<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169</id><updated>2011-11-10T04:36:02.405-08:00</updated><category term='sicilia borbonica'/><category term='statue borboniche siciliane'/><category term='eventi'/><category term='siciliani illustri in epoca borbonica'/><category term='libri'/><category term='cultura'/><category term='video'/><category term='TESSERAMENTO ANNO 2010'/><category term='politica'/><category term='cannoni borbonici'/><category term='organigramma'/><category term='rassegna stampa'/><category term='eroi borbonici siciliani'/><category term='Nazionale calcio Due Sicilie'/><title type='text'>Comitato Storico Siciliano</title><subtitle type='html'>Per la riscoperta della vera cultura e delle tradizioni dei siciliani, senza le quali non può esserci alcun riscatto</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>365</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-475419856943776659</id><published>2011-10-19T11:32:00.000-07:00</published><updated>2011-10-19T11:42:10.556-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cannoni borbonici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Il cannone borbonico di Livorno</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-96PFw6oxyFM/Tp8YJNGmvII/AAAAAAAAA9k/ED9mWO79mm4/s1600/cannone%2Blivorno.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 321px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665273402670627970" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-96PFw6oxyFM/Tp8YJNGmvII/AAAAAAAAA9k/ED9mWO79mm4/s400/cannone%2Blivorno.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Il cannone di marina napoletana presso il Palazzo dei Bottini dell’Olio - Livorno&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;Premesse&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia esistono ancora vari esemplari di artiglierie in ghisa di marina napoletana di fine Settecento. Vari sono come già detto in altra occasioni, i luoghi in cui sono osservabili, in modo particolare a Napoli (Castel Sant’Elmo e il Palazzo dell’Ammiragliato) a Procida (belvedere), a Ustica (fortezza), a Messina (lungomare), Palermo (Arsenale di Palermo-Museo del Mare e palazzo dei Normanni presso all’ingresso del Comando Regione Militare Sud dell’Esercito).&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi reperti che attestano le capacità belliche di una Marina di tutto rispetto come quella borbonica, tra le poche in grado di poter commissionare artiglierie di tal genere in grandi quantità.&lt;br /&gt;Si premette che il luogo di fusione di un pezzo d’artiglieria non corrispondeva necessariamente alla sua nazionalità, poiché l’importazione da altri Stati era già da tempo piuttosto comune. I maggiori produttori ed esportatori erano l’Inghilterra, che fabbricava o rifondeva artiglierie testandole presso Moorfield, Woolwich, Salisbury, Chelsea e in altri luoghi, e la Svezia, le cui più famose fonderie erano quelle di Julita e Stavsjö, e altre fonderie come quelle di Navekvarn, Ackers, Bram-Ekeby, Fada, Huseby, Svarta, Halleforts, Ehrendal, ognuna delle quali poteva produrre fino a 150 tonnellate di cannoni in ferro all’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1748 esistevano in Svezia ben 496 diverse fonderie. Il primato svedese in tema di produzione di artiglierie non era casuale, ma dovuto alla presenza di abbondanti depositi di minerali di rame, stagno e ferro, alle foreste da cui trarre carbone e legna, nonché ai numerosi corsi d’acqua per il trasporto dei materiali e la produzione di energia idraulica. La Svezia era infatti il regno che maggiormente soddisfaceva la domanda di artiglierie in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Luogo di fusione, stemmi, date, marchi e design.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla categoria dei cannoni navali succitati, appartiene anche quello conservato presso il Palazzo dei Bottini dell’Olio a Livorno. Premettendo che marchi, date di fusione e monogrammi reali, costituiscono gli indizi basilari per il riconoscimento nell’immediato di un pezzo di artiglieria d’epoca, e così come è avvenuto per gli altri cannoni di uguale fattura, risulta facile l’identificazione del pezzo in questione, per via dello stemma posto tipicamente tra il primo e il secondo rinforzo di culatta.&lt;br /&gt;Lo stemma si compone di una corona reale borbonica con àncora sormontata dall’evidente monogramma “FR”, quindi Ferdinando Rex, ovvero Ferdinando IV di Napoli, re di Sicilia dal 1759 al 1816 con il nome di Ferdinando III, nonché Ferdinando I delle Due Sicilie dal 1816 al 1825.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto lo stemma si nota la data di fusione (1782), riportata anche sull’orecchione sinistro. Le diverse date di fusione riscontrate sui vari pezzi rilevati, si rifanno al progetto (Napoli 1780) di istituire una grande flotta di navi e le successive produzioni dei cannoni in base al varo delle navi. Le artiglierie di questo tipo facevano infatti parte a seconda dei calibri (36, 24, 18, 12 libbre napoletane, ecc), dell’armamento dei vascelli, fregate e corvette.&lt;br /&gt;L’orecchione destro, di cui al momento non si dispone di immagini, dovrebbe riportare il classico marchio di fusione AB, che indica la fonderia svedese Akers Bruk (o Stickebruk). La fusione dei pezzi borbonici di fine Settecento fu non a caso commissionata in Svezia, a causa della scarsa qualità del “ferro del regno”. Infatti dal 1772 nacquero negoziati per la fusione e l’acquisto di artiglierie in Svezia. Di conseguenza partirono varie commissioni di artiglierie in sostituzione di quelle ormai obsolete e decrepite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il design del cannone evidenzia una tipologia di artiglieria navale sobria, con forme massicce e poco slanciate per facilitare la manovra sulle navi e quindi dotata di grossi spessori e culatte allo scopo di resistere alle fortissime pressioni esercitate dallo scoppio delle cariche, utili ad assicurare le prestazioni ottimali contro le navi nemiche, la cui progettazione era parecchio migliorata rispetto ai primi anni del secolo.&lt;br /&gt;In conclusione, per poter determinare la potenza del cannone è bene innanzitutto considerare che essa è data dal peso della palla in uso, avente diametro logicamente minore dell’alesaggio, poiché il vento o spazio vuoto è uguale alla differenza tra diametro della palla e diametro della volata. E’ di conseguenza necessario conoscere la libbra in uso al regno borbonico, poiché ogni regno adottava la propria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi si dovrebbe pesare il pezzo e misurarne la lunghezza totale dal bottone di culatta alla gioia (il bottone risulta quasi del tutto consunto rimanendo il collo), l’alesaggio, tenendo conto che la misura potrebbe essere fuorviante a causa della sventatura della bocca e delle cattive condizioni dell’anima (da misurare in calibri). Quindi è opportuno misurare anche la lunghezza e le circonferenze dei rinforzi, i diametri e le circonferenze degli orecchioni e della culatta in modo particolare.&lt;br /&gt;Nel frattempo sarebbe utile risalire alla storia del reperto, considerato il probabile riuso come bitta da ormeggio, provvedendo anche alla valorizzazione e la più consona sistemazione su una riproduzione di affusto alla marina dell’epoca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Armando Donato - Responsabile Comitati Due Sicilie sez. Messina&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Si ringraziano Gianpiero Vaccaro e Claudio Pardini&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-475419856943776659?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/475419856943776659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=475419856943776659&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/475419856943776659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/475419856943776659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/10/il-cannone-borbonico-di-livorno.html' title='Il cannone borbonico di Livorno'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-96PFw6oxyFM/Tp8YJNGmvII/AAAAAAAAA9k/ED9mWO79mm4/s72-c/cannone%2Blivorno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5833737441909803384</id><published>2011-10-18T10:35:00.000-07:00</published><updated>2011-10-18T10:41:45.398-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Resoconto 1° Raduno duosiciliano di Palermo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jROSNRtNqY8/Tp25aF2XwEI/AAAAAAAAA9Y/fkphA2Dsuqs/s1600/palermo-foto.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664887764199915586" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-jROSNRtNqY8/Tp25aF2XwEI/AAAAAAAAA9Y/fkphA2Dsuqs/s400/palermo-foto.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 16 ottobre 2011 sarà ricordata come una data storica per il movimento borbonico e duosiciliano di Palermo, almeno per me, perchè ho avuto l'occasione di trovare tanti nuovi amici finora conosciuti solo telematicamente, che di presenza hanno confermato di essere delle persone degne di stima. Senza dimenticare i vecchi amici, che hanno voluto confermare il loro impegno venendo da altre parti della Sicilia ed accollandosi parecchie ore di viaggio.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 1° Raduno Borbonico della Sicilia è stato fortemente voluto dal sottoscritto e da Linda Cottone per rispondere alle forti esigenze che il capoluogo siciliano, aveva di ritrovare la propria dignità storica perduta ed alle tante richieste di amici palermitani che volevano dare il proprio contributo alle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quel che mi riguarda la manifestazione non poteva riuscire meglio, la formazione e la coagulazione di uno zoccolo duro duosiciliano nella seconda capitale del Regno, può dirsi finalmente realtà.E sono sicuro che porterà buoni frutti e magari il prossimo anno si potrà fare una replica....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio tutti i partecipanti (scusandomi in anticipo per i nomi che non ricordo) tra cui &lt;strong&gt;Carlo Martino&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Armando Donato&lt;/strong&gt;(con &lt;strong&gt;Valentina&lt;/strong&gt; al seguito) e &lt;strong&gt;Salvo Merito&lt;/strong&gt;, rispettivamente responsabili provinciali dei CDS di Palermo, Messina e Catania, &lt;strong&gt;Euranio La Spisa&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Savio Parrinello&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Francesco Paci&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Gianluca Marco Adamo&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Fabio Lombardo&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Pino Marinelli&lt;/strong&gt;(con figlia), &lt;strong&gt;Giovanni Maduli&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Antonio Ciano&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Nino Sala&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Gian Marco Ambra&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Placido Altimari&lt;/strong&gt;(con moglie), &lt;strong&gt;Francesco Coscia&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Rosario Sferruzza&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il raduno è opportuno ricordare che presso la chiesa di Santa Maria La Nova vi è stata un messa solenne in onore dei caduti del Risorgimento, oltre che la visita all'Arsenale Borbonico, vero orgoglio duosiciliano, che ospita un museo con tutte le eccellenze navali e militari del Regno delle Due Sicilie e non solo.&lt;br /&gt;In realtà, l'arsenale è stato costruito nel '600, ovvero nel periodo spagnolo, ma il Direttore ci ha spiegato che l'aggettivo "borbonico" gli è stato dato proprio perchè in quel periodo raggiunse il massimo grado di sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo come spesso accade in Sicilia, complice la mancanza cronica dei fondi e l'assoluta inadeguatezza delle Sovrintendenze, alcuni oggetti e mi riferisco ai cannoni non erano stati periziati correttamente come è stato fatto notare da Armando Donato al pur valente Direttore, il quale ha dovuto ammettere che le artiglierie erano di marina e non di terra come invece era stato spiegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A coronare la lunga giornata una conferenza sull'evento tenutasi nel cuore della vecchia "Vucciria"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a tutti ed arrivederci presto.&lt;br /&gt;Davide Cristaldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_rsgallery2&amp;amp;Itemid=64&amp;amp;catid=69"&gt;IL LINK CON LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5833737441909803384?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5833737441909803384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5833737441909803384&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5833737441909803384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5833737441909803384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/10/resoconto-1-raduno-duosiciliano-di.html' title='Resoconto 1° Raduno duosiciliano di Palermo'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jROSNRtNqY8/Tp25aF2XwEI/AAAAAAAAA9Y/fkphA2Dsuqs/s72-c/palermo-foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-6224731711332591086</id><published>2011-09-08T11:15:00.000-07:00</published><updated>2011-09-21T06:45:39.871-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>La stazione telegrafica borbonica del Forte di Capo Passero</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-O7XhCLm0lCM/TmkGqmbbA9I/AAAAAAAAA8w/5AjHvRVWDr0/s1600/capo%2Bpassero%2Btelegrafo.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; HEIGHT: 142px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650054536452834258" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-O7XhCLm0lCM/TmkGqmbbA9I/AAAAAAAAA8w/5AjHvRVWDr0/s320/capo%2Bpassero%2Btelegrafo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#666666;"&gt;&lt;em&gt;Sezione della carta delle linee telegrafiche duosiciliane&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Imbattendomi casualmente sul sito &lt;em&gt;Fortedicapopassero.it&lt;/em&gt; curato dal &lt;strong&gt;Dr. Antonello Capodicasa&lt;/strong&gt; e con il quale mi sono poi intrattenuto in una piacevole telefonata, ho notato che alla ricca descrizione storica del monumento manca la parte in cui esso ebbe la funzione di telegrafo ottico (1816-1861) durante il Regno delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stazione di Capo Passero, per la sua posizione strategica fu adibita alle &lt;em&gt;"scoverte di mare"&lt;/em&gt; ovvero alla segnalazione descrittiva di tutti i navigli che passavano dal Capo oltre che alle comunicazioni con i legni della Real Marina.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ySo50Azx2vM/TmkJ9LGGi3I/AAAAAAAAA9A/gqLInEb8dXQ/s1600/telegraph.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; HEIGHT: 207px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650058154068052850" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-ySo50Azx2vM/TmkJ9LGGi3I/AAAAAAAAA9A/gqLInEb8dXQ/s320/telegraph.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Telegrafo ottico modello "Depillon" - foto Salvo Carreca &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Il telegrafo di Capo Passero (modello Depillon a 3 braccia) era collegato visivamente&lt;br /&gt;alla stazione posta al Lido di Noto (presso la Colonna Pizzuta, che dalla terrazza del Forte è certamente visibile) ed era fonte di messaggi per tutto il Regno delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il telegrafo del Forte, oltre ad essere ben segnato nella &lt;em&gt;"Carta indicante le linee telegrafiche del Regno delle Due Sicilie - G.Arena - 1860"&lt;/em&gt; viene citato in altri documenti d'epoca come si evince dall'immagine successiva &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;(1)&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-mmwUygh1qB0/TmkHPIltLMI/AAAAAAAAA84/E5c2MtOk1og/s1600/telegrafo%2Bpassaro%2Bcitazione.png"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; HEIGHT: 26px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650055164098063554" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-mmwUygh1qB0/TmkHPIltLMI/AAAAAAAAA84/E5c2MtOk1og/s320/telegrafo%2Bpassaro%2Bcitazione.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;(1) &lt;/strong&gt;Guida statistica su la Sicilia e sue isole adjacenti, F.Arancio, 1844, Palermo, pp.43&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-6224731711332591086?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/6224731711332591086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=6224731711332591086&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6224731711332591086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6224731711332591086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/09/la-stazione-telegrafica-borbonica-del.html' title='La stazione telegrafica borbonica del Forte di Capo Passero'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-O7XhCLm0lCM/TmkGqmbbA9I/AAAAAAAAA8w/5AjHvRVWDr0/s72-c/capo%2Bpassero%2Btelegrafo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1899543372527492319</id><published>2011-09-08T10:21:00.000-07:00</published><updated>2011-09-08T10:36:10.557-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>L'Aquila del Castello di Randazzo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-d55ofknMMPE/Tmj56vn2A-I/AAAAAAAAA8o/gKTnnofd8QY/s1600/aquila-randazzo.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 225px; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650040520147600354" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-d55ofknMMPE/Tmj56vn2A-I/AAAAAAAAA8o/gKTnnofd8QY/s320/aquila-randazzo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il 5 settembre 2011 è stata consegnata gratuitamente alla Soprintendenza per i beni culturali di Catania e al Museo Archeologico di Randazzo presso il Castello, la perizia compresa di ricostruzione digitale dell'aquila che sovrastra il portale di ingresso del castello-carcere di Randazzo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sopra il portone d’ingresso del Castello-Carcere di Randazzo, oggi museo archeologico &lt;em&gt;“Paolo Vigliasindi”&lt;/em&gt;, sono presenti i resti di un’aquila di pietra in altorilievo. In particolar modo la scultura è mancante (rispetto all’osservatore) di parte della zampa sinistra, parte dell’ala destra e della testa oltre che di un altro elemento architettonico (Toson d’oro) che scopriremo più appresso, la cui mancanza si nota dal buco presente nella parte alta della coda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre risultano completamente illeggibili le armi che componevano lo stemma sul petto dell’aquila.&lt;br /&gt;Fortunatamente la lapide posta sotto l’aquila è ancora integra e grazie alle informazioni storiche in essa contenuta è stato possibile ricostruire digitalmente i blasoni e le armi, oltre che l’ordine cavalleresco, ornanti il regale volatile...&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/images//l%5C%27%20aquila%20del%20castello%20randazzo.pdf"&gt;Scarica qui il PDF completo della pubblicazione&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1899543372527492319?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1899543372527492319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1899543372527492319&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1899543372527492319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1899543372527492319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/09/laquila-del-castello-di-randazzo.html' title='L&apos;Aquila del Castello di Randazzo'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-d55ofknMMPE/Tmj56vn2A-I/AAAAAAAAA8o/gKTnnofd8QY/s72-c/aquila-randazzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-566396403340376918</id><published>2011-09-07T12:07:00.000-07:00</published><updated>2011-09-07T12:16:03.080-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>FRATELLI D'ITALIA DOV'E' LA VITTORIA di Eliana Esposito</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-M-p4Dhcop1c/TmfBuaKUP1I/AAAAAAAAA8g/D2oJhlJaKA8/s1600/canovaccio.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 220px; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649697260600311634" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-M-p4Dhcop1c/TmfBuaKUP1I/AAAAAAAAA8g/D2oJhlJaKA8/s320/canovaccio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;..E se scoprissimo che la Storia che ci hanno raccontato per 150 anni non fosse proprio veritiera? e se scoprissimo che gli eroi che ci hanno fatto sempre osannare non fossero così eroi?..&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Uno spettacolo di Eliana Esposito con la collaborazione dei Comitati Due Sicilie.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spettacolo, la cui regia è curata dalla stessa autrice, è articolato come un processo "surreale", che vede passare sul banco degli imputati o dei testimoni, a seconda del caso, i Grandi della Storia i quali, a quanto ci è stato sempre insegnato, avrebbero fatto l’Unità d’Italia. Ma fu tutto oro quello che brillò? Bisogna capire. Se, come dice Arrigo Petacco, "in guerra la prima vittima è sempre la verità" in quella del Risorgimento deve essersi verificata un’anomalia forse unica al mondo: la storia cominciò ad essere scritta prima ancora che la guerra cominciasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna allora mettere un po’ d’ordine e fare un po’ di chiarezza perché "la verità è l’unica cosa che può fare gli italiani! La verità unisce"! Ed a questo mira l’autrice ricostruendo un processo "storiografico" basato su documenti dell’epoca da lei ricercati ed analizzati con certosina pazienza. Ecco sfilare sul palco Enrico Cialdini, Vittorio Emanuele II, Ferdinando II di Borbone, Giuseppe Garibaldi, Francesco Crispi, Francesco II di Borbone, Maria Sofia di Borbone, Cavour, interrogati e giudicati sia dalla Giustizia " da tribunale" rappresentata da avvocati e magistrato e sia da quella "popolare" rappresentata dalla donna delle pulizie. Dodici gli attori in scena, Gabriele Arena, Fiorenza Barbagallo, Nanni Battista, Giuseppe Calaciura, Cosimo Coltraro, Gianpaolo Costantino, Raffaella Esposito, Iolanda Fichera, Saro Pizzuto, Emanuele Puglia, Silvio Salinari e Sabrina Tellico, chiamati a rappresentare l’identità, la dignità, i lutti, la storia del popolo del meridione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Lo spettacolo andrà in scena presso CORTILE PLATAMONE - via Landolina, 5 - Catania, giorno 15 settembre alle ore 21:00&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-566396403340376918?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/566396403340376918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=566396403340376918&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/566396403340376918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/566396403340376918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/09/fratelli-ditalia-dove-la-vittoria-di.html' title='FRATELLI D&apos;ITALIA DOV&apos;E&apos; LA VITTORIA di Eliana Esposito'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-M-p4Dhcop1c/TmfBuaKUP1I/AAAAAAAAA8g/D2oJhlJaKA8/s72-c/canovaccio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-8715497851381116856</id><published>2011-09-07T10:38:00.000-07:00</published><updated>2011-10-10T23:32:24.022-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>1° Raduno dei duosiciliani e borbonici di Sicilia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oWwyupeojX0/TntCAQCRmMI/AAAAAAAAA9Q/IphEgFxiXOE/s1600/manifesto%2B4.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 283px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655186329165732034" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-oWwyupeojX0/TntCAQCRmMI/AAAAAAAAA9Q/IphEgFxiXOE/s400/manifesto%2B4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato Due Sicilie è lieto di annunciare che domenica 16 ottobre 2011 a Palermo, si svolgerà il 1° Raduno dei duosiciliani e borbonici di Sicilia.&lt;br /&gt;L'evento, che vede la nostra Associazione tra gli organizzatori, è stato fortemente voluto da molte persone che in Sicilia erano alla ricerca di una base comune con cui condividere la passione identitaria per le Due Sicilie e per la storia borbonica.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'appuntamento è a Palermo alle ore 09:30 presso l'Arsenale Borbonico che ospita un museo contentente vari pezzi di artiglieria borbonica (ingresso 2 euro)&lt;br /&gt;Seguirà la visita a Palazzo Reale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Alle 11:30 Santa Messa in onore delle vittime meridionali del Risorgimento, presso la Chiesa di Santa Maria La Nova&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la messa, i partecipanti si daranno appuntamento presso l'attigua Piazza San Domenico, dove è prevista una sbandierata di vessilli borbonici ed un banchetto di volantinaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;Alla fine del pranzo conviviale, previsto per le 13:30, si terrà una conferenza presso il locale Ex Coccodrillo alla Vucciria, sito in Via Argenteria Vecchia, seguiranno dibattiti e videoproiezioni.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-8715497851381116856?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/8715497851381116856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=8715497851381116856&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8715497851381116856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8715497851381116856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/09/1-raduno-dei-duosiciliani-e-borbonici.html' title='1° Raduno dei duosiciliani e borbonici di Sicilia'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-oWwyupeojX0/TntCAQCRmMI/AAAAAAAAA9Q/IphEgFxiXOE/s72-c/manifesto%2B4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3634911347916165936</id><published>2011-09-07T10:08:00.000-07:00</published><updated>2011-09-07T10:22:01.131-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Messina/Nasce l'associazione Culturale "Virtus et sapientia"</title><content type='html'>&lt;a href="http://zancleweb.files.wordpress.com/2011/08/logo-virtus-et-sapienza.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 144px;" src="http://zancleweb.files.wordpress.com/2011/08/logo-virtus-et-sapienza.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Centro di Studi Storici e Promozione Culturale "Virtus et sapientia" è un'associazione nata da un'idea di Antonino Teramo ed Armando Donato, già responsabile del CDS-Messina e vicepresidente regionale, ed opera in partnership con i Comitati Due Sicilie.&lt;span class="fullpost"&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scopo è quello di incentivare il turismo culturale e di valorizzare le risorse culturali e paesaggistiche di Messina e della sua Provincia utilizzando a pieno titolo le professionalità dei soci e di quanti si prefiggano gli stessi obiettivi e siano disposti a collaborare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cultura, intesa come risorsa, non è sfruttata dal settore pubblico per creare occupazione e tutelare i resti del passato. Per questo è necessario un impegno concreto di chi ha le competenze per riempire il vuoto di idee e di azioni in questo settore importantissimo che non può essere assolutamente trascurato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome dell'Associazione contiene un invito alla correttezza morale: la sapienza, intesa come conoscenza nella continua ricerca della verità, deve essere accompagnata dalle virtù per poter essere davvero completa.&lt;br /&gt;Nella simbologia del logo, rappresentato in uno scudo araldico, sono concentrate tutte le intenzioni appena espresse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello specifico, l’Associazione ha come obiettivo lo sviluppo, la diffusione e l’organizzazione di attività culturali comprese quelle escursionistiche, didattiche e ricreative che concorrono a favorire lo sviluppo della cultura storica, della valorizzazione del territorio e della difesa dell’ambiente.