mercoledì 26 novembre 2008

Ancora su SiciliaInformazioni



RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Il titolo di due articoli comparsi il 23 ottobre 2008 sul giornale telematico “SICILIA INFORMAZIONI”, riguardanti l’attività del Comitato delle Due Sicilie [oggi Comitato Storico Siciliano] , la dicono lunga sugli effetti dell’operazione di lavaggio di cervello, che è stato attuato in 150 anni di Unità, realizzato mediante la diffusione continua di messaggi subliminali, presentati sotto forma di slogans, a cui è stato affidato il compito di creare nelle nostre menti e a nostra insaputa (poichè i messaggi subliminali agiscono al di sotto della soglia di percezione), un’immagine, e quindi un opinione, distorta e plasmata ad arte riguardo il processo di unificazione dell’Italia, dei personaggi protagonisti di quel periodo e delle attività di studio odierne indirizzate alla revisione storica del Risorgimento.
Uno dei risultati di questo bombardamento martellante ed invisibile, che definisco non diffamatorio ma scientificamente indirizzato, è costituito, appunto, dai due titoli suddetti e che riporto integralmente: “Non ci credereste, esistono i nostalgici dei Borboni. Il loro messia? Franceschiello, forse…” (Autrice Elena Sorci) mentre l’altro dice “Sciacca, il sindaco cambia la storia. Una piazza a Federico II, il re Bomba” (Autore sconosciuto).
Nei due titoli compaiono i due slogan Il loro Messia? Franceschiello=Francesco II e il Re Bomba=Ferdinando II, che costruiscono in maniera subliminale (inconsciamente) nell’immaginario di ciascun lettore non attento e che non conosce i relativi fatti storici, il concetto secondo il quale i militanti dei movimenti duosiciliani fanno un’atto di fede cieco (il loro Messia) ad un Re insignificante e privo del suo ruolo (Franceschiello) mentre l’altro slogan indirizza la sintesi del pensiero del lettore verso un altro Re che, per essere chiamato Bomba, chissà di quali orrendi crimini si sarà macchiato.
Non voglio dimostrare le assurdità storiche contenute nelle tesi dei due titoli.
A smentirle è sufficiente citare l’esistenza di una infinita produzione letteraria, anche ad opera di esimi studiosi di storia, siciliani e non, che, evidentemente, gli autori degli articoli suddetti non si sono preoccupati, quantomeno, di leggere, anche frettolosamente, prima di scrivere: perché? Forse perché non andare controcorrente è più comodo e non causa noie e fastidi e fa bene alla carriera? O forse perchè su di loro quel lavaggio di cervello ha avuto l’effetto narcotizzante sperato da chi, in questi 150 anni di unità, lo ha messo in atto? O forse perché non si sono mai occupati di storia e quindi non hanno le conoscenze adeguate?
Non mi è dato conoscerne il motivo, ma la cosa mi ha incuriosito e stuzzicato al punto che ho visitato il sito di questo giornale telematico ed ho fatto una ricerca sugli articoli prodotti da Elena Sorci (ho ricercato solo su di lei perché si è firmata solo lei), immaginando e dando per scontato che se una persona scrive di storia vuol dire che questo è un campo di cui possiede gli strumenti della conoscenza, quindi ho pensato di trovare altri articoli del genere a sua firma, precedenti e posteriori i due articoli di cui parliamo oggi.
Ma con mia grande sorpresa non sono riuscito a reperire alcun articolo a sua firma riguardante la storia dell’Unità d’Italia, ma solo delle produzioni di tutt’altro argomento, che peraltro ho trovato utili ed interessanti.
Ve ne voglio citare solo alcuni: “Non solo starnuti, il virus del raffreddore si prende anche attraverso la tavoletta del WC” (di Elena Sorci del 02 novembre 2008) oppure “Contro il diabete ci vuol la bicicletta” (di Elena Sorci del 05 novembre 2008).
Ora, cari lettori, io non mi sognerei mai di scrivere articoli sul virus del raffreddore non avendone le necessarie conoscenze e, quindi, essendo un ignorante in materia, ma se proprio dovessi, quanto meno prenderei informazioni sulle tavolette dei WC.
Quindi mi chiedo se Elena Sorci, prima di dedicare il titolo del suo articolo a Franceschiello, ha studiato la Storia dell’Unità d’Italia e se possiede il relativo bagaglio di conoscenze che, per l’amor del vero e per dare a Cesare quel che è di Cesare, ha dimostrato di possedere quando ha parlato di raffreddori e tavolette di WC.
Se così non fosse, la conclusione è sconfortante e lo sconforto diventa disperazione se si pensa che sono anche dei siciliani a contribuire (in maniera consapevole o non) con tecnica subliminale ad inculcare nei lettori il complesso di inferiorità secondo il quale i Meridionali sono una razza inferiore perché le loro radici di provenienza si possono ricondurre a Franceschiello e al Re Bomba.
Invidio tantissimo e mi congratulo con la Lega Nord, che in soli 20 anni è riuscita ad innestare nei cuori di ciascun suo tesserato la Padania (un’entità inesistente nella storia d’Italia e frutto di pura invenzione): se oggi il popolo del Nord è forte lo è perché si è saputo stringere attorno a questa identità artificiale.
Di contro il Sud, che può vantare una storia secolare, non ha ancora la percezione di una comunanza di nobili origini che ne fanno un unico popolo.
Fino a quando ad occuparsi di storia del Sud sarà anche questo genere di giornalisti, ai quali va dato atto di eccellere per competenza e per conoscenza sui virus del raffreddore e sulle tavolette dei WC, allora penso che non basteranno 20 secoli (altro che vent’anni!) per scoprire che si deve essere orgogliosi di essere nati Meridionali.
Io temo che i guitti e gli ascari, avendo come unico ruolo quello di servire le lobbyes (in maniera consapevole o non), e' indispensabile che non abbiano assolutamente un pensiero proprio: e allora noi dobbiamo rispondere ed opporci con coraggio e senza alcuna titubanza, ribattendo colpo su colpo a questi continui attacchi devastanti, sia che essi provengano da giornalisti di estrema periferia sia che essi provengano dal centro del sistema.
Cataldo Magnifico (Villarosa)

