lunedì 8 dicembre 2008

La massoneria punisce Capo D'Orlando


UNA FIRMA PER ENZO SINDONI

Quando il sindaco di Capo D'Orlando, decise di rimuovere la targa di piazza Garibaldi, nessuno avrebbe mai immaginato che "qualcuno" se la sarebbe presa così a male....

Eppure da quel fatidico giorno, la cittadina dei Nebrodi sembra essere stata colpita da una specie di "maledizione", infatti non passa giorno che una brutta notizia, riguardante la vita della città, non faccia capolino da qualche piccolo, ma "informato" giornale siciliano.
Si è cominciato con la cancellazione inspiegabile della squadra di basket dell'Orlandina, orgoglio siciliano, dagli albi sportivi.
Con l'accusa al sindaco Sindoni, di truffa ed associazione a delinquere da parte della Magistratura.
L'ultima è la chiusura di TUTTE le discoteche di Capo D'Orlando, ordinate dalla magistratura messinese.
E' come se qualcuno stesse scagliando frecce da tutte le direzioni, dal mondo dello sport, come da quello della politica e da quello della giustizia; questo "Arciere" sembra essere presente in maniera trasversale nelle Istituzioni.

Le firme verranno raccolte all'indirizzo comitato@comitatosiciliano.org e saranno rese pubbliche, ed inviate al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, affinchè si adoperi con qualsiasi mezzo per interrompere il tiro al bersaglio nei confronti del sindaco Enzo Sindoni, che rischia di mettere in ginocchio l'economia di Capo D'Orlando

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Io sono l'Immacolata Concezione



FESTA NAZIONALE
8 DICEMBRE GIORNO DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE
PROTETTRICE DELLE DUE SICILIE
C'è un fitto mistero che lega profondamente Gaeta, città del Regno delle Due Sicilie, con Lourdes, quest'ultimo paese noto in tutto il mondo per i pellegrinaggi, ma soprattutto perchè nel 1858, apparse, alla piccola Bernardette Sobirous, la Vergine Maria.

Il periodo del 1848-1849 è noto nella storiografia moderna a causa delle terribili rivoluzioni che insanguinarono il Vecchio Continente.

E' opinione della Chiesa che la Madonna si "faccia vedere" soprattutto in quei periodi in cui l'Umanità è in grave pericolo, così infatti è stato per Lourdes, così per Guadalupe, così per Fatima e così oggi per Medjugorie[1].

Nel 1848, Papa Pio IX si trovava a Gaeta, in fuga dai moti che avevano colpito anche Roma (era stata dichiarata la Repubblica Romana e la città era in preda ai disordini ed agli assassinii) "E’ noto che la destinazione finale di Pio IX era stata pensata in territorio spagnolo, ma l’accoglienza di Gaeta, del Re Borbone e del popolo, fu talmente amorevole e premurosa, che il buon Pio IX decise di non proseguire oltre."

Ma il vero motivo per cui la permanenza del Papa, nella città di Gaeta, rimase nella storia, fu quando l'8 dicembre, festa della Vergine, Patrona delle Due Sicilie, Pio IX ebbe la famosa intuizione(e la visione secondo alcuni) del Dogma dell'Immacolata Concezione. (Significa che la Madonna è stata concepita senza peccato originale)

A seguito di quella visione, il Papa decise di convocare immediatamente Ferdinando II, cosa si dissero non si è mai saputo.Chissà se il Pio IX aveva pronosticato la fine del Regno o avesse in qualche modo legato il destino delle Due Sicilie con quello del Mondo, come a me piace pensare, fatto sta che nemmeno nel testamento del Re borbonico si trovano tracce che alludono al Dogma, se non gli ultimi voleri puramente cristiani, tipici di un re cattolico qual'erà Ferdinando II - "...sussidii ai poveri, e restauri e costruzioni di chiese nei paesetti che ne mancassero sul continente e in Sicilia..."

