mercoledì 15 ottobre 2008

Borghezio: “che le Due Sicilie se le prendano gli spagnoli”

Le nuove accuse di Borghezio nei confronti dei meridionali confermano la bontà della nostra azione identitaria fondata proprio sui tempi d’oro delle Due Sicilie, la nazione meridionale che fino al 1861, anno dell’Unità d’Italia, era tra le più ricche e prospere d’Europa.

Come mai Borghezio ha deciso di citarci?E perchè c'è l'ha proprio con le "Due Sicilie"?D'altronde non farebbe comodo alla Lega ed al suo secessionismo che il Sud si faccia uno stato per conto proprio?A meno che la dichiarazione del leghista sia dettata da una qualche paura...
Ad ogni modo, le camice rosse garibaldine hanno solamente cambiato colore tramutandosi in verdi, ed oggi come in passato, il pericolo incombe dal Nord, infatti la storia ci insegna che i barbari calavano sempre dal Settentrione.

Le incredibili esternazioni di Borghezio, come dimostra il video, eccitavano per bene quei tori con le corna molto sporgenti, che si erano radunati attorno il capo-mandria.




Bergamo: leghisti garibaldini


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giovedì 9 ottobre 2008

Sgarbi "cultore del male e della perversione" fa la morale alla storia del Sud.


Dobbiamo ritornare sull'argomento "Sgarbi" perchè ancora oggi non abbiamo digerito la sua invasione di campo.
E lo facciamo andando a scavare in fondo nel personaggio in questione laddove egli si sente più forte: la fama di critico d'arte che i media progressisti gli hanno appiccicato addosso e che, negli ultimi tempi, sembra essere sconfinata anche nel campo ambientalista e storiografico...

In particolar modo ci riferiamo ai recenti fatti in cui il critico marchigiano oltre a criticare ferocemente la rimozione della targa di Garibaldi ad opera del sindaco di Capo d'Orlando (Sindoni), si è addirittura scomodato nel criticare il progetto, dell'ingegnere pugliese De Meo, di ricostruzione del vecchio ponte borbonico sulle Isole Tremiti, notizia che peraltro aveva avuto scarsissima risonanza mediatica.
In quell'occasione Vittorio Sgarbi si era affrettato a replicare, quasi fosse una questione personale: "L’idea del ponte è neo-borbonica e attenterebbe all’integrità paesaggistica delle isole. I nuovi Borboni si mettano il cuore in pace, indietro non si torna"

A seguito di quella replica l'Ing. De Meo dichiarò infatti che - non si aspettava tutto quel clamore attorno alla sua proposta - anche perchè la finalità del progetto era esclusivamente turistica.

Un comportamento simile lo riscontrammo a seguito della rimozione della targa di Garibaldi a Capo D'Orlando. Così Sgarbi (oggi sindaco di Salemi, città in provincia di Trapani) riscopertosi patriota garibaldino e sprizzante valori risorgimentali da tutti pori, con tanto di fascia tricolore al petto, condannò duramente l'atto di Sindoni e per dare maggiore risalto alle sue parole, annunciò la restaurazione di una vecchia lapide garibaldina posta nella città siciliana, per ricordare la "prima capitale d'Italia", come fu dichiarata Salemi, dal Dittatore di Nizza.

Ma il nostro Sgarbi ha davvero quella statura morale per ergersi a civilizzatore delle Due Sicilie e a dare direttive storiografiche?

I nostri dubbi cominciarono a trovare le prime conferme dopo una ricerca su Internet. E così apprendemmo cheVittorio Sgarbi aveva organizzato il 26 febbraio 2005 a Torino(location adatta per questo tipo di eventi) una mostra demoniaca(come d'altronde dice lo stesso titolo) di quadri denominata: "Il Male. Esercizi di pittura crudele" [1].

Tale mostra destò non poco scalpore e scandalo all'epoca, perchè si trattava di un vero e proprio inno al Male: se questa è "l' arte" di cui Sgarbi vuol farsi maestro, la nostra risposta è che ne facciamo volentieri a meno.

Ma il meglio di se il marchigiano doveva ancora darlo e così qualche tempo dopo, organizza nientedimeno che una "mostra sull'omosessualità"[2]. Tra gli oggetti esposti, un dipinto, "le cui fattezze ricordavano Papa Benedetto XVI"...