&lt;br /&gt;In particolar modo l’Associazione vuole:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-promuovere lo sviluppo del turismo culturale e la valorizzazione storico culturale del territorio di Messina e della sua Provincia attraverso la proposta di idee e mediante iniziative concrete;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-incentivare l’investimento di risorse materiali e umane per il turismo culturale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- promuovere la cultura in ogni suo aspetto, compresa la lingua italiana ed il dialetto siciliano, le tradizioni religiose, le tradizioni popolari, la musica, l’arte, le tradizioni culinarie;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- valorizzare e conservare ma anche produrre cultura mediante l’organizzazione o la partecipazioni a convegni, seminari, corsi, incontri, escursioni, mostre e tutto quanto sia utile alla realizzazione delle finalità sociali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- promuovere e favorire lo sviluppo dell’ escursionismo nel suo complesso, ovvero le attività relative alle visite guidate, manifestazioni escursionistiche, sentieristica, trekking, nel rispetto della natura e delle tradizioni locali, promuovendo tutto quanto necessario per assicurare l’informazione e la divulgazione;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- in modo particolare si occuperà dello studio e della valorizzazione di appositi percorsi dall’elevato contenuto storico, ricchi di testimonianze e vestigia ancora esistenti;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- effettuare studi e ricerche storiche in tutti i settori: storia e achitettura militare, araldica, numismatica e tutti gli ambiti della ricerca storica che sono utili al raggiungimento dei fini sociali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- curare la pubblicazione di notiziari, riviste, bollettini, guide, mappe e ogni altro materiale anche in forma digitale e tramite internet, destinato a divulgare la conoscenza del territorio, dell’ambiente, dell’escursionismo e del patrimonio storico di Messina e Provincia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- collaborare con enti e associazioni operanti nel settore culturale, storico militare e della rievocazione storica;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- gestire e procedere alla manutenzione di immobili storici, sentieri, rifugi, manufatti, e attrezzature varie e quanto attinente alla realizzazione degli scopi dell’Associazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sito internet dell’Associazione “Virtus et sapientia”, si trova all’indirizzo: &lt;a href="http://vesmessina.altervista.org"&gt;http://vesmessina.altervista.org&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3634911347916165936?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3634911347916165936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3634911347916165936&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3634911347916165936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3634911347916165936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/09/messinanasce-lassociazione-culturale.html' title='Messina/Nasce l&apos;associazione Culturale &quot;Virtus et sapientia&quot;'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4383345802843631038</id><published>2011-07-16T06:44:00.000-07:00</published><updated>2011-07-16T06:57:07.404-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Repubblica: Replica al Dott. Juri Bossuto sui borbonici di Fenestrelle.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-achJxSMSWlE/TYIAiekrULI/AAAAAAAAA5c/M4htCaMLqRo/s1600/finanziamento%2Bconcentramento.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 466px; HEIGHT: 547px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-achJxSMSWlE/TYIAiekrULI/AAAAAAAAA5c/M4htCaMLqRo/s1600/finanziamento%2Bconcentramento.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sento in dovere di ribattere alle affermazioni storiche del Dott. Bossuto, apparse su &lt;a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/07/08/news/i_morti_borbonici_a_fenestrelle_non_furono_40mila_ma_quattro-18872501/"&gt;Repubblica l'8 luglio 2011&lt;/a&gt;, secondo le quali i borbonici morti a Fenestrelle sarebbero soltanto 4.&lt;br /&gt;Prima di iniziare però è necessario fare una premessa: l'articolo è stato scritto l'8 luglio ed in parte racconta anche lo svolgimento della manifestazione, si legge infatti di improbabili &lt;em&gt;"vessilli leghisti"&lt;/em&gt; e di una &lt;em&gt;"cerimonia antirisorgimentale"&lt;/em&gt; (come se commemorare dei morti, i propri, debba essere "anti" a prescindere). Peccato però che la manifestazione si è svolta il 9 di luglio, ovvero il giorno dopo.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Escludendo che il Dott. Bossuto abbia il dono della Preveggenza, ma allo stesso tempo non volendo pensare che Egli abbia voluto appositamente gettare discredito su quel momento di raccoglimento, ho pensato invece che quelli di Bossuto siano &lt;em&gt;"concetti nati da suggestioni"&lt;/em&gt; gli stessi di cui, si sarebbe reso reo, come si legge nell'articolo, il Dott. Lorenzo Del Boca, giornalista e storico di fama nazionale, non certo improvvisato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma andiamo ai fatti storici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle carte della rassegna mensile&lt;em&gt; "L'italia militare"&lt;/em&gt; di Torino del 1864, emerge che nei soli mesi di ottobre e novembre del 1860 arrivarono a Genova i primi &lt;strong&gt;8000 prigionieri borbonici&lt;/strong&gt;, secondo la seguente scaletta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;7 ottobre 1860 = 900&lt;br /&gt;17 ottobre 1860 = 360&lt;br /&gt;8 novembre 1860 = 3600&lt;br /&gt;11 novembre 1860 = 2330&lt;br /&gt;24 novembre 1860 = 810&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questi soldati furono assegnati a vari dipartimenti, ognuno dei quali corrispondeva ad un campo di prigionia, Fenestrelle era il 5° dipartimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con i dati a disposizione riesce facile capire che le prime truppe del Regno delle Due Sicilie vengono deportate nei campi del Nord Italia soltanto sul finire dell'anno 1860, ma d'altronde sarebbe bastato ricordarsi che Garibaldi sbarca a Marsala soltanto l'11 maggio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difatti i 4 soldati borbonici morti, di cui parla il Bossuto e presenti nell'archivio parrocchiale di Fenestrelle situato presso il Priorato di Mentoulle, sono deceduti rispettivamente nei giorni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;11 novembre 1860&lt;br /&gt;23 novembre 1860&lt;br /&gt;30 novembre 1860&lt;br /&gt;idem&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Considerando che le nuove spedizioni di prigionieri borbonici, di renitenti e di nuove leve dal Sud, sempre secondo "L'Italia Militare", iniziarono dal 1° febbraio 1861, è facile dedurre che la ricerca del Dottor Bossuto è stata eseguita in maniera inadeguata, concentrata su un arco temporale di appena 45 giorni su anni ed anni di prigionie e basandosi su frettolose ed approssimate ricerche compiute sugli atti di morte della Parrocchia, quando dall'Archivio di Stato di Torino dalle prime ricerche stanno fuoriuscendo decine di nomi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su una cosa di certo Bossuto ha ragione, a Fenestrelle non sono morte 40.000 persone, questo numero probabilmente non si avrà nemmeno sommando i decessi di tutti i campi di concentramento e prigionia del Nord Italia, direi però di partire dalla somma totale di 15.000 che &lt;em&gt;"trapassarono da questa all'altra vita&lt;/em&gt;", come riporta la sopracitata rivista, avvenute tra la fine del 1860 ed il 1864. Una cifra sufficientemente spaventosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vicepresidente nazionale Comitato Due Sicilie&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4383345802843631038?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4383345802843631038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4383345802843631038&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4383345802843631038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4383345802843631038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/07/repubblica-replica-al-dott-juri-bossuto.html' title='Repubblica: Replica al Dott. Juri Bossuto sui borbonici di Fenestrelle.'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-achJxSMSWlE/TYIAiekrULI/AAAAAAAAA5c/M4htCaMLqRo/s72-c/finanziamento%2Bconcentramento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-331599795346480851</id><published>2011-07-12T00:26:00.000-07:00</published><updated>2011-07-12T01:13:48.408-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>La faccia oscura del Risorgimento</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-5VuQRxW6t3s/ThwAuUCQ7SI/AAAAAAAAA8Q/1xHI4uJSGY4/s1600/fucilazione-lichiamaronobriganti.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628374429958466850" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-5VuQRxW6t3s/ThwAuUCQ7SI/AAAAAAAAA8Q/1xHI4uJSGY4/s400/fucilazione-lichiamaronobriganti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Articolo apparso su Controvoce n.22 del 3 giugno 2011&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Prof. Francesco Castrogiovanni, Sciacca (AG)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da sempre si vede nel Risorgimento il compimento di un ideale nazionale portato a termine con l’annessione al Regno di Piemonte del Regno delle Due Sicilie e degli altri piccoli stati presenti al tempo sul suolo italiano. Protagonisti di questo periodo furono uomini il cui nome risuona nelle vie e nelle piazze di tutta la Penisola. Quelli di Cavour, Garibaldi, Mazzini e Vittorio Emanuele II sono solo alcuni dei nomi degli artefici di un' unità che trovava la sua forza, apparentemente, negli ideali di tanti sinceri patrioti, ma, più in concreto, negli interessi e negli intrighi di molte corti europee. Ma quegli anni furono davvero così gloriosi come da sempre vengono rappresentati nei libri di storia?&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo numerosi studiosi, anche locali, di varie epoche, il processo che portò all’Unità d’Italia non fu esattamente legale ed indolore per tutte quelle popolazioni del Meridione che vennero costrette a sottomettersi ad un sovrano di cui a malapena conoscevano l’esistenza, che parlava un'altra lingua (francese) e che si vantava di aver letto nella sua vita un solo libro: il regolamento militare. Lavori editoriali recenti e meno recenti ci fanno, infatti, scoprire aspetti dell’Unità poco noti.   Ci fanno conoscere, ad esempio, Garibaldi diverso dall’eroe dei due mondi che ci hanno presentato da bambini ed infine e danno una spiegazione sorprendente del perché un Meridione che fino a centocinquanta anni fa era ricco e prospero, adesso si trovi ad essere la “palla al piede” di un Settentrione industrializzato e florido. A mo’ di esempio, un recente articolo pubblicato dal periodico partannese Kleos sull'istruzione elementare comunale in epoca borbonica a Partanna (TP) ci deve far riflettere riguardo il reale stato di progresso di quello Stato.&lt;br /&gt;Ora, siccome la storia è fatta di fonti, ne cerchiamo per brevità solo qualcuna, fra le tante. Lo scrivente invita chiunque ne avesse desiderio a contattarlo e/o ad iniziare un dibattito su queste pagine. Procederemo per temi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tema 1:&lt;/strong&gt; situazione siciliana preunitaria.&lt;br /&gt;- Giacinto De Sivo (storico): “La Sicilia sotto il governo dei Borbone contava due milioni e mezzo di abitanti e con essi crebbero industrie, monumenti, ordine, sicurezza e prosperità… la popolazione era intelligente, ospitale e fantasiosa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tema 2:&lt;/strong&gt; spedizione dei Mille:&lt;br /&gt;- La Farina, (fuoruscito messinese che intrallazzava con Cavour) “Esperos”, 24 gennaio 1862: «Per quattro anni lo scrittore di questi articoli vide quasi tutte le mattine il Conte di Cavour senza che alcuno dei suoi intimi amici lo sapesse. Andando sempre due o tre ore prima di giorno e sortendo spesso da una scaletta segreta, contigua alla sua camera da letto, quando in anticamera era qualcuno che lo potesse conoscere. E in uno di questi notturni abboccamenti – nel 1858 – fu presentato al Conte di Cavour il Generale Garibaldi venuto clandestinamente da Caprera”&lt;br /&gt;- Ammiraglio Persano, comandante della flotta piemontese che per conto di Cavour, riforniva dal mare la spedizione e che corruppe gli ufficiali della Marina Borbonica: racconta nei suoi diari che Cavour gli aveva messo a disposizione presso alcuni banchieri amici suoi, che avevano una filiale a Napoli, un “credito illimitato”. Letteralmente: “La Casa de la Rue di Genova aprirà in Napoli, presso il banchiere Degas un credito illimitato a mia disposizione”&lt;br /&gt;- Ancora Persano, corrispondenza con Cavour: “Ho dovuto somministrare, Eccellenza, altro denaro: 20.000 ducati al de Vicenzi, 2.0000 al console Panciotti, 4.000 al comitato. Mi toccò contrastare col de Vicenzi, presente il marchese di Villa Marina. Ei chiedeva più di 20mila ducati. Ed io non volevo neanche dargliene tanti”.&lt;br /&gt;- Curletti, inviato da Cavour per sorvegliare Garibaldi: “Se Garibaldi, dittatore di Napoli e della Sicilia si accontentava di un modesto assegno di 10 franchi al giorno, i suoi non operavano con lo stesso disinteresse. Bertani, segretario di Garibaldi, prima della spedizione in Sicilia (1860 )era un semplice ufficiale di Sanità a Genova facendo visite ad un franco e cinquanta centesimi. Oggi, 1861, Bertani è colonnello di Stato Maggiore e la sua fortuna, secondo i più modesti calcoli, raggiunge almeno la cifra di 14 milioni! Non si conosce l’origine se non di 4 milioni. Ed anche l’origine di questi non è pura!...questi 4 milioni furono la mancia (allora si chiamavano mance, oggi si chiamano tangenti, nda) che Bertani pretese dai banchieri Adami e Comp. di Livorno perché fosse loro accordata una concessione di ferrovia che essi gradatamente sollecitavano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tema 3:&lt;/strong&gt; leva obbligatoria (di diversi anni) introdotta in Sicilia a pochi mesi dalla proclamazione dell'unità dopo secoli di esenzione (capitolo tragico della storia siciliana per via dei moltissimi giovani che non si presentarono con conseguenti violenze e soprusi sulla popolazione civile da parte delle autorità militari):&lt;br /&gt;- Giornale di Genova “ Il Movimento” del 21 settembre 1863 + discorso del deputato Cordova al Parlamento di Torino: “a Marsala, come in tutti i paesi dell’Italia meridionale, essendovi dei renitenti alla leva viene bloccata la città da duemila soldati, comandati da un maggiore, che intima al municipio di consegnare gli sbandati...il sindaco protesta contro quel vandalismo, le proteste aggravano la situazione, si chiudono le strade di comunicazione, i commerci fermati, i contadini fermati e arrestati: ne furono imprigionati circa tremila, tolti ai loro lavori e gettati, come sacchi di paglia in una catacomba mai adoperata sotto i Borbone. Il maggiore, saputo che fu il prefetto, fu avvertito per far cessare quelle violenze, aumentò gli arresti, le minacce, le persecuzioni, le torture dei malcapitati, come se si vivesse ai tempi di Attila...l’atroce spasmo dei carcerati sotto terra, che esce come rombo apportatore della bufera, le strida di tanti bimbi che dimenandosi con le manine, cercano la madre che li allatti”.&lt;br /&gt;- Deputato siculo D’Ondes Reggio, discorso del 5 dicembre del 1863 alla Camera dei deputati di Torino:” Devo esprimere a voi fatti miserandi e sui quali il ministero non accetta inchiesta. Eppure non si tratta di partiti politici; ma dei diritti,della giustizia e dell’umanità orrendamente violati! I siciliani non hanno mai avuto leva militare, e repugnano ad essere arruolati...il Governo ha fatto una legge eccezionale, che è eseguita con ferocia...il comandante piemontese Frigerio, il 15 di agosto del 1863, intima al comune di Licata, 22 mila abitanti, di far presentare entro poche ore i renitenti alla leva privando l’intera città di acqua, vieta ai cittadini di uscire di casa pena la fucilazione istantanea e di altre più severe misure. A Licata vennero chiusi in carceri le madri, le sorelle, i parenti dei contumaci alla leva, sottoposti a tortura fino a spruzzare il sangue delle carni; uccisi i giovinetti a colpi di frusta e di baionetta; fatta morire una donna gravida! Della stessa barbarie e degli stessi delitti si macchiarono i militari di Trapani, di Girgenti, di Sciacca, di Favara, di Bagheria, di Calatafimi, di Marsala e di altri comuni...un altro comandante piemontese dispone l’arresto di tutti coloro dai cui volti si sospetti d’essere coscritti di leva, e anche l’arresto dei genitori e dei maestri d’arte dei contumaci: questo avveniva a Palermo” &lt;br /&gt;- Libro dei morti, Chiesa Madre di Castellammare del Golfo: “Romano Angela filia Petri et Joanna Pollina consortis. Etatis sua an.9 circ.Hdie hor.15 circ in C.S.M.E Animam Deo redditit absque sacramentis in villa sic dicta della Falconera quia interfecta fuit at MILITIBUS REGIS ITALIE. Eius corpus sepultum est in campo sancto novo." (Vicenda tragica, si tratta di una bambina di nove anni fucilata a Castellammare del Golfo insieme a Don Benedetto Palermo, di anni 43, sacerdote, Mariano Crociata, di anni 30, Marco Randisi, di anni 45, Anna Catalano, di anni 50, Antonino Corona, di anni 70; Angelo Calamia, di anni 70; Erano le ore 13 di venerdì 3 gennaio 1862. Non seppero o non vollero dire dove si fossero nascosti dei giovani renitenti) &lt;br /&gt;- Libro dei morti di Fenestrelle, lager piemontese per soldati borbonici che non tradirono mai, “briganti” e renitenti siciliani alla leva (migliaia e migliaia di morti sciolti nella calce viva): il 10 novembre 1866 registra la morte, all’età di venticinque anni, del castelvetranese Montalto Michele figlio di Francesco e di illeggibile Giacomina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tema 4:&lt;/strong&gt; brigantaggio (che fu in buona sostanza guerra partigiana fomentata dalla Chiesa e da Francesco II in esilio; vi furono fatti di sangue terribili ed esempi di rappresaglie dei fratelli d’Italia sulla popolazione civile)&lt;br /&gt;- Carlo Margolfo, bersagliere partecipe alla strage di Pontelandolfo, in cui sono stimati almeno duemila morti, per una rappresaglia: “Entrammo nel paese: subito abbiamo incominciato a fucilare i preti ed uomini, quanti capitava, indi il soldato saccheggiava, ed infine abbiamo dato l'incendio al paese, abitato da circa 4.500 abitanti. Quale desolazione, non si poteva stare d'intorno per il gran calore, e quale rumore facevano quei poveri diavoli che la sorte era di morire abbrustoliti, e chi sotto le rovine delle case. Noi invece durante l'incendio avevamo di tutto: pollastri, pane, vino e capponi, niente mancava, ma che fare? non si poteva mangiare per la gran stanchezza della marcia di 13 ore: quattordicesima tappa. Fu successo tutto questo in seguito a diverse barbarie commesse dal paese di Pontelandolfo: sentirete, un nido di briganti...”&lt;br /&gt;Durante la strage, altre fonti raccontano che molte donne furono uccise e violentate. Una ragazza di sedici anni, legata ad un palo in una stalla, fu stuprata da dieci bersaglieri, davanti agli occhi del padre, e poi assassinata. I soldati entrarono in casa di un tal Giuseppe Santopietro che stringeva il figlioletto tra le braccia, e li trucidarono entrambi a colpi di baionetta. A Raffaele Barbieri fu strappata la lingua e il poveretto soffocò nel suo stesso sangue. Le chiese vennero profanate, perfino nei tabernacoli con le ostie consacrate, e spogliate di tutto. Trenta donne radunatesi terrorizzate ai piedi di una croce nella piazza del paese vennero sventrate a colpi di baionetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di brigantaggio, la retorica post unitaria parla di delinquenti non di partigiani. In effetti fino ad allora c'erano stati i briganti, come è sempre capitato ovunque. Ma ora c'era il brigantaggio; tra l’una e l’altra parola corre grande divario. Sono briganti se il popolo non li aiuta, quando si ruba per vivere o per morire con la pancia piena; col brigantaggio la causa del brigante è la causa del popolo.&lt;br /&gt;Concludo questo mio intervento per proclamare il mio convinto W l'Italia unita e repubblicana.&lt;br /&gt;Vorrei però che anche le vittime meridionali della storia fossero ricordate perché non sono vittime di serie B. I civili di Pontelandolfo e gli innocenti di Castellammare del Golfo, i briganti partigiani leali a Francesco II sono italiani innocenti o morti per un ideale, come le vittime delle Fosse Ardeatine, ma nessuna carica dello Stato le ricorda. Perché? Perché non si riesce a fare i conti col nostro passato? W l'unità nella verità, la verità rafforza l'unità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof. Francesco Castrogiovanni   &lt;br /&gt;castrogiovannifranco@tiscali.it&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-331599795346480851?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/331599795346480851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=331599795346480851&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/331599795346480851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/331599795346480851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/07/la-faccia-oscura-del-risorgimento.html' title='La faccia oscura del Risorgimento'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-5VuQRxW6t3s/ThwAuUCQ7SI/AAAAAAAAA8Q/1xHI4uJSGY4/s72-c/fucilazione-lichiamaronobriganti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3745687782477569353</id><published>2011-07-09T22:22:00.000-07:00</published><updated>2011-07-09T22:28:27.698-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Il reperto storico recuperato sarebbe una "carronata" (LA SICILIA)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8joN1U_MgcE/Thk309w-FlI/AAAAAAAAA8A/qrlRkHWW_XM/s1600/carronata-lasicilia-siracusa-9luglio.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; HEIGHT: 310px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627590592448829010" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-8joN1U_MgcE/Thk309w-FlI/AAAAAAAAA8A/qrlRkHWW_XM/s400/carronata-lasicilia-siracusa-9luglio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;IPOTESI DELLO STORICO DONATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Portopalo. Non sarebbe un cannone risalente alla battaglia di Capo Passero del 1718 il reperto recuperato alcuni gironi fa a Portopalo. Ad avanzare l'ipotesi è lo storico militare Armando Donato, del Comitato Due Sicilie di Messina. Il pezzo ritrovato sarebbe una carronata.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Si tratta - afferma Donato - di una particolare arma dal design tozzo e volata corta, progettata a partire dagli ultimi trenta anni del Settecento e armata su varie tipologie di navi per il combattimento a corta distanza e distruttivo mediante palla o granata».&lt;br /&gt;Secondo Donato, vari sono i modelli e i calibri delle carronate prodotte nel tempo, sostanzialmente utilizzate sino alla metà dell'Ottocento e oltre, seppur l'avvento dei cannoni obici modello Paixhans e Millar ne avesse già dagli anni Venti-Trenta dell'Ottocento da tempo limitato il valore prestazionale, anche a causa di alcuni svantaggi tecnici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il pezzo in questione - conclude lo storico militare - non è dunque un cannone, né può riferirsi alla battaglia di Capo Passero tra le flotte spagnola e inglese nell'agosto del 1718, poiché in quell'epoche la carronata non esisteva ancora». Per avere elementi certi per la datazione del reperto è necessario aspettare la ripulitura del pezzo d'artiglieria, da sottoporre quindi a pesatura e misurazione in tutte le sue parti. L'esame approfondito servirà a rilevare eventuali date e marchi di fusione per potere identificare con certezze le origini e ricostruirne la storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SERGIO TACCONE&lt;br /&gt;La Sicilia, Edizione di Siracusa, 9 luglio 2011&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3745687782477569353?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3745687782477569353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3745687782477569353&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3745687782477569353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3745687782477569353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/07/il-reperto-storico-recuperato-sarebbe.html' title='Il reperto storico recuperato sarebbe una &quot;carronata&quot; (LA SICILIA)'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8joN1U_MgcE/Thk309w-FlI/AAAAAAAAA8A/qrlRkHWW_XM/s72-c/carronata-lasicilia-siracusa-9luglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-2621701865639305903</id><published>2011-07-07T10:52:00.000-07:00</published><updated>2011-07-07T10:58:53.064-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cannoni borbonici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Sul cannone rinvenuto recentemente a Porto Palo di Capo Passero (SR)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_8WdSTpkjNE/ThXyvPHRi0I/AAAAAAAAA74/B36-HXRLYaI/s1600/carronata.JPG"&gt;&lt;img style="float:center; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 276px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_8WdSTpkjNE/ThXyvPHRi0I/AAAAAAAAA74/B36-HXRLYaI/s400/carronata.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626670202794117954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La carronata di Portopalo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Armando Donato M.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Comitato Due Sicilie - Messina&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pezzo di artiglieria ritrovato nei fondali di Portopalo, è un carronata, ovvero una particolare arma dal design tozzo e volata corta, progettata a partire dagli ultimi trenta anni del Settecento e armata  su varie tipologie di navi per il combattimento a corta distanza e distruttivo mediante palla o granata.&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vari sono i modelli e i calibri delle carronate prodotte nel tempo, sostanzialmente utilizzate sino alla metà dell’Ottocento e oltre, seppur l’avvento dei cannoni obici mod. Paixhans e Millar ne avesse già dagli anni Venti-Trenta dell’ Ottocento da tempo limitato il valore prestazionale, anche  a causa di alcuni svantaggi tecnici. &lt;br /&gt;Il pezzo in questione non è dunque un cannone, né può riferirsi alla battaglia di Capo Passero tra le flotte spagnola e inglese nell’agosto del 1718, poiché in quell’epoche la carronata non esisteva ancora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia per poter dare ulteriori e specifiche notizie, è necessario che l’artiglieria venga ripulita, pesata, misurata  in tutte le sue parti ed esaminata allo scopo di rilevare eventuali date  e marchi di fusione che ne possano identificare le origini, l’appartenenza e il calibro e di conseguenza ricostruirne la storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Armando Donato - storico militare&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-2621701865639305903?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/2621701865639305903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=2621701865639305903&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2621701865639305903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2621701865639305903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/07/sul-cannone-rinvenuto-recentemente.html' title='Sul cannone rinvenuto recentemente a Porto Palo di Capo Passero (SR)'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_8WdSTpkjNE/ThXyvPHRi0I/AAAAAAAAA74/B36-HXRLYaI/s72-c/carronata.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7974647414825460672</id><published>2011-07-06T02:23:00.000-07:00</published><updated>2011-09-01T00:16:42.125-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Capo Peloro, i cannoni-obici mod. Millar e Paixhans armati nelle batterie garibaldine nell’estate del 1860</title><content type='html'>&lt;a href="http://zancleweb.files.wordpress.com/2011/07/stampa-1860.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 633px; HEIGHT: 290px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://zancleweb.files.wordpress.com/2011/07/stampa-1860.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Armando Donato M.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Responsabile Comitati Due Sicilie - Messina&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Messina 6 luglio 2011&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le batterie armate dai garibaldini sulla costa nord dello stretto di Messina nel 1860, indicate nella relativa carta delle coste con tanto di quota, tipi di artiglierie suddivisibili in cannoni, cannoni-obici, obici e mortai, nonché i tipi di affusto e settore di tiro; una in particolare fa ben comprendere come i tre noti cannoni recuperati in loco nel 2010, nonostante le evidenti forzature storiche, qualora ci fosse ancora qualche dubbio e come viene sostenuto da tempo, nulla hanno a che vedere con le grosse artiglierie usate in difesa costiera garibaldina.