Circa 10 anni dopo questo grande evento che si verificò nelle Due Sicilie, un altro ancora più grande avvenne dall'altra parte del Mediterraneo, in uno sperduto e povero paese dei Pirenei Francesi, Lourdes.Era l'11 febbraio del 1858, pochi mesi prima della rivoluzione italiana che avrebbe segnato la fine del regno delle Due Sicilie, quando una bambina di nome Bernardette Sobirous, vide apparire in una grotta, la Madonna.Queste apparizioni si susseguirono per parecchio tempo e la folla di persone venute dai paesi vicini e persino da tutta la Francia cominciò a farsi ogni giorno più oceanica e la curiosità sempre più insistente, così quando il 25 marzo del 1848 chiesero alla veggente chi fosse quella "Signora vestita di bianco", come Bernardette l'aveva sempre descritta, la bimba rispose: si l'ho chiesto e Lei mi ha risposto: "Io sono L'Immacolata Concezione"


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mercoledì 3 dicembre 2008

Ed infine anche il PD gettò la maschera


Ora che l'alba della territorializzazione[1] della politica è iniziata, si vede il luccichio delle armi dall'altra parte del fronte, quelle stesse "armi" che fino ad oggi erano state tenute ben nascoste da una silenziosa e ben accorta, opera di cecchinaggio politico.

La nascita del PD del Nord, ha dismostrato ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, quali sono i veri interessi della politica italiana oggi, i quali ben poco coincidono con quelli meridionali.
Il 1861 non è mai stato così vicino come adesso, a portare indietro le pagine della storia ci ha pensato un "padano" doc, il sindaco di sinistra del comune di Torino, già acclamato dal popolo del PD, Leader Maximo del Nord.

Ma il sindaco Sergio Chiamparino, dimentica che a Torino, così come in Piemonte, in Lombardia ed al Nord in generale, una grossissima parte degli abitanti è di origini meridionali e che tali cittadini ancora prima di essere di destra o di sinistra, sono cittadini di un glorioso popolo: quello delle Due Sicilie.

Perchè una vera Nazione è data dalla somma del Territorio con il suo Popolo, se i partiti nazionali, dopo la vittoria del territorialismo vogliono dividere semplicemente il territorio anteponendo ciò al Popolo, sbaglieranno ancora di grosso, ma allo stesso tempo, l'unico modo che, noi cittadini delle Due Sicilie, abbiamo per contrastare questa ulteriore guerra al Sud, è difendere e tutelare i cittadini delle Due Sicilie, il nostro Popolo, ovunque esso si trovi, anche al Nord.

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venerdì 28 novembre 2008

Quei siciliani in Ciociarìa.