12 commenti:

Valerio ha detto...

Per quante fesserie possono scrivere..E blaterare in diretta TV (vedasi quel ciarlatano di Barbareschi) la verità storica sta venendo a galla..Io ne sono la testimonianza..Non ne sapevo niente delle Due Sicilie..Oggi,spero in un punto di riferimento politico serio e incorruttibile,perchè fondato sull'Ideale del Sud..Fondato sull'idea di rinascita del Meridione..E ho 23 anni! La battaglia sarà dura..Ma anche la strada più lunga..Comincia sempre dal primo passo!

COMITATO SICILIANO ha detto...

Caro Valerio,
il primo passo è proprio quello che ci ha accomunato tutti e resi consapevoli.

Purtroppo è vero quando dicono che per distruggere un popolo è necessario distruggerne la memoria.

Fortunatamente non ci sono ancora riusciti.

Speriamo che questo estremo baluardo difensivo diventi un giorno testa di ponte.

Cataldo Magnifico ha detto...

Caro Valerio anche io fino a poco tempo fa non sapevo nulla delle Due Sicilie, o meglio, sapevo solo quello che mi avevano fatto studiare a scuola.
Immagina che in V elementare, non ricordo in quale occasione, gli insegnanti ci fecero fare un disegno sull’Unità d’Italia in cui noi alunni abbiamo rappresentato i soldati piemontesi con i loro fucili in spalla e dalle cui canne fuoriuscivano dei fiori: incredibile!!!
Poco tempo fa il caso fortuito mi ha messo in contatto con un sito internet sul Brigantaggio nel Regno delle Due Sicilie (se ti interessa l’indirizzo web è www.brigantaggio.net) ed è a partire da quel momento che ho iniziato a studiare ex novo la storia del Risorgimento, tale è stato lo stupore e lo sbigottimento che ho provato nell’esplorare quel sito; ed ogni giorno pian piano vado scoprendo sempre di più quanto ci è stato tenuto nascosto o mistificato!
Provo un piacere immenso nell’apprendere che un ragazzo così giovane si appassioni alla ricerca della verità sulla martoriata storia del nostro Popolo Meridionale, ed hai ragione tu quando affermi che questo è il primo passo.
Se serve ad incoraggiarti ho avuto modo di constatare che siamo tantissimi, anche se non lo sappiamo, e che sull’argomento in tutto il Meridione c’è un gran fermento culturale.
Per esempio, tramite un ragazzo calabrese ho avuto un indirizzo su youtube (http://it.youtube.com/watch?v=uKSd0lMZvrA) ed ho ascoltato per la prima volta una canzone scritta da Eugenio Bennato nel 1979 (brigante se more): se hai modo di ascoltarla fallo, è bellissima.
Tramite i video correlati pian piano ho scoperto che tra i giovani della calabria, della basilicata, della puglia e della campania, questa canzone sta diventando come un inno nazionale: la cantano decine di gruppi musicali poco conosciuti ma molto bravi; la cosa incredibile per me è stato vedere masse di giovani accalcati sotto il palco cantarla a squarciagola nelle piazze durante le feste di paese.
Ma Eugenio Bennato non è il solo, hanno scritto canzoni sull’argomento Edoardo Bennato, Teresa De Sio e vedrai quanti altri.
E non voglio parlarti degli innumerevoli libri che sono stati scritti!
E non voglio parlarti delle decine e decine di manifestazioni, ricorrenze ed eventi che vengono organizzate in tutto il Meridione.
Come vedi la sete di verità c’è già... bisogna solo andare avanti.