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti  così come segnala chiaramente la carta, la batteria N° III armata nei pressi della zona del recupero dei tre ferrivecchi (è bene tenere nella giusta considerazione che i luoghi in cui furono armate le batterie garibaldine, erano già stati sedi di più antiche postazioni, trinceramenti e fortificazioni in genere, protagoniste di numerosi eventi bellici) si componeva di artiglierie di grosso calibro di preda bellica  napoletana, ovvero  un pezzo da 24 libbre, due da 60 libbre  e successivamente due da 80 libbre, tutti su affusti da marina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesso ciò, non è necessario elencare ed esibire varie documentazioni d’epoca (ne esistono decine e decine di varia natura circa le batterie armate in loco), ma basta avere un minima conoscenza nel settore per comprendere che la batteria armava i cannoni-obici mod. Millar da 60 libbre da marina a bomba (prima metà dell’Ottocento), cioè quelli della ex pirofregata Veloce (poi Tuckery) smontati dalla nave, armati a fine luglio a Capo Peloro e gestiti degli stessi pochi marinai cannonieri borbonici ammutinatisi. Gli 80 libbre erano invece i famosi cannoni -obici mod. Paixhans da marina a bomba, (prima metà dell’800) usati a Messina anche nei fatti del 1848. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 24 libbre invece, calibro minimo utile, ampiamente utilizzato nelle batterie costiere poiché grazie al maggiore rapporto volata – alesaggio, in gittata rendeva di più dei grossi 36 libbre (armati in altre batterie), poteva essere uno dei tanti pezzi borbonici utilizzati in Sicilia già a partire dalla fine del Settecento inizi Ottocento, tenendo conto che qualsiasi regno (borbonico compreso) procedeva sistematicamente nel tempo al rinnovamento delle Piazze con nuove varie artiglierie e regolamenti sia a scopi difensivi che offensivi, eliminando quelle vetuste e inservibili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risulta più che evidente, leggendo la carta succitata, che dunque nel 1860 per la copertura costiera contro le moderne navi borboniche, veloci (sistemi propulsivi termici ausiliari), ben protette e armate per il tiro a lunga distanza (ad es. la pirofregata Borbone), erano necessarie grosse artiglierie quantomeno simili e di uguale potenza, non certo i tre pezzi in questione, da considerarsi come piccola e antica ferraglia inservibile e inefficace, progettata in epoche remotissime, rispondente ad esigenze superate da secoli avendo caratteristiche e prestazioni “ridicole” rispetto alla tecnologia di metà Ottocento.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cannonieri garibaldini che di certo non erano pazzi suicidi, al fine di proteggere le coste da navi nemiche a dir poco pericolose, applicarono questi semplici e ovvi concetti, armando artiglierie il più possibile adeguate all’epoca, nonostante evidenziassero già i limiti prestazionali  per via dell’età (20- 40- 80 anni) e fossero  considerate vetuste per via dell’utilizzo di più moderne artiglierie. L’argomento è molto vasto e complesso, tuttavia in tal caso per chiarire il tutto sono più che sufficienti queste poche righe. &lt;br /&gt;Minimo sforzo-massimo rendimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Armando Donato&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7974647414825460672?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7974647414825460672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7974647414825460672&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7974647414825460672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7974647414825460672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/07/capo-peloro-i-cannoni-obici-mod-millar.html' title='Capo Peloro, i cannoni-obici mod. Millar e Paixhans armati nelle batterie garibaldine nell’estate del 1860'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4812449568900609385</id><published>2011-06-15T08:01:00.000-07:00</published><updated>2011-06-15T08:09:35.865-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Tour Borbonico a Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mwmov-PFqZ4/TfjLF0C-8SI/AAAAAAAAA7w/2gHkz0prieQ/s1600/locandina-ct.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 282px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618463835875635490" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-mwmov-PFqZ4/TfjLF0C-8SI/AAAAAAAAA7w/2gHkz0prieQ/s400/locandina-ct.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sabato 25 giugno alle ore 09:30 &lt;/strong&gt;si svolgerà una visita guidata tra le vie della Catania borbonica, per ammirare le opere più importanti che il periodo del Regno delle Due Sicilie ha lasciato alla città.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;L'appuntamento è in Piazza Duomo, dove si inizierà con la visita del monumento dell'Elefante, per poi proseguire agli Archi della Marina e Villa Pacini, ove sono esposte le statute colossali dei sovrani, Ferdinando II e Francesco I di Borbone, quest'ultima sconosciuta ai catanesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente ci sposteremo lungo Via Garibaldi per arrivare alla settecentesca Porta Garibaldi (rispettivamente Via e Porta Ferdinandea) costruita per onorare il matrimonio di Re Ferdinando con Maria Carolina di Borbone, avvenuto ne 1768.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giro si chiuderà con una visita esterna alla struttura del Castello Ursino, che per alcuni anni fu chiamato Forte Ferdinando in onore di Ferdinando II e attorno al quale si svolsero dei fatti militari di notevole importanza storica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli accompagnatori ufficiali saranno &lt;strong&gt;Salvo Merito&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Armando Donato &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Davide Cristaldi.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Davide Cristaldi &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4812449568900609385?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4812449568900609385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4812449568900609385&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4812449568900609385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4812449568900609385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/06/tour-borbonico-catania.html' title='Tour Borbonico a Catania'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-mwmov-PFqZ4/TfjLF0C-8SI/AAAAAAAAA7w/2gHkz0prieQ/s72-c/locandina-ct.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7469831452012733261</id><published>2011-06-13T08:21:00.000-07:00</published><updated>2011-06-13T08:27:37.868-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>"Una mostra con strascichi razzisti che mi offende"</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-SMovMVTpkDI/TfYsWCYQfjI/AAAAAAAAA7o/1LNFTPCrGfM/s1600/plescia-torin2.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 131px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5617726342298631730" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-SMovMVTpkDI/TfYsWCYQfjI/AAAAAAAAA7o/1LNFTPCrGfM/s400/plescia-torin2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SAN MAURO. LA POLEMICA DI UN GENITORE SICILIANO IN VISITA ALLA RASSEGNA SUL 150° ORGANIZZATA DALLE SCUOLE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;San Mauro -&lt;/strong&gt; Massimo Plescia ha un bimbo che frequenta la scuola elementare.&lt;br /&gt;Come tanti altri genitori ha visitato fra il 25 e il 27 maggio la mostra allestita dal circolo didattico sanmaurese al'interno della sala al piano terra del Comune.Tanti cartelloni e tante storie di personaggi che hanno contribuito all'unità d'Italia.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;"Purtroppo i libri di storia - interviene Plescia - sono ancora fermi ad una propaganda di tipo savojardo, questo lo sappiamo. D'altronde la storia la scrivono i vincitori.Quello che mi ha ferito l'altro giorno è che gli insegnanti hanno fatto appendere immagini di briganti meridionali scannati ed altre foto, che mi sembrano tanto quelle degli identikit di Cesare Lombroso con i suoi "psicocriminali". E sotto campeggiavano didascalie del tipo "contadino del Sud" ed ancora immagini di braccianti vestiti di stracci, accanto a borghesi piemontesi.A sottolineare la differenza di status"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il genitore è rimasto interdetto ed ha deciso di chiedere a un insegnante di togliere quei cinque o sei cartelloni ritenuti offensivi sulla dignità di chi al Sud ci è nato e cresciuto.&lt;br /&gt;Ed è, ovviamente, orgoglioso di essere meridionale.&lt;br /&gt;"Mi hanno guardato come si guarda un mostro - prosegue -.Così me ne sono andato e sono tornato il giorno dopo. I cartelloni erano sempre li. Un bimbo di quinta mi ha fatto da Cicerone e mi ha spiegato che i bambini del Nord vestivano bene e, invece, quelli del Sud erano tutti dei poveracci, lerci e sporchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche sulla questione del brigantaggio i bambini hanno le idee poco chiare, perchè i libri di storia non raccontano che gran parte delle bande di briganti erano composte da semplici contadini che avevano risposto all'appello del Re Francesco II, ormai in esilio, di non sottomettersi ai Savoja, di continuare a combattere. I meridionali venivano considerati tutti alla stessa stregua dalla legge Pica: da giustiziare per il solo fatto di essere nati al Sud".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' indignato Massimo Plescia, ma pronto a mettersi a disposizione della Direzione Didattica per allestire una nuova mostra ed organizzare un dibattito. Questa volta con argomentazioni che tengano conto anche dei primati stabiliti al Sud nel periodo per-unitario: dal primo telegrafo alla prima ferrovia, dalle scuole pubbliche e libere alla legge sulla leva obbligatoria.Cose che i libri di storia proprio non riportano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con altri studiosi della storia del meridione, Plescia sta dando vita ad un'associazione Pro-Sud:"Non si tratta di un'iniziativa anti-unitaria, sia ben chiaro, ma per far conoscere la storia del Meridione. Quella vera e troppe volte taciuta".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7469831452012733261?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7469831452012733261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7469831452012733261&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7469831452012733261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7469831452012733261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/06/una-mostra-con-strascichi-razzisti-che.html' title='&quot;Una mostra con strascichi razzisti che mi offende&quot;'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-SMovMVTpkDI/TfYsWCYQfjI/AAAAAAAAA7o/1LNFTPCrGfM/s72-c/plescia-torin2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7423631429953017856</id><published>2011-05-31T11:18:00.000-07:00</published><updated>2011-05-31T11:26:55.289-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>"FRATELLI D’ITALIA...DOV’E’ LA VITTORIA?" al Teatro Canovaccio di Catania</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-v1_6rhwJM5Q/TeUy57tJn0I/AAAAAAAAA7c/gBLD_QR5z0I/s1600/locandina-canovaccio.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-v1_6rhwJM5Q/TeUy57tJn0I/AAAAAAAAA7c/gBLD_QR5z0I/s400/locandina-canovaccio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612948481448189762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Invitiamo amici e simpatizzanti allo spettacolo che si terrà a Catania dal 2 al 6 giugno, un progetto al quale i Comitati Due Sicilie hanno fornito la loro consulenza storica.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CATANIA&lt;/strong&gt; - Giovedì 2 giugno debutta presso il Teatro del Canovaccio di Catania, ove resterà in scena fino al 6 giugno, "Fratelli d’Italia…dov’è la vittoria", lavoro in due atti di Eliana Silvia Esposito.&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spettacolo, la cui regia è curata dalla stessa autrice, è articolato come un processo "surreale", che vede passare sul banco degli imputati o dei testimoni, a seconda del caso, i Grandi della Storia i quali, a quanto ci è stato sempre insegnato, avrebbero fatto l’Unità d’Italia. Ma fu tutto oro quello che brillò? Bisogna capire. Se, come dice Arrigo Petacco, "in guerra la prima vittima è sempre la verità" in quella del Risorgimento deve essersi verificata un’anomalia forse unica al mondo: la storia cominciò ad essere scritta prima ancora che la guerra cominciasse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna allora mettere un po’ d’ordine e fare un po’ di chiarezza perché "la verità è l’unica cosa che può fare gli italiani! La verità unisce"! Ed a questo mira l’autrice ricostruendo un processo "storiografico" basato su documenti dell’epoca da lei ricercati ed analizzati con certosina pazienza. Ecco sfilare sul palco Enrico Cialdini, Vittorio Emanuele II, Ferdinando II di Borbone, Giuseppe Garibaldi, Francesco Crispi, Francesco II di Borbone, Maria Sofia di Borbone, Cavour, interrogati e giudicati sia dalla Giustizia " da tribunale" rappresentata da avvocati e magistrato e sia da quella "popolare" rappresentata dalla donna delle pulizie. Dodici gli attori in scena, Gabriele Arena, Fiorenza Barbagallo, Nanni Battista, Giuseppe Calaciura, Cosimo Coltraro, Gianpaolo Costantino, Raffaella Esposito, Iolanda Fichera, Saro Pizzuto, Emanuele Puglia, Silvio Salinari e Sabrina Tellico, chiamati a rappresentare l’identità, la dignità, i lutti, la storia del popolo del meridione.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER INFORMAZIONI E/O RICHIESTE ACCREDITI TELEFONARE ALLO 095 530761 O AL 345 4120906  INOLTRE VI PREGHIAMO DI DIFFODERE IL COMUNICATO, STESSO MEZZO, AI VOSTRI CONTATTI.&lt;br /&gt;GRAZIE PER L'ATTENZIONE.&lt;br /&gt;CORDIALI SALUTI.&lt;br /&gt;TEATRO DEL CANOVACCIO - Via Gulli, 12 - CATANIA&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7423631429953017856?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7423631429953017856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7423631429953017856&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7423631429953017856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7423631429953017856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/05/fratelli-ditaliadove-la-vittoria-al.html' title='&quot;FRATELLI D’ITALIA...DOV’E’ LA VITTORIA?&quot; al Teatro Canovaccio di Catania'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-v1_6rhwJM5Q/TeUy57tJn0I/AAAAAAAAA7c/gBLD_QR5z0I/s72-c/locandina-canovaccio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1656640447771525998</id><published>2011-05-31T10:26:00.000-07:00</published><updated>2011-05-31T10:59:19.937-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Segnaliamo questo manifesto affisso a Sciacca</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-n8Y-66aKCog/TeUoVTuKw-I/AAAAAAAAA7U/jqCnekidoHI/s1600/manifesto-sciacca.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 300px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612936857123472354" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-n8Y-66aKCog/TeUoVTuKw-I/AAAAAAAAA7U/jqCnekidoHI/s400/manifesto-sciacca.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Manifesto da me affisso davanti al comune di Sciacca tramite agenzia pubblicitaria il 17 marzo e che è stato rubato e poi riaffisso il 19 marzo e rubato un'altra volta il 20 marzo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Francesco Castrogiovanni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sciacca&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Questa strada è intitolata a Re Vittorio Emanuele II di Savoia&lt;br /&gt;Eroe risorgimentale opredone e criminale di guerra?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Oggi 17 marzo, ricorre il 150° anniversario dell’unità d’Italia. Una riflessione è d’obbligo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è vero che l’unità è un immenso patrimonio perché ogni frontiera abbattuta è progresso per l’umanità, molta amarezza sorge se si analizzano le notizie storiche (reali, non quelle false della retorica risorgimentale dei libri di scuola) su come l’unità fu fatta, sull’atteggiamento tenuto dalla classe dirigente italiana, prevalentemente settentrionale, verso il Sud in questi 150 anni, sulle colpevoli manchevolezze della classe politica meridionale post unitaria e successiva, sino a quella attuale, sul fatto che uno stato sovrano, il Regno delle Due Sicilie, con le casse erariali piene di oro svaligiate già dai garibaldini, più avanti sulla strada del progresso economico, tecnologico e sociale del “civilissimo” e finanziariamente fallito Piemonte, venne invaso senza dichiarazione di guerra e ridotto poi, in pochi decenni, alla fame, con la conseguente successiva nascita della questione meridionale e l’emigrazione di milioni di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interroghiamoci sui perché dell’asimmetrico sviluppo dell’Italia in questi 150 anni, su ciò che noi meridionali eravamo e su come ci hanno ridotto, sulle responsabilità passate e presenti di questo disastro, su quello che dobbiamo chiedere alla nostra scadente classe politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interroghiamoci sui crimini di guerra commessi negli anni 1860-1870 in tutto il meridione d’Italia dai generali di Vittorio Emanuele II, con stragi di civili e distruzione di interi centri abitati (l’intera popolazione di Pontelandolfo fu massacrata per una rappresaglia), campi di concentramento per i soldati borbonici leali al loro legittimo Re e i ribelli lealisti (Finestrelle, Piemonte, dove in migliaia morivano di stenti entro pochi mesi dall’arrivo), saccheggi, furti stupri e distruzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intitoliamo questa strada ad Angelina Romano che il 3 gennaio 1862, insieme a Don Benedetto Palermo, 43 anni (sacerdote), Mariano Crociata, 30 anni, Marco Randisi, 45 anni, Anna Catalano, 50 anni, Antonino Corona, 70 anni, Angelo Calamìa, 70 anni, venne fucilata a Castellammare del Golfo perché non volle o non seppe dire ai “fratelli d’Italia” dall’elmo piumato, i bersaglieri che le spararono, dove si nascondevano alcuni giovani ricercati perché renitenti alla leva obbligatoria, introdotta da Vittorio Emanuele II dopo secoli di esenzione generale in Sicilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angelina Romano aveva 9 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuori Vittorio Emanuele II di Savoia dalla toponomastica della città!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof. Francesco Castrogiovanni&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1656640447771525998?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1656640447771525998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1656640447771525998&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1656640447771525998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1656640447771525998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/05/segnaliamo-questo-manifesto-affisso.html' title='Segnaliamo questo manifesto affisso a Sciacca'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-n8Y-66aKCog/TeUoVTuKw-I/AAAAAAAAA7U/jqCnekidoHI/s72-c/manifesto-sciacca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1207717690682815784</id><published>2011-05-24T01:36:00.000-07:00</published><updated>2011-05-24T01:44:13.140-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>I vagoni della metropolitana catanese dedicati ai briganti borbonici</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-G0AzxYzqy8s/TdtvtF_hAnI/AAAAAAAAA7M/9Bz9N7XiXX4/s1600/brigante.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 298px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610200581313462898" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-G0AzxYzqy8s/TdtvtF_hAnI/AAAAAAAAA7M/9Bz9N7XiXX4/s400/brigante.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiamano &lt;strong&gt;"Brigante"&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;"Donatello"&lt;/strong&gt; e sono i due nuovi arrivati in casa Ferrovia Circumetnea, sezione metropolitana. I nomi sono stati scelti in onore del cosiddetto "banditismo sociale" e in particolare di Carmine Crocco, detto appunto Donatello, reazionario italiano filo borbonico, passato alla storia come il "Generale dei Briganti" o "Generalissimo".&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Un storico bandito dalla fama non proprio edificante, ma che secondo l'azienda "tuttora per molti è considerato un eroe popolare". Il battesimo tenuto dal commissario Gaetano Tafuri (ex assessore al Bilancio della giunta Scapagnini) non è però passato inosservato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice Salvatore Lupo, ordinario di Storia contemporanea all'Università di Palermo e autore del saggio "Il grande brigantaggio" inserito nel volume "Guerra e pace": "E' vero, Crocco era il più famoso in quel periodo postunitario. Ma attribuirgli motivazioni politiche mi sembra forzato. Era un tagliagole". Ma Tafuri non è d'accordo: "La storiografia è scritta dai vincitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il banditismo è stato un movimento reazionario di fronte all'invasione del regno sabaudo, scialacquone e fortemente indebitato, che aveva bisogno di risanare le proprie casse" (di Rosa Maria Di Natale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;fonte:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/04/29/foto/i_vagoni_della_metropolitana_dedicati_ai_briganti_dell_800-15503406/1/"&gt;http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/04/29/foto/i_vagoni_della_metropolitana_dedicati_ai_briganti_dell_800-15503406/1/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1207717690682815784?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1207717690682815784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1207717690682815784&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1207717690682815784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1207717690682815784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/05/i-vagoni-della-metropolitana-catanese.html' title='I vagoni della metropolitana catanese dedicati ai briganti borbonici'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-G0AzxYzqy8s/TdtvtF_hAnI/AAAAAAAAA7M/9Bz9N7XiXX4/s72-c/brigante.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4412814054676870468</id><published>2011-05-24T01:13:00.001-07:00</published><updated>2011-05-24T01:15:43.742-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='organigramma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Nuovo responsabile Comitato Due Sicilie - Palermo</title><content type='html'>&lt;a href="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/226360_116625495088338_100002226649411_153386_706465_n.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 167px;" src="http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/226360_116625495088338_100002226649411_153386_706465_n.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Carlo Martino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Palermo, 24 maggio 2011&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Accetto con piacere e ringrazio la dirigenza nazionale dei Comitati Due Sicilie per la fiducia che mi hanno accordato con la nomina a responsabile CDS per la provincia di Palermo.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;   &lt;br /&gt;Spero vivamente di portare a termine questa missione contribuendo alla diffusione della storia delle Due Sicilie e mettendo il mio impegno affinchè anche nella mia città venga scalfito il muro agiografico risorgimentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fede&lt;br /&gt;Carlo Martino&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4412814054676870468?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4412814054676870468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4412814054676870468&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4412814054676870468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4412814054676870468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/05/nuovo-responsabile-comitato-due-sicilie.html' title='Nuovo responsabile Comitato Due Sicilie - Palermo'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7649519635538276121</id><published>2011-04-18T07:03:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T07:10:41.194-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Capo Peloro prima e dopo il 1860</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BPCmeIvD5Jc/TaxFDbvHhdI/AAAAAAAAA7E/cQzqsOsByWM/s1600/capo-peloro.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 225px; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596924362201990610" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-BPCmeIvD5Jc/TaxFDbvHhdI/AAAAAAAAA7E/cQzqsOsByWM/s320/capo-peloro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Armando Donato&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vicepresidente CDS Sicilia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’agiografia risorgimentale ha ovviamente condizionato anche la trattazione delle vicende del luglio 1860 a Messina e la breve permanenza di Garibaldi in quel di Capo Peloro. Se a ciò si aggiunge l’esclusione e/o la totale disconoscenza, spesso di natura ideologica, dei periodi storici precedenti e successivi a quell’anno, si viene a creare uno dei tanti enormi e pericolosi vuoti di cui Messina è troppo spesso vittima. &lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Poiché ai fini della ricerca storica e lo studio approfondito dei reperti, è piuttosto riduttivo, superficiale se non ridicolo ridimensionare la storia di questo importantissimo luogo ai soli fatti del 1860, è bene tenere nella giusta considerazione che esso fu sede di ben più antiche batterie, postazioni, trinceramenti e fortificazioni in genere, protagoniste di numerosi eventi bellici; e continuò ad esserlo sino al secondo conflitto mondiale.&lt;br /&gt;Dunque è bene fare un breve excursus circa i periodi storici che interessarono Capo Peloro, partendo, per non dilungarsi eccessivamente, dalla fine del Seicento.&lt;br /&gt;Nel dicembre 1674 gli Spagnoli, nell’ambito della rivolta messinese, vi effettuarono uno sbarco protetto da 15 galere che bombardarono la torre, poi conquistata con tutti i cannoni. Molteplici in tale contesto i duelli tra le artiglierie navali spagnole e i cannoni della Torre del Faro. Tuttavia il luogo fu a più riprese conquistato e perso, quindi presidiato a fasi alterne da Spagnoli, Francesi e Messinesi. Il Romano Colonna a tal proposito afferma: «e per non lasciar dell’intutto libera la campagna ai messinesi, restati già chiariti, che i francesi non portarono soldatesca bastante a guarnire la città, e guardare quella, fecero nuovo sforzo di fortificarsi nella Torre del Faro, fabbricando ivi un forte con molti cannoni, e formando in quella pianura un campo di un grosso numero di soldati». Altri testi  raccontano della costruzione nella punta del Faro «di un fortino ben guarnito con artiglieria e gente armata e stipendiata di sopra».&lt;br /&gt;Nel XVIII le mire delle potenze europee, che a vario titolo e per motivi commerciali puntavano allo smembramento dell’impero spagnolo, portarono a una fase complessa di giochi e intrecci che scaturirono in quella che fu definita la guerra di successione spagnola (1702-1713/14), che si concluderà sostanzialmente col trattato di Utrecht, tramite il quale la Sicilia passerà in mano ai Savoia.&lt;br /&gt;Tale situazione aveva nel frattempo consentito che i pirati inglesi, francesi e olandesi invadessero il Mediterraneo, depredando anche il naviglio vario che passava nello stretto di Messina. Alcune documentazioni infatti segnalano nel 1711 la presenza di quattro galeotte triremi spagnole ben armate, che terrorizzavano le coste calabresi, tanto che il governo di Napoli inviò due nuove galere per pattugliare le coste e scortare i convogli di grano e derrate alimentari provenienti dall’Adriatico attraverso lo stretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante anche il periodo circa la guerra della quadruplice alleanza (1717-1720), nel quale la Spagna si contrapponeva a Olanda, Inghilterra, Austria e Francia, per il controllo del Mediterraneo. Nel 1717 la Spagna aveva invaso la Sardegna e nel contempo, insieme all’Austria, era interessata alla Sicilia nonostante Utrecht; infatti il primo luglio 1718 un contingente spagnolo forte di trentamila soldati e protetto da 22 navi, sbarcò a Palermo mentre i sabaudi evacuavano l’isola ritirandosi presso la Cittadella di Messina, che fu posta sotto assedio. Ma l’intervento della flotta inglese dell’ammiraglio Byng, che sbaragliò quella spagnola presso Capo Passero (Siracusa) nell’agosto dello stesso anno, capovolse la situazione. Gl’inizi della battaglia si erano avuti nello stretto di Messina, nella cui porzione nord era ancorata la flotta spagnola, protetta dalle batterie costiere. In seguito truppe austriache e inglesi (sbarcate anche presso la Torre Faro nell’agosto del 1719), avevano affrontato gli Spagnoli, conquistando la Sicilia, e a quelli non fu permesso di lasciare il posto sino alla firma della pace. Lo Smith nel 1814 segnala la presenza nel porto di Messina dei relitti di due navi da guerra spagnole, riuscite a riparare dopo la battaglia di Capo Passero e affondate all’ormeggio dall’ammiraglio Byng durante l’assedio del 1719, mediante una batteria austriaca appositamente armata. Ciò per evitare sia che le navi potessero tornare in patria dopo la fine delle ostilità, sia che nascessero dispute per il possesso delle prede belliche. Si trattava di un vascello da 64 cannoni, varato nel 1716 e di una fregata da 50 cannoni varata nel 1702. Una terza nave da 56 cannoni varata nel 1703 era stata catturata presso il porto di Messina dopo la battaglia di Capo Passero.