C'è una parte della storia Risorgimentale, fino ad oggi poco nota che riguarda il brigantaggio nelle terre dell'attuale Ciociarìa.
L'argomento, che in verità era stato trattato nei libri del De Biase, non ha avuto quella diffusione che meritava, forse anche per il solito ostruzionismo che si verifica quando si tira fuori la storia del Risorgimento visto da un altro punto di vista, quello non conforme alla storiografia ufficiale.
A cavallo tra il 1861 ed il 1862 la Reazione borbonica è ormai ben organizzata, da Palazzo Farnese a Roma, sede del governo borbonico in esilio, Francesco II comanda e dirige la guerriglia contro l'invasore piemontese.
Approfittando della copertura pontificia, viene eretto un corridoio di rifornimenti tra Roma ed il cuore degli Abruzzi e di Terra di Lavoro, che si estendeva fino alla Basilicata.
E' per questo che più ci si allontanava da Roma e più il fenomeno del cosiddetto brigantaggio diminuiva, infatti Calabria e Sicilia, essendo troppo lontani dall'appoggio logistico pontificio, registrarono più che altro delle cellule isolate, come ad esempio la banda dei Fratelli Ribera, che operava a Pantelleria, ma che aveva però come appoggio il Comitato Borbonico di Malta.
Fu così che decine di ex soldati borbonici e legittimisti siciliani, piuttosto che ritornare a casa, entrare nell'esercito italiano o starsene con le mani in mano, si arruolarono nelle varie bande del continente, per dare manforte all'operazione di riconquista della Patria.
Come il Sig. Politini, farmacista di Palermo, incaricato dai Comitati Borbonici ad eseguire un piano secondo il quale doveva essere eliminato il generale piemontese Cialdini.
Francesco II da Roma, operando in sinergia con il generale Clary, che gestiva da Marsiglia, la Reazione estera, aveva organizzato un piano per la riconquista del Regno che prevedeva lo sbarco in Sicilia della banda Pischitiello.Tale compagnia sarebbe stata comandata da un generale spagnolo e secondo i piani avrebbe avuto il supporto di diversi contadini siciliani ben armati.
Una delle bande meglio organizzate della provincia di Frosinone, era quella del brigante Conti.Del suo gruppo vi faceva parte un ex soldato borbonico siciliano, il quale dopo la resa di Gaeta si era rifugiato a Roma, da li successivamente si era recato a Fondi, dove era entrato nella compagnia del Conti.
Nella banda di Livio Mancini, giovane ma intraprendente brigante, militava un certo Zugaro Antonio di Palermo. La compagnia era solita operare tra il frosinate e la provincia de L'Aquila, dove il 7 aprile del 1862, il Zugaro fu fucilato dal maggiore piemontese Reverberi del 44° Fanteria, per l'esattezza a Civitella Roveto.
A Terracina si dava alla macchia un certo Nusco da Messina, anche lui superstite di Gaeta, fu assoldato dal Conte di Trapani per il quale combattè contro i piemontesi, entrando ed uscendo dal territorio papalino.
Ma tra i vari guerriglieri siciliani, quello che si distinse di più fu certamente Pasquale Salinas da Siracusa, il quale ebbe l'onore di combattere fianco a fianco con il generale legittimista Josè Borges, forse il miglior capo militare che vide impegnati i borbonici contro i piemontesi durante il periodo della repressione del brigantaggio.
Pasquale Sallines combattè fianco a fianco con il Borges con onore, con spirito di sacrificio ed abnegazione, fino a quando l'8 dicembre 1861(Giorno dell'Immacolata), i due, insieme agli altri componenti della compagnia furono fucilati dai bersaglieri del maggiore Franchini (1°BTG) a Tagliacozzo, negli Abruzzi.
Questi nomi sono ciò che i libri attualmente a nostra disposizione, ci hanno permesso di ritrovare, chissà quanti altri eroi, dimenticati tra le pagine polverose di una falsa e crudele storia che non ci appartiene, aspettano non di essere onorati, ma almeno ricordati.
Purtroppo le nostre belle terre soffrono un malgoverno che sembra endemico e sono sferzate da una corruzione strisciante, ma se oggi noi del Sud possiamo ancora camminare a testa alta lo dobbiamo esclusivamente a questi eroi, che disprezzando la morte, tennero sempre alto il vessillo della loro Patria.
Per la stesura di questo articolo sono stati usati i seguenti testi:
Il brigantaggio alla frontiera pontificia dal 1860 al 1863 - Alessandro Bianco - Milano - 1864
I briganti e la corte pontificia, ossia, la cospirazione borbonico-clericale svelata - Livorno - 1862

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Il parmigiano reggiano nel panino Mcdonald (e viri cchi mangi)


ECCO COME IL CONSORZIO PARMIGIANO REGGIANO "TUTELA" IL PROPRIO MARCHIO

Questa dovrebbe essere la risposta alla crisi che sta investendo il formaggio tipico dell'Emilia Romagna...

- Da diverso tempo il comparto Agroalimentare del formaggio grana, in particolare il Parmigiano Reggiano ed il Grana Padano, sta vivendo un periodo di crisi dovuto principalmente al calo di consumi e delle esportazioni -
come riporta il sito NapoliCaputMundi, che non usa mezze misure:
- Ma ecco che il Governo filo-nordista, nella persona del Ministro Zaia, guarda caso della Lega Nord, interviene acquistando, attraverso l’Agea, 100 mila forme di Parmigiano e 100 mila forme di Grana, per un totale di € 50 milioni. Grazie al ritiro delle forme, si potranno ottenere sussidi comunitari che, grazie alle norme europee, saranno destinati in beneficenza. Ma chi controllerà su quali tavole finiranno i prodotti acquistati dall’Agea? Nel mese di luglio c.a. invece, il ministro Scajola, firmò due contratti di programma da 150 milioni di euro, destinati alle aree depresse del Piemonte -.

Gli stessi solerti provvedimenti non si sono visti, per tutelare le produzioni tipiche meridionali come l'olio di oliva, il grano e l'uva delle Puglie oppure la famosa Mozzarella di Bufala Campana, oggi con gravi problemi d'immagine per l'affare rifiuti

Ma non è solo il Mezzogiorno a vedersi beffato da questa incredibile operazione mediatica sul parmigiano, la cui genuinità viene sbandierata ai 4 venti, utilizzato per imbottire i panini del fastfood, che nulla hanno a che vedere con la cucina tipica mediterranea; infatti delle pesanti lamentele sono giunte anche da Slowfood per bocca di Arnaldo Maghenzani che si dice "perplesso dell'accostamento al mondo del fast food di un marchio dell'eccellenza gastronomica italiana".