Anonimo ha detto...

Di tutto questo dobbiamo ringraziare la rete, internet ha
permesso di scoprire la falsità
propinata per tanti anni, quello
che ho letto sul lager di Fenestrelle mi ha sconvolto insieme a tutto il resto, dobbiamo stampare tragiche testimonianze e farle leggere ai nostri amici e conoscenti per ampliare la percezione della vera storia dell'unità d'italia.
Penso che agli italiani dalle alpi alla sicilia, conveniva fare una revisione storica facendo emergere la verità, in modo da dimenticare il passato e fare
veramente l'italia unita, tutto
questo ammuccia ammuccia, non fa che aumentare la rabbia e dividere
il paese. Non oso immaginare quando
tutti al sud sapranno delle stragi e delle ruberie subite e del perchè
i meridionali sono trattati come una colonia. Saluti

COMITATO SICILIANO ha detto...

Sto lavorando ad un progetto, se mi risulta tra non molto un bel pò di siciliani sapranno di Fenestrelle...

Cataldo Magnifico ha detto...

Caro Comitato se hai bisogno del mio aiuto per ilavoro su Fenestrelle sono a tua disposizione.
Sarebbe pure bello riuscire a far sbarcare anche in Sicilia la mostra itinerante sul brigantaggio che sta toccando tante città del Meridione.
Sono d'accordo con Anonimo, bisogna propagandare, anche a partire dalle proprie famiglie.
Io lo sto già facendo.

COMITATO SICILIANO ha detto...

Gentile Cataldo,

la ringrazio per la sua disponibilità, in realtà ciò che doveva essere fatto è stato fatto, adesso aspetto notizie da terzi...

Se è interessato mi mandi una mail e le spiego meglio in che cosa consiste.

COMITATO SICILIANO ha detto...

X Anonimo, con tutto che sono stati scritti centinaia e centinaia di libri sugli argomenti risorgimentali ci sono cose che ancora poco note.

Spero che queste storie saltino fuori ed un giorno possano arrivare al grande pubblico.

Anonimo ha detto...

Oggi su Siciliainformazioni è uscito un articolo sulle città di
Messina, Palermo e Catania, e alla fine dell'articolo fa dei
riferimenti a Garibaldi e all'unità
d'italia davvero sconcertanti.
Sarebbe opportuno dare una risposta adeguata all'autore di questo scritto molto ambiguo.

COMITATO SICILIANO ha detto...

X Anonimo, sono andato a leggere quell'articolo, riporto il link per comodità: http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/36000/palermo-catania-messina-ginocchio-deficit-paurosi-servizi-pessimi-tasse-comunali-alte-siciliani-sanno-amministrarsi.htm

Ho notato la frecciata del Parlagreco, che però ancora una volta dimostra di non essersi documentato a sufficienza.

Probabilmente il direttore di SiciliaInformazioni non sa che una delle cose in cui ci vantiamo di più del periodo borbonico è proprio l'onestà e la serietà degli amministratori.

Celebre il caso di Giuseppe Mario Arpino, ambasciatore borbonico a Londra, il quale resosi conto che i fondi stanziati per mantenersi erano eccedenti, restituì l'eccesso al Re.

Anzi dico di più, il primo buco finanziario lo creò proprio Garibaldi, quando spolverò l'oro del Banco di Sicilia di Palermo e con quei soldi pagò delinquenti e manutengoli.

E che dire delle orde garibaldine, che si portarono via la cassa comunale di Catania, 16.500 onze(circa 8,5 milioni di euro attuali)

Possiamo dire che Garibaldi fu il primo malamministratore che il Sud ebbe, il primo di una lunga serie.

Cataldo Magnifico ha detto...

Gent. Comitato, certo che sono interessato alle sue attività riguardo il lager di Fenestrelle.
Il mio indirizzo email è aldo.magnifico@excite.it
Aspetto sue notizie

Cataldo Magnifico ha detto...

Per quanto riguarda il nuovo articolo su SiciliaInformazioni, concordo con Anonimo: rispondiamo direttamente a questo giornale in modo da far vedere a chi lo legge che ci sono anche siciliani stanchi di questa autocommiserazione, temo, strumentale.