&lt;br /&gt;Nel 1720 fu siglato il Trattato dell’Aia che pose fine alla guerra: gli Asburgo in cambio della Sicilia rinunciarono alla Sardegna e a qualsiasi pretesa al trono spagnolo, mentre Vittorio Amedeo II di Savoia fu incoronato re di Sardegna. La Sicilia passò dunque nel 1720 agli Austriaci che vi regnarono per 14 anni, allorquando gli Spagnoli, conquistato il Meridione d’Italia, ritornarono sull’isola e nei pressi di Capo Peloro il luogotenente Marsillac sbarcò alla volta di Messina, mentre il nemico austriaco abbandonava il presidio per ritirarsi nella Cittadella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, a seguito della nascita del regno borbonico (1734-1861), le aree costiere siciliane furono difese già a partire dalla metà del Settecento, soprattutto a protezione delle scorrerie piratesche che infestavano il Mediterraneo. Infatti in quegli anni l’Amico descrive il villaggio del Faro dotato di una torre con «attaccata una fortezza fornita di artiglierie e custodita da un presidio di soldati sotto un prefetto». Nel 1783 la Torre del Faro era armata e definita dal De Burigny «ben munita e con presidio». Significativo l’episodio accaduto nel 1734, allorquando una tempesta scagliò sulle coste dello stretto tre navi corsare, di cui una sulla spiaggia di Capo Peloro, catturata con tutto l’equipaggio musulmano.&lt;br /&gt;Nel 1799 la protezione antincursiva siciliana fu potenziata con centinaia di artiglierie per la difesa costiera, mentre la Real Marina disponeva di 86 navi varie. In realtà in quell’anno, con tutta la penisola in mano ai Francesi, fu messo in atto un vero e proprio piano difensivo della Sicilia, per cui si provvide a costruire varie barche cannoniere, a far fondere nuove artiglierie, organizzare le difese costiere e gli eserciti. In tale contesto l’area di punta Faro già presidiata da 18 artiglieri litorali nel 1792 e nel 1798 classificata come campo trincerato retto da un tenente colonnello, vide l’anno successivo l’aggiunta nel fortino del Faro di sei cannoni da 36 libbre e quattro mortai da 12 libbre e altre decine di pezzi in tutto il territorio della Piazza. Dal 1803 la Piazza di Messina (brigadiere Guillichini) poneva la sua difesa su varie fortificazioni ancora oggi esistenti, tra cui la Torre del Faro comandata da un colonnello. La Piazza di Milazzo, da considerarsi altro punto strategico, era invece nel 1803 retta da un brigadiere e nel 1807 risultavano armate quattro batterie del fronte a mare.&lt;br /&gt;Con la perdita del regno di Napoli nel 1798 i Borbone si rifugiarono in Sicilia (i quali ritornati a Napoli dopo qualche anno, furono costretti nel 1806 a ripetere la fuga verso Palermo) e insieme agli alleati inglesi contrastarono il nemico franco-napoletano, il quale, disceso verso sud, si era accampato sulla costa calabra tentando di sbarcare sull’isola attraverso lo stretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intensissime quindi le attività delle contrapposte flotte navali e vari gli episodi bellici tra attacchi, incursioni, cannoneggiamenti, terminati solo nel settembre del 1810 con il fallito sbarco delle truppe al comando del Murat sulle coste sud di Messina. Gli sbarchi sarebbero dovuti essere tre, di cui uno programmato a Capo Peloro, ma la reazione delle forze anglosiciliane respinse l’unico sbarco provocando il ritiro delle truppe francesi verso il nord della penisola. Intanto dal  1803 le coste del Regno erano vigilate da un totale di 419 torri litoranee servite da artiglieri litorali; nel 1806 a Messina fu costruito l’arsenale di artiglieria e nel 1808 a Messina e Milazzo (oltre alle truppe inglesi) prestavano servizio circa 500 artiglieri litorali. Il Cockburn cita nel dettaglio le tante batterie di cannoni, mortai e relativi trinceramenti inglesi (i quali posero le loro basi principali a sud,  in zona Contesse e San Placido, e a nord presso Faro e Piano dei Campi, ridenominato Campo Inglese), costruiti nel 1810 a Messina su tutta la costa della città, da nord verso sud presso Mortelle, C. Peloro, Torre del Faro, Ganzirri, Fiumara Guardia, Grotte, S. Salvatore dei Greci, Messina, Contesse e Mili. Nel 1812, subito dopo la fine della minaccia francese i presidi erano ancora armati, così come bene evidenzia la mappa del piano delle fortificazioni dello stretto, a cura del Distretto di Messina. Secondo il Purdy nel 1814 in zona erano armate due batterie costiere insieme ad artiglierie nelle torri martello coordinate dal telegrafo di Spuria. Nel 1815 la Torre del Faro era una Piazza di 3^ classe al comando di un ufficiale superiore. Nel 1833 l’organizzazione militare e la classificazione delle Piazze e forti del regno, indicava la Torre del Faro come presidio di quarta classe comandato da un capitano. Inoltre uno scritto del 1834, descrivendo il villaggio di Torre Faro, evidenzia alcune batterie di cannoni poste a difesa della Torre.&lt;br /&gt;Nel 1847 la Torre del Faro era ancora un forte di quarta classe e l’anno successivo l’area in questione era dotata di «un Faro utile al riconoscimento delle navi in ingresso, posto su una torre accompagnata da un fortino quadrato ben armato». Lo stesso anno il parlamento siciliano includeva la Torre del Faro nella Piazza di Messina, dipendente dalla seconda direzione di artiglieria, inserendola tra le Piazze di quarta classe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1848 dunque, dopo l’abbandono borbonico dei presidi e il ritiro nelle fortificazioni del porto, furono i rivoluzionari siciliani ad armare, oltre a pezzi minori, quattro cannoni da 24 libbre  presso il fortino del Faro, una batteria tra la Torre di Faro e la Torre Mazzone a ovest, e altre quattro batterie tra la Torre del Faro e la Torre di Ganzirri sul versante est: in totale due pezzi da 80 libbre e venti da 24 e 36 libbre (non a caso pezzi dello stesso calibro di quelli armati in loco dai garibaldini nel 1860), che in più occasioni duellarono con le artiglierie della navi borboniche. Lo Scalchi afferma che tra la torre del Faro e Messina furono costruiti dieci fortini, ciascuno armato con quattro pezzi di grossa artiglieria. Il comandante borbonico di Messina, maresciallo Pronio, segnalava nel 1848 che presso la Torre del Faro, in mano ai rivoltosi, vi era una  batteria a pelo d’acqua e sei altri pezzi, oltre quelli già esistenti. Secondo i piani le batterie dovevano essere sorvegliate da ben 1000 uomini posti presso il forte di Spuria.. Interessante la documentazione che afferma che nel 1848 il senato di Palermo volesse far innalzare a punta Faro un monumento commemorativo. Nel settembre del 1848, dopo sette mesi di assedio della Cittadella da parte rivoluzionaria, protetto da una squadra navale forte di 286 cannoni che bombardarono le posizioni nemiche, sbarcò a sud di Messina il reggimento Real Marina, un vero e proprio reparto anfibio che consentì l’atterraggio di quattro battaglioni, i quali, insieme ai reparti del maresciallo Pronio usciti con una sortita dalla Cittadella, misero in seria difficoltà l’esercito rivoluzionario provocando l’abbandono progressivo dei presidi siciliani tra cui Capo Peloro con le sue batterie, Milazzo, lasciata alle truppe borboniche ancora munita di 24 cannoni di grosso calibro e 8 da campagna, sino a Palermo nel 1849. Alla fine dei fatti il capo della spedizione, tenente generale Filangeri, aveva preso ai rivoltosi di Messina 21 bandiere nonché tutte le artiglierie (oltre cento) e relativo munizionamento, barche cannoniere, un piroscafo armato e armi varie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1852 un ufficiale borbonico ipotizzava la prosecuzione delle batterie inglesi edificate quarant’anni prima sulla costa nord della città, in modo da unire i presidi di difesa marittima di Messina e della Torre del Faro. L’Orsini nello stesso anno descriveva l’ingresso dello stretto «chiuso da un seguito di batterie bene stabilite che si prolungano dalla città sino alla torre fortificata del Faro». Nel 1856 l’area di Capo Peloro era ancora dotata di batterie, mentre vari autori segnalano nel 1860 la presenza di artiglierie presso la torre del Faro.&lt;br /&gt;Nel luglio-agosto 1860 dunque, a seguito del ritiro delle truppe borboniche, l’esercito garibaldino giunse a Messina ponendo a Capo Peloro il campo base e varie batterie di artiglieria in attesa di sbarcare sul continente e proseguire la campagna di unificazione. Esistono a tal proposito non una o due, ma decine tra documentazioni e mappe, che indicano nello specifico la tipologia dei pezzi posizionati e che da sole smentiscono alcune teorie locali.&lt;br /&gt;Nel frattempo i resti dell’esercito borbonico, nonostante il blocco effettivo dei presidi e i tentativi del nemico di farli desistere o passare dalla sua parte, restarono asserragliati nelle posizioni armate della zona falcata sino al 12 e 13 marzo 1861, cedendo solo a seguito degli effetti delle potenti artiglierie piemontesi, che dal febbraio 1861 assediavano le posizioni borboniche, in modo particolare la Cittadella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche dopo l’Unità il luogo in questione rimase presidiato. Infatti già nel 1863 a Torre del Faro vi era un distaccamento di artiglieria, nel 1864 la torre fu classificata opera di prima categoria, nel 1865 si provvide ad armare le batterie dello stretto con artiglierie napoletane, aggiunte a cannoni da 40 libbre rigati e nel 1866 tutta l’area di Capo Peloro fu inserita nel Piano di Difesa dello Stato, seppur con successive dismissioni,attraversando via via tutte le vicende politiche e militari successive. Il luogo rimase significativo anche nel XX secolo, inserito nei vari piani difensivi redatti nel tempo (nel 1910, 1913, 1915 e 1931) e a partire dalla seconda metà degli anni Trenta fu difeso con varie batterie permanenti contraeree, costiere e a doppio compito, alle quali, in modo particolare nel 1942-43, si aggiunsero quelle campali tedesche, mentre la sommità della torre veniva munita di stazione fotoelettrica mobile su binario e il mare era pattugliato da naviglio vario tra cui le vedette antisommergibile. In modo particolare già prima della guerra erano presenti in loco la batteria MS620 della Milmart e una da 75/27 AV ad uso Dicat insieme ad una postazione per aerofono. Dalle mappe inglesi del luglio 1943 risultavano in loco: una batteria contraerea da 90 mm, una doppiocompito da 90 mm e una costiera da 120 mm. L’ultimo periodo bellico attraversato fu dunque quello del secondo conflitto mondiale, nel quale il luogo fu spesso bersagliato dalle incursioni aeree e scelto nel luglio 43 come uno dei punti di imbarco delle truppe tedesche verso la Calabria nell’ambito dell’Op. Lehrgang, ultimata con successo nell’agosto dello stesso anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Armando Donato&lt;br /&gt;fonte: http://zancleweb.wordpress.com/2011/04/15/capo-peloro-prima-e-dopo-il-1860/&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7649519635538276121?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7649519635538276121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7649519635538276121&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7649519635538276121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7649519635538276121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/04/di-armando-donato-vicepresidente-cds.html' title='Capo Peloro prima e dopo il 1860'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-BPCmeIvD5Jc/TaxFDbvHhdI/AAAAAAAAA7E/cQzqsOsByWM/s72-c/capo-peloro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3643149306103326660</id><published>2011-04-18T06:17:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T06:27:08.019-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>"I 150 anni dell'Unità d'Italia" al I Salone del Libro di Messina</title><content type='html'>&lt;iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/HP6uJQ1QIOo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;Mostra "I 150 anni dell'Unità d'Italia" al I Salone del Libro di Messina - 15 - 17 Aprile 2011, PalaCultura "Antonello da Messina".&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Associazione Amici del Museo di Messina ha partecipato al prestigioso evento con ben due mostre: "I 150 anni dell'Unità d'Italia" e "La Storia di Messina attraverso i libri di Franz Riccobono".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Marco Grassi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Messina&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3643149306103326660?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3643149306103326660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3643149306103326660&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3643149306103326660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3643149306103326660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/04/i-150-anni-dellunita-ditalia-al-i.html' title='&quot;I 150 anni dell&apos;Unità d&apos;Italia&quot; al I Salone del Libro di Messina'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/HP6uJQ1QIOo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1566154669760115796</id><published>2011-04-15T09:22:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T06:10:26.836-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Opere Pie borboniche: il Principe di Collereale</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-6AYfPRc0Qbc/TahxGb8ndYI/AAAAAAAAA68/WgIo8d6mdGg/s1600/collereale.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 267px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-6AYfPRc0Qbc/TahxGb8ndYI/AAAAAAAAA68/WgIo8d6mdGg/s320/collereale.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595846892402996610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Capece Minatoli, Principe di Collereale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appartiene a una delle più antiche e nobili famiglie messinesi di origine napoletana, si avviò alla carriera militare, attingendone con rapidità i più alti gradi. Fu così coinvolto nei moti del 1821, nei quali assunse il comando delle forze borboniche e domò la rivoluzione; si meritò perciò la stima e la riconoscenza anche dei suoi avversari, tra i quali lo stesso G. Rosseroll , capo dei rivoluzionari, da lui sconfitto ma anche aiutato a fuggire.&lt;span class="fullpost"&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di lui ci ha lasciato il seguente ritratto G. La Farina, noto per i suoi sentimenti antiborbonici: ''Bello nella persona, piacevole ed arguto nel conversare, pronto a soccorrere gli infelici e a riprendere i malvagi, odiatore delle ingiustizie, di probità senza macchia, assoluto nei modi, e animoso sino all'audacia''.&lt;br /&gt;Colpito da paralisi e martoriato da acerbi dolori, rammaricatasi pensando a coloro che, travagliati da simili malattie, vivono anche nell'indigenza e sono impossibilitati e procurarsi non solo i farmaci ma persino gli alimenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era questo l'argomento delle sue conversazioni con gli amici che andavano a visitarlo.&lt;br /&gt;Con testamento del 7 luglio 1825 egli perciò costituiva suoi eredi universali gli invalidi poveri, disponendo per essi la fondazione che da lui prende il nome.&lt;br /&gt;Il 20 marzo, giorno della sua morte, venne aperto e pubblicato il suo testamentoolografo, steso due anni prima, nel quale i suoi sentimenti religiosi e filantropici trovarono concreta espressione. Con esso, infatti istituì suoi eredi universali &lt;em&gt;''li poveri di questa città (Messina) e suoi casali, che sono paralitici, stroppi, zoppi, e che hanno altro male, o vizio nell'organizzazione del corpo per cui non possono lavorare, o procacciarsi il pane, sino a quel numero che soffre il frutto annuale della mia eredità come infra si espressero per alimentarsi e vestirsi ad necessitatem''.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 gennaio 1828, appena un anno dalla morte del Principe, un vecchio convento rimesso a nuovo e ribattezzato &lt;strong&gt;PIO STABILIMENTO DEGLI STORPI&lt;/strong&gt; aprì le sue porte per accogliere i primi 14 ospiti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segnalato da Rino Cascone di Catania&lt;br /&gt;fonte: http://www.collereale.it/fondatore.html&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1566154669760115796?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1566154669760115796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1566154669760115796&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1566154669760115796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1566154669760115796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/04/opere-pie-borboniche-il-principe-di.html' title='Opere Pie borboniche: il Principe di Collereale'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6AYfPRc0Qbc/TahxGb8ndYI/AAAAAAAAA68/WgIo8d6mdGg/s72-c/collereale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-2469500088375037343</id><published>2011-04-14T12:16:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T06:06:28.096-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><title type='text'>Le insorgenze borboniche a Pantelleria</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ijC26Wf7Nok/TadKJQdMgVI/AAAAAAAAA60/eN4jxZ5vdBc/s1600/brigantaggio.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; HEIGHT: 230px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5595522584927830354" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-ijC26Wf7Nok/TadKJQdMgVI/AAAAAAAAA60/eN4jxZ5vdBc/s320/brigantaggio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6 Giugno 1860 una speronara attracca dalle parti di Cuddie Rosse. &lt;br /&gt;Solo un mese è trascorso dallo sbarco di Garibaldi a Marsala. A bordo vi sono tre filo-piemontesi e un tricolore. &lt;br /&gt;Se dobbiamo credere che mille garibaldini conquistarono la Sicilia, possiamo credere egualmente che tre uomini e una bandiera conquistarono l’isola minore. &lt;br /&gt;La verità, in Sicilia come a Pantelleria, è che la popolazione si spaccò in due, tra chi voleva l’annessione al Regno d’Italia e i “legittimisti” delle Due Sicilie.&lt;span class="fullpost"&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La resa di Pantelleria venne contrattata con il governatore militare, un certo De Angelis, che accettò senza sparare una schioppettata, e tornandosene a Napoli con i suoi soldati, la costituzione di un Consiglio civico provvisorio alla cui testa venne posto Fortunato Ribera.  &lt;br /&gt;Il Ribera era esponente di una delle principali famiglie dell’isola, quest’ultima attraversata, probabilmente al pari di tutte le altre, da una frattura interna tra filo-piemontesi e filo-borbonici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La frattura sfociò quasi subito in disordini incontrollati dei quali molti panteschi approfittarono per regolare conti personali. La giunta provvisoria resse per un paio di mesi senza riuscire a riportare l’ordine finché, il 17 Agosto, una delle tante schioppettate che rallegravano quei giorni uccise Fortunato Ribera. &lt;br /&gt;Non si saprà mai chi fu a sparare, né se vi furono mandanti. &lt;br /&gt;Tuttavia, il partito filo-piemontese, che trovò un nuovo leader nell’arciprete Giovanni D’Aietti, accusò del delitto i fratelli Michele, Giuseppe, Agostino e Giovanni Ribera, figli di Antonio fratello di Fortunato, e dunque nipoti dell’assassinato, nonché membri del partito filo-borbonico. &lt;br /&gt;Non vi era uno straccio di prova nei confronti dei fratelli Ribera, ma le forze armate piemontesi, che nel frattempo erano sbarcate sull’isola, approfittarono dell’accusa per scatenare la repressione e liquidare la resistenza borbonica. &lt;br /&gt;Così i fratelli Ribera finirono al bando, ma scamparono all’arresto rifugiandosi a Bugeber dove contavano sull’appoggio della popolazione locale e sulla vicinanza delle forre di Gelfiser, impervie e non più frequentate dai tempi delle crociate. &lt;br /&gt;I rastrellamenti dei piemontesi sortirono qualche sparatoria e una sostanziale impotenza.  &lt;br /&gt;Nei mesi successivi ai fratelli Ribera si aggiunsero altri filo-borbonici panteschi, sufficienti per tenere sotto scacco le truppe piemontesi, ma non abbastanza per riprendere il controllo dell’isola. Così, i filo-borbonici decisero di espatriare a Malta, dove agiva un “Comitato borbonico” tollerato dagli inglesi e protetto dalla Chiesa (che con giusta lungimiranza vedeva di malocchio i piemontesi). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I filo-borbonici trascorsero a Malta alcuni mesi discutendo sul da farsi. &lt;br /&gt;Tra i fratelli Ribera, che comandavano il gruppo, emersero due posizioni: una, caldeggiata da Michele, che era il maggiore dei fratelli, prevedeva l’espatrio in attesa di tempi migliori; l’altra, sbandierata da Giuseppe, prevedeva la riconquista immediata dell’isola alla causa borbonica. &lt;br /&gt;Prevalse la tesi di Giuseppe e la famiglia si spaccò definitivamente: Michele e alcuni seguaci, rimasero a Malta; di essi si perderanno le tracce. &lt;br /&gt;Il 30 Giugno 1862 i filo-borbonici, capeggiati da Giuseppe Ribera, effettuarono un contro sbarco a Pantelleria. &lt;br /&gt;E’ difficile valutare la consistenza di questo corpo di spedizione armato. &lt;br /&gt;Gli effettivi ammontavano probabilmente ad una ventina di persone, alcune delle quali abbracciarono la causa, non solo per ideali, ma anche per sottrarsi alla coscrizione militare imposta dai piemontesi, che era assai lunga e sconosciuta nel Regno delle Due Sicilie. &lt;br /&gt;A questi occorre sommare numerosi fiancheggiatori, o irregolari, tra i panteschi parenti degli insorti e tra coloro che nel cambio di regime avevano perso qualcosa. &lt;br /&gt;Si aggiunga che, nei due anni precedenti, si erano interrotti i collegamenti navali con il continente, con grave danno per l’economia locale e per la stessa annessione dell’isola al Regno d’Italia. &lt;br /&gt;Insomma, tra le righe delle fonti si intuisce che buona parte della popolazione stava con gli insorti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo dei filo-borbonici spadroneggiò sull’isola per oltre un anno. In quei mesi furono presi di mira i principali membri del partito filo-piemontese, in particolare quelli della famiglia Maccotta. &lt;br /&gt;Le azioni, che mieterono vittime, si svolsero anche in pieno giorno e nel centro del paese, dove gli insorti si spinsero al punto da affiggere bandi e ordinanze. Scampò, invece, ad un serio attentato Luigi Maccotta, che nelle vesti di sindaco, protetto dalle truppe savoiarde, capeggiava allora il partito filo-piemontese.  Pantelleria era nel caos, divisa tra un capoluogo in mano ai filo-piemontesi e il resto dell’isola controllato dai filo-borbonici che, al pari di quelli che ormai controllavano ampie zone dell’Italia meridionale, si iniziava a definire“briganti”. &lt;br /&gt;I piemontesi, tuttavia padroni dei gangli vitali dell’ex Regno delle Due Sicilie, reagirono e il 15 Agosto 1863 promulgarono la legge Pica che completava il decreto di stato d’assedio delle province meridionali (considerate “infette”) dell’anno prima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge Pica definiva “brigante” chiunque fosse sorpreso armato in un gruppo di tre persone altrettanto armate. &lt;br /&gt;I processi, demandati alla corte marziale, prevedevano pene severissime che andavano dai lavori forzati a vita, alla fucilazione o impiccagione. Nei processi, che non contemplavano appello, prevalse sempre la seconda ipotesi. &lt;br /&gt;Nel caso di Pantelleria il governo usò il pugno duro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tramite il generale Govone, che con la libertà di fucilare a piacimento si occupava di reprimere la resistenza in Sicilia, i savoiardi spedirono a risolvere la questione il colonnello Eberhard, già avvezzo alle questioni di brigantaggio, con 500 militari piemontesi. &lt;br /&gt;Eberhard, il cui nome ricorda una nota marca di orologi, affrontò la questione con puntiglio svizzero ma, inizialmente, con scarsi risultati. L’isola venne battuta palmo a palmo alla ricerca degli insorti, senza trovarli; questi, dal canto loro, continuavano le loro azioni di rappresaglia. &lt;br /&gt;Eberhard, allora, istituì uno stato marziale che finì per rendere impossibile la vita ai panteschi: domicilio nel capoluogo, coprifuoco, controllo sugli spostamenti e soprattutto un pesante carico fiscale per mantenere le truppe di occupazione. &lt;br /&gt;A cedere (forse per denaro) fu un pastore, Francesco Greco, che segnalò al colonnello il rifugio dei “briganti”, una grotta di scorrimento lavico profonda una cinquantina di metri, sita in cima alla Montagna Grande sul versante che guarda a Sud-Est. &lt;br /&gt;Le truppe che la sera del 18 Settembre si mossero per porre l’assedio agli insorti, comprendevano 500 piemontesi regolari e 400 panteschi filo-piemontesi. &lt;br /&gt;Gli uomini, divisi in tre squadre, raggiunsero la cima del monte il mattino seguente. &lt;br /&gt;Vi fu una sparatoria tra gli assedianti e i filo-borbonici asserragliati nella grotta e ormai in trappola. &lt;br /&gt;Le trattative di resa furono condotte dal colonnello in persona, che minacciò di affumicare la grotta con vapori di zolfo. &lt;br /&gt;La resa venne ottenuta, sotto promessa di incolumità degli assediati. &lt;br /&gt;Gli insorti furono incatenati e condotti in paese. &lt;br /&gt;Per l’occasione Eberhard inscenò un sinistro corteo trionfale con tamburi rullanti e bandiere. Poi i prigionieri, dapprima rinchiusi nel Barbacane, furono trasferiti alla Colombaia di Trapani. &lt;br /&gt;Da qui Giovanni e Agostino Ribera, ed altri insorti, evasero in modo rocambolesco; furono tutti ripresi, ad eccezione di Giovanni che riuscì a far perdere le sue tracce per sempre. &lt;br /&gt;Alla sbarra della corte marziale si presentarono in quattordici e il 14 Giugno 1867 dieci di essi vennero condannati a morte e quattro ai lavori forzati (di cui tre a vita). La sentenza capitale venne eseguita per tre soli di essi, tra i quali Giuseppe e Agostino Ribera, che furono ghigliottinati il 2 Maggio 1868. &lt;br /&gt;Ignoriamo la sorte degli altri condannati e di quelli che riuscirono a fuggire, ma non dubitiamo che fu poco felice. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 Maggio 1868 Ci chiediamo, fra molti dubbi, se non sia questa la data in cui Pantelleria venne effettivamente annessa al Regno d’Italia; un regno il cui primo re, Vittorio Emanuele, si ostinerà a farsi chiamare “secondo”, come già nel suo piccolo regno torinese, quasi ad ammonire che l’Italia nasceva quale “cul de sac” del Piemonte. Invero, quel giorno, morirono alcuni panteschi che nessun festeggiamento ricorderà mai, perché si trovarono a combattere dalla parte sbagliata. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marcella Labruna e Fabrizio Nicoletti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte: http://coen.blogautore.repubblica.it/2011/03/17/lannessione-dei-panteschi/&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-2469500088375037343?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/2469500088375037343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=2469500088375037343&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2469500088375037343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2469500088375037343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/04/le-insorgenze-borboniche-pantelleria.html' title='Le insorgenze borboniche a Pantelleria'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ijC26Wf7Nok/TadKJQdMgVI/AAAAAAAAA60/eN4jxZ5vdBc/s72-c/brigantaggio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-2079749545723071929</id><published>2011-03-25T16:05:00.000-07:00</published><updated>2011-03-25T16:14:20.809-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>La Pirofregata Borbone</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Rsm2c0enFAY/TY0glb-qewI/AAAAAAAAA6k/RBfQfEkstIE/s1600/pirofregata-borbone.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 184px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Rsm2c0enFAY/TY0glb-qewI/AAAAAAAAA6k/RBfQfEkstIE/s400/pirofregata-borbone.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588158540174490370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;di Armando Donato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Messina, 26 marzo 2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La marina militare borbonica di metà Ottocento era una delle più efficienti e moderne d’Europa, infatti la cantieristica e l’ingegneria navale borbonica avevano raggiunto insieme alla progettazione e produzione delle artiglierie, un avanzato livello tecnologico; vasta era infatti la produzione negli stabilimenti di Pietrarsa, nei cantieri di Castellammare di Stabia e nella Real Fonderia e Barena di S.M. il Re delle Due Sicilie (diretta dal ten. col. Mori). Non è infatti un caso che la neomarina militare italiana nacque grazie alle navi borboniche.