Probabilmente è arrivato il momento di rispolverare, o meglio di far sapere ai meridionali che anche nell'ex Regno delle Due Sicilie abbiamo il nostro "parmigiano reggiano", si tratta del poco conosciuto "Ragusano" dalle caratteristiche simili al collega emiliano(si può grattare sui maccheroni) ma molto più saporito.E soprattutto la sua storia molto più antica, ne faceva un formaggio apprezzato in diverse nazioni europee, proprio come oggi il Grana....

Dalla scheda tecnica del "parmigiano ragusano":
"Questo formaggio dal sapore amabile e peculiare è stato oggetto sin dal XIV secolo di un fiorente commercio oltre i confini del Regno di Sicilia. Già nel 1515 Carmelo Trasselli in "Ferdinando il Cattolico e Carlo V" racconta di una "esenzione dai dazi" anche per il caciocavallo ragusano e pertanto già oggetto di notevole commercio. Ancora il Trasselli in "Note sui Ragusei in Sicilia" riporta documenti del "Notaio Gaetano, F. 106" che riferisce ancora del commercio via nave del caciocavallo. Nell'opera dell'abate Paolo Balsamo risalente al 1808 veniva sottolineato "la bontà dei bestiami di Modica" ed i "prodotti di cacio e ricotta, superiori di cinquanta per cento ai comuni, e di venticinque per cento ai migliori di Sicilia". Ed ancora Filippo Garofalo nel 1856 cita la fama e la squisitezza dei caci e delle ricotte del Ragusano."

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mercoledì 26 novembre 2008

Ancora su SiciliaInformazioni



RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Il titolo di due articoli comparsi il 23 ottobre 2008 sul giornale telematico “SICILIA INFORMAZIONI”, riguardanti l’attività del Comitato delle Due Sicilie [oggi Comitato Storico Siciliano] , la dicono lunga sugli effetti dell’operazione di lavaggio di cervello, che è stato attuato in 150 anni di Unità, realizzato mediante la diffusione continua di messaggi subliminali, presentati sotto forma di slogans, a cui è stato affidato il compito di creare nelle nostre menti e a nostra insaputa (poichè i messaggi subliminali agiscono al di sotto della soglia di percezione), un’immagine, e quindi un opinione, distorta e plasmata ad arte riguardo il processo di unificazione dell’Italia, dei personaggi protagonisti di quel periodo e delle attività di studio odierne indirizzate alla revisione storica del Risorgimento.
Uno dei risultati di questo bombardamento martellante ed invisibile, che definisco non diffamatorio ma scientificamente indirizzato, è costituito, appunto, dai due titoli suddetti e che riporto integralmente: “Non ci credereste, esistono i nostalgici dei Borboni. Il loro messia? Franceschiello, forse…” (Autrice Elena Sorci) mentre l’altro dice “Sciacca, il sindaco cambia la storia. Una piazza a Federico II, il re Bomba” (Autore sconosciuto).
Nei due titoli compaiono i due slogan Il loro Messia? Franceschiello=Francesco II e il Re Bomba=Ferdinando II, che costruiscono in maniera subliminale (inconsciamente) nell’immaginario di ciascun lettore non attento e che non conosce i relativi fatti storici, il concetto secondo il quale i militanti dei movimenti duosiciliani fanno un’atto di fede cieco (il loro Messia) ad un Re insignificante e privo del suo ruolo (Franceschiello) mentre l’altro slogan indirizza la sintesi del pensiero del lettore verso un altro Re che, per essere chiamato Bomba, chissà di quali orrendi crimini si sarà macchiato.
Non voglio dimostrare le assurdità storiche contenute nelle tesi dei due titoli.
A smentirle è sufficiente citare l’esistenza di una infinita produzione letteraria, anche ad opera di esimi studiosi di storia, siciliani e non, che, evidentemente, gli autori degli articoli suddetti non si sono preoccupati, quantomeno, di leggere, anche frettolosamente, prima di scrivere: perché? Forse perché non andare controcorrente è più comodo e non causa noie e fastidi e fa bene alla carriera? O forse perchè su di loro quel lavaggio di cervello ha avuto l’effetto narcotizzante sperato da chi, in questi 150 anni di unità, lo ha messo in atto? O forse perché non si sono mai occupati di storia e quindi non hanno le conoscenze adeguate?
Non mi è dato conoscerne il motivo, ma la cosa mi ha incuriosito e stuzzicato al punto che ho visitato il sito di questo giornale telematico ed ho fatto una ricerca sugli articoli prodotti da Elena Sorci (ho ricercato solo su di lei perché si è firmata solo lei), immaginando e dando per scontato che se una persona scrive di storia vuol dire che questo è un campo di cui possiede gli strumenti della conoscenza, quindi ho pensato di trovare altri articoli del genere a sua firma, precedenti e posteriori i due articoli di cui parliamo oggi.
Ma con mia grande sorpresa non sono riuscito a reperire alcun articolo a sua firma riguardante la storia dell’Unità d’Italia, ma solo delle produzioni di tutt’altro argomento, che peraltro ho trovato utili ed interessanti.
Ve ne voglio citare solo alcuni: “Non solo starnuti, il virus del raffreddore si prende anche attraverso la tavoletta del WC” (di Elena Sorci del 02 novembre 2008) oppure “Contro il diabete ci vuol la bicicletta” (di Elena Sorci del 05 novembre 2008).
Ora, cari lettori, io non mi sognerei mai di scrivere articoli sul virus del raffreddore non avendone le necessarie conoscenze e, quindi, essendo un ignorante in materia, ma se proprio dovessi, quanto meno prenderei informazioni sulle tavolette dei WC.
Quindi mi chiedo se Elena Sorci, prima di dedicare il titolo del suo articolo a Franceschiello, ha studiato la Storia dell’Unità d’Italia e se possiede il relativo bagaglio di conoscenze che, per l’amor del vero e per dare a Cesare quel che è di Cesare, ha dimostrato di possedere quando ha parlato di raffreddori e tavolette di WC.
Se così non fosse, la conclusione è sconfortante e lo sconforto diventa disperazione se si pensa che sono anche dei siciliani a contribuire (in maniera consapevole o non) con tecnica subliminale ad inculcare nei lettori il complesso di inferiorità secondo il quale i Meridionali sono una razza inferiore perché le loro radici di provenienza si possono ricondurre a Franceschiello e al Re Bomba.
Invidio tantissimo e mi congratulo con la Lega Nord, che in soli 20 anni è riuscita ad innestare nei cuori di ciascun suo tesserato la Padania (un’entità inesistente nella storia d’Italia e frutto di pura invenzione): se oggi il popolo del Nord è forte lo è perché si è saputo stringere attorno a questa identità artificiale.
Di contro il Sud, che può vantare una storia secolare, non ha ancora la percezione di una comunanza di nobili origini che ne fanno un unico popolo.
Fino a quando ad occuparsi di storia del Sud sarà anche questo genere di giornalisti, ai quali va dato atto di eccellere per competenza e per conoscenza sui virus del raffreddore e sulle tavolette dei WC, allora penso che non basteranno 20 secoli (altro che vent’anni!) per scoprire che si deve essere orgogliosi di essere nati Meridionali.
Io temo che i guitti e gli ascari, avendo come unico ruolo quello di servire le lobbyes (in maniera consapevole o non), e' indispensabile che non abbiano assolutamente un pensiero proprio: e allora noi dobbiamo rispondere ed opporci con coraggio e senza alcuna titubanza, ribattendo colpo su colpo a questi continui attacchi devastanti, sia che essi provengano da giornalisti di estrema periferia sia che essi provengano dal centro del sistema.
Cataldo Magnifico (Villarosa)
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lunedì 24 novembre 2008

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


Trasmettiamo una lettera di protesta inviata all’On. Barbareschi e a Santoro, per la puntata di AnnoZero del 20 novembre 2008 dal titolo: “Il futuro che mi merito”
Alla Redazione di AnnoZero
All’On Luca Barbareschi

Gent. Redazione,
giovedì 20 novembre, ho visto in TV la puntata di AnnoZero sullo stato di degrado delle Università Italiane, ovvero, immaginavo che si dovesse parlare dello sfacelo delle Università Italiane, ma con grande sorpresa e delusione da parte mia ho assistito ad un impianto accusatorio riguardante le sole Università della Calabria e della Sicilia, mentre nessun accenno è stato fatto sulle condizioni delle Università del Nord, come se fosse sottinteso che al Settentrione l'istruzione universitaria viva uno stato di normalità e di completa funzionalità, mentre al Sud..... insomma, il solito teorema.

