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mercoledì 25 marzo 2009

Statua di Carlo II a Messina






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martedì 24 marzo 2009

La statua di Francesco I di Borbone in Messina


"La città di Messina volle eternare le virtù di Francesco I, di felice ricordanza , erigendogli una statua di bronzo nella pubblica piazza, e fra' disegni presentati da molli valorosi artisti fu prescelto quello de' fratelli Subba di Messina a'quali l'opera venne allogata. Per tale operazione preferirono essi il metodo delle cere perdute, il più bello , ma il più arduo e difficoltoso. Pertanto i tre giovani artisti superarono gli ostacoli tutti con fatica e pazienza non ordinarie: e dopo un' anno di assiduo lavoro , alle ore 23 del terzo dì di gennaio 1834 fu accesa la fornace.

Alle ore 7 e minuti 6 della notte di quello stesso dì il metallo era già tutto liquefatto, il versamento nella forma interrata si fece in 5 minuti e pochi secondi, e di corto videsi tranquillamente traboccare da tutti gli sfilatori : spettacolo di dolce soddisfazione agli artisti , e di meraviglia somma ai circostanti. E rimarcabile, che la massa del metallo legata in bronzo statuario fu loro fornita da parecchi cannoni della flotta egiziana battuta e distrutta a Navarino. I giornali di Messina e di Palermo annunziarono questo bel trionfo dell'arte. Regolarità e precisione in tutte le sue parti : non bitorzoli, nò butteri , nò la benché minima scabrezza vi potè rilevare l'occhio de' critici e degl'invidiosi. Nella fisionomia di Francesco I. è nobilmente ritratta la sua figura in dignitoso atteggiamento ; che mentre coll'una mano impugna Io scettro, con la destra sporta in avanti accenna di proteggere. Il sinistro piede in atto di muovere un passo da alla statua anima e vita come di chi sente e spira. Folta ed in parte legata al vertice la chioma , e in molto altre ciocche sugli omeri si diffonde. L' elmo è foggiato alla greca , ha una criniera sovrapposta ad una sfinge ed è ornato di cavalli a bassorilievo, e cinto d'una corona di lauro. Le cosce sono coverte dalla lunichetta ed il torace dalla corazza. E mentre la trinacria sostenuta da due genii zanclei forma il fregio emblematico dell'usbergo, la spada col fodero ornato di figurini e arabeschi pende da un'armacollo tutto gemmato. Eleganti sono i calzari, che dal piede innalzandosi sino a mezza gamba hanno all' estremità superiore la maschera, ed il fermaglio inciso a squama a somiglianzà dei brindacoli. Da ultimo il manto leggero e talare veste il dosso senza nascondere la bellezza delle forme.

Alta palmi 12 e mezzo incluso il plinto, poggia sur un piedistallo, disegnato e diretto dagli stessi fratelli Subba unitamente agli altri bassi-rilievi che vi sono.
Nella fronte sul sommo del quatrifondo vi è scolpita una corona greca, con labaro, (monogramma di Cristo) ed un ramo di ulivo dinotanti le virtù religiose del Sovrano Francesco I. Dalla parte del nord una ghirlanda d'alloro, con caduceo ed una palma emblemi di gloria o di sapienza: da quella d'oriente un' altra simile ghirlanda di quercia con lancia e scimitarra che n'indicano la fortezza: ed a quella di mezzogiorno un diadema, un asta, ed uno scelttro gigliato a dinotarne l'impero. In fine ne' quattro fondi al disotto si osservano quattro bassi-rilievi con mirabile perfezione eseguiti. Può quindi preconizzarsi questa statua per uno de'più belli lavori del moderno scalpello."

tratto da Poliorama Pittoresco - 1836 - Napoli

Tale statua fu collocata originariamente presso il Teatro Marittimo, nei pressi della Fontana del Nettuno, ed andò distrutta durante i moti del '48 per farne cannoni e proiettili, stessa sorte toccò alle statue di Carlo II e Carlo III (in bronzo)

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mercoledì 4 giugno 2008

Le tre statue borboniche di Catania

Statua di Francesco I di Borbone

Tra i maestri scultori che la città di Catania ha l'orgoglio di aver dato i natali, è notevole la figura di Antonio Calì (1789-1868) l'allievo oltre che l'erede dell'immortale scultore Antonio Canova (1757-1822) venuto a mancare prima di poter ultimare il maestoso monumento a Ferdinando di Borbone sul cavallo, che spicca dal centro di Piazza Plebiscito a Napoli e che fu ultimato, come ci raccontano i documenti d'epoca, proprio  dal nostro Calì.

Antonio nacque il 17 novembre 1789 a Napoli, durante uno dei viaggi di lavoro del padre, Andrea Cali, catanese, anch'esso apprezzato scultore. Studiò prima a Napoli e poi a Roma, approfittando di una borsa di studio concessa dal governo.
A Calì viene attribuita la paternità delle 3 statue, che si trovano nella città di Catania, e sono quelle di: Ferdinando I, Ferdinando II, e Francesco I di Borbone.
Altre statue del Calì dedicate ai sovrani borbonici, furono poste all'interno del Palazzo dei Ministeri di Stato a Napoli.

Tra le varie imprese del Cali, vi è la fondazione del Museo presso il Palazzo Biscari.

Come era: Ferdinando I (foto di Claudia Campese)


Come è: Ferdinando I di Borbone, via Dusmet

FERDINANDO I - La statua di marmo, alta più di tre metri mostra il re borbonico in abiti di corte con un ampio mantello rifinito sul retro da fiordalisi(abito cerimoniale di Gran Maestro dell'Ordine di San Gennaro). Nella mano destra porta un oggetto spezzato, in origine uno scettro. Nel 1860 le truppe garibaldine invasero l'isola e seguirono l'abbattimento e la decapitazione della statua del sovrano, reazione di fanatismo antiborbonico legata agli eventi rivoluzionari.La testa non fu mai più trovata, mentre la statua acefala fu conservata per un secolo nel magazzini municipali e ricollocata di fronte alla facciata est di Palazzo Biscari nel 1964.
La statua avrebbe dovuto farsi nel 1819 ma  il sovrano, che aveva promosso Catania ad Intendenza,  rifiutò la proposta dal decurionato catanese a causa del periodo economico sfavorevole (il regno delle Due Sicilie aveva subito l'invasione napoleonica)
La statua fu eretta solamente il 12 gennaio 1853, e posta originariamente nel Largo San Francesco, nel centro storico di Catania.

Come era: Francesco I (foto di Claudia Campese)


Come è: Francesco I di Borbone, Villa Pacini

FRANCESCO I - L'altezza della statua è di palmi 11 e mezzo, più di 3 metri.Originariamente si trovava in Piazza Università e fu innalzata il 14 aprile 1833.

Ecco una descrizione dell'epoca, fatta da Lionardo Vigo sulla statua, attualmente posta all'interno dei giardini di Villa Bellini:

"...vestir semplicissimo antico, nude braccia, gambe, ginocchio, testa, coverto il dorso di pallio, che un' armilla ferma sul destro omero, il petto di corazza merlata, di cui sotto una tonicella mezzo gli vela le cosce, e i piedi di coturno.."

Ed ancora:
"...il protendere la [mano] destra allungandola distesa con liberale atto, l'appoggiare il manco braccio, con cui impugna lo scettro, sopra un' erma di Pallade sorgente a lui di costa, tenendo immota la mancina gamba..."

"...L'armatura, che veste il monarca, è lavorata con massima perfezione: ma perché sulla corazza scolpire due ippogrifi invece dell' aquila siciliana?Se il Cali fosse stato guidato da sperti uomini, ne' 15 merli della corazza posto avrebbe simboli leggiadrissimi e di storica significanza..."


     Come era: Ferdinando II (foto di Claudia Campese)


     Come è: Ferdinando II, villa Pacini

FERDINANDO II - Posta in origine a Piazza Stesicoro, nel punto esatto dove oggi sorge il monumento a Vincenzo Bellini, fu eretta  nell'ottobre 1842, il re è sempre rappresentato in abiti classici ed appoggia la mano sinistra sulla poppa di una nave, a ricordo della costruzione del molo di Catania (1837) avvenuto per regio assenso. La mano destra oggi spezzata, in origine impugnava lo scettro, il progetto prevedeva un altezza di palmi 12.

Davide Cristaldi
Claudia Campese

 Le tre statue del Calì, descritte dal Cav. Agatino Longo, 1853

Giornale di Scienze Lettere ed Arti per la Sicilia - diretto dal Bar. Vincenzo Mortillaro - Anno 13 . Vol 49 - Palermo - anno 1835 - PAG. 277

I Borbone in Sicilia 1734-1860, a cura di Enrico Iachello
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