Fortunatamente la mostra chiuse i battenti dopo soli due giorni , facendo andare su tutte le furie Vittorio Sgarbi, che all'epoca faceva l'assessore alla cultura del Comune di Milano - Non riesco a concepire l'ipotesi che a Milano s'istituisca un ufficio della censura - disse in seguito.



Ma cosa ci fa uno che organizza mostre di demoni e omosessuali sull' "Altare del Risorgimento"?
Va bene che Garibaldi era un massone anticlericale, un delinquente senza scrupoli, un pirata ed un negriero e che Sgarbi ne è un degno rappresentante(in questo caso meritato a pieno titolo)...

Ma non è finita. Ultimamente Vittorio Sgarbi ha scritto di propria mano un articolo[3] su "Il Giornale" il cui titolo è: "La mia richiesta a Gheddafi: la Libia si annetta la Sicilia"
Probabilmente Giuseppe Garibaldi si sarà rivoltato nella tomba e dalle viscere della terra avrà scagliato non poche maledizioni a Vittorio.
Ma quello che sembrerebbe un dietro-front rispetto alle precedenti euforie risorgimentali, potrebbe in realtà essere il proseguimento di una "strategia" di cui abbiamo sentore da un pò di tempo e per la quale cerchiamo conferme di giorno in giorno.

I poteri forti liberal-massoni, (gli stessi che hanno inviato Sgarbi in Sicilia) probabilmente non stanno facendo altro che dare un seguito agli annunci di "operazioni di microchirurgia" espressi in un comunicato della loggia universale RSAA. Questi poteri forti dopo essersi resi conto dell'impossibilità di fermare il risveglio identitario e tradizionalista delle genti del Sud, starebbero adesso puntando tutto sulla divisione tra Sicilia e Sud continentale, operando affinchè non si formi un'entità politica unica (Non dimentichiamoci che il Sud oggi è soprattutto lo snodo logistico ed energetico dell'Europa)

Le Due Sicilie: " l'arco e la freccia", lo "scudo e la spada" , l'unica arma, tradizionalista e cristiana, capace di scardinare il potere liberal-massonico italiano e distruggere quello europeo.


[1] Repubblica, 25 febbraio 2005
[2] Repubblica, 13 luglio 2007

[3] Il Giornale, 10 ottobre 2008
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mercoledì 8 ottobre 2008

Cambiamenti epocali cosa si deve aspettare il Sud?



Cosa succederà nel 2009 è difficile da prevedere, sicuramente il mondo come lo conosciamo oggi non sarà più lo stesso.Quel benessere relativo a cui siamo stati abituati negli ultimi anni è destinato a scomparire, mentre il credito a consumo che ha fatto letteralmente esplodere il numero delle società finanziarie, ha i giorni contati, e cio a seguito della fortissima riduzione di liquidità a cui sarà presto costretto ogni istituto di credito. La stretta creditizia si ripercuoterà su tutte quelle attività commerciali che si tengono ancora in piedi grazie al fatto che i clienti acqistano a rate, vi saranno migliaia di chiusure e licenziamenti di massa.

E' inutile tornare ai discorsi che abbiamo già ampiamente trattato su questo sito[1], ci limitiamo a ricordare ciò che dovrebbe essere fatto per tutelare almeno la nostra sussistenza basilare: risparmiare a più non posso, ritirare i soldi da conti correnti e tenerli a casa e chi può compri anche terreni agricoli ed oro.Oggi tutti i giornali si affrettano a dire che i depositi bancari sono assicurati fino a 100.000 euro, ma chi ci assicura che questi soldi ci saranno restituiti in tempo per non morire di fame?

Tempo fa scrivemmo che a causa dei mutati scenari geo-politici internazionali, l'Italia si sarebbe divisa giuridicamente in due[2].Molti hanno pensato che questa spaccatura fosse il federalismo fiscale, in realtà il federalismo sarà il detonatore, mentre il crack economico globale, l'esplosivo.

Politicamente potrebbe essere una disfatta per il Meridione, come potrebbe essere una riscossa, tutto dipenderà se alcuni movimenti, che noi crediamo si stiano facendo in Sicilia, raggiungeranno gli scopi prefissati.

La mancata approvazione dell'ormai noto articolo 20 della Bozza Calderoli, ha chiuso una volta per tutte l'ipotesi della riscossione delle accise sulle raffinerie Sicilia, con la mossa del governo Berlusconi, è sfumata l'unica possibilità che aveva la Sicilia, e di sponda il Sud continentale, per sopravvivere alla tempesta federalista.Non ci sono industrie sufficienti nel Mezzogiorno per sostenere le spese pubbliche meridionali.

Gli scopi della Lega Nord sono ormai chiari (dalle camice rosse a quelle verdi ben poco è cambiato), intendono centralizzare le nostre risorse e federalizzare i nostri debiti.

Le soluzioni per scampare a questo vero e proprio scacco al Re, ci sono ed abbiamo provato prima a rifletterci, poi a idealizzarle ed infine ci siamo buttati a capofitto sulla Rete per capire se qualcuno del governo siciliano abbia avuto le nostre stesse intuizioni.

Abbiamo provato a cercare degli indizi che possano se non provare, almeno essere fonte di dibattito nella speranza di trovare una soluzione al rischio più grande che, dai tempi della caduta del Regno delle Due Sicilie, il Sud sia mai andato incontro.

Abbiamo detto che l'articolo 20 è stato cancellato dalla Bozza Calderoli e quella che abbiamo scovato potrebbe essere il contrattacco di Raffaele Lombardo: un ricorso "per la riscossione della tassazione sul consumo dei prodotti energetici"[3].
Tale azione legale, si inquadra probabilmente, nella rivendicazione dei diritti esplicitamente menzionati nello statuto siciliano sul tema della competenza regionale della riscossione delle accise.

Dal lato finanziario, abbiamo notato che la Regione Siciliana, sta partecipando alla ricapitalizzazione del Banco di Sicilia[4](ricordiamo che tale istituto di credito, assieme a quello di Napoli, una volta erano fusi nel glorioso Banco delle Due Sicilie) e ci è venuto il sospetto che, il governo regionale, approfittando della fortissima crisi che sta colpendo Unicredit (a cui il banco di Sicilia appartiene e per il quale la regione siciliana possiede lo 0,6% delle azioni) ed approfittando del bassissimo prezzo delle azioni UNICREDIT (ai minimi storici dopo parecchie giornate di perdite a due cifre) tenterà il colpaccio di riscattare il Banco di Sicilia ed i suoi sportelli per farne una banca pubblica e di proprietà della Regione, per poi magari ricostruirci di sopra, il glorioso Banco delle Due Sicilie o equivalente.

Tuttavia questa mossa non avrebbe alcuna utilità in un regime di federalismo(filo-leghista), che senso ha avere una banca se poi mancano sia i fondi, sia le industrie che questi fondi dovrebbero finanziare? Diversa sarebbe la cosa se il federalismo non venisse adottato al Sud, e qui c'è l'azzardo: vuoi vedere che il federalismo fiscale alla fine riuscirà a partire per le sole regioni del Nord, mentre al Sud andrà in vigore lo Statuto Siciliano?

E' forse questa la famosa spaccatura che CIA, Massoneria[5] ed altri profetizzano?

Staremo a vedere, nel frattempo sono ben accetti commenti e dibattiti, per capire se questa o altre soluzioni migliori al micidiale mix federalismo+crisi economica, potrebbero essere adottate con successo.
[1] Ns. editoriale: "Presto un boom dell'agricoltura in Sicilia?"

[2] Ns. editoriale: "Condanna, dimissioni di Cuffaro e candidatura di Lombardo: le nostre previsioni fanno altri centri"

[3] Agenzia Asca, 8 ottobre

[4] Il Giornale, 9 ottobre 2008 - "La Regione Sicilia ha direttamente lo 0,6 per cento della banca. E il governatore Lombardo, a nome evidentemente dei suoi conterranei, ha già detto che sottoscriverà l’aumento di capitale"

[5] "Queste Nostre dure e chiare affermazioni sono dettate dalla consapevolezza della presenza, nel nostro Paese, di forze centrifughe straniere tendenti, anche se non coincidenti, alla divisione giuridica dell’Italia,
secondo criteri e parametri pre-1860. Abbiamo preso coscienza di ciò già dal secondo semestre dell’Anno Domini 2006 ed è per questo che la presente Allocuzione ha tardato nella sua annunciata uscita.Siamo di fronte ad una vera e propria controunificazione della nostra Penisola.Tutti i nostri passati appelli Massonici sono stati vani per frenare questa deriva e i risultati presto non si faranno attendere dandoci ampiamente ragione, come già accaduto a suo tempo, pur avendo preferito il contrario
per il bene delle nostre generazioni. Siamo, altresì, consapevoli che comunque un ulteriore tentativo debba essere consumato, ma non potendo più confidare su gran parte dei vertici delle “Comunioni Massoniche
Azzurre” presto ci attiveremo per interfacciarle con sistemi di microchirurgia. Ovviamente rimarremo sempre con un unico punto di riferimento: il Supremo Consiglio Madre del R\S\A\A\ di Washington"


