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martedì 22 febbraio 2011

Novità editoriale - IL 14° BATTAGLIONE CACCIATORI DI LINEA


di Giuseppe Pavone,
discendente dell'eroe borbonico siciliano, Tenente Benedetto Pavone

IL 14° BATTAGLIONE CACCIATORI DI LINEA DELL’ESERCITO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE DURANTE LA CAMPAGNA MILITARE SETTEMBRE - NOVEMBRE 1860


Nella Rassegna annuale “Studi Sorico-Militari 2008”, edita a fine 2010 dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, è stato recentemente pubblicato il saggio di Giuseppe Pavone, da titolo sopra riportato, che riproduce, commentandolo ampiamente, il memoriale Giorna-letto militare della Campagna dal Volturno al principio dello assedio di Gaeta dal 6 settembre al 19 novembre 1860 circoscritto nella parte che riguarda la 3a Compagnia Capitano Sinibaldo Or-lando del 14mo Battaglione Cacciatori, conservato presso l’Archivio del Museo Centrale del Risor-gimento di Roma e facente parte della raccolta documentaria appartenuta ad Harry Nelson Gay .
Il saggio fa parte dei contributi dell’Autore impegnato nel recupero storiografico di docu-menti d’archivio inerenti in particolare l’ultima difesa del Regno delle Due Sicilie a cui partecipa-rono suoi diretti antenati e specificatamente suo bisnonno ufficiale nel 14° Battaglione Cacciatori.

Il memoriale è anonimo, tuttavia si hanno motivi per ritenere che il suo estensore sia stato il capitano Sinibaldo Orlando , comandante della 3a Compagnia. Primo motivo è che il riferimento costante alle gesta del capitano Orlando e ai suoi stati d’animo – eclatanti quelli relativi all’azione sul colle Lombone e al precedente incontro con Francesco II – rendono improbabile che un altro mi-litare abbia potuto annotare, o successivamente apprendere e descrivere, fatti personali e moti inte-riori di un’altra persona. Secondo motivo è che in altro memoriale conservato nell’Archivio e rela-tivo al 1° Reggimento Granatieri della Guardia, redatto nel medesimo periodo storico, si indica e-splicitamente il Capitano Sinibaldo Orlando quale autore del Giornaletto segno che ciò era ben noto tra i memorialisti militari borbonici.
Del Giornaletto sono noti due esemplari: quello conservato nell’Archivio del Museo Centra-le del Risorgimento ed un altro in possesso di un collezionista privato ; i testi dei due esemplari so-no quasi identici ma nel saggio si riproduce, per la sua pubblica rintracciabilità, quello inedito con-servato presso il Museo del Risorgimento e che sembra essere una delle prime stesure per le molte correzioni, cancellazioni e integrazioni in esso presenti e che avrebbero portato a compilare il se-condo manoscritto caratterizzato, rispetto al primo, da modeste varianti e perfezionamenti che, ad ogni buon conto, sono riportate nel saggio per completezza documentale.
Il titolo Giornaletto militare manifesta che trattasi di un diario giornaliero di fatti militari non rapportabile, quindi, ad una più articolata Cronaca. Il manoscritto manca, infatti, di argomenta-zioni strategiche e tattiche nonché del contesto dell’intera Campagna militare e, in qualche misura, anche del Battaglione d’appartenenza; vi sono inoltre contenuti diversi errori riguardo date, nomi e luoghi (cui nel saggio si pone rimedio attraverso molte note). Per questi motivi il contributo storico del manoscritto è oggettivamente scarso e anche fuorviante per gli errori anzidetti; tuttavia vi si possono apprezzare importanti conferme ad altri memoriali dell’epoca e spunti di riflessione, sia umani sia sulla direzione della Campagna militare, che lasciano comprendere quale fosse il “clima ambientale” in cui versavano i Corpi combattenti borbonici. La pubblicazione del Giornaletto trova quindi motivo nell’ambito della testimonianza dei diretti protagonisti di parte borbonica i quali, se molto verosimilmente non avevano cognizione dei contesti sociali, economici e politici, interni ed esterni al loro Regno, certamente non ignoravano quale fosse il loro dovere di soldati istituzionali che in ogni tempo, luogo, e circostanza, è quello di difendere in armi la propria Patria; dovere che nonostante l’evidente prossima definitiva disfatta adempirono degnamente mostrando sino alla fine un contegno, una disciplina, una fedeltà che destarono l’ammirazione di tutti .
Limitarsi però come proposto in altre pubblicazioni , alla sola trascrizione del Giornaletto, che riporta la gesta di una ristretto numero di combattenti, ridurrebbe le gesta stesse ad un indeci-frabile susseguirsi di eventi sminuendone significato e valore. Pertanto nel saggio si è proceduto ad inquadrare quanto descritto nel Giornaletto nel contesto operativo di tutto il Battaglione nonché, per quanto possibile, nello scenario della Campagna d’autunno. Contesto e scenario che si è scelto di rappresentare, giorno per giorno, ricorrendo sistematicamente, nelle note, a specifici estratti dalla nota Cronica della Campagna d’autunno di Giovanni Delli Franci nonché a qualche utile contributo di altri Autori, tutti riconosciuti per attendibilità storiografica. Il saggio quindi consente di offrire il più ampio quadro possibile sui fatti operati dal 14° Battaglione Cacciatori, durante la “Campagna d’autunno” rimanendo immersi nel “clima ambientale” borbonico.
È doveroso evidenziare che tutti i componenti del 14° Battaglione Cacciatori, essendo stato questo costituito appena l’anno precedente lo svolgersi della Campagna d’autunno, provenivano da altri Corpi, o vi ebbero la prima assegnazione, per cui non potevano disporre dell’affiatamento deri-vante da un pregresso comune addestramento; ciò nonostante quel battaglione, nel suo complesso, si comportò lodevolmente durante tutta la Campagna, sia sul piano militare sia sul piano etico, co-me ebbero a testimoniare il Delli Franci, nella sua Cronica, e il re Francesco II, nel suo proclama del 30 settembre 1860 alla vigilia della battaglia del Volturno.

Il saggio è poi corredato di un ampio Repertorio dei nomi con tutti i dati anagrafici di cia-scun personaggio, completi per quanto possibile, e l’incarico ricoperto all’epoca dei fatti; repertorio la cui compilazione ha comportato una specifica indagine presso molteplici fonti oltre a quelle ri-portate nella Bibliografia. Infine, otto tavole a colori e b/n arricchiscono il saggio.

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martedì 11 gennaio 2011

Riceviamo e pubblichiamo: Nuovo libro "La Nazione che non fu"




Buonasera,

vi segnalo il seguente volume:

LA NAZIONE CHE NON FU
- Operazione Verità - Salvatore Natoli Sciacca - Maria
Rosaria De Stefano Natoli -


Forti di grande esperienza culturale, politica e amministrativa, ferventi autonomisti, gli autori scrivono delle pagine di microstoria dimenticata, sancendo la differenza tra Nazione e Stato Unitario e cercando di portare alla luce la verità sulla nascita dell'Italia, accompagnata da azioni di conquista, che hanno determinato miseria e povertà nel Meridione e nella Sicilia in particolare.

È un lavoro meritorio che sicuramente farà riflettere e discutere, ma, questo è l'intento, porterà a una sicura presa di coscienza delle grandi potenzialità dell'Isola, da parte dei Siciliani, per raggiungere un sicuro grande sviluppo socio-economico e culturale e perpetuare la grande centralità della cultura, nonché per far raggiungere alla Sicilia stessa il grande ruolo di centralità nel Mediterraneo e nel mondo.

Distinti Saluti

Antonino Armenio

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martedì 30 novembre 2010

Tommaso Romano. Dal Regno delle Due Sicilie al Declino del Sud



Riceviamo e pubblichiamo volentieri la segnalazione inviataci dall'autore siciliano
Buonasera, vorrei segnalare il mio ultimo libro pubblicato da Thule "Dal Regno delle Due Sicilie al Declino del Sud". Per maggiori informazioni www.tommasoromano.it, mentre per eventuali acquisti il libro è offerto dal sito www.tecnofferte.it. Ringrazio anticipatamente.

Cordialità

Tommaso Romano


Una nuova imperdibile pubblicazione di Tommaso Romano: "Dal Regno delle Due Sicilie al declino del Sud"

Pubblicato da Thule di Palermo (via Ammiraglio Gravina 95) il nuovo volume di Tommaso Romano "Dal Regno delle Due Sicilie al declino del Sud" (pp 104), un' analisi impietosa della crisi del meridione nata dalla conquista del sud di garibaldini e piemontesi, un ritratto dei principali protagonisti e delle loro contraddizioni, un indagine socio-economica e spirituale sulle reali condizioni del Regno delle Due Sicilie con la dinastia dei Borbone, continuatrice della più antica monarchia del sud. Il volume in sei agili capitoli è arricchito da citazioni illuminanti sulle condizioni pre post-unitarie del meridione, ed ha inoltre una selezione di canti e testi letterari del legittimismo fino a d'Annunzio e Pirandello. Conclude il saggio un ampia bibliografia con orientamenti bibliografici sui temi trattati e una ricca selezione di fotografie e documenti alcuni assolutamente inediti. Il libro non è solo un esame storico documentario, ma offre anche una prospettiva politico-economico sociale per il riscatto della Sicilia e del meridione. Ha scritto il noto filosofo Antonio Livi, Professore Emerito di Filosofia della Conoscenza alla Pontificia dell'Università Lateranense: "mi congratulo vivamente con il prof. Tommaso Romano per questo ben documentato lavoro che getta una nuova luce (di verità) sulla storia d'Italia e sulla lotta (militar-politica, oltre che culturale) al cattolicesimo".

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