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;  &lt;br /&gt;Un esempio eloquente è quello della pirofregata di primo rango Borbone, modernissima nave ad elica, tipica del periodo cosiddetto di transizione tra la propulsione velica e quella a vapore. La pirofregata Borbone infatti era dotata di alberatura  e nello stesso tempo di apparato termico ausiliario.&lt;br /&gt;Fu varata nel gennaio 1860 su progetto di G. De Luca, e presentava lo scafo in legno di quercia di Calabria con carena ramata e dimensioni pari a 68 metri di lunghezza, 15 di larghezza e 7 di pescaggio.&lt;br /&gt;La stazza era di 4000 tonnellate, mentre la macchina motrice Mudslay &amp;amp; Field sviluppava una potenza di 1000 cavalli che la spingevano ad una velocità di 10 nodi. L’armamento consisteva in due ponti (uno scoperto e uno coperto) a batteria con 8 pezzi rigati (a dimostrazione che la rigatura dei cannoni non era un‘esclusiva piemontese), 12 pezzi lisci da 72 libbre a bomba, 26 da 68 a bomba e 4 da 8 in bronzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Borbone nell’estate del 1860 faceva parte del cospicuo gruppo di temibili navi da guerra che pattugliavano lo stretto contro le sortite garibaldine sulla sponda calabra, nell’agosto dello stesso anno infatti, al comando del C.F. Flores, bombardò i presidi garibaldini del Faro, provocando feriti e affondando naviglio vario. In un’altra occasione tentò invece di speronare la corvetta a ruote Tuckery, ovvero la ex pirofregata borbonica di secondo rango Veloce, consegnatasi all’amm. Persano nel luglio del 1860.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passata alla marina sarda nel settembre 1860 fu ribattezzata Giuseppe Garibaldi partecipando al bombardamento delle Piazze di Ancona nel settembre 1860 e Gaeta nel febbraio 1861, mentre il mese successivo entrò ufficialmente nella regia marina italiana subendo nel tempo varie modifiche, ridenominazioni e classificazioni. Assolse ed espletò diversi compiti e servizi sino al disarmo e la demolizione avvenuta nel 1899. La Borbone fu la prima nave militare ad elica costruita in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Armando Donato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Vicepresidente CDS Sicilia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-2079749545723071929?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/2079749545723071929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=2079749545723071929&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2079749545723071929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2079749545723071929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/la-pirofregata-borbone.html' title='La Pirofregata Borbone'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Rsm2c0enFAY/TY0glb-qewI/AAAAAAAAA6k/RBfQfEkstIE/s72-c/pirofregata-borbone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1330362126311645149</id><published>2011-03-25T13:08:00.000-07:00</published><updated>2011-03-25T13:18:31.580-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Messina 1860 - L’imprevisto fallimento dei piani garibaldini di sbarco in Calabria e il decisivo aiuto inglese</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-cyx7EUafFAo/TYz26ynszOI/AAAAAAAAA6c/s6LUZj3Bjh4/s1600/stretto.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 289px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-cyx7EUafFAo/TYz26ynszOI/AAAAAAAAA6c/s6LUZj3Bjh4/s400/stretto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5588112727541075170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Armando Donato&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Messina, 25 marzo 2011&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel luglio 1860, col facile ingresso garibaldino a Messina senza combattimenti a causa di accordi vari, l’area di Capo Peloro fu scelta quale piattaforma logistica, punto di attracco dei convogli navali e di concentramento di truppe, rifornimenti, artiglierie che via via affluivano e si accampavano in attesa dello sbarco in continente, tramite varie barche e circa undici navi acquistate, ammutinate o catturate. &lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Garibaldi predispose dunque i piani per approdare in Calabria, che dovevano consentire l’atterraggio di piccole teste di sbarco sulla costa, partendo dalla punta del Faro e dai canali che collegano i pantani di Ganzirri al mare, ripuliti e usati come nascondiglio per le barche e altro materiale. Ciò consentiva di approdare in punti morfologicamente vantaggiosi per infilarsi nel mezzo delle difese nemiche e conquistare gli obiettivi principali, ovvero i presidi di Torre Cavallo e Altafiumara in modo particolare. Le operazioni infatti dovevano essere effettuate all’interno di uno specchio d’acqua di ridotta larghezza. Tuttavia la situazione politica era complicata, con varie iniziative da parte borbonica, piemontese e francese (e la pseudo neutralità inglese) per impedire a Garibaldi di metter piede sul continente. Nel frattempo la Sicilia era nel caos governativo e già soggetta ai primi atti dittatoriali, mentre erano già nati vari partiti con differenti idee circa il da farsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la situazione militare  per l’esercito garibaldino in riva allo stretto era più complessa del previsto. Infatti l’obiettivo era come affermato di attraversarlo, conquistare i presidi sulla sponda opposta, assicurando le operazioni di traghettamento dell’esercito e proseguire la Campagna sulla penisola. Garibaldi aveva però almeno in parte sottovalutato la difesa navale e costiera borbonica, la quale secondo i piani non avrebbe dovuto creare problemi. Egli confidava e si cullava sulle rassicurazioni di Cavour, circa la mancata difesa da parte borbonica e la protezione della squadra navale sarda (che però non accennò mai nessuna azione contro la marina nemica) del viceamm. Persano, il quale aveva mandato a Messina tre sole navi al comando del conte Albini, con istruzioni di “stretta neutralità apparente, protezione di fatto occorrendo”, affermando che secondo gli accordi con alcuni comandanti borbonici, la presenza delle navi sarde sarebbe bastata a impedire le azioni delle navi borboniche, da intendersi comunque poco incisive e pronte al disimpegno al primo problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In merito alle operazioni nello stretto di Messina è infatti significativa la frase contenuta in un lettera scritta il 9 agosto dal Cavour al Persano, che recita “il problema che dobbiamo risolvere è questo: aiutare la rivoluzione, ma far si che al cospetto d’Europa appaia come atto spontaneo. Ciò accadendo, la Francia  e l’Inghilterra sono con noi, altrimenti non so cosa faranno”, e ancora “mi si assicura d’altronde che il generale non troverà ostacolo durante lo sbarco, stante il contegno della marina napoletana”.&lt;br /&gt;E’ bene anche ricordare che all’epoca il controllo totale dello stretto di Messina doveva inevitabilmente basarsi sullo schieramento di batterie poste sui due contrapposti fronti a mare, in modo da poter coprire le varie distanze, con l’ausilio del naviglio armato che completava la sorveglianza dell’area. Senza il controllo delle due sponde la difesa garibaldina della costa era soggetta ai cannoneggiamenti di disturbo e potenziali sbarchi nemici, mentre il successo delle azioni di attacco era messo in crisi dal pattugliamento navale e dalla difesa costiera nemica. Primario quindi l’obiettivo dei garibaldini di approdare in Calabria per consentire le successive attività di traghettamento. Il comandante garibaldino Rossi confermava ciò sostenendo che ”padroni del Faro da un lato, la presa di Altafiumara assicurerà il transito dell’esercito, impedendo col fuoco dei due forti di fronte, l’avvicinarsi delle navi di Francesco II”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece Garibaldi nonostante avesse mandato in Calabria i suoi agenti pensando di sistemare le cose senza problemi, si rese ben presto conto che fosse impossibile in quella situazione, controllare lo stretto muovendosi liberamente, infatti le attività di pattugliamento della flotta borbonica, seppur con defezioni e tradimenti come ad esempio quello della pirofregata a ruote di II rango Veloce, erano costanti anche se avrebbero sicuramente potuto essere più incisive e determinanti per il fallimento delle operazioni garibaldine. Il dittatore infatti doveva confrontarsi con un nemico ben organizzato per la difesa antisbarco, forte di vari reparti di linea e di esploratori, fortificazioni, punti di osservazione e decine di artiglierie dislocate lungo tutta la costa calabra dello stretto, la cui sorveglianza era completata da circa 10 moderne navi da guerra borboniche tra pirofregate, pirocorvette e avvisi. Garibaldi non aveva ancora potuto eludere la vigilanza “della numerosa crociera che solcava le acque del Faro”, poiché le navi napoletane erano costantemente in allarme a causa dei potenziali tentativi di sbarco in Calabria, in modo particolare dal 10 agosto. Ciò spingeva a cannoneggiare le imbarcazioni e le batterie garibaldine presso il Faro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a notte  lo stretto era annebbiato dai razzi colorati lanciati tra le fortificazioni borboniche in Calabria o con la Cittadella di Messina, per comunicare e scambiare segnali. Una notte una nave borbonica cannoneggiò le batterie ubicate nei pressi della torre del Faro, ma le granate esplosero fuori bersaglio vicino ad un accampamento angloamericano sede di un club (l’Albion, demolito per ordine dello stesso Orsini, poiché troppo esposto al fuoco navale nemico). La situazione era tale che i militi accampati sulla spiaggia di Faro erano ben consci di poter dormire tranquilli solo se le navi da guerra nemiche non cannoneggiavano la costa, infatti alcuni testimoni riferivano: “i nostri sonni erano tutt’altro che placidi e lunghi, giacché ogni notte c’era gazzarra di cannonate e fuochi di fucileria per parte dei regi che dalle navi e dalle spiagge tiravano contro le nostre barche”. Un ufficiale dei bersaglieri accampato presso la spiaggia del Faro, nel lamentare le pessime condizioni di vita, la scarsa paga la inesistente organizzazione della intendenza e sussistenza, nonché l’indifferenza della gente locale, bollata come rozza, bigotta e immeritevole dei sacrifici dei soldati, scrive in una lettera ”tutte le notti sono allarmi e cannonate, la linea loro è ben fortificata e guardata, l’affare è piuttosto serio ma confidiamo nel nostro generale”. In effetti le condizioni di vita dei garibaldini in loco non erano delle migliori, la situazione era “alquanto penosa“ a causa della mancanza di tende, ricoveri, acqua e la febbre da malaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro episodio fu quello relativo al fallito tentativo di abbordaggio del vapore borbonico Trasporto, avvenuto verso la metà di agosto. In tale occasione le barche cannoniere garibaldine partite dal Faro per prendere la nave, furono respinte dalle cannonate dei forti borbonici sulla sponda calabra e della pirofregata a ruote Fulminante. Nello stesso mese un nave inglese proveniente da Malta, carica di munizioni da trasportare in Calabria, fu cannoneggiata e presa dalle truppe borboniche. Non mancò un quasi incidente diplomatico, allorquando il 22 agosto le batterie del Faro fecero fuoco contro un piroscafo francese scambiato per nemico. Nello stesso mese la pirofregata a elica di I rango Borbone, cannoneggiò le posizioni nemiche coi suoi pezzi rigati e lisci a bomba di grosso calibro. Inoltre l’11 agosto era stato programmato, anche se mai attuato, uno sbarco borbonico presso Torre Faro con conseguente attacco alle postazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base a ciò i principali sbarchi garibaldini effettuati già i giorni 8 e 11 agosto presso la costa calabra, allo scopo di impossessarsi appunto dei presidi di Torre Cavallo e Altafiumara e consentire la partenza del grosso delle truppe rimaste in attesa, ebbero esiti non proprio positivi poiché o falliti oppure con successi parziali, data anche la presenza dei “vapori napoletani che in numero di cinque o sei facevano la più attiva sorveglianza e ricevevano chiunque a cannonate”.&lt;br /&gt;Garibaldi dunque, con tutto l’esercito ormai raccolto in quel di Capo Peloro, convinto di passare facilmente in continente, dovette invece cambiare i piani e fu in sostanza costretto a sbloccare la situazione aggirando le posizioni nemiche e recarsi direttamente in Calabria, in un punto al di fuori dell’imboccatura meridionale dello stretto, luogo senza dubbio più facile per poter sbarcare. Infatti dopo essere tornato in Sicilia dalla Sardegna, per la quale era improvvisamente partito il 12 agosto su un preciso ordine di Vittorio Emanuele II, ritornò in loco  il 18 per trasferirsi a Giardini Naxos e sbarcare  il 19 presso Melito Portosalvo sulla costa ionica calabrese con circa 4000 uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ciò non fu una sorpresa per la marina borbonica poiché all’arrivo delle due navi garibaldine presso Melito, giunsero sul posto due pirofregate nemiche, le quali tuttavia non impedirono il ritorno verso Messina di una nave con a bordo Garibaldi che cercava soccorsi per l’altra nave che si era arenata sulla spiaggia, cannoneggiata dalle navi borboniche e incendiata da alcuni reparti appositamente sbarcati, mentre le navi bombardavano anche le camicie rosse sulla spiaggia, le quali insieme a quelle riuscite a sbarcare l’8 agosto a nord presso Cannitello e arrivate a Reggio, temendo uno sbarco in forze e la contemporanea reazione dell’esercito borbonico, si erano inizialmente sbandate.&lt;br /&gt;Il 21 agosto fu presa Reggio  dopo un aspro combattimento, quindi la notte tra il 20 e il 21 fu attuato lo sbarco delle truppe del col. brig. Cosenz, le quali partite da Capo Peloro a mezzo barche a remi disarmate, protette da cinque barche scorridore armate di un pezzo da 4, riuscirono a sbarcare in parte a Favazzina, tra Scilla e Bagnara. Anche questo sbarco, allo scopo di evitare il tiro costiero ed eludere la sorveglianza navale borbonica, dovette seguire una rotta più lunga per giungere in un punto della costa, questa volta posto fuori dell’ingresso settentrionale dello stretto, più sicuro e utile ad aggirare i presidi nemici. Ma anche in questo caso la marina borbonica con 4 navi tenutesi fuori dal tiro delle batterie di Faro entrate in azione, impedì la perfetta riuscita dell’operazione catturando poi 30 barche, vari marinai tra cui undici ufficiali e un comandante di divisione. Quindi quasi come una manovra a tenaglia le forze di Cosenz sbarcate a nord, dopo alcuni combattimenti con l’esercito regio si diressero verso sud per ricongiungersi con quelle di Garibaldi e Bixio atterrate a Melito e che avendo presa Reggio, stavano avanzando verso nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due colonne si incontrarono presso Campo Calabro, poco sopra Piale e Villa San Giovanni, luoghi ancora ben armati e presidiati dall’esercito borbonico, il quale nonostante gli sbarchi nemici mantenne anche il possesso dei forti e batterie di Scilla, Torre Cavallo e Altafumara sino al 24 agosto, giorno in cui si arrese senza combattimenti, mentre gli altri consistenti reparti borbonici che sorvegliavano la zona, avevano invece avuto alcuni contatti col nemico insieme a vari accordi e tregue.&lt;br /&gt;Dopo un mese, una volta presi tutti i presidi sulla costa calabra, il controllo dello stretto da parte garibaldina poteva ritenersi completo, nonostante Garibaldi in una lettera del 30 luglio 1860 “manifestasse l’intenzione di passare sul continente prima del 15 agosto”.&lt;br /&gt;Del resto lo stesso Garibaldi quattro anni dopo i fatti, durante un discorso a Londra, ammise che senza l’aiuto del governo inglese e dell’ammiraglio Mundy, non sarebbe stato possibile passare lo stretto di Messina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Armando Donato&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vicepresidente CDS SICILIA&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1330362126311645149?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1330362126311645149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1330362126311645149&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1330362126311645149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1330362126311645149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/messina-1860-limprevisto-fallimento-dei.html' title='Messina 1860 - L’imprevisto fallimento dei piani garibaldini di sbarco in Calabria e il decisivo aiuto inglese'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-cyx7EUafFAo/TYz26ynszOI/AAAAAAAAA6c/s6LUZj3Bjh4/s72-c/stretto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1358745149571047888</id><published>2011-03-23T11:38:00.000-07:00</published><updated>2011-03-23T11:41:34.676-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>La desistenza anti piemontese e il pane scomunicato</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5NXteUTtCow/TYo-WSgMOCI/AAAAAAAAA6M/6ppaBwuZS1Q/s1600/borboni.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 300px; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587346840351422498" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-5NXteUTtCow/TYo-WSgMOCI/AAAAAAAAA6M/6ppaBwuZS1Q/s400/borboni.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lotta che ebbe a portare tanti ragazzotti sotto il vessillo di Garibaldi, il liberatore, da una tirannide mai così amata, si trasformava di giorno in giorno, in una rivolta inimmaginabile. Le truppe del Re piemontese, arroganti, criminali, dei delinquenti in carriera, portarono la morte e la disperazione in molte comunità del meridione d’Italia. Il popolo duo siciliano, combatteva con ogni mezzo a sua disposizione, facendosi massacrare piuttosto che acquietarsi, sotto i colori di una Italia non voluta. &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una battaglia, mille battaglie questo era il motto di molti rivoltosi che, si udivano nelle contrade e nei paesi, dell’ex regno Borbonico dopo il 17 marzo 1861. La rabbia, l’astio, si comunicava in tanti modi e la popolazione, era la principale oppositrice di questa guerra dichiarata. A differenza di prima, qui la guerra fu palese; la resistenza, scoppiò come unica difesa alla tirannide savoiarda. La repressione militare inferta al popolo del sud, è un fatto storico incontrovertibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’entrata in regime, della chiamata alle armi dei sudditi duo siciliani, ci sarà una recrudescenza di livore e di odio, avvertita da ambo le parti sfociata in persecuzione. Entrambe le fazioni, erano determinate ad ottenere la vittoria, con qualsiasi mezzo. In quella fase storica, la barbarie era un metodo e quasi una consuetudine, ma vi sono accaduti dei fatti clamorosi che giustificano la rivolta popolare, esente da contaminazioni individuali e territoriali; in quanto volontà di tutto un popolo, entro i suoi antichi confini nazionali. In una pubblicazione dell’epoca, edita dal giornale napoletano L’Unione, si legge quanto segue:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"gli ufficiali piemontesi dicono qui, di essere altamente detestati, e l’odio delle masse è tale, che basta raccontare un fatto, descritto proprio da un ufficiale piemontese. Alcuni soldati napoletani arruolati per forza e trasportati al distretto di Alessandria, non volendo servire nelle file piemontesi, giurarono piuttosto di lasciarsi morire di fame; il comandante, non potendo per modo alcuno vincere la loro sublime ostinazione, fu obbligato a congedarli per non vederli spiare di fame."&lt;/em&gt;Un caso simile a questo fatto, di energica risoluzione, fu quello dei poveri D’Amalfi, che ricusarono di ricevere il pane, distribuito loro, in occasione della festa nazionale del 2 giugno; perché dicevano codesti, era un pane scomunicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se perfino i poveri, erano pronti a rifiutare l’unico bene che possedevano nella vita, quello della misericordia umana, ribellandosi all’abominio, alla giustizia ingiusta, cosa pensate che covasse nell’animo di tutti gli altri: libertà, uguaglianza, fraternità sotto un’unica bandiera, oppure ribellione?&lt;br /&gt;Il sangue di tanti innocenti, fu versato ancora per lungo tempo, come i martiri cristiani, martirizzati per una fede mai doma, mai vinta saranno per sempre ricordati. Per questa fede, furono indicati come ribelli, fuori legge, e in quanto tale indicati briganti. Mentre in realtà erano partigiani, di uno stato che sentivano tale, e che non avrebbero mai più ritrovato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Fumia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;fonte:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://zancleweb.wordpress.com/2011/03/16/la-desistenza-anti-piemontese-e-il-pane-scomunicato/"&gt;http://zancleweb.wordpress.com/2011/03/16/la-desistenza-anti-piemontese-e-il-pane-scomunicato/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1358745149571047888?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1358745149571047888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1358745149571047888&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1358745149571047888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1358745149571047888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/la-desistenza-anti-piemontese-e-il-pane.html' title='La desistenza anti piemontese e il pane scomunicato'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5NXteUTtCow/TYo-WSgMOCI/AAAAAAAAA6M/6ppaBwuZS1Q/s72-c/borboni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1970537811760623491</id><published>2011-03-23T11:27:00.000-07:00</published><updated>2011-03-23T12:48:46.245-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Gli strumenti di tortura dell'esercito garibaldino</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-214Q0dGLgtA/TYpOmBA22uI/AAAAAAAAA6U/TT1RfZPwGLQ/s1600/tortura.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 255px; HEIGHT: 299px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587364702720547554" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-214Q0dGLgtA/TYpOmBA22uI/AAAAAAAAA6U/TT1RfZPwGLQ/s400/tortura.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una seduta parlamentare, il deputato Vito D’Ondes Reggio, discutendo sulla brutalità e sui metodi di alcuni ufficiali piemontesi, i quali arbitrariamente esercitavano il diritto di vita o la pena di morte, deprecava quei metodi incivili.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essi, al di fuori di ogni ordinamento e della legge costituzionale, con pugno di ferro portavano lo scompiglio, rischiando il sollevamento della popolazione; descrivendo ai suoi colleghi deputati, fatti circostanziati. Ricordando per altro, con quanto piglio marziale, i comandanti e gli ufficiali dell’esercito piemontese perseguivano un fine discutibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrecando nocumento a gente inerme con lo scopo di raggiungere l’obiettivo prefissato: per tanto, con un nuovo strumento correttivo, una invenzione escogitata da un ex garibaldino in pensione, torturavano con i ceppi ferrati la popolazione indifesa. La trovata, era costituita da due particolari anelli di ferro, forniti di quattro bulloni espansivi cadauno; il torturato avrebbe ricevuto quella gioia ai rispettivi polsi, allungandolo su per due cinghie di cuoio, annodate fortemente agli anelli che avrebbero sospeso in aria il condannato. Allo stesso tempo, alla base dell’ordigno, un patibolo a modo di giunto fornito di buco filettato, accoglieva una lunga vite continua aguzza alla punta, che facendosi strada fra i polsi costretti in quella postura, li avrebbe attraversati dal basso (i polsi) verso l’alto (i palmi delle mani giunte e le falangi). Dunque, questi ceppi, furono uno strumento di tortura richiestissimo dai soldati (da fonte francese si segnala che ne furono costruiti 400 in Piemonte e altre decine nei luoghi di tortura), ritenendolo molto efficiente per due motivi: l’afflitto avendo gli arti superiori posti in tensione sulla testa, una volta ferito non rischiava di morire dissanguato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo, essendo legato e posto sospeso come un salame, provava un intenso dolore persistente, misto ad infiammazione, quando la vite spingeva sempre più nella carne fino alle ossa. Provocando uno spasmo infinito, per il quale in pochi avrebbero resistito. Il Maggiore Frigerio in quel di Licata, lo ebbe a sperimentare per primo, su una popolazione afflitta per 25 giorni di assedio: privando, dal 15 agosto del 1863 in piena estate, tutto il civico consesso 22000 abitanti, dell’acqua con pena di fucilazione immediata verso tutti coloro che osavano uscire di casa. Secondo il punto di vista militare, l’esperimento era riuscito e con tale obbrobrio, fu esteso a tutta la Sicilia, moltiplicando i supplizi e le morti. Altre fonti segnalavano che i torturati, rei di nascondere i renitenti alla leva e i disertori di un esercito ancora da formare, venivano flagellati prima alle gambe e alle braccia: indistintamente se uomini o donne, se adulti o fanciulli, se andicappati o donne gravide. Tutti venivano malmenati in modo democratico con sevizie senza eguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lo scopo era raggiunto? E le torture sarebbero poi cosi efficaci? I soldati piemontesi si accorsero che il popolo taceva; nessuno dei torturati cospirava, nessun nome venne reso per sollevarsi da quella pena. La cosa, invece di fermare quell’abominio, incattiviva ancora di più la truppa e gli ufficiali. Le fonti parlamentari segnalavano: malgrado i tormenti ingiustificati, grazie a Dio, nessuno perì sotto i ferri. Ma i giornali, e molti testimoni fra gli stranieri non furono dello stesso avviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fonti: Diario dell’onorevole Vito D’Ondes Reggio 1863&lt;br /&gt;documentario in lingua francese, a cura di Philippe Francois e Joseph Poli 1865&lt;br /&gt;memorie del generale Giuseppe Govone, a cura di Umberto Govone 1902&lt;br /&gt;Per la gravità dell’argomento trattato, ho inserito alcune delle mie fonti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Fumia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;fonte:&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://zancleweb.wordpress.com/2011/03/17/una-invenzione-garibaldina-i-ceppi-della-tortura/"&gt;http://zancleweb.wordpress.com/2011/03/17/una-invenzione-garibaldina-i-ceppi-della-tortura/&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1970537811760623491?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1970537811760623491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1970537811760623491&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1970537811760623491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1970537811760623491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/gli-strumenti-di-tortura-dellesercito.html' title='Gli strumenti di tortura dell&apos;esercito garibaldino'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-214Q0dGLgtA/TYpOmBA22uI/AAAAAAAAA6U/TT1RfZPwGLQ/s72-c/tortura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-8924905210896892361</id><published>2011-03-23T11:10:00.000-07:00</published><updated>2011-03-30T01:15:30.907-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Un eroe nei moti del '48 in Sicilia: il dottor Ferdinando Palasciano</title><content type='html'>&lt;a href="http://files.splinder.com/f7bc7239ae4409d9822cd8805b73fa90_medium.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 218px; HEIGHT: 374px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://files.splinder.com/f7bc7239ae4409d9822cd8805b73fa90_medium.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZoHOfs29jsU/TYo34qK4-DI/AAAAAAAAA58/dEkKB5GUYb4/s1600/ferdinando-palasciano.jpg"&gt;&lt;/a&gt;In un’epoca in cui, la guerra fratricida fu senza quartiere, si imponeva nella storia, un personaggio notevole. Questo grande uomo, scriverà anni dopo: "bisognerebbe che tutte le potenze in guerra, riconoscessero reciprocamente, i principi di neutralità del combattente ferito per tutto il tempo della cura."