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Salemi e Sgarbi



Cari amici,
esprimo il mio pensiero su Sgarbi e Salemi, cittadina che conosco alquanto bene avendo svolto a Salemi alcuni anni di lavoro, facendo base al Bar Elite che non so se c'è ancora.
Ebbene, secondo il mio modesto parere, Salemi è caduta dalla padella nella brace, e per noi duosiciliani è davvero una "mazzata" che non ci aspettavamo.
Il "giullare di Berlusconi" eletto sindaco,una delle prime cosa che ha fatto, sapete quale è stata ? Ebbene il predetto "ascaro berlusconiano" con maglioncino rosso e seguito dai lacchè che lo hanno chiamato, è salito su una scala e con pennarello nero (alla faccia della sopraintendenza ai beni culturali) ha secondo lui, restaurata la targa nella quale si ricorda che Salemi è statala prima capitale d'italia (sic).
Questo fatto potrebbe anche passare, quello che è stato insopportabile è stato il brindisi fatto da questo pittoresco personaggio all'unità d'italia, al risorgimento e alla faccia di tutti quelli che pensano che il risorgimento è stata la fine non solo del regno delle due sicilie ma anche del sud.
Pertanto con sindaco Sgarbi per Salemi è ancor più valido l'antico detto che recita:
"Si viri muntagni di gissu, chidda èSalemi, passaci arrassu"
traduco:
"Se vedi montagne di gesso quella è Salemi, passaci alla larga".
Per concludere, Sgarbi ha accettato la carica di Sindaco di Salemi, su ordine del berlusca, per sparare a zero su Lombardo e l'MPA, Miccichè & C. hanno abbozzato, ma tramite gli attacchi che Sgarbi farà nei prossimi anni, faranno di tutto per far cadere la giunta Lombardo.
Chi vivrà vedrà.
Pino Marinelli
Segretario CDS Sicilia

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martedì 30 settembre 2008

Melfi. La Notte del Brigante


Diramiamo il programma-invito e i manifesti dell'evento che si terrà a Melfi(PZ) e a Palazzo San Gervasio (PZ) da giovedì 9 a domenica 12 ottobre prossimi.

E' da segnalare anche la presenza del gruppo di rievocazione storica "Reggimento Real Marina" di Caltanissetta, che si esibirà in una dimostrazione di fuoco e sfilerà con le uniformi dell'esercito borbonico.




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lunedì 29 settembre 2008

Banco di Napoli e Sicilia, quando le banche padane si ergevano a salvatrici del credito meridionale.



Una volta era il glorioso e prospero Banco delle Due Sicilie, dopo l'Unità d'Italia fu diviso in Banco di Napoli e Banco di Sicilia.
Come tutte le banche meridionali non navigavano nell'oro, tale situazione era dovuta essenzialmente alla situazione del comparto industriale, praticamente inesistente al Sud(a causa delle note operazioni padane contro il Meridione affinchè non il territorio non sviluppasse quell'industria che avrebbe potuto creare seri problemi di concorrenza alle linee di produzione settentrionali, ecco perchè i popoli del Sud, sono un popolo di consumatori e tali devono rimanere).
Da qui il "salvataggio" delle due più importanti banche meridionali da parte di Intesa-San Paolo e Unicredit-Capitalia, banche chiaramente(e vedremo il perchè) piene di debiti che non potevano assolutamente permettersi l'acquisto delle nostre, ma che gli fu ugualmente concesso grazie alle alchimie finanziare che i padani ci hanno ormai ben abituato(vedi tangentopoli)
Chiaramente l'acquisizione era rivolta solo agli sportelli delle banche, non ai debiti, perchè quelli furono accollati allo Stato con la creazione di una "Bad-Bank" (peraltro, i commissari governativi riuscirono a dimezzare questi debiti, svelando così l'operazione-truffa che si era compiuta)
E' così, seguendo la sorte di tutte le altre banche meridionali(ormai non ne esistono più, perchè gli sportelli sono posseduti esclusivamente da banche del nord!) furono inglobate dai sopracitati istituti di credito.
All'epoca la stampa nazionale(padana) mise sugli incensi l'operazione, "degna del nobel dell'economia", ci spiegassero come mai quando si tratta di rubare, ci si scorda dell'inefficenza del Meridione...
Sono passati degli anni, da quegli infausti giorni, ma come si suol dire, i nodi prima o poi vengono al pettine, e quelli che vediamo oggi, altro che nodi, sono delle vere e proprie matasse da sbrogliare...
E così quelle banche italiane che tanto furono lodate per il salvataggio delle "inefficenti" banche meridionali, oggi sono al collasso per gli stessi motivi, peggio, falliranno per avere utilizzato i soldi dei risparmiatori per delle infauste ed alchemiche speculazioni finanziare, un po come hanno fatto le banche americane insomma.
La recente tempesta finanziaria ha messo a nudo questi gravi problemi, che da parecchi anni si portano dappresso le banche italiane(padane)

Ma il mercato non perdona ed ecco come punisce questi stolti:
(riferito al 28 settembre 2008)
IL CROLLO
Intesa Sanpaolo (-4,66%) (Banco di Napoli)
Unicredit (-10,30%) (Banco di Sicilia)

Insomma ci faranno fallire per la seconda volta.

L'idea che Unicredit e Capitalia siano con l'acqua alla gola ce lo danno alcuni numeri, che le testate giornalistiche hanno fatto passare sui rotocalchi davvero poco(anzi nulla):
"Altissimo il numero di investitori che hanno in portafoglio titoli della banca fallita. L'Adusbef punta il dito contro Unicredit e Intesa che hanno emesso obbligazioni Lehman per 3,2 miliardi" nonostante "la situazione pre-fallimentare fosse chiara.....in totale 400 milioni di bond"
fonte: http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=618116

Urge assolutamente la creazione di un nuovo, libero istituto di credito nel Sud, nel frattempo è vivamente consigliato ritirare il proprio contante dai suddetti sportelli onde evitare fregature ben più grosse, tipo il dover assaltare il supermercato a causa del congelamento dei conti correnti, come già avvenuto in Argentina.

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giovedì 25 settembre 2008

Il Federalismo unilaterale della Lega.



Se qualcuno pensa che il federalismo porterà ricchezza al Sud, si sbaglia di grosso, perchè ancora una volta i padani tenteranno di portare a casa l'intero malloppo.
Lo fecero già ai tempi del dopoguerra, quando i fondi americani della Legge Marshall, per la ricostruzione economica dell'Italia, vennero assorbiti dalle avide lobby industriali del Nord, lasciando il Meridione d'Italia in uno stato arretratissimo, come ce lo avevano fatto sprofondare, sempre Lorsignori, dopo due guerre mondiali.

Ancora sono ben impressi nei meno giovani i bombardamenti degli "alleati" che rasero al suolo le città portuali del Sud, che paradossalmente avevano fornito all'Italia la supremazia strategica sul Mediterraneo, poi persa a vantaggio degli inglesi...I padani si fanno forti solo con i meridionali, ma quando si tratta di contrasti internazionali, perdiamo anche contro la Romania[1].

E che dire della grande truffa della "Cassa del Mezzogiorno"instituita dall'establishment padana e nata apparentemente per "per finanziare iniziative industriali tese allo sviluppo economico del meridione d'Italia, allo scopo di colmare il divario con le regioni settentrionali" come disse De Gasperi.

Ma la macchina micidiale che avevano costruito nascondeva nei suoi archivi il segreto del suo funzionamento e la chiave della ingegnosa truffa.

Così è stato scoperto che oltre il 90% dei fondi di sempre della Cassa, ammontanti a 279.763 miliardi di lire, pari a circa 140 miliardi di euro[2], finirono, indovina, indovina: nelle casse delle aziende del Nord!E' stato possibile scoprire l'operazione diabolica, anche se ormai troppo tardi(ciò non toglie che non ne fossero al corrente i nostri politicanti) grazie alle ricerche di Gennaro Zona[3], compiute negli archivi polverosi dell' AgenSud che durarono per più di due anni e furono ostacolate duramente dal personale dell'Agenzia, che aveva ben capito dove il gruppo di ricerca "stava andando a parare"

Ma come finirono più di 200.000 miliardi delle vecchie lire nelle casse del Nord?Nel suo libro, "Come ti finanzio il Nord" (acquistabile qui) , Gennaro Zona lo spiega chiaramente:

- Le aziende del Nord aprivano uno stabilimento nel Meridione per poi richiuderlo nemmeno un'anno dopo, al solo scopo di appropriarsi dei fondi e utilizzarli per rinnovare il parco macchine e gli stabilimenti del settentrione; o alle imprese di caratura nazionale che già avevano uno sportello al Sud ed avevano presentato un progetto di ampliamento -.

- Ma in realtà - continua Gennaro, - non risulta nemmero veritiera la cifra di 279.763 miliardi, in quanto si tratta di fondi stanziati e mai davvero erogati, nella contabilità saltata fuori durante le ricerche, risultano delle cifre molto più irrisorie, assolutamente insufficienti per l'industrializzazione del Sud, ma probabilmente soddisfacenti per il salvataggio ed il rilancio delle note aziende di caratura nazionale con sede legale al Nord [chi legge sa a chi lo scrittore si riferisce]

Ciò che stupisce è che ancora oggi tali industrie chiedono onerose assistenze economiche allo Stato, e quindi anche ai cittadini meridionali, con la Cassa Integrazione e palliativi vari.

Fortunatamente la Cassa del "Mezzogiorno" fu abrogata nel 1992, ma adesso il Nord, in piena crisi economica ed industriale, sta riprovando a farsi la pelliccia nuova a spese del Sud, inventando il Federalismo Fiscale di Bossi, che come vedremo di federale ha ben poco, infatti nella ormai famosa "Bozza Calderoli" se da un lato sembra adottarre un approccio generoso includendo esplicitamente sanità, assistenza e istruzione (art. 5, comma 1, lettera a)[4], dall'altro non da nessuna possibilità di sviluppo del Sud, in quanto il famoso fondo perequativo, a cui dovrebbero accingere le regioni in difficoltà economiche, è composto dagli utili prodotti nelle regioni del Sud, tra cui, forse le accise della raffinerie petrolifere siciliani, ipotesi che ha generato, ma guarda un pò, delle forti proteste da parte di vari sindaci leghisti del Veneto, costoro affermano, "che spettano a tutti gli italiani"[5] (quando ci sono di mezzo i soldi non c'è Padania che tenga, si riprendano le raffinerie allora..)

Ci teniamo a sottolineare, che purtroppo delle proteste sono giunte anche dalle regioni meridionali di Puglia e Basilicata(controllate, guarda caso dalla sinistra) in quanto il trattamento delle accise sarebbe un favore alla Sicilia: i politicanti incapaci e venduti ai poteri forti padani, che hanno fatto queste dichiarazioni[6], dovrebbero guardarsi intorno e fare fronte comune con le altre regioni del Sud, perchè anche la Puglia possiede le sue raffinerie e centrali termoelettriche (si veda Taranto e Brindisi) ma la cosa più incredibile è che la Basilicata produce la stragrande maggioranza del petrolio estratto in Italia, grazie ai giacimenti della Val D'Agri, tra i più grandi dell'europa occidentale[7] ed altri giacimenti si pensa di trovare ancora in Puglia[8].

Di seguito la nostra proposta di federalismo fiscale, nella speranza che venga presa in considerazione dai nostri politici:



  • FONDO PEREQUATIVO NAZIONALE: prodotto dagli utili delle regioni del nord (non scordiamoci del reddito derivante dai lavoratori meridionali del nord)
  • FONDO ORDINARIO DELLA MACROREGIONE SUD: prodotto dagli utili delle raffinerie, dell'estrazione di idrocarburi, delle centrali elettriche
Le industrie energetiche sono le uniche a poter finanziare lo sviluppo del Sud, in quanto l'industria del Meridione è assolutamente inesistente: il federalismo predatore della Lega è indubbiamente da combattere.


[1] Quando fummo costretti a più miti consigli, dalle accuse di xenofobia che ci rivolse il presidente di quello stato conseguentemente ad un pestaggio di rumeni, avvenuto a Roma.(apr.2008)
[2] Storia della "Cassa del Mezzogiorno"[3] Imprenditore e Ricercatore,
[4] All'inizio non erano state introdotte, la versione iniziale contrastava con l'art.119 della Costituzione.
[5] L'Espresso, 17 settembre 2008
[6] Repubblica, 18 settembre 2008

[6] SassiLive, 17 settembre
[7] Fonte Shell[8] Taranto Sociale, 28 marzo 2008


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