Mi rincresce per Santoro che ho sempre ritenuto e continuo a ritenere un professionista serio ed intellettualmente onesto, però non riesco a capire come egli possa avere dato questo taglio alla puntata, evitando di fare il minimo accenno agli analoghi problemi riscontrabili nelle Università del Nord.

Non è mia intenzione smentire quanto emerso riguardo i problemi delle Università interessate dalla puntata, anzi confermo e convengo sul fatto che tutto il marciume che ne è venuto fuori è cosa risaputa da anni ed i primi ad esserne schifati e nauseati siamo proprio noi meridionali, ex universitari e non.
Con questa mia protesta voglio, intanto, sottolineare la poca imparzialità della trasmissione che, da un fuoriclasse come Santoro, non avrei mai immaginato.
Ma il fatto più grave non è questo.
Alla puntata ha partecipato anche Luca Barbareschi, attore ed uomo di spettacolo, momentaneamente prestato alla politica con la carica di Onorevole, con militanza nelle file del Centrodestra e con l'incarico di Vice Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.
La cosa più sconcertante di tutta la trasmissione è stata la tesi espressa dal suddetto Onorevole verso la fine della puntata, con la quale, in sintesi, egli ha sostenuto che le Università del Nord (cerco di riassumere perché non ricordo le sue testuali parole, quindi mi scuso fin da adesso con Santoro e con l’Onorevole Barbareschi se nella mia ricostruzione ci saranno delle imprecisioni) sono di buona qualità perché sono inserite in un contesto sociale (da Roma in su) che è frutto storico delle influenze colonizzatrici che si sono avute nel passato ad opera di civilissimi popoli, come i Francesi e gli Austriaci, di contro l’Italia da Roma in giù, fonda le sue radici in tradizioni storiche completamente diverse da cui deriva anche la scarsa qualità delle sue Università.
Per inciso, debbo dare atto a Santoro che, alle sconcertanti affermazioni dell'Onorevole Luca Barbareschi, egli lo ha rintuzzato, tra il serio e l'ironico: "poi però ci ha pensato il Nord a colonizzare il Sud!".
Nulla togliendo al grado di civiltà del popolo francese ed austriaco, che ammiro profondamente, ed astenendomi da qualunque commento circa tali affermazioni, mi permetto solo di invitare l'Onorevole Luca Barbareschi a rileggere più attentamente la storia d'Italia, per capire dove il popolo del Sud affonda le proprie profonde radici: scoprirebbe (forse per la prima volta?) che il Sud era la Magna Grecia, che il Sud ha dato i natali a pilastri della matematica moderna, che al Sud, sotto la dominazione Araba, si è raggiunto un grado di civiltà che il Nord ancora sconosceva, e se concentrasse la sua attenzione soprattutto sull’Italia immediatamente preunitaria scoprirebbe, immagino con sua grande sorpresa, quanto fosse civile il popolo che viveva nel Regno delle Due Sicilie prima che le orde piemontesi del 1860 calassero dal profondo Nord distruggendo, massacrando e razziando tutto quello che incontravano lungo il loro cammino.
Se l'Onorevole Barbareschi studiasse con più approfondimento la storia d’Italia, scoprirebbe tantissime cose interessanti, per lui penso sorprendenti, anche riguardo alle radici più recenti del popolo meridionale.
Io gliene voglio citare solo alcune cominciando a dire che nella conferenza internazionale del 1856, che si tenne a Parigi, il Regno delle Due Sicilie fu insignito del premio come terzo Paese al mondo per sviluppo industriale dopo Francia ed Inghilterra; scoprirebbe, pure, che le prime Università furono istituite proprio nel Regno delle Due Sicilie ed erano Università d’eccellenza e rinomate in tutto il mondo e che l'istruzione era un diritto gratuito per tutti: sorpreso Onorevole?
Il Meridione d’Italia nel 1860 subì una crudelissima e sanguinosissima invasione senza motivazione da parte del “civilissimo Piemonte” dei Savoia, indebitati fino al collo con le banche inglesi ed appoggiati dalla Massoneria Inglese di Mister Pike (di cui i Savoia facevano parte integrante), oggi Trilateral Commission: la cosa fa riflettere l’Onorevole Barbareschi se aggiungo che le banche del Regno delle due Sicilie erano ricchissime di capitali prima dell’unificazione e che la flotta navale mercantile del Meridione, che solcava tutti i mari del mondo, era seconda solo a quella Inglese?
Grazie alle razzie dei “civilissimi Piemontesi” calati dal profondo Nord è andata distrutta non solo una Nazione, per quei tempi civile e progredita, ma anche il suo tessuto sociale e a causa di ciò ancora oggi ne paghiamo lo scotto.
Voglio citare Antonio Gramsci, che morì in un carcere fascista, il quale riguardo alla questione meridionale disse testualmente: “lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e a fuoco l’Italia meridionale e le isole, crocifiggendo, squartando, seppellendo vivi contadini poveri che gli scrittori salariati tentano di infangare con il marchio di briganti”.

Rivolgo una preghiera direttamente all’Onorevole Barbareschi: “Voglia esprimere ai Suoi civilissimi avi del Nord da parte di tutto il popolo del Meridione d’Italia l’immensa gratitudine per avere risollevato le sorti della nostra Terra con l’occupazione del 1860; per avere ricevuto in dono il regalo di inestimabile valore della Questione Meridionale che ogni nostra famiglia possiede ancora oggi, gelosamente custodito in cassaforte e che nessuno mai ci potrà portar via, essendoci pervenuto per diritto di eredità; per le grandi opere di pianificazione urbanistica che sono state realizzate nelle nostre città radendone al suolo ed incendiandone una cinquantina, massacrandone o fucilandone senza processo circa 250.000 abitanti, a prescindere dal loro sesso e dalla loro età (le do qualche spunto, Onorevole, qualora volesse documentarsi: eccidio di Pontelandolfo ed eccidio di Casalduni, per esempio); per aver prodotto appositamente confezionate per il Sud delle leggi di eccezionale sensibilità e all’avanguardia, che gli stessi giuristi di oggi invidierebbero: le offro un altro spunto di ricerca, Onorevole, invitandola a compiere degli approfondimenti sull’introduzione della legge Pica del 15 agosto 1863 nell’ex Regno delle Due Sicilie con la quale, tra le altre cose, il governo del Suo civilissimo Piemonte istituì “gli squadroni della morte”; per i 400.000 desaparecidos mandati in vacanza premio in villaggi turistici appositamente attrezzati e a cui, in seguito, si ispirarono i criminali nazisti durante la seconda guerra mondiale per l’allestimento dei campi di concentramento e di sterminio; per i primi tours turistici di gruppo in giro per il mondo organizzati appositamente per il popolo del Sud grazie all’Agenzia turistica Emigrazione srl, che prima del 1860 era un lusso che nessun meridionale poteva permettersi; del furto dell’immenso tesoro del Banco di Napoli e del Banco di Palermo (per pagare i debiti con le banche inglesi?)… etc etc etc… mi fermo qui, non voglio sbalordirla oltre, poiché son certo che Lei di questi fatti non ne ha mai sentito parlare… anzi non mi fermo…un’ultima cosa voglio suggerirgliela… La invito, Onorevole, a fare una capatina a Gaeta, quando avrà un po’ di tempo, e chiedere in giro tra la gente di quella città notizie di un certo assedio di metà ‘ottocento e di una fossa comune, scoperta qualche anno fa, in cui sono stati trovati i cadaveri di 2.000 civili fucilati (senza distinzione di sesso e di età) e risalenti all’epoca in cui il civilissimo Piemonte ha onorato il Meridione d’Italia della sua presenza: sa, Onorevole, che è stato necessario più di un mese per ricomporre quei poveri resti e dar loro degna sepoltura?… stia tranquillo Onorevole Barbareschi, stavolta mi fermo veramente, non voglio assolutamente turbare oltre la sua coscienza di persona sicuramente onesta ed in buona fede.”

Non mi dilungo oltre, concludo invitando l'Onorevole Barbareschi a fare il lavoro che, oltretutto, sa fare molto bene: l'attore e l'uomo di spettacolo, lasciando fare quello della politica ma, soprattutto, quello dello storico, dove ha dimostrato di avere grosse lacune, a chi ha le carte in regola e le conoscenze adeguate per poterlo fare.
Ma qualora l’Onorevole Barbareschi fosse interessato a fare anche lo storico, ne avrebbe tutti i requisiti per intelligenza e serietà, allora lo invito ad iniziare un percorso di studio documentato, serio e libero da luoghi comuni tutti da dimostrare.
Vogliate gradire i miei più cordiali saluti.

Cataldo Magnifico
Villarosa(EN)

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