&lt;span class="fullpost"&gt; Questo fu l’appello, lanciato ai suoi superiori che avevano ammonito i medici al seguito delle truppe napoletane; quando per volontà del Generale Filangeri, si ordinava di non dare ne campo, ne ricovero ai feriti del nemico, previa la pena di fucilazione dei disobbedienti. Ferdinando Palasciano medico chirurgo, nacque a Capua il 19 giugno del 1815 e morirà a Napoli il 28 novembre 1891: durante i rivolgimenti avvenuti a Messina del 1847 – 1848, accadeva un fatto clamoroso, che segnerà nella storia futura un solco indelebile, durante un evento bellico: il riconoscimento di asilo e di cura, di tutti i feriti di guerra anche se nemici. Condannato per alto tradimento e destinato alla immediata fucilazione, per aver contravvenendo a un preciso ordine del Comandante Generale in capo. Posto agli arresti aspettava la sentenza che sarebbe giunta a breve giro di posta dopo qualche giorno: ma, il comportamento che tenne contro i rivoltosi impressionarono fortemente il Re, e pertanto, fu salvato da un decreto speciale, emesso dal sovrano Ferdinando II che lo sollevava da ogni responsabilità. Quando il regno dei Borboni ebbe termine, presentatosi davanti al Congresso internazionale dell’Accademia Pontiniana nel 1861 a Napoli, ricordando cosa ebbe a scrivere al sovrano prossimo alla morte, incalzato dai suoi carcerieri: “i feriti, a qualsiasi esercito appartengono, sono per me sacri e non possono essere considerati come dei nemici.” La sua fama allora crebbe e si propagò fra le valli e le mura delle scuole e delle Accademie europee. Avendogli a riconoscere un ruolo nella costituzione della Carta dei principii del Congresso di Ginevra 1864, ispirando con il suo comportamento i padri fondatori. E allo stesso tempo, in molti lo ritengono, come il precursore, di quell’organizzazione che muovendo i primi passi, si soleva identificare come La Croce Rossa. Da un fatto di sangue che ebbe teatro a Messina, nacque qualcosa di grande, di duraturo, coltivato un poco, da tutti quelli che amano la vita oltre ogni interesse di parte. In questo caso, il sovrano Ferdinando II, etichettato come gretto, e nefasto despota, si mostrò lungimirante e caritatevole non certo, verso un suo ufficiale medico, ma verso quel messaggio che faceva proprio. Gli uomini quando cagionevoli, hanno il diritto della misericordia perchè uguali nel momento del bisogno. Alessandro Fumia &lt;strong&gt;fonte:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://zancleweb.wordpress.com/2011/03/18/i-moti-anti-borbonici-scoppiati-a-messina-1847-–-1848-hanno-il-suo-eroe-il-dottor-ferdinando-palasciano/"&gt;http://zancleweb.wordpress.com/2011/03/18/i-moti-anti-borbonici-scoppiati-a-messina-1847-–-1848-hanno-il-suo-eroe-il-dottor-ferdinando-palasciano/&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-8924905210896892361?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/8924905210896892361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=8924905210896892361&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8924905210896892361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8924905210896892361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/un-eroe-nei-moti-del-48-in-sicilia-il.html' title='Un eroe nei moti del &apos;48 in Sicilia: il dottor Ferdinando Palasciano'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-9174160605786422021</id><published>2011-03-23T10:58:00.000-07:00</published><updated>2011-03-23T11:17:32.687-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Sulla storia dei Camiciotti di Messina (1848)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-vzMguNlTkr0/TYo26O-7zwI/AAAAAAAAA50/uoJtduKqTVQ/s1600/pozzo-dei-camiciotti.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 300px; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587338661788897026" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-vzMguNlTkr0/TYo26O-7zwI/AAAAAAAAA50/uoJtduKqTVQ/s400/pozzo-dei-camiciotti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aver voluto associare, il sacrificio di intrepidi fanciulli con il risorgimento messinese, ha di fatto, esercitato sull’immaginario delle generazioni di giovani siciliani e messinesi, la convinzione, che accadimenti storicamente fasulli, fossero stati il risultato, di un sacrificio oltraggioso per chi l’aveva commesso. Il sangue degli innocenti sarebbe ricaduto sopra i loro carnefici. In verità, quello che si paventava come il risultato di una carneficina, era un fatto di guerriglia bella e buona.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non semplici giovani volontari, imbelli ed innocenti, ma reparti di fanteria siciliana, conosciuti ed inquadrati in un vero esercito di resistenza. I camiciotti, cioè la fanteria leggera volontaria, nasce come corpo indipendente di rivolta a Napoli; durante il periodo in cui, i partenopei fedeli alla casa di Borbone, combattevano contro i ribelli Murattiani. Di loro viene ricordato una memoria, legata alla battaglia del Ponte della Maddalena. Erano gente di fatica e di galera, vestiti con lunghi camicioni che si scontrarono presso tale ponte, contro le truppe del generale francese Broussier il 23 gennaio 1799, respingendo in un primo momento l’esercito repubblicano. Dovendo soccombere però, contro una realtà militare molto organizzata e potente. Contemporaneamente, durante la rivolta dei moti 1847 – 48 i siciliani, alzarono i labari della ribellione, recuperando anche essi le insegne, dei reparti di fanteria di volontari, sotto l’appellativo dei Camiciotti con specifico riferimento, a fatti di guerriglia, accaduti mezzo secolo prima a Napoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguendo la cronaca, riportata in un diario di guerra, di un insospettabile patriota italiano, Luigi Anelli che sarà pubblicata in più volumi l’anno 1864 a Milano, presso la pagina 252 del II volume, intitolato: &lt;strong&gt;La Storia d’Italia dal 1814 al 1863&lt;/strong&gt;, descrive gli accadimenti, successivamente ricondotti dalla propaganda anti napoletana, associati ai camiciotti Messinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;…laonde nel mattino succedente, comparendo da ogni banda il nemico, corsero ad affrontarlo. Ma anche nei Napoletani era animo invitto ed il contrasto divenne terribile. Al convento della Maddalena per gli androni e le celle, monaci e cittadini mescolati nella zuffa pugnano e muoiono da prodi; un gruppo di combattenti serrati in mezzo ai nemici, anziché arrendersi, si travolge in un pozzo del convento.&lt;br /&gt;Cosi ché, un fatto di guerra fra truppe regie e truppe regolari dell’esercito siciliano, viene dipinto come oltraggio; un singolo episodio esercitato, dai soldati borbonici contro ignari giovani che anelavano alla Italia, in un periodo storico travagliato e glorioso.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in molti, abboccano all’inganno, messo su come opera di teatro drammatico, dalla censura e dalla propaganda anti napoletana.&lt;br /&gt;In realtà, i cosiddetti camiciotti siciliani, tutto erano che ignari ed ardimentosi giovanotti. Erano gente fuoriuscita dalle patrie galere pronti a tutto, che a costo della vita, ammazzavano per poco pur di evitare le carceri regie. Inquadrati in una sorta di guardia municipale, erano posti a disposizione del municipio. Così che, oltre all’esercito regolare di Sicilia, esisteva anche, una guardia di ardimentosi divisa in battaglioni denominati appunto, dei camiciotti: a Palermo ne esistevano 6 battaglioni, a Catania 4, a Messina 2 e un solo battaglione a Siracusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alessandro Fumia&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;fonte:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://zancleweb.wordpress.com/2011/01/25/i-camiciotti-di-messina/"&gt;http://zancleweb.wordpress.com/2011/01/25/i-camiciotti-di-messina/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-9174160605786422021?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/9174160605786422021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=9174160605786422021&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/9174160605786422021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/9174160605786422021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/sulla-storia-dei-camiciotti-di-messina.html' title='Sulla storia dei Camiciotti di Messina (1848)'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-vzMguNlTkr0/TYo26O-7zwI/AAAAAAAAA50/uoJtduKqTVQ/s72-c/pozzo-dei-camiciotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-8524847014380139211</id><published>2011-03-21T11:49:00.000-07:00</published><updated>2011-03-21T12:59:44.039-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='organigramma'/><title type='text'>Vincenzo Taranto nuovo segretario del CDS Sicilia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fSXmQJ_TXEo/TYetNpk7E4I/AAAAAAAAA5s/pHDLzFXasAg/s1600/taranto-fiore.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586624312787014530" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-fSXmQJ_TXEo/TYetNpk7E4I/AAAAAAAAA5s/pHDLzFXasAg/s400/taranto-fiore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(nella foto Vincenzo Taranto e Fiore Marro, presidente nazionale)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Novità in casa del Comitato Due Sicilie sez. Sicilia, &lt;strong&gt;Vincenzo Taranto&lt;/strong&gt; responsabile della delegazione di Naso(ME) è il neo segretario regionale. &lt;/div&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dopo quasi 3 anni di onorato servizio alla testa del Comitato Siciliano, &lt;strong&gt;Pino Marinelli&lt;/strong&gt; passa il testimone a Taranto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;I Comitati Due Sicilie ringraziano Marinelli per la grande passione, per l'impegno a favore della Sicilia e per il lustro che la sua attività ha dato ai CDS, allo stesso tempo diamo un grosso in bocca al lupo e facciamo nostri migliori auguri al nuovo segretario.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vice presidente nazionale e coordinatore per la Sicilia&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-8524847014380139211?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/8524847014380139211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=8524847014380139211&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8524847014380139211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8524847014380139211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/vincenzo-taranto-nuovo-segretario-del.html' title='Vincenzo Taranto nuovo segretario del CDS Sicilia'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fSXmQJ_TXEo/TYetNpk7E4I/AAAAAAAAA5s/pHDLzFXasAg/s72-c/taranto-fiore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7373800856017090200</id><published>2011-03-21T10:30:00.001-07:00</published><updated>2011-03-21T10:42:04.546-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Il Regno che non aveva bisogno di ferrovie fu il primo a costruirle</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_GxLhCineqc/TYeLXy2riDI/AAAAAAAAA5k/lQ13Y3lRu4E/s1600/treno.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 280px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586587103680759858" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-_GxLhCineqc/TYeLXy2riDI/AAAAAAAAA5k/lQ13Y3lRu4E/s400/treno.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anni di revisionismo incontrollato in cui non ci si è mai fermati a consolidare quanto si era scoperto, unito all'immancabile binomio Borbone=arretratezza, danno il pretesto a giornalisti (napoletani) come &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Angelo Lomonaco&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; del &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Corriere del Mezzogiorno&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, di scrivere articoli del tipo &lt;a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2011/21-marzo-2011/borbone-regno-ferrovie-falso-mito-dimostrano-dati-svimez-190270470409.shtml"&gt;&lt;em&gt;"Borbone, il regno delle ferrovie? Falso mito, lo dimostrano i dati Svimez"&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di proseguire oltre è necessario fare una doverosa premessa: a che servono le ferrovie e qual'era il loro scopo nel'800?&lt;br /&gt;La rete ferroviaria nacque per mettere in comunicazione città e villaggi dell'entroterra in un epoca in cui l'unico mezzo veloce per il trasporto di cose e persone era ancora la nave, ed il mare la strada più rapida.&lt;br /&gt;Ecco perchè le città più grandi e più sviluppate, da sempre sorgono in riva al mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti è leggendaria la ferrovia che, collegando il selvaggio West con la East Coast, consentì un collegamento molto più veloce tra l'Atlantico ed il Pacifico, rispetto alle tradizionali carovane o alla circumnavigazione del continente americano.&lt;br /&gt;E che dire della famosa Transiberiana, sulla quale il regime zarista puntò per collegare S.Pietroburgo con le coste del pacifico passando per lo sterminato territorio siberiano, che altrimenti era raggiungibile solo con lunghi e faticosi viaggi a cavallo o avventurosi viaggi di mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in Italia lo sviluppo ferroviario ottocentesco ebbe il suo maggiore successo soprattutto nelle regioni continentali della penisola, in particolar modo in Pianura Padana, dove la capitale del Piemonte, Milano e tutte le più importanti città del Lombardo-Veneto, non avendo sbocchi sul mare, trovarono nella rotaia il modo per aumentare la capacità e la velocità del trasporto delle merci e delle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ferrovia non ebbe la stessa fortuna nelle parte peninsulare d'Italia, ovvero il Regno delle Due Sicilie, bagnato da migliaia di km di coste.&lt;br /&gt;La vocazione marittima di quello stato infatti determinò lo sviluppo di una delle principali potenze navali del Mediterraneo, cosa che il Piemonte o il Lombardo Veneto con il porto di Venezia, Trieste e Genova non riuscirono mai ad ottenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il merito del Regno delle Due Sicilie non sta tanto nell'aver costruito la prima ferrovia in Italia (e terza in Europa), il più grande stabilimento ferroviario d'Italia (Pietrarsa) e di aver venduto più di una locomotiva al Piemonte; quanto nell'aver fatto tutto ciò in uno stato che aveva puntato tutto sul mare.&lt;br /&gt;Un paragone che possiamo fare oggi, ma a parti inverse: al Sud compriamo bottiglie di salsa Mutti e Star prodotte nelle fabbriche del Nord Italia, nessuno però dice che le coltivazioni di pomodoro in Padania sono pressochè inesistenti, perchè quello che conta è il successo industriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Ferdinando II aveva capito che le ferrovie erano un buon mezzo per collegare le città interne del Regno ed una linea che avesse collegato il tirreno con l'adriatico, avrebbe evitato ai viaggiatori la circumnavigazione dello stivale.&lt;br /&gt;Ma ahimè, i fatti del 1860 impedirono questa grande impresa.&lt;br /&gt;Le tratte ferroviare borboniche che furono messe in esercizio e quelle già progettate non prevedevano in nessun caso la concorrenza (peraltro inutile) al trasporto navale, esse infatti coprivano solo tragitti interni, lontano dalla costa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7373800856017090200?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7373800856017090200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7373800856017090200&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7373800856017090200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7373800856017090200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/il-regno-che-non-aveva-bisogno-di.html' title='Il Regno che non aveva bisogno di ferrovie fu il primo a costruirle'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-_GxLhCineqc/TYeLXy2riDI/AAAAAAAAA5k/lQ13Y3lRu4E/s72-c/treno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4705695241424041902</id><published>2011-03-17T05:33:00.000-07:00</published><updated>2011-03-18T05:42:45.955-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Unità d'Italia. Il parlamento istituì i lager per i soldati borbonici.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-achJxSMSWlE/TYIAiekrULI/AAAAAAAAA5c/M4htCaMLqRo/s1600/finanziamento%2Bconcentramento.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 341px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585027080215285938" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-achJxSMSWlE/TYIAiekrULI/AAAAAAAAA5c/M4htCaMLqRo/s400/finanziamento%2Bconcentramento.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il 17 marzo 1861&lt;/strong&gt; si sa, fu il giorno in cui il parlamento italiano deliberò per la prima volta a Torino, ragion per cui la stessa data è stata scelta per celebrare il 150° compleanno dell'Unità d'italia.&lt;br /&gt;Ci sarebbe molto da discutere sull'individuazione della data, visto che ancora mancavano all'appello il Trentino, il Veneto e Roma, ma Gaeta e Messina erano cadute ed il Regno delle Due Sicilie era stato già conquistato (eccetto il presidio di Civitella del Tronto), ragion per cui i lavori parlamentari potevano finalmente iniziare.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il giovane parlamento si dovette però ben presto misurare con le emergenze militari che ancora funestavano il meridione d'Italia tormentato dalla guerra civile.Bande di insorti comoposti da contadini armati ed ex-soldati borbonici guidavano la guerriglia contro l'esercito piemontese ed i suoi fiancheggiatori.&lt;br /&gt;C'era poi il problema di migliaia di soldati rimasti fedeli a Francesco II che di giurare fedeltà a Vittorio Emanuele non ne volevano sapere (uno Dio ed uno Re).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu allora che, anticipando di quasi un secolo i campi di concentramento nazisti, il parlamento torinese decise di istituire i primi lager della storia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fenestrelle&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;San Maurizio Canavese&lt;/strong&gt;, sono nomi ormai tristemente famosi per chi ha avuto modo di scoprire l'altra faccia del Risorgimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo documento inedito, che riporta la relazione del Senatore Menabrea presentata in Senato il 25 aprile 1862, rivela un Italia ancora in guerra con se stessa a più di un anno dal fatidico 17 marzo, un Italia in cui il Parlamento è costretto ad istituire dei campi di concentramento per internare "gli individui dell'ex-esercito borbonico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel &lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/images//siciliano-fenestrelle.jpg"&gt;secondo documento inedito&lt;/a&gt;, proveniente dagli archivi storici di Fenestrelle, l'atto di morte di "Montalto Michele" un soldato borbonico siciliano ("Castelvitrano, circondario di Trapani") di soli 25 anni, deceduto a Fenestrelle nel 1866. Dopo ancora 5 anni dunque, ex militari del Regno delle Due Sicilie continuavano a marcire e morire presso i lager sabaudi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4705695241424041902?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4705695241424041902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4705695241424041902&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4705695241424041902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4705695241424041902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/unita-ditalia-il-parlamento-istitui-i.html' title='Unità d&apos;Italia. Il parlamento istituì i lager per i soldati borbonici.'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-achJxSMSWlE/TYIAiekrULI/AAAAAAAAA5c/M4htCaMLqRo/s72-c/finanziamento%2Bconcentramento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-2080813326579342315</id><published>2011-03-16T02:42:00.000-07:00</published><updated>2011-03-16T03:02:08.105-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>VOLANTINAGGIO: NOI NON FESTEGGIAMO L'UNITA' D'ITALIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4VuzsNXzqSU/TYCKkIvdKiI/AAAAAAAAA5U/Is5lIQFg4qs/s1600/vol.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 208px; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584615891365866018" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-4VuzsNXzqSU/TYCKkIvdKiI/AAAAAAAAA5U/Is5lIQFg4qs/s400/vol.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cari amici e compatrioti&lt;br /&gt;in allegato un manifesto listato a lutto che riassume in maniera estremamente stringata e con pochi attuali argomenti i motivi per i quali nel Sud, che non ha nulla da festeggiare, la gente vedrà numerose bandiere borboniche abbrunate il 17 marzo.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;La forma, anch'essa scarna, è finalizzata alla rapida lettura e comprensione da parte di chi non ha avuto tempo, modo e curiosità di avvicinarsi ad argomenti che, invece, per molti appassionati della Storia del Sud sono arcinoti.&lt;br /&gt;Chi vuole può stamparlo liberamente eventualmente aggiungendo anche il logo della propria associazione meridionalista.&lt;br /&gt;Saluti&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Redazione di Rete Sud&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il volantino è scaricabile qui &lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/images//volantino-17%20marzo.jpg"&gt;http://comitatiduesicilie.org/images//volantino-17%20marzo.jpg&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-2080813326579342315?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/2080813326579342315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=2080813326579342315&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2080813326579342315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2080813326579342315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/volantinaggio-noi-non-festeggiamo.html' title='VOLANTINAGGIO: NOI NON FESTEGGIAMO L&apos;UNITA&apos; D&apos;ITALIA'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-4VuzsNXzqSU/TYCKkIvdKiI/AAAAAAAAA5U/Is5lIQFg4qs/s72-c/vol.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-6723745514737509856</id><published>2011-03-16T01:54:00.000-07:00</published><updated>2011-03-16T02:15:01.726-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>150°Unità d'Italia: Nino Bixio lo stritolatore</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vPpsAh9PO7Y/TYB7IqDa2II/AAAAAAAAA5M/wUptqEgjDJg/s1600/BIXIO%2B-%2BCristiano%2BDonato%2BVillani.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 300px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584598926597216386" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-vPpsAh9PO7Y/TYB7IqDa2II/AAAAAAAAA5M/wUptqEgjDJg/s400/BIXIO%2B-%2BCristiano%2BDonato%2BVillani.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In occasione dei festeggiamenti per l'Unità d'Italia, pubblichiamo questo simpatico proclama a firma Nino Bixio, gentilmente messo a disposizione dal Sig. Cristiano Donato Villani, nel quale il patriota in camicia rossa minaccia stermini contro chi ha ingenuamente creduto al vento di libertà che i garibaldini portavano da Torino.&lt;/em&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Proclama&lt;/strong&gt; - il Generale G. Nino bixio agli abitanti dei comuni di Francavilla, Castiglione, Linguaglossa, Randazzo, Maletto, Bronte, Cesarò, Centorbi(Centuripe) e Regalbuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La corte di Napoli ha educati una parte di voi al delitto ed oggi vi spinge a commetterlo.&lt;br /&gt;Una mano Satanica vi dirige all'assassinio, all'incendio, ed al furto, per poi mostrarvi all'Europa inorridita e dire -eccovi la Sicilia in libertà-.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volete voi essere segnati a dito, e dei vostri stessi nemici messi al bando della civiltà?Volete voi che il Dittatore sia costretto a prescriverci "stritolate quei malvagi"&lt;br /&gt;Con noi poche parole: o voi ritornate al pacifico lavoro dei vostri campi e vi tenete tranquilli, o noi in nome della giustizia e della Patria nostra vi distruggiamo come nemici dell'umanità: ci siamo intesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bronte 9 agosto 1860, il maggiore generale G.Nino Bixio&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-6723745514737509856?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/6723745514737509856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=6723745514737509856&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6723745514737509856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6723745514737509856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/150unita-ditalia-nino-bixio-lo.html' title='150°Unità d&apos;Italia: Nino Bixio lo stritolatore'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vPpsAh9PO7Y/TYB7IqDa2II/AAAAAAAAA5M/wUptqEgjDJg/s72-c/BIXIO%2B-%2BCristiano%2BDonato%2BVillani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-2091757766939229931</id><published>2011-03-16T01:17:00.000-07:00</published><updated>2011-03-16T01:24:19.039-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>150° In nome del Re d'Italia vi ammazziamo tutti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-LV51wwdjj2A/TYBzoh_J7jI/AAAAAAAAA5E/hgStaKe74zQ/s1600/garibaldini.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 352px; HEIGHT: 285px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584590678094638642" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-LV51wwdjj2A/TYBzoh_J7jI/AAAAAAAAA5E/hgStaKe74zQ/s400/garibaldini.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Estratti da documenti parlamentari d’Italia 1863&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Biancavilla, durante il governo del prodittatore Depretis; si segnala una piccola cronaca dei fatti, annotata in una lettera, letta nella Camera di Torino, negli atti della tornata di gennaio 1861, nella quale si raccontavano le imprese, di un certo Biondi patriota garibaldino che in pochi giorni, ebbe a commettere 27 omicidi, sopra i più agitati proprietari terrieri di quella cittadina, ancora fedeli al Re di Napoli, il rimanente dei quali, circa 50 persone, furono costretti ad indossare indumenti di villici per salvarsi la vita, dal furore di quella gente. A Trecastagni, a san Filippo D’Agira, a Castiglione e a Noto, ci sono state stragi di decine di siciliani fedeli alla casa di Borbone.&lt;br /&gt;Un certo La Porta e Santi Meli di Ventimiglia, erano al comando di brigate fiancheggianti le camice rosse, conosciuti da molti Siciliani come feroci assassini: i quali con molti seguaci, in nome del re d’Italia, portavano seco la morte a tanti civili.&lt;br /&gt;A Palermo si temette una reazione, durante il protettorato del Depretis, dove vi furono indirizzati alcuni battaglioni garibaldini in fretta e furia, provenienti dalle campagne vicino a Messina.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il 9 marzo del 1861, una banda di 80 assassini, mette la città di Santa Margherita a sangue e a fuoco, massacrando 34 persone. Mentre, nello stesso giorno ad Agrigento, una massa di popolani armati, inneggiando al Re D’Italia, assaltarono le prigioni del Castello, ivi strappandone 36 persone, rinchiusi in quella galera senza processo, in quanto fedeli al Re di Borbone; i quali trascinati nel Vescovado li massacrarono. Giorno 11 marzo, a Resuttana, presso la terra di Caltanissetta, fecero strage nel paese, lasciando sulle pubbliche vie 14 morti. Il 13 marzo un gruppo di banditi presso Palermo, nel nome del Regno d’Italia fa 30 vittime. Il 16 marzo del 1861, nell’agro di Palermo, in pieno giorno, una banda di ex galeotti liberati dai garibaldini, massacrarono 5 fratelli De Caro. Nella stessa sera presso Palermo, 16 fedeli del Re Borbonico, vennero assaliti da bande patriottiche e ferocemente scannati.&lt;br /&gt;In quei giorni nelle campagne di Brancaccio e Ciavelli, vicino Palermo, vi si uccidono in nome della Italia tutta, la Guardia Civica e il curato, incendiando la chiesa parrocchiale e le case dei villaggi vicini. Il 13 marzo 1861 a Mascalucia, si rinnovano gli eccidi di Bronte per la rivoluzione, rovesciando i muri, minacciando i contadini, si ammazzano gli oppositori. Il 14 marzo le stesse scene di massacro, saccheggio ed oltraggio, si rinnovano nel nome del Re D’Italia ad: Aci sant’Antonio, Paternò, e Riposto dove le famiglie nobili, e quelle che si ritenevano fedeli ai Regi, furono assassinate e mutilate.&lt;br /&gt;Innumerevoli sono le declamazioni fatte nel Parlamento di Torino dagli stessi deputati siciliani, nel corso delle sessioni del 1861, contro il governo invasore e non si può sottacere il contenuto adirato di molte petizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella tornata del 4 aprile del 1861 n° 53, così declamava il deputato siciliano Bruno:&lt;br /&gt;“il dissesto finanziario dei Piemontesi a danno della Sicilia, affossò le opere pubbliche costruite dai Borboni, trascurate dalla negligenza degli italiani di Torino; si lodano ancora fra i siciliani, le istituzioni della Compagnia delle Armi, creata dai Borboni, sotto il cui governo la Sicilia offrì lo spettacolo, nel quale non succedevano furti per le pubbliche vie, e la gente passeggiava per tutte le strade a tutte le ore, senza paura di essere aggredita e derubata come accade oggi.”&lt;br /&gt;Nella stessa tornata il Crispi segnalava:&lt;br /&gt;“in una provincia sono state saccheggiate le case rurali; incendiata una fattoria, e carcerati innocenti senza processo. Fra la notte del 9 e 10 marzo 1861, la Forza Pubblica circondava una casa e ne uccide il proprietario, senza nessun mandato, perché costui, fu sospettato di borbonismo. Un fatto simile avvenne a Bagheria, uno analogo a Palermo, e in altri luoghi siciliani.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre il Crispi, ricordava come nel lontano 28 novembre 1860, numerosi prigionieri fedeli ai Regi, furono incarcerati e portati nelle galere di Palermo, dove ancora per l’anno a seguire, marcivano in gattabuia senza processo. Nel corso di un anno, da che si è stabilito il governo di Re Vittorio Emanuele nel circondario di Palermo, sono state ammazzate 200 persone, il cui torto era quello, di essere fedeli ancora a Franceschiello di Borbone.&lt;br /&gt;Nella tornata parlamentare presso la Camera di Torino, del 11 gennaio 1862 il deputato Crispi denunciava:&lt;br /&gt;“il malcontento in Sicilia è gravissimo“. Il deputato Cordova, nella tornata del 15 gennaio 1862, come segnalano gli Atti Ufficiali n° 241, pag. 918 affermava:&lt;br /&gt;“negli uffici doganali di Sicilia, furono nominate persone idiote ed analfabete. In Palermo i doganieri rubano ed in Messina gli impiegati sono uccisi, mentre a Siracusa gli impiegati ospedalieri sono il quadruplo dei malati. Aggiungendo ancora; a Marsala come in tutti i paesi dell’Italia meridionale, vi sono molti renitenti alla leva che si sono dati alla campagna. Il governo, spedisce reparti dell’esercito che accerchiando il paese con 2000 soldati, comandati da un Maggiore, intima al municipio di consegnare entro 10 ore gli sbandati. Il Sindaco si oppose, e furono arrestati proditoriamente 3000 campagnoli, i quali vennero gettati a forza, entro una vecchia miniera non areata, al buio e senza viveri. Malgrado l’invito al Prefetto della Provincia di intervenire immediatamente per salvare quelle vite, e di far cessare quelle violenze, il Maggiore aumentò di altre migliaia gli arrestati: agendo violentemente con minacce, persecuzioni e torture, nel nome del Regno di Italia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro deputato siciliano D’Ondes Reggio, nella tornata del 5 dicembre del 1863, degli Atti Ufficiali n° 285, pagina 1089, descriveva le atrocità governative, commesse nel nome del Regno D’Italia sulle sventurate popolazioni della Sicilia descrivendo:&lt;br /&gt;sottolineo uno stato di fatto, e devo esporre a voi, onorevoli signori, accadimenti miserevoli e rei, sui quali il Ministero non accetta l’inchiesta. I Siciliani non hanno mai avuto leva militare e ripugnano essere arruolati. Il Governo ha fatto per la Sicilia una legge eccezionale non scritta, eseguita con ferocia.&lt;br /&gt;Dà lettura quindi, di un documento ufficiale, nel quale risulta esservi dato l’ordine, nella sera del 15 agosto 1863 dal Maggiore Frigerio, Comandante piemontese del comune di Licata, di doversi presentare in poche ore i renitenti di leva, in pena di privare dell’acqua tutta la popolazione a una città di 22000 abitanti. Ebbe istituito un coprifuoco senza averne apparente autorità, vietando ai cittadini di uscire di casa per far rifornimento di viveri, pena l’immediata fucilazione e di altre più severi misure. Fu un eccidio spaventevole, quando dopo giorni la gente chiedeva pane, e caddero a migliaia. Furono ritenuti i parenti contumaci della leva, sottoposti a tortura, fino a spruzzare il sangue dalle carni, uccidendo i bambini e i ragazzi a frustate e a baionettate infilzati. Furono violentate le donne e scannate donne gravide fucilandone i congiunti e tutti quelli che osavano protestare. Questa incredibile condotta militare, fu immediatamente imitata da altri battaglioni piemontesi ed applicata a: Trapani, Agrigento, Sciacca, Favara, Bagheria, Calatafimi, Marsala saccheggiando i raccolti, e bruciando gli impianti anche nei piccoli comuni limitrofi ai grossi centri poco fa citati.&lt;br /&gt;Dà lettura in aula di un altro documento, di altro comandante piemontese, il quale emette ai suoi sottoposti un bando: arrestate tutti coloro dal cui volto, si sospetti di essere coscritti di leva, ed arrestate i loro genitori e i loro maestri d’arte, dove sono impiegati i sospettati e i loro contumaci.. Questo avvenne a Palermo, dove furono seviziati migliaia di malcapitati, su una città di 230000 abitanti, mentre il Governo nulla sa, nulla può? Altri abomini furono compiuti a Petralia Sottana, bruciando vive intere famiglie nelle loro case..&lt;br /&gt;Nella tornata del 7 dicembre del 1863, il deputato Mordini osservava:&lt;br /&gt;“gli atti del governo Sardo nella Sicilia, hanno l’impronta della barbarie, è lo stato desolante di tutta una isola resta tale, che i ministri hanno consigliato il Re di non visitarla. Mentre il deputato Miceli aggiunge: i fatti atroci, le violenze, gli arbitri, i massacri indiscriminati, sono l’abitudine sistema dell’attuale governo in Sicilia e anche nel continente“.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella tornata del 9 dicembre del 1863 il deputato Cordova, segnalava un fatto clamoroso:&lt;br /&gt;“due ragguardevoli personalità siciliane venute da Torino per informare i ministri sui bisogni del paese, furono accolti con molta freddezza, dove enunciarono nell’aula, queste parole solenni“.&lt;br /&gt;Una simile freddezza non fu mai trovata si dica ad onor del vero, nelle amministrazioni napoletane dei Borboni.&lt;br /&gt;A tale accoglienza, quei due personaggi, partitisi da quei luoghi dicevano: dunque è necessaria un’altra rivoluzione! In questa discussione alla Camera di Torino, succedono scandali, minacce e proteste fra i deputati, così che il Presidente è costretto di coprirsi per due volte il capo, sciogliendo l’adunanza.&lt;br /&gt;Nella tornata successiva del 10 dicembre del 1863 il deputato Crispi, enumerando le esorbitanze stesse dice: l’unico vantaggio, ottenuto dal governo di Torino in Sicilia, è quello di avere riempito le carceri di disgraziati. In quel frangete, il deputato Bixio, rispondendo alla platea contrastante, alludendo agli eccessi, della ribellione siciliana del 1860 affermava fra lo sgomento generale: aver veduto i cadaveri arrostiti e mangiati, e i cuori strappati dal petto dei vivi, confessa apertamente, la Sicilia sarebbe rimasta pacifica sotto i Borboni, se la rivoluzione non fosse stata ivi portata, dalle altre province d’Italia, ossia dal Piemonte.&lt;br /&gt;In quei giorni di rivelazioni orrende, la stampa indipendente deplorava quelle discussioni e le considerava, come una vera sventura nazionale; un grave pericolo per l’unità italiana. Un giornale più di tutti, “Il diritto di Torino” concludeva un articolo scrivendo: aveva forse ragione Re Francesco II se definisce i Piemontesi come tiranni ed usurpatori del suo reame!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vari deputati delle province meridionali, rinunciano a far parte della Camera di Torino.&lt;br /&gt;Questa è una piccolissima sintesi, di un faldone di carte che il Governo italiano, chiese ufficiosamente a quello americano di distruggere, ma grazie a Dio, ciò non avvenne ed oggi, recuperandolo, lo si può far conoscere a tutti coloro che lo vorranno. Io ho esemplificato al massimo, i contenuti degli atti, dove leggevo eccidi e malefatte senza pari, dove le madri venivano scannate davanti ai figli e i padri fucilati seduta stante. Dove come dice un’altra fonte, un certo signore entrando nel comune di Torre Faro, di nome Giuseppe Garibaldi, ordinava a cuor leggero e senza processo, di fucilare gente disarmata perché non abbracciava la causa italiana.&lt;br /&gt;fonte: Felix Dupanloup.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Fumia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;fonte: &lt;a href="http://zancleweb.wordpress.com/2011/03/13/una-memoria-perduta-nella-vita-del-paese/"&gt;http://zancleweb.wordpress.com/2011/03/13/una-memoria-perduta-nella-vita-del-paese/&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-2091757766939229931?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/2091757766939229931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=2091757766939229931&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2091757766939229931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2091757766939229931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/150-in-nome-del-re-ditalia-vi.html' title='150° In nome del Re d&apos;Italia vi ammazziamo tutti'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-LV51wwdjj2A/TYBzoh_J7jI/AAAAAAAAA5E/hgStaKe74zQ/s72-c/garibaldini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4286903172648652117</id><published>2011-03-15T06:04:00.001-07:00</published><updated>2011-03-15T06:06:08.031-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Messina 2011 (FOTO)</title><content type='html'>&lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/images/rsgallery/display/lapide2.jpg.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 345px; HEIGHT: 538px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://comitatiduesicilie.org/images/rsgallery/display/lapide2.jpg.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'interno le foto della manifestazione.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_rsgallery2&amp;amp;Itemid=64&amp;amp;catid=66"&gt;http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_rsgallery2&amp;amp;Itemid=64&amp;amp;catid=66&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4286903172648652117?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4286903172648652117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4286903172648652117&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4286903172648652117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4286903172648652117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/messina-2011-foto.html' title='Messina 2011 (FOTO)'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1165863912159012146</id><published>2011-03-15T03:37:00.000-07:00</published><updated>2011-03-15T04:19:30.864-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><title type='text'>Raffaele Lombardo alla Real cittadella di Messina</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fT9tIH7NN6w/TX9ClA22JDI/AAAAAAAAA4Q/FdIeUIVKwPI/s1600/gazzetta%2Bdel%2Bsud-14%2Bmarzo%2B2011.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 304px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584255266615338034" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-fT9tIH7NN6w/TX9ClA22JDI/AAAAAAAAA4Q/FdIeUIVKwPI/s400/gazzetta%2Bdel%2Bsud-14%2Bmarzo%2B2011.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Scoperta ieri la targa in onore dei soldati borbonici che difesero la Real Cittadella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bandiera della Real Cittadella sventola alla Real Cittadella ed il sopralluogo del Governatore nelle aree della Marina Militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consegnata al Presidente della Regione, la medaglia commemorativa della resistenza borbonica alla Real Cittadella&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Da una giornata orrenda può nascere una bella stagione?Lo scopriremo nei prossimi mesi. Soltanto fra qualche tempo, infatti, potremo sapere se la mattinata messinese di Raffaele lombardo nella Zona Falcata è servita a qualcosa o se gli impegni assunti ieri, durante il "tour" tra la Real Cittadella e il Forte San Salvatore, sono destinati a essere parole trascinate via dallo scirocco.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;E' stato proprio il vento il dominatore della giornata.Ci voleva davvero un bel coraggio per addentrarsi, alle 9 di domenica, in quella landa desolata che oggi purtroppo, è la falce di Messina.&lt;br /&gt;Il mare impetuoso a lambire i resti della fortezza secentesca (nel giorno del 150° anniversario della resa dei soldati borbonici, che resistettero per nove mesi all'assedio e capitolarono solo il 13 marzo 1861), le folate di vento a scompigliare i capelli e le pettinature e a far volare i capelli del "codazzo" di politici, amministratori, consiglieri e "amici dell'Autonomia" convenuti a seguito del governatore siciliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un vento sempre più fastidioso, che ha scoraggiato Lombardo dall'ampliare il raggio della sua visita, che avrebbe dovuto toccare, oltre alla Real Cittadella, anche l'inceneritore di San Raineri e il litorale di Maregrosso.&lt;br /&gt;Ma il presidente della Regione, alla fine, ha ritenuto più ragionevole fermarsi all'interno del Forte San Salvatore, dialogando con il Sindaco Buzzanca, con il soprintendende ai Beni culturali Salvatore Scuto, con il commissario dell'Ente Porto Rosario Madaudo e il commissario dell'Ente Fiera Fabio D'Amore, con il presidente del consiglio comunale Pippo Previti, con i deputati presenti (la sua "guardia del corpo" Peppe Picciolo, Filippo Panarello, l'ex parlamentare dell'Ars Fortunato Romano), con l'assessore regionale, il messinese Mario Centorrino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, un caffè all'Ammiragliato, nella sede della Marina Militare, e di corsa verso gli altri appuntamenti della giornata, a Rodi Milici e Spadafora.&lt;br /&gt;Ma proprio per evitare che quella di ieri sia stata solo una "sciroccata", Lombardo ha inteso dare subito un taglio operativo:&lt;br /&gt;"Oggi ho potuto toccare con mano l'importanza di quest'area, che ha una storia gloriosa che deve essere valorizzata e che può rappresentare un volano di sviluppo per l'intera città. E' per questo che bisogna sedersi tutti attorno a un tavolo e lo faremo prestissimo, non fra un mese o un anno".&lt;br /&gt;Il tempo di consultare l'agenda, poi l'annuncio: "Venerdì prossimo alle 1 ci vedremo a Palermo", un invito rivolto ovviamente al Comune e alla Provincia, ma anche all'Autorità Portuale, all'Ente porto, alla Soprintendenza, alle FS e alla stessa Marina Militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo di Lombardo è creare subito la famosa "cabina di regia" che era alla base di quell'accordo quadro di programma sulla Zona Falcata approvato nel 2007 e rimasto nei cassetti. "Agiremo in unità d'intenti, supereremo i conflitti di competenze, troveremo soluzioni che tengano conto dell'interesse dei messinesi e dei siciliani, cercheremo di coinvolgere il governo nazionale ma in ogni caso faremo tutto ciò che è nei nostri poteri, perchè non vogliamo più che il palleggio delle responsabilità diventi un alibi per lasciare le cose come stanno, mantenendo questa porzione di territorio nell'abbandono e nel degrado".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole di buon senso a cui seguono quelle del sindaco Buzzanca:"non ho mai anteposto i fatti politici a quelli istituzionali.&lt;br /&gt;Le divergenze di vedute con Lombardo non significano che io e lui siamo in guerra permanente e che alla fine debba rimetterci la nostra città.&lt;br /&gt;Mi fa piacere che il presidente della Regione abbia compreso l'importanza che la Zona Falcata assume per i progetti di rilancio di Messina e sono stato io a chiedergli di attivare un tavolo per sciogliere una volta per tutte i nodi che rimangono irrisolti, primo fra tutti quello della presenza dell'Ente Porto e della "schizofrenia" che sembra esserci tra i vari Dipartimenti della Regione che, da un lato, vincola per fini culturali le aree della Real Cittadella e, dall'altro, prevede insediamenti industriali nell'ambito del Punto Franco".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarà mai l'armonia ritrovata( che, in fondo, tra i due non c'è mai stata), ma Lombardo e Buzzancam quanto meno, hanno riaperto le porte al dialogo.&lt;br /&gt;In realtà, c'è chi resta alquanto scettico sulle reali possibilità che le dichiarazioni d'intenti si trasformino in atti concreti: "Li aspettiamo - commenta il segretario generale della Cisl Tonino Genovese - e apprezziamo la visita di Lombardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi semvra di aaver percepito negli occhi degli attori presenti la volontà d'invertire la rotta.Speriamo di sbagliarci.E' bene che ognuno faccia la sua parte e che nessuno si lamenti più del buio, ma accenda la candela che ci guidi verso un futuro migliore.&lt;br /&gt;Ma a quanto pare - aggiunge - neanche il vento riesce a spazzare via un Ente Porto inutile e dannoso.Ci portano via tutto in questa città ma ci lasciano proprio l'Ente Porto, paradossi di una politica arrogante"&lt;br /&gt;La posta in palio riguarda non solo la Zona falcata.In ballo c'è anche il futuro della Fiera e ieri il sindaco e il commissario Fabio d'Amore hanno convenuto sulla necessità di fissare un incontro in settimana per discutere delle sorti della Campionaria e del quartiere fieristico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucio d'Amico&lt;br /&gt;Gazzetta del Sud&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1165863912159012146?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1165863912159012146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1165863912159012146&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1165863912159012146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1165863912159012146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/raffaele-lombardo-alla-real-cittadella.html' title='Raffaele Lombardo alla Real cittadella di Messina'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-fT9tIH7NN6w/TX9ClA22JDI/AAAAAAAAA4Q/FdIeUIVKwPI/s72-c/gazzetta%2Bdel%2Bsud-14%2Bmarzo%2B2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-2625380490095762456</id><published>2011-03-15T01:46:00.000-07:00</published><updated>2011-03-15T01:52:56.047-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Real Cittadella: breve relazione sui fatti bellici del febbraio – marzo 1861</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PeYFdEcgAtA/TX8n2Wm4x5I/AAAAAAAAA4I/h7czRj9zO0U/s1600/cittadella-2011.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 368px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584225877697808274" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-PeYFdEcgAtA/TX8n2Wm4x5I/AAAAAAAAA4I/h7czRj9zO0U/s400/cittadella-2011.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguito dei fatti del luglio 1860, Messina era ormai da mesi in mano agli eserciti garibaldino e piemontese, solo le fortificazioni del porto falcato erano presidiate dall’esercito borbonico (4500 uomini) presso i presidi di: don Blasco, lunetta Carolina, Cittadella, batteria della Lanterna e SS. Salvatore (tutte opere ancora ben visibili), il cui punto di forza era la Cittadella comandata dal brig. De Martino, mentre il castello del SS. Salvatore era al comando del Brig. Anguissola (fratello del comandante della pirofregata Veloce, il quale nel luglio 1860 tradì consegnando la nave al nemico che la ribattezzò Tuckery) e le sue artiglierie dirette dal ten. col. Recco. Le uniche Piazze del regno duosiciliano che ancora resistevano erano quelle di Messina e Civitella, mentre Gaeta era caduta a metà febbraio.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il giorno 25 febbraio 1861 l’esercito piemontese giunse a Messina (in cui dal settembre 1860 vi era la brigata Pistoia del magg. gen. Chiabrera, il quale aveva già intimato invano la resa della Cittadella) inizialmente col solo quartier generale, cominciando la ricognizione del territorio e lo studio delle difese nemiche. Ne risultò che le fortificazioni borboniche erano ben strutturate e quindi un attacco regolare per via di terra avrebbe creato gravi problemi, tuttavia dato che le batterie borboniche erano tutte in barbetta, senza alcuna protezione e dominate dalle alture circostanti, si optò per un attacco con le artiglierie, la cui efficacia avrebbe avuto ragione sul nemico. Presa tale decisione, il 26 febbraio mediante tre navi provenenti da Gaeta, fu sbarcato a sud della città presso Contesse un corpo di spedizione composto da: 4 battaglioni di fanteria, 3 di bersaglieri, 7 compagnie di artiglieria e 6 compagnie di genieri, che iniziarono i lavori di trinceramento e di sistemazione delle batterie e del materiale occorrente, insieme a tutte le strutture utili (strade, terrapieni, polveriere, depositi) nonché l’organizzazione del piano di fuoco. Ciò provocò la reazione del maresc. Fergola il quale lamentava il mancato rispetto di uno degli articoli della convenzione stipulata dal suo predecessore Clary e il gen. Medici nel luglio 1860. Seguì uno scambio di lettere tra il Cialdini e il Fergola, i quali fermi sulle rispettive posizioni non raggiunsero un accordo, provocando di fatto l’abrogazione della suddetta convenzione e la dichiarazione dello stato di guerra, con l’inizio delle ostilità il primo marzo. Nel frattempo i piemontesi sistemarono le loro artiglierie a varie altitudini sul versante sud-sud ovest della città posizionando 59 vari pezzi (il gen. Menabrea riferisce 55) di artiglieria suddivisi in 6 batterie al comando di due maggiori. Il comando generale spettava al generale di armata Cialdini (IV C.A.), quello delle artiglierie fu affidato al luogoten. gen. Valfrè, quello del Genio al luogoten. col. Belli, quello del parco di assedio al magg. Mattei, mentre al magg. gen. Avenati spettava il comando della fanteria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello specifico il parco di assedio era composto da: 23 cannoni in ferro da 40 libbre rigati e 6 lisci, 10 cannoni da 16 in bronzo da campagna rigati e 6 da muro rigati, 12 mortai da 27 cm in ferro e 4 da 15 cm in bronzo, ciascun pezzo disponeva di 500 colpi.&lt;br /&gt;Nel frattempo i borbonici si organizzavano per la difesa, diretta dal giovane ten. colonnello Patrizio Guillamat, pluridecorato, veterano e studioso nel campo delle fortificazioni e artiglierie, giunto sul posto nel mese di febbraio con l’incarico di direttore delle artiglierie e capo di SM della Cittadella (che aveva i depositi pieni di polveri e munizioni e accoglieva i familiari dei militi).&lt;br /&gt;Egli dal giorno 4 marzo si occupò della sistemazione e dell’organizzazione delle batterie della Piazza, ma la mancanza di pezzi rigati (presenti a Gaeta) evidenziava l’impossibilità di una difesa adeguata contro le artiglierie piemontesi, invece in buona parte rigate (mod. Cavalli con canne a due righe e proietti cilindrico ogivali), il cui debutto su larga scala era avvenuto durante l’assedio di Gaeta.&lt;br /&gt;Per cercare di risolvere il problema il Guillamat armò presso le opere di Santo Stefano (fronte sud della Cittadella) tre batterie per un totale di 42 pezzi lisci di cui: 16 cannoni-obici da 80 libbre (Paixhans), 13 da 36 libbre e 13 da 24. Non avendo tali artiglierie la capacità di raggiungere le principali batterie piemontesi, poste fuori tiro utile, in buona parte sulle colline a quote più elevate rispetto agli spalti della Cittadella, il Guillamat allo scopo di allungare il tiro, decise la sistemazione fissa dei pezzi, ovvero senza affusti, infossati e bloccati al suolo con massima elevazione di 42 gradi. Con tali modifiche erano tuttavia necessarie granate dotate di spolette programmate a circa 45 secondi, che però mancavano, ma l’ufficiale fece adattare le spolette di altre bombe programmate per 32 secondi e allungò il tempo di attivazione a 45 secondi intingendole in casse d’armi piene di terra fresca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa idea consenti di estendere l’attivazione delle spolette al momento necessario, massimizzando gli effetti dei tiri sulle posizioni nemiche. Infatti già il 5 marzo le tre batterie borboniche modificate, cominciarono contemporaneamente a far fuoco contro gli appostamenti nemici e le navi in zona Contesse, colpendo giorno 11 un vapore piemontese. Il fuoco continuò nei giorni successivi e l’8 marzo, dopo un ultima vana lettera del Fergola al Cialdini che intimava la sospensione dei lavori, tutte le batterie borboniche della zona falcata accompagnate dal suono dell’inno nazionale aprirono il fuoco, tuttavia sospeso in alcuni presidi per via dell’eccessiva distanza degli obiettivi e per evitare che le granate cadessero sulla città. Tra il 10 e 12 marzo tre batterie piemontesi furono danneggiate (ma i lavori di sistemazione non si fermarono) con morti e feriti, tantochè venne mandato un ufficiale piemontese a complimentarsi per l’efficacia del tiro giudicato ammirevole, nel frattempo fu stabilito il fuoco continuativo diurno e notturno (4 colpi ogni 15 minuti), anche sui veicoli che trasportavano i materiali utili alle batterie nemiche e la sede del comando, nonostante la stanchezza dei serventi e i vari pezzi che cominciavano a difettare e rompersi per via dell’usura o l’atipica sistemazione senza affusti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mezzogiorno del giorno 12 marzo, sfruttando un periodo di relativa pausa nemica, i piemontesi che sino a quel momento non avevano reagito, tolsero i mascheramenti e iniziarono un preciso fuoco di neutralizzazione e interdizione con le batterie superiori, alle quali si aggiunsero quelle a quote più basse (costruite molto vicine alla posizioni nemiche e coperte alla vista dalla vecchia cinta daziaria, tanto che una batteria si era dotata di osservatorio). Nel contempo la squadra navale sarda tirava sulla Cittadella nonostante le condizioni meteo marine sfavorevoli.&lt;br /&gt;Le batterie piemontesi fecero piombare sulle posizioni borboniche ben 4239 granate (da un rapido calcolo risulta che le granate nemiche giungevano ogni 5 sec), riducendone al silenzio le relative artiglierie. Il tiro diretto, incrociato e d’infilata piemontese durò ininterrottamente per 5 ore fu molto proficuo per via della posizione e quota delle batterie e della ridotta distanza degli obiettivi (minima di 400 metri e massima di 2000 metri circa) in relazione alla potenza e precisione delle artiglierie, che permetteva anche il fuoco al rovescio, ovvero sulle parti retrostanti gli obiettivi nemici. Le granate piemontesi inizialmente si concentrarono sull’opera meridionale più avanzata rispetto alla Cittadella ovvero il bastione Don Blasco dotato di 13 cannoni (già luogo di combattimenti a seguito di una sortita borbonica), seriamente danneggiato, quindi abbandonato sotto i colpi nemici e fatto saltare in aria a cannonate dagli stessi borbonici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’incendio che ne conseguì anche per via del bombardamento nemico che nel frattempo si era spostato sugli altri punti della Cittadella, si estese a causa del vento ai padiglioni limitrofi ad una delle polveriere, piena zeppa del munizionamento portato da tutti gli ex presidi siciliani. Il fuoco fece saltare in aria alcuni depositi munizioni minacciando praticamente tutta la fortificazione con grave rischio di esplosione, distruzione totale e sicura morte per gli occupanti, compresi i mille civili presenti. Nell’impossibilità di domare le fiamme sotto l’incessante tiro delle batterie piemontesi, alle ore 17 il maresc. Fergola chiese una tregua di 24 ore, accettata in parte. Dunque lo SM borbonico vista la grave situazione e l’impossibilità di resistere oltre, decise la resa a discrezione per il giorno 13 stabilita dal Cialdini e da comunicargli inderogabilmente entro le 21 dello stesso giorno, onde evitare la ripresa del tiro delle batterie piemontesi. Fu così diramato l’ultimo comunicato ufficiale borbonico e concesse le decorazioni al valor militare. Il giorno 13 marzo del 1861, spenti quasi tutti gli incendi, i soldati borbonici che lamentarono 47 morti, si arresero ufficialmente secondo le condizioni dettate dal gen. Cialdini, il quale non concesse l’onore delle armi, anzi fece arrestare e mettere sotto processo tutti gli ufficiali di SM, poi scagionati e rilasciati.&lt;br /&gt;I tecnici dell’esercito piemontese crearono per i vari assedi delle Piazze nemiche, un’apposita commissione di studio circa gli effetti dei cannoni rigati e relativi proietti cilindrico ogivali sugli obiettivi nemici.&lt;br /&gt;La Piazza di Messina fu dunque l’ultimo presidio di Sicilia e il penultimo del regno duosiciliano. Dopo la fine delle ostilità, nella Piazza fu conteggiato un totale di 455 artiglierie varie di cui 155 di bronzo e 300 di ferro, insieme a 267.000 chili di polvere sciolta e migliaia di pezzi tra affusti, attrezzi, fucili, sciabole, cartucce, munizioni e quant’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello stesso anno, dopo la proclamazione ufficiale del regno d’Italia, i parlamentari La Farina e Plutino chiesero la demolizione della Cittadella, protagonista di ben 4 assedi in un secolo e mezzo.&lt;br /&gt;Stolta richiesta fortunatamente mai posta in essere, anche se, dismessa la funzione militare dopo la fine del secondo conflitto mondiale, l’opera così come l’area circostante, fu via via devastata dal degrado e da miopi scelte politiche ed economico industriali, rilevatesi nel tempo a dir poco errate e fallimentari, i cui vergognosi risultati gravano sule spalle delle nuove generazioni.&lt;br /&gt;A ciò si aggiunga la ancora diffusa mentalità “lafariniana”, mista ad una disarmante ignoranza storica, che insieme al persistente degrado e abbandono, contribuiscono tutt’oggi a privare ulteriormente i cittadini messinesi di tale meravigliosa porzione della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Armando Donato Mozer&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vicepresidente regionale e responsabile sez. Messina&lt;br /&gt;Comitati Due Sicilie&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-2625380490095762456?