia, grazie ai provvedimenti legislativi ha finora dimostrato di appoggiare gli interessi russi.

Per questa ragione a Mosca, Putin potrebbe fare a Berlusconi una clamorosa proposta:
Nel caso in cui Fiat, a seguito della decisione di acquistare l'Opel dovesse chiuedere la fabbrica palermitana della FIAT, il colosso russo MAGNA-GAZ si impegnerebbe ad acquisire lo stabilimento SicilFIAT di Termini.
Ragionandoci bene, questa operazione oltre ad evitare scossoni all'equilibrio politico fin qui mantenuto che gioca a favore della federazione russa, comporterebbe il posizionamento strategico di un'altra importante industria russa nelle Due Sicilie, come è gia avvenuto in altri settori(4).

Sapremo tutto prima della scadenza elettorale di giugno.


(1) Borsa Italiana, 10 maggio 2009

(2)
Virgilio Notizie, 13 maggio

(3)
"Si farà il rigassificatore di Agrigento, col gas nigeriano", gennario 2009

(4)
"L'accordo con la Russia da i primi frutti: benzina scontata in Sicilia", luglio 2008


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lunedì 11 maggio 2009

Sarà la Sicilia a pagare l'accordo FIAT-OPEL?




L'industria metalmeccanica siciliana di ieri e di oggi.

Alla fine ciò che si sapeva sarebbe prima o poi successo, è avvenuto.Quella fabbrica FIAT di Termini Imerese, costruita con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, doveva essere chiusa poco dopo secondo la strategia usata dai dirigenti dell industrie del Nord. Il trucco era semplice: si aprivano capannoni al Sud con la scusa di portare lavoro, ma il vero obiettivo era intascarsi i fondi della Cassa e rimettere a nuovo le fabbriche del Nord.E così dopo essersi rifatto il cappotto nuovo, i dirigenti padani chiudevano la fabbrica che con tanto spirito di "servizio alla nazione", avevano aperto nel Meridione.

Per Termini Imerese le cose erano andate diversamente ma solo perchè i nostri "cari" politici siciliani, da bravi cagnolini scodinzolanti avevano capito che da quella grossa "vastedda" di pane, cascavano grosse molliche.E fu così che Termini divenne il simbolo del clientelismo isolano, infatti grazie ai voti generati dalla fabbrica, veniva tenuta in vita dagli aiuti di stato, dalle Regione e dalla UE.
Ma adesso Termini Imerese sembra non servire più, ha esaurito la sua funzione clientelare, causa scenari economici che impediscono ulteriori sprechi clientelari.
Resta l'incognita di centinaia di famiglie che rimarranno sul lastrico, e del know-how tecnologico che in ogni caso era stato ottenuto in Sicilia.

A questo punto la domanda è lecita: perchè se la Fiat chiude Termini, lo stabilimento non può continuare a costruire automobili per altre case?Meglio ancora, perchè non fondare una casa automobilistica meridionale, una FIAT delle Due Sicilie?

La fabbrica l'abbiamo, la tecnologia pure, ed abbiamo anche la legittimazione storica per farlo: l'archeologia industriale siciliana ci racconta che a Palermo, nei pressi del Porto Vecchio sorgeva una fonderia gigantesca, che fino al 1871 contava più di 700 operai(1).
Questa industria si chiamava: Fonderia Oretea ed era di proprietà dei Florio. Fiore all'occhiello della nostra Industria, le cronache dell'epoca raccontano che portasse lo stemma borbonico nella parte alta dell'ingresso in quanto grosse erano le commesse effettuate dalla Casa Reale di Napoli.
In questa fabbrica, si producevano strumenti di precisione per macchine a vapore, come pressostati, pressometri e manometri che venivano esportati in tutta Europa, infatti ancora oggi i musei marittimi del vecchio continente conservano questi preziosi marchingegni.

La tecnologia nell'isola raggiunse un livello tale che nel 1846 fu costruita nella suddetta fonderia, la prima macchina a vapore interamente siciliana(2) (la FIAT nacque solamente nel 1899)
Fu il raggiungimento di questi primiti a spingere i siciliani ad osare sempre di più e così nel 1854 i fratelli palermitani Luigi e Salvatore De Pace fondano la "Società di Navigazione Sicula Transatlantica", la prima in Italia a collegare gli Stati Uniti con l'Italia(3). Le Due Sicilie, tramite il piroscafo "Sicilia" furono così collegate stabilmente a New York dove nel frattempo era stata aperta la prima ambasciata della Penisola Italiana: quella del Regno delle Due Sicilie.
Certo sarebbe un sogno avere una fabbrica di automobili tutta meridionale, e siamo coscente che farlo costerebbe parecchi soldi oltre ai grossi ostacoli di natura politica, così ci accontentiamo di lanciare l'idea per il nome del marchio: Oretea industrie automobilistiche

(1) Stato unitario e disarmonie regionali - Guida Editori - 1987
(3) Il Mezzogiorno preunitario - Bari - 1988
(4) The Postal Gazzette - giugno 2006


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mercoledì 22 aprile 2009

Stop a Garibaldi, analoga proposta da Bergamo. Ma nessuno ne parla



Quando invece è il Sud a mettere i paletti alla figura di Garibaldi, si scatena un putiferio.

Tale comportamento mediatico a due pesi e due misure, spiega molto bene la paura che i governi di sempre hanno di un'eventuale "risorgimento" delle Due Sicilie.

Così capita che le
dichiarazioni di Miccichè e di Sindoni generino un chiasso enorme, mentre al nord passino quasi inosservate pur essendo regolarmente lanciate dalle Agenzie...

La proposta: stop a Garibaldi e Dante

Bergamo. «Basta intitolare vie a personaggi celebri del passato. Occorre salvare i toponimi locali che racchiudono la storia di un luogo». Lo ha detto Enzo Caffarelli, filologo di fama, intervenendo al seminario dal titolo. «Una città: nomi vecchi, nomi nuovi. Come intitolare strade, piazze, giardini», organizzato dalla Commissione Toponomastica del Comune.

Nella sala consiliare di Palazzo Frizzoni, dopo il saluto del sindaco Roberto Bruni, sono intervenuti oltre a Enzo Caffarelli, Umberto Zanetti, Maria Mencaroni Zoppetti, Paolo Oscar e Gianni Carullo. Coordinatore Giulio Orazio Bravi, direttore della biblioteca civica Angelo Mai e membro della Commissione Toponomastica del Comune.
La discussione si è incentrata sulla necessità di recuperare antiche denominazioni dei luoghi, alcuni dei quali fanno riferimento fors'anche a terminologie dialettali. Stop dunque a Garibaldi o Dante, via libera ai nomi che ricordano ad esempio un luogo dove esisteva un'area ghiaiosa o una fontana, o che illustrano anche la conformazine di una via, una strettoria, un vicolo.Un problema tutt'altro che secondario che si ripercuote inevitabilmente anche nelle carte del catasto, come in quelle stradali. Il recupero dei toponimi locali sembra una strada condivisa da tutti e in futuro, probabilmente, la commissione toponomastica riesumerà vecchie denominazioni che caratterizzeranno maggiormente gli angoli di Bergamo.

(Eco di Bergamo)

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lunedì 20 aprile 2009

Miccichè come Sindoni: via Garibaldi dalla Sicilia!


(Fonte AGI) - Agrigento, 19 apr.

“I sindaci dovrebbero cambiare i nomi alla vie, alle strade e alle piazze intitolate a Giuseppe Garibaldi.

Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Cipe Gianfranco Micciche’ intervenendo a Burgio (Agrigento), all’istituto comprensivo Roncalli, per una lezione sul progetto didattico “Incontra la Costituzione”.

“La sua vita fu talmente controversa che che per scrivere la sua storia Camillo Benso Conte di Cavour chiamo’ quattro scrittori, tra cui Alexandre Dumas, per dargli un’immagine degna. La verita’ e’ che Garibaldi svendette il Regno delle Due Sicilie al neonato Stato Italiano, che si approprio’ di oltre 420 milioni di lire di allore del Banco di Sicilia e del Banco di Napoli per coprire i due terzi del fabbisogno. Mi rivolgo ai sindaci affinche’ cancellino il nome di Garibaldi e lo sostituiscano con quello dell’illuminato Federico II che splendore diede all’Isola”.

Micciche’ ha anche aspramente criticato il progetto di federalismo che sembra prendere corpo in Parlamento: ‘Vogliano fare il federalismo per penalizzare ancora la Sicilia, che ha lo Statuto piu’ antico di tutta l’Europa, con norme che la deputazione siciliana, in occasione della nascita della Repubblica, volle che non si toccasse nemmeno una virgola”.

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