giovedì 9 ottobre 2008

Sgarbi "cultore del male e della perversione" fa la morale alla storia del Sud.


Dobbiamo ritornare sull'argomento "Sgarbi" perchè ancora oggi non abbiamo digerito la sua invasione di campo.
E lo facciamo andando a scavare in fondo nel personaggio in questione laddove egli si sente più forte: la fama di critico d'arte che i media progressisti gli hanno appiccicato addosso e che, negli ultimi tempi, sembra essere sconfinata anche nel campo ambientalista e storiografico...

In particolar modo ci riferiamo ai recenti fatti in cui il critico marchigiano oltre a criticare ferocemente la rimozione della targa di Garibaldi ad opera del sindaco di Capo d'Orlando (Sindoni), si è addirittura scomodato nel criticare il progetto, dell'ingegnere pugliese De Meo, di ricostruzione del vecchio ponte borbonico sulle Isole Tremiti, notizia che peraltro aveva avuto scarsissima risonanza mediatica.
In quell'occasione Vittorio Sgarbi si era affrettato a replicare, quasi fosse una questione personale: "L’idea del ponte è neo-borbonica e attenterebbe all’integrità paesaggistica delle isole. I nuovi Borboni si mettano il cuore in pace, indietro non si torna"

A seguito di quella replica l'Ing. De Meo dichiarò infatti che - non si aspettava tutto quel clamore attorno alla sua proposta - anche perchè la finalità del progetto era esclusivamente turistica.

Un comportamento simile lo riscontrammo a seguito della rimozione della targa di Garibaldi a Capo D'Orlando. Così Sgarbi (oggi sindaco di Salemi, città in provincia di Trapani) riscopertosi patriota garibaldino e sprizzante valori risorgimentali da tutti pori, con tanto di fascia tricolore al petto, condannò duramente l'atto di Sindoni e per dare maggiore risalto alle sue parole, annunciò la restaurazione di una vecchia lapide garibaldina posta nella città siciliana, per ricordare la "prima capitale d'Italia", come fu dichiarata Salemi, dal Dittatore di Nizza.

Ma il nostro Sgarbi ha davvero quella statura morale per ergersi a civilizzatore delle Due Sicilie e a dare direttive storiografiche?

I nostri dubbi cominciarono a trovare le prime conferme dopo una ricerca su Internet. E così apprendemmo cheVittorio Sgarbi aveva organizzato il 26 febbraio 2005 a Torino(location adatta per questo tipo di eventi) una mostra demoniaca(come d'altronde dice lo stesso titolo) di quadri denominata: "Il Male. Esercizi di pittura crudele" [1].

Tale mostra destò non poco scalpore e scandalo all'epoca, perchè si trattava di un vero e proprio inno al Male: se questa è "l' arte" di cui Sgarbi vuol farsi maestro, la nostra risposta è che ne facciamo volentieri a meno.

Ma il meglio di se il marchigiano doveva ancora darlo e così qualche tempo dopo, organizza nientedimeno che una "mostra sull'omosessualità"[2]. Tra gli oggetti esposti, un dipinto, "le cui fattezze ricordavano Papa Benedetto XVI"...

Fortunatamente la mostra chiuse i battenti dopo soli due giorni , facendo andare su tutte le furie Vittorio Sgarbi, che all'epoca faceva l'assessore alla cultura del Comune di Milano - Non riesco a concepire l'ipotesi che a Milano s'istituisca un ufficio della censura - disse in seguito.



Ma cosa ci fa uno che organizza mostre di demoni e omosessuali sull' "Altare del Risorgimento"?
Va bene che Garibaldi era un massone anticlericale, un delinquente senza scrupoli, un pirata ed un negriero e che Sgarbi ne è un degno rappresentante(in questo caso meritato a pieno titolo)...

Ma non è finita. Ultimamente Vittorio Sgarbi ha scritto di propria mano un articolo[3] su "Il Giornale" il cui titolo è: "La mia richiesta a Gheddafi: la Libia si annetta la Sicilia"
Probabilmente Giuseppe Garibaldi si sarà rivoltato nella tomba e dalle viscere della terra avrà scagliato non poche maledizioni a Vittorio.
Ma quello che sembrerebbe un dietro-front rispetto alle precedenti euforie risorgimentali, potrebbe in realtà essere il proseguimento di una "strategia" di cui abbiamo sentore da un pò di tempo e per la quale cerchiamo conferme di giorno in giorno.

I poteri forti liberal-massoni, (gli stessi che hanno inviato Sgarbi in Sicilia) probabilmente non stanno facendo altro che dare un seguito agli annunci di "operazioni di microchirurgia" espressi in un comunicato della loggia universale RSAA. Questi poteri forti dopo essersi resi conto dell'impossibilità di fermare il risveglio identitario e tradizionalista delle genti del Sud, starebbero adesso puntando tutto sulla divisione tra Sicilia e Sud continentale, operando affinchè non si formi un'entità politica unica (Non dimentichiamoci che il Sud oggi è soprattutto lo snodo logistico ed energetico dell'Europa)

Le Due Sicilie: " l'arco e la freccia", lo "scudo e la spada" , l'unica arma, tradizionalista e cristiana, capace di scardinare il potere liberal-massonico italiano e distruggere quello europeo.


[1] Repubblica, 25 febbraio 2005
[2] Repubblica, 13 luglio 2007

[3] Il Giornale, 10 ottobre 2008

4 commenti:

Abate Vella ha detto...

Grazie della segnalazione su Unicredit.

I conti sembrano tornare da tutti i lati.

Certo Sgarbi é stato piazzato lí per creare problemi.

Sarebbe interessante capire chi é veramente Sgarbi e che cosa faccia nel suo "tempo libero".

COMITATO SICILIANO ha detto...

Dalle nuove notizie che abbiamo si potrebbe già fare un nuovo post, ma tanto ormai le manovre di sgarbi sono chiare.

Ecco le nuove note:

1)Berlusconi mette in guardia su possibili OPA ostili.
Ciò a seguito a delle strane compravendite di azioni che hanno interessato Unicredit, buttandone giù le quotazioni.

2)Sgarbi va in Libia

3)La Libia si compra un pezzo di Unicredit, l'amm.del. Profumo apprezza l'aiuto di Gheddafi


Possibili conclusioni:
L'OPA "ostile" potrebbe avere origine in Russia e Berlusconi/Sgarbi avrebbero fatto ricorso al vecchio amico Gheddafi per impedire che troppe azioni di UNICREDIT finissero in mani russe.
Per quanto riguarda le amicizie tra Russia e Libia, ricordiamo voelntieri che queste nascono sempre per motivi commerciali e non per il "sincero sentimento di amicizia tra i popoli"...

E se i russi avessero intenzione di acquistare un bel pacchetto di azioni UNICREDIT per girarlo alla Regione Siciliana?

COMITATO SICILIANO ha detto...

Altra chicca:

"Sono proprio le continue operazioni di investimento e la capacità economica sulla quale basano le proprie strategie di espansione a preoccupare l’Europa e gli Usa: quegli oltre 2000 miliardi di euro cui abbiamo fatto riferimento sono una cifra spropositata rispetto ai bilanci degli stati europei che, ahinoi, riescono mettono assieme ogni anno e a fatica, avanzi primari per qualche miliardo di euro. La maggior parte dei fondi sovrani fa poi capo a Paesi non democratici. Sarebbe quindi forte il rischio che questi fondi si possano anche disinteressare dei benefici economici per perseguire obiettivi politico-strategici.

Di certo c’è che non vanno messi sullo stesso piano i fondi norvegesi e americani con quelli arabi, russi e cinesi (i più recenti e per molti versi i più aggressivi). La questione è molto delicata, i fondi sovrani sono il nemico numero uno per i protezionisti e possono essere una risorsa per i liberali. Vista quindi l’accresciuta importanza dei fondi arabi, l’espansione di quelli cinesi e di quelli russi, la preoccupazione di possibili interferenze da parte di governi stranieri sulla gestione delle industrie è montata anche in Italia, tanto da spingere il Presidente del Consiglio Berlusconi a mettere in guardia dall’invasione. Lo va ripetendo ad ogni occasione utile, pubblica e non."


fonte: http://www.loccidentale.it/articolo/cos%C3%AC+il+governo+vuol+frenare+lo+shopping+dei+fondi+sovrani+in+italia.0059930

COMITATO SICILIANO ha detto...

TELEGRAPH: FONDI SOVRANI ATTRATTI DALL'ITALIA

(AGI) - Roma, 18 ott. - 'Il primo ministro Silvio Berlusconi, che ha vinto le elezioni promettendo di non vendere l' Alitalia a compagnie estere, aveva dichiarato che avrebbe difeso l' economia italiana dalle opa straniere'. Lo scrive il Telegraph che dedica un lungo articolo alla vicenda Unicredit-Libia, sottolineando che la mossa del paese nordafricano 'conferma le paure espresse dal premier italiano sul fatto che i fondi sovrani, in particolare quelli dei paesi produttori di petrolio, hanno preso di mira il mercato italiano'. Il ministro Giulio Tremonti ha garantito che verranno presto approvate delle leggi a protezione dell' economia, confermando 'il timore che molte aziende rappresentino un prospettiva allettante per i fondi sovrani', in particolare per quei paesi che hanno avuto una 'crescita particolarmente imponente negli ultimi anni, come la Cina e la Russia'.