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/2625380490095762456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=2625380490095762456&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2625380490095762456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2625380490095762456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/real-cittadella-breve-relazione-sui.html' title='Real Cittadella: breve relazione sui fatti bellici del febbraio – marzo 1861'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-PeYFdEcgAtA/TX8n2Wm4x5I/AAAAAAAAA4I/h7czRj9zO0U/s72-c/cittadella-2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3617531957785435752</id><published>2011-03-15T01:37:00.000-07:00</published><updated>2011-03-15T01:42:37.737-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Messina 150</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-eAuwoiE5ThY/TX8lkkf3TWI/AAAAAAAAA4A/lRvkF2gKPqw/s1600/mozer-cittadella-2011.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584223373165546850" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-eAuwoiE5ThY/TX8lkkf3TWI/AAAAAAAAA4A/lRvkF2gKPqw/s400/mozer-cittadella-2011.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'intervento del delegato CDS Messina Armando Donato Mozer alla conferenza &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messina rappresenta, o dovrebbe rappresentare, nell’immaginario collettivo di ogni buon meridionale (intendendo per meridionali tutte le popolazioni dal Tronto a Lampedusa) uno dei momenti di maggior fierezza del nostro passato assieme, per volerci solo limitare al biennio 1860 – 1861, a Gaeta e Civitella. Tre momenti indimenticabili per quanti sono consapevoli della grandezza passata e dei torti subiti dai nostri padri che in quelle tre fortezze offrirono alla Patria la propria vita. Ovviamente si trattava della vera Patria (la terra dei propri padri) e non della nazione modernamente (o giacobinamente) intesa e incarnata da quel violento tentativo di unificazione che, dopo 150 anni, deve essere commemorato per decreto legge (sic!). Cosa dire di quegli uomini che offrirono la loro vita in nome di un mondo che, sconfitto già in Francia nel 1789, e nel 1830, e in Spagna nel 1835, stava cedendo il passo al nuovo ordine liberal – rivoluzionario anche nella penisola italiana.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morti contro il risorgimento, questo andrebbe detto ai tanti soloni che oggi amano dire che festeggiare è obbligatorio per i tanti che sono morti per fare l’unità! Non ci piace il conteggio dei morti ma troppi sono morti per essersi opposti all’espansione piemontese, prima, durante e dopo quel maledetto 1861. Tra questi i soldati della fedelissima Real Cittadella di Messina occupano un ruolo di primo piano. Oltre cinquemila quelli che non si arresero e, a nome di tutti i siciliani rimasti fedeli alla monarchia borbonica (dopo i martiri di Bixio a Bronte anche gli inermi rivoltosi di Palermo del 1866 che la storiografia ignora) scelsero di resistere assediati da terra e da mare nella fortezza. Spinti alla resistenza dalle notizie che giungevano dal resto del regno, dove già soffiava il vento della rivolta popolare mentre Gaeta e Civitella resistevano e i due giovani Sovrani Francesco II e Maria Sofia sfidavano le bombe piemontesi, furono guidati da un valoroso ufficiale, il Generale di Brigata Gennaro Fergola intenzionato a rispettare fino alla morte il giuramento di fedeltà al sovrano. La fortezza di Messina resisté indomita e indomabile per sette mesi e mezzo. Questa straordinaria storia di vero patriottismo ed eroica abnegazione al proprio dovere ebbe inizio quando, il 27 luglio 1860 il pirata Garibaldi entrò a Messina con i suoi 2400 compagni di ventura. Francesco II, al di là di quello che disegnarono le critiche dei risorgimentalisti, ci aveva visto giusto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi avrebbero seguito il nizzardo che ancora non avrebbe potuto approfittare del sostegno diretto delle brigate di bersaglieri e militari piemontesi (cosa che invece avverrà dopo la rotta borbonica in Calabria) e l’ordine del Re fu quello di concentrare tutte le truppe disponibili attorno a Messina da dove sarebbe ripartita la riconquista dell’isola. Purtroppo non tutti gli ufficiali erano come Fergola e il piano non aveva previsto il tradimento. Il ministro della guerra Giuseppe Salvatore Pianell, ordinò a tutti i 15.000 uomini concentrati nella città di abbandonare l’isola per difendere il continente e, nonostante le proteste di molti ufficiali, non ci fu nulla da fare. Il comandante in campo delle truppe, generale Clary, fu costretto a ordinare la partenza ma diede disposizione a Fergola di resistere con 4000 uomini nella fortezza. A quelle truppe si aggiunsero poi gruppi di soldati che rifiutarono l’imbarco, guardie cittadine in fuga dalla città e numerosi volontari che portarono il numero degli effettivi agli ordini di Fergola a oltre 5000 borbonici. Abbastanza per tenere impegnati i garibaldini e per reagire all’occupazione, inefficaci per potersi muovere in mancanza di rinforzi. Garibaldi si imbarcò per la Calabria lasciando i suoi uomini ad assediare la fortezza poco meno di un mese dopo il suo ingresso in città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino al mese di dicembre l’assedio fu, relativamente, “tranquillo” ma agli inizi di dicembre giunsero in Sicilia i primi reparti di piemontesi e parte della nuova flotta italiana (costituita in gran parte dalle navi borboniche che erano stati consegnati da ufficiali felloni e traditori all’ammiraglio piemontese Carlo Pellion di Persano, ovviamente dietro pagamento di grosse somme di denaro) e la musica cambiò. Anche dal mare cominciarono ad arrivare i colpi di cannone e l’assedio si fece maggiormente pericoloso. Alle palle di cannone si aggiunse la fame e Fergola chiese al Re il permesso di far uscire dalla fortezza i civili e i feriti per alleggerire il carico dei resistenti. La struttura della fortezza, a cinque punte fortificate, contribuì alla resistenza prolungata visto che ogni angolo e ogni lato del pentagono difensivo poté essere difeso con i cannoni napoletani. Ogni giorno il valore degli assediati fu dimostrato sul campo. Mai la resa divenne una opzione, nemmeno quando da Gaeta giunse la notizia della capitolazione della fortezza e della partenza del Re, che aveva abbandonato la città per risparmiare ulteriori lutti alla popolazione civile e all’armata decimata dalle bombe e dalla malattia. Il 12 febbraio 1861 Francesco II e Maria Sofia lasciarono per sempre il proprio regno in direzione di Terracina, a pochi chilometri dal confine, dove avrebbero poi raggiunto Roma per il decennale esilio romano. La capitolazione di Gaeta era attesa da ore anche in Sicilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Tenente Colonnello Guillamat aveva infatti lasciato la città dopo che Francesco II aveva comunicato la sua decisione e, con una piccola nave riuscì a raggiungere Messina per continuare la guerra. Fergola tenne un consiglio di guerra. Caduta Gaeta valeva la pena resistere? Per il soldato napoletano l’onore è tutto e nessuno volle abbandonare il campo. La sfida più grande cominciò nella seconda metà di febbraio quando giunse a dirigere l’assedio il generale Enrico Cialdini, il boia di Gaeta, il futuro macellaio di Pontelandolfo e Casalduni, l’uomo che oggi riesce a far apparire Gheddafi un "boy scout" alle prime armi. La galanteria militare non sapeva neanche cosa fosse, Cialdini, il quale portò con se i famosi cannoni rigati che cominciarono a sparare a tutto spiano, senza soste. Di fronte alla ferocia animale di Cialdini, Fergola non poté far altro che rispondere con il suo onore e la sua dignità. Scelse di continuare a combattere e con i suoi valorosi soldati tentò una disperata sortita nel tentativo di spezzare l’assedio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tentativo finì nel sangue ma dimostrò ancora una volta la volontà combattiva degli assediati e il loro valore. L’undici febbraio, con ormai pochi proiettili e senza viveri, si aprirono le trattative. Nemmeno gli onori militari furono tributati ai 5000 di Messina. Ammainata la bandiera borbonica dal forte, i napoletani uscirono dal portone principale per andare verso il loro destino. Furono fatti sfilare disarmati sotto gli occhi dei “vincitori” mentre Cialdini, confermando la sua cattiva fama, ordinò (l’ingiustificato) arresto per gli ufficiali che avevano guidato la resistenza. Dispose la partenza immediata di tutta la truppa borbonica verso Genova dove sarebbero stati smistati nei tanti forti – prigione del Grande Piemonte, i famigerati lager dei Savoia. Furono salvati dall’azione diplomatica di Francesco II che, impressionato per la prolungata resistenza, ottenne l’intervento dell’imperatore di Francia, Napoleone III il quale riuscì a garantire, su navi francesi, il trasporto degli eroi di Messina Fergola, Cavalieri, Gaeta, Cobianchi, Granata, de Nunzio, Recco, Di Gennaro, De Martino, Lauria, Brath, Lamonica, Anguissola, Falduti, Marini, Colombo, Pagano, Guillamat, tutti scampati alla vendetta piemontese assieme alla maggior parte dei soldati che rientrarono come privati cittadini alle loro case. Molti di questi divennero “briganti” e proseguirono la loro battaglia per il Re Borbone. La bandiera bianca veniva ammainata dal forte. Cominciava l’esilio dei gigli di Napoli. Cominciava la via crucis delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Della Rocca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;fonte:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://istitutoduesicilie.blogspot.com/2011/03/messina-150-in-memoria-degli-eroi-delle.html"&gt;http://istitutoduesicilie.blogspot.com/2011/03/messina-150-in-memoria-degli-eroi-delle.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3617531957785435752?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3617531957785435752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3617531957785435752&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3617531957785435752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3617531957785435752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/messina-150.html' title='Messina 150'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-eAuwoiE5ThY/TX8lkkf3TWI/AAAAAAAAA4A/lRvkF2gKPqw/s72-c/mozer-cittadella-2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5577478542782960494</id><published>2011-03-11T10:14:00.000-08:00</published><updated>2011-03-11T10:19:20.308-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>150° Real Cittadella di Messina - La Mostra (video)</title><content type='html'>&lt;iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/QUFoo5tZPdY" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Video della mostra a Palazzo Zanca - 11 marzo 2011&lt;/strong&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5577478542782960494?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5577478542782960494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5577478542782960494&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5577478542782960494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5577478542782960494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/150-real-cittadella-di-messina-la.html' title='150° Real Cittadella di Messina - La Mostra (video)'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/QUFoo5tZPdY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-583204711899785170</id><published>2011-03-11T10:07:00.000-08:00</published><updated>2011-03-11T10:14:28.070-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Messina 1858 - Un gigante tessile da 4000 operai</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-79b7Q-w9-cM/TXpmUN454DI/AAAAAAAAA34/1EuKSrFShHw/s1600/tessile.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 334px; HEIGHT: 314px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582887185590902834" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-79b7Q-w9-cM/TXpmUN454DI/AAAAAAAAA34/1EuKSrFShHw/s400/tessile.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1858 si segnalava un altro grande stabilimento tessile, che produceva il triplo dei prodotti tessili dello stabilimento industriale Ainis, avverte la fonte, che viene più volte segnalato da molti osservatori.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Da quei riscontri, si assommavano numerosi dati economici che permettevano di calcolare il valore del prodotto terminato e la forza lavoro, prestata per realizzare il prodotto finito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quello stabilimento, si lavoravano 340000 chili di cotone grezzo, producendo circa 80000 pezze annue, dalla lunghezza cadauno di 24 metri. In oltre, si tesseva un tessuto, detto del traliccio, una specie di tricò, ed altri vari tessuti per i quali, si impiegarono 32000 chili di cotone annui. Era servito da 15 macchinari a vapore e ci lavoravano circa 4000 operai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Fumia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;fonte:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://zancleweb.files.wordpress.com/2011/02/tessile.jpg?w=300&amp;amp;h=282"&gt;http://zancleweb.files.wordpress.com/2011/02/tessile.jpg?w=300&amp;amp;h=282&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-583204711899785170?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/583204711899785170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=583204711899785170&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/583204711899785170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/583204711899785170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/messina-1858-un-gigante-tessile-da-4000.html' title='Messina 1858 - Un gigante tessile da 4000 operai'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-79b7Q-w9-cM/TXpmUN454DI/AAAAAAAAA34/1EuKSrFShHw/s72-c/tessile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1331901165567199898</id><published>2011-03-10T02:47:00.000-08:00</published><updated>2011-03-10T02:55:34.030-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>150° della resistenza alla Real Cittadella di Messina (Gazzetta del Sud)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-SwbjgzQ9BWA/TXiuGHzc2cI/AAAAAAAAA3w/_53tRJeEgls/s1600/cittadella%2B2011-gazzetta-sud.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 365px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582403158323026370" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-SwbjgzQ9BWA/TXiuGHzc2cI/AAAAAAAAA3w/_53tRJeEgls/s400/cittadella%2B2011-gazzetta-sud.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Antonio Sarica&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da Milazzo liberata, le camicie rosse avanzano verso Messina.Garibaldi vi entra il 27 luglio 1860, e il giorno dopo, Tommaso De Clary, comandante superiore delle truppe borboniche, e Giacomo Medici, maggiore generale garibaldino, stipulano una convenzione, "nell'intendimento di evitare lo spargimento di sangue".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'accordo prevede che, dalle fortezze messinesi, rimangano ai soldati regi soltanto la Cittadella e le tre ad essa contigue, ossia Lanterna, Don Blasco e San Salvatore.Oltre sa questa piazzaforte, Francesco II di Borbone mantiene quella di Gaeta e di Civitella del Tronto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dapprima al comando di De Clary e poi, dal 9 agosto, del maresciallo di campo Gennaro Fergola, i borbonici tengono saldamente la secentesca fortezza sullo Stretto per nove mesi. Quando cade Gaeta e Francesco II va in esilio, segnando la fine del Regno delle Due Sicilie, la Cittadella non si arrende: se il Trono è perduto, va tuttavia difeso l'onore militare.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Dapprima al comando di De Clary e poi, dal 9 agosto, del maresciallo di campo Gennaro Fergola, i borbonici tengono saldamente la secentesca fortezza sullo Stretto per nove mesi. Quando cade Gaeta e Francesco II va in esilio, segnando la fine del Regno delle Due Sicilie, la Cittadella non si arrende: se il Trono è perduto, va tuttavia difeso l'onore militare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'orgoglio di Fergola e dei suoi ha i giorni contati; fatalmente lo spegne il decisivo assedio del generale piemontese Enrico Cialdini.&lt;br /&gt;La guarnigione borbonica, ormai allo stremo, abbandona la Cittadella il 13 marzo 1861.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale significativo momento storico sarà debitamente ricordato a Messina da domani a domenica 13 marzo, nell'amnito delle celebrazioni per il 150° anniversario della proclamazione del Regno d'Italia.&lt;br /&gt;L'iniziativa è di alcuni autorevoli sodalizi culturali alquanto impegnati, tra l'altro, nella "rilettura" dei fatti risorgimentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani alle 11, nell'atrio del Salone delle bandiere di Palazzo Zanca, verrà presentata una medaglia commemorativa realizzata dal maestro orafo Alfredo Correnti. E' in argento, con al diritto la pianta pentagonale della Cittadella e al rovescio un motto elogiativo.Seguirà nella stessa sede, la descrizione di singolari immagini rievocative, per lo più incisioni e foto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato alle 11, una visita guidata nell'istituto industriale Verona-Trento, per ammirare un plastico della Real Cittadella in legno zecchinato, opera degli studenti del medesimo istituto; a alle 17, nel Salone delle bandiere del Municipio, un convegno sul tema dell'"eroica difesa" della roccaforte borbonica nella falce del porto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si discuterà anche del libro di Nino Aquila e Tommaso Romano "La Real Cittadella di Messina. 13 marzo 1861, l'ultima bandiera borbonica in Sicilia". Edito di recente dalla Fondazione Thule, il libro consiste di due saggi su "quel travagliato e determinante periodo storico" e di parti salienti del diario di Luigi Gaeta "Nove mesi a Messina e la sua Cittadella" (Napoli, 1862).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' tempo - scrive Franz riccobono nella introduzione - che "si faccia finalmente e senza reticenze luce sulle modalità politiche e militari che hanno portato alla fine del Regno delle Due Sicilie e alla nascita del nuovo stato italiano". E a proposito della Cittadella aggiunge: si tratta di un monumento "emblematico" del quale rimane gran parte; bisogna restaurarlo senza più indugiare e "restituirlo alla fruizione, alla memoria della nostra terra, alla storia dell'intera Italia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aprirà i lavori del convegno l'assessore comunale alla Famiglia Dario Caroniti.Questi i relatori: Franz Riccobono (Associazione Amici del Museo), Antonio di Janni (delegato della Real casa Borbone-Due Sicilie), Giovanni Bonanno (Ordine Costantiniano di San Giorgio), Salvatore Serio (Associazione culturale neoborbonica), Armando Donato (Comitati delle Due Sicilie), Umberto Bringheli (Alleanza Cattolica), Vincenzo Gulì (Associazione culturale neoborbonica), Nino Aquila (Museo Risorgimento di Palermo), Tommaso Romano (Fondazione Thule Cultura), Alessandro Fumia (Amici del Museo), Piero Adamo (Zona d'arte Messina).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica alle ore 10.30, nella Chiesa dei Catalani, S.Messa in suffragio dei caduti, presieduta dal cappellano dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, don Vincenzo Castiglione.&lt;br /&gt;Quindi alle 11.30, scoprimento di una lapide celebrativa e commemorazione di quei fatti d'arme, presso il bastione Santo Stefano della Cittadella.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1331901165567199898?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1331901165567199898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1331901165567199898&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1331901165567199898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1331901165567199898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/150-della-resistenza-alla-real.html' title='150° della resistenza alla Real Cittadella di Messina (Gazzetta del Sud)'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-SwbjgzQ9BWA/TXiuGHzc2cI/AAAAAAAAA3w/_53tRJeEgls/s72-c/cittadella%2B2011-gazzetta-sud.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4990916738836223695</id><published>2011-03-07T01:15:00.000-08:00</published><updated>2011-03-07T01:26:24.374-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>150° ANNIVERSARIO DELL’EROICA DIFESA DELLA REAL CITTADELLA DI MESSINA‏</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-S-c6gyGsuj8/TXSks4qCsHI/AAAAAAAAA3o/_Iz-K7Gs5MQ/s1600/cittadella%2B2011.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 267px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581266929248809074" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-S-c6gyGsuj8/TXSks4qCsHI/AAAAAAAAA3o/_Iz-K7Gs5MQ/s400/cittadella%2B2011.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Da venerdì 11 a domenica 13 marzo 2011&lt;/strong&gt; a Messina verrà ricordato, con un ricco programma di iniziative, il 150° anniversario dell’eroica difesa della Real Cittadella di Messina da parte dei fedelissimi soldati duosiciliani, comandati dal Generale Fergola, assediati dalle truppe piemontesi del Generale Cialdini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era il 13 Marzo 1861, a quattro giorni dalla proclamazione a Torino del Regno d’Italia, quando dalla Cittadella veniva ammainata la candida bandiera duosiciliana. La fortezza messinese rappresentò, insieme con quelle di Gaeta e di Civitella del Tronto, l’estrema resistenza del millenario Regno delle Due Sicilie, dove i nostri soldati pur sapendo della inutilità di ogni sforzo cercarono di difendere la Patria esprimendo la propria fedeltà al Re Francesco II di Borbone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una gloriosa pagina del nostro passato volutamente cancellata dalla storiografia ufficiale come la stessa Real Cittadella, testimone inesorabile dei fatti, che ancora oggi versa nel totale abbandono.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per oltre un secolo è stato ripetuto lo stesso banalissimo ritornello infarcito di vane e vaghe parole quali “libertà” e “tirannide straniera”, “eroismo” e “capacità militari” contro inadeguatezza e fellonia, in un clichè traboccante di retorica risorgimentale secondo i cui schemi fissi i buoni e i bravi erano tutti da una parte ed i brutti e i cattivi dall’altra. Le cose andarono diversamente, facili vittorie da una parte, vero e consapevole eroismo dall’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ruoli ribaltati, chi avrebbe ragionevolmente dovuto vincere la battaglia ha ufficialmente e sostanzialmente perso, chi non avrebbe potuto neanche sperare nella vittoria in pratica vinse. Le fantomatiche qualità di stratega riferita a Garibaldi avevano fondamento solo ed esclusivamente nella concussione e nel tradimento di buona parte di quanti comandavano le agguerrite truppe borboniche. Non un solo scontro, da Calatafimi a Milazzo vide prevalere, se non nel numero sproporzionato di vittime, i garibaldini. Se i generali tradirono altrettanto non avvenne tra le truppe fedeli al Re Francesco II come dimostrano i numerosi casi di insubordinazione dei reparti ai loro comandanti felloni e venduti al nemico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben vengano le celebrazioni del 150° dell’Unità nazionale ma a ciascuno sia riconosciuta pari dignità e non si perduri con la sopraffazione, con la distorsione di una realtà storica troppo a lungo praticata. Il tempo scopre la verità, ed anche la verità negata al popolo meridionale e siciliano nella fattispecie ha diritto di cittadinanza in una nuova Italia colta e consapevole delle proprie origini e della comune millenaria cultura. Da sempre è stato facile e preferibile schierarsi dalla parte dei vincitori, da sempre più difficile e pericoloso continuare a difendere le ragioni dei vinti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa cerimonia si svolge dal lontano 1998 ed è organizzata dall’Associazione Amici del Museo, dall’Associazione “Generale Fergola”, dalla Delegazione di Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, dalle Delegazioni di Messina dell’Associazione Culturale Neoborbonica e dei Comitati delle Due Sicilie, da Alleanza Cattolica, dalla Fondazione Thule Cultura di Palermo, dal Network ZDA - Zona d’Arte ad alto rischio di contaminazione - Messina e dall’Associazione Due Sicilie “Nicola Zitara” di Gioiosa Jonica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’Addetto Stampa della Manifestazione&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dott. Marco Grassi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4990916738836223695?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4990916738836223695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4990916738836223695&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4990916738836223695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4990916738836223695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/150-anniversario-delleroica-difesa.html' title='150° ANNIVERSARIO DELL’EROICA DIFESA DELLA REAL CITTADELLA DI MESSINA‏'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-S-c6gyGsuj8/TXSks4qCsHI/AAAAAAAAA3o/_Iz-K7Gs5MQ/s72-c/cittadella%2B2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4380120411215106659</id><published>2011-03-07T01:00:00.000-08:00</published><updated>2011-03-07T01:44:37.618-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Resoconto dei Venerdi Culturali a Ragusa.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.reteiblea.it/wp-content/uploads/2011/03/s.vincenzo-ferreri-003-1024x768.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 416px; HEIGHT: 222px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.reteiblea.it/wp-content/uploads/2011/03/s.vincenzo-ferreri-003-1024x768.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Buona la partecipazione del pubblico per il primo appuntamento dei Venrdì Culturali organizzati dalla Pro Loco di Ragusa presso l’Auditorium S.Vincenzo Ferreri a Ibla. Nonostante infatti la pessima serata con pioggia e freddo un buon numero di appassionati di storia hanno assistito con piacere alle relazioni del &lt;strong&gt;dott. Armando Donato&lt;/strong&gt;, vicepresidente del Comitato delle due Sicilie &lt;span class="fullpost"&gt;e del prof Corrado Calvo coordinati dal giornalista Gianni Papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema come è stato più volte detto era quello dell’Unità d’Italia nell’ambito delle manifestazioni per il 150° anniversario con uno sguardo particolare al nostro territorio.Armando Donato ha raccontato dei Borboni, del loro regno e dell’economia che in Sicilia, tra il 1800 ed il 1860 aveva raggiunto un buon livello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inspiegabile invece come un esercito preparatissimo e numeroso (circa 180.000 uomini) come quello del Regno delle due Sicilie si sia piegato ad un manipolo di un migliaio di persone mal armate e disorganizzate guidate da Garibaldi. La storia deve ancora chiarire molti dei suoi lati oscuri ma prima di tutto ha detto Armando Donato, dobbiamo riprenderci la nostra dignità di siciliani e convincerci di non essere stati soltanto dei colonizzati dal Piemonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Corrado Calvo l’argomento da approfondire è stata proprio l’economia siciliana durante il regno borbonico. Anche per lo storico siracusano è il momento di riscrivere alcune pagine della nostra storia. Il Val di Noto con la sua elite aristocratica e clericale aveva enormi capacità economiche dimostrate dalla crescita che in quegli anni ebbero città come Modica, Noto Rosolini, Ragusa. Insomma non terra di emigrazione come invece erano le regioni del nord ma solide realtà contadine in grado di affrontare tante dominazioni e tasse e continuare a crescere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo seminario vedrà la partecipazione di Mimì Arezzo e Saretto Sortino. Si parlerà di Ragusa e Donnafugata cercando di far rivivere le abitudini del tempo anche dal punto di vista della gastronomia. Appuntamento a venerdì 11 marzo alle 19,30.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;fonte:&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.reteiblea.it/?p=19663"&gt;http://www.reteiblea.it/?p=19663&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4380120411215106659?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4380120411215106659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4380120411215106659&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4380120411215106659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4380120411215106659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/03/resoconto-dei-venerdi-culturali-ragusa.html' title='Resoconto dei Venerdi Culturali a Ragusa.'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4562719279826658475</id><published>2011-02-23T01:56:00.000-08:00</published><updated>2011-03-01T11:05:02.794-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>RAGUSA. Seminari sul Regno delle Due Sicilie e Risