
Replica all'articolo "Nascita, metamorfosi e morte della Corona di Sicilia" di Giuseppe Di Bella apparso su www.siciliainformazioni.com e sua risposta via mail.
Nel leggere la lettera dell'autore, ho apprezzato lo sforzo compiuto, perchè quando si tratta della nostra storia fa sempre piacere leggerla, ma considero la conclusione dell'articolo troppo semplicistica rispetto ai ragionamenti effettuati dall'autore nel suo pezzo.
Di Bella infatti scrive: "Dopo sette Secoli, con la legge del 1816 viene dunque soppressa la Corona di Sicilia che cinse il capo di Ruggero II"
Affermazione che considero errata, anche perchè è proprio l'autore a scrivere che Ferdinando di Borbone si ispirò, nel creare la nuova forma istituzionale del Regno delle Due Sicilie, alle dinastia di Ruggero, di cui il Borbone non dimentichiamolo, era e si considerava con orgoglio legittimo discendente.
Da qui la volontà di ricreare l'antico Regno che fu dei Normanni, la cui storia nel corso dei secoli aveva portato la capitale a Napoli, città più grande delle Due Sicilie.
La volontà di ricreare l'antico stato del Mezzogiorno d'Italia e di affermarne la
continuità è presente anche nello stemma della bandiera del Regno delle Due Sicilie, in cui sono presenti gli emblemi di tutte le dinastie che hanno regnato nei secoli passati, compresi quelli aragonesi/angioini.
E' errato pensare che dal punto di vista giuridico nel 1816 sia stato soppresso un Regno, sopratutto se consideriamo che gli stessi sostenitori di questa tesi contestano in ogni modo la legittimità della decisione del Papa Clemente V che nel 1268 aveva assegnato, come scrive peraltro l'autore - in maniera legittima -la corona di Sicilia agli angioini.
Il naturale sviluppo delle tesi del Di Bella porterebbe all'affermazione incontestabile che la dinastia aragonese è illegittima ed i Vespri Siciliani andrebbero da condannare, inoltre gli eventuali regnanti di oggi dovrebbero
essere legittimamente i discendenti di Carlo d'Angiò mentre la capitale del Regno (adesso si, di Sicilia e non delle Due Sicilie) dovrebbe essere (sempre)Napoli.
Il nome "Due Sicilie", andò a risolvere pacificamente la disputa tra Angioini ed
Aragonesi e nel frattempo rispettava la specificità dell'Isola di Sicilia rispetto al Sud continentale.
In ogni caso fare un processo alle dinastie che si susseguirono per 9 secoli di storia appare inutile perchè è impossibile oggi stabilire con certezza chi avesse più diritto o meno rispetto agli altri, quel che è certo e su
cui si dovrebbe ragionare è che la nazione dell'Italia meridionale(si chiami Regno di Sicilia, Regno delle Due Sicilie, Regno di Trinacria o Eureka) nasce unita e lo rimane per parecchi secoli (insieme perfino sotto i domini stranieri ed insieme oggi nella Repubblica Italiana) se escludiamo il periodo angioino e quello breve dei Savoja agli inizi del '700.
Spiace invece che l'autore, abbia dimenticato di approfondire un evento importantissimo per la nostra storia: nel 1734 per la prima volta dai tempi degli aragonesi, un re, Carlo di Borbone, pur se proveniente dalle Spagne diventa Re delle Due Sicilie, ma stavolta porta il proprio trono all'interno del Regno e non più a Vienna o a Madrid.
Per la prima volta dunque, grazie alla dinastia borbonica, le Due Sicilie riconquistano l'indipendenza dallo straniero.
Nel 1816 non avviene altro, al contrario di ciò che invece erroneamente scrive l'autore, che la ricostituzione istituzionale e non solo territoriale del Regno che fu dei Normanni, non poteva che chiamarsi "delle Due Sicilie" per rispettare le specificità della nostra Isola, come ad esempio la facoltà di battere una moneta propria, un privilegio che nemmeno con uno statuto autonomo avanzatissimo come quello attuale della Regione Siciliana, si è mai riusciti a fare.
------------------------------------------------------------------------------------------------
Risposta di Giuseppe Di Bella - 25 maggio 2009
Caro Amico,Noto con grande piacere la vivacità culturale ed intellettuale che avvolge i temi della storia della nostra isola e del Regno di Sicilia.Non mi pare che le tesi esposte siano così distanti come possono sembrare a tutta prima. A mio parere il punto focale è la formazione del regno di trinacria ed il suo riconoscimento da parte della Santa Sede e degli Angioini stessi. Ovvero mentre si legittimano gli angioini, si fa altrettanto con gli aragonesi. L'accordo Tramonta subito perché viene disatteso dagli Aragonesi (e non solo) e quello che ne prende il posto è un altro Regno di Sicilia insulare. Poichè identifico nel Parlamento e nella Legatio gli estremi fondanti e qualificanti della corona, ritengo altresì che nel 1816, con la soprressione esplicita del Parlamento, nasca un diverso Regno. La questione della linea dinastica e di quale sia il vero erede del Regno (lo dico nell'articolo) non viene da me affrontata, ed è possibile che ripercorrendo alcuni avvenimenti si possa pervenire alla conclusione che sia l'uno o l'altro o persino ambedue. Non mi sento ancora in grado di affermarlo con certezza, perchè vorrei prima approfondire alcuni aspetti, per i quali avrei bisogno di documenti che si trovano a Roma e sopratutto in Spagna.Il carattere di continuità del Regno "nella diversità" non lo escludo. Ringrazio Lei e la Vostra Associazione per l'attenzione e spero di poter partecipare un giorno alle vostre iniziative di studio (purtroppo non abito in Sicilia).
Le invio i più cordiali saluti
Giuseppe Di Bella
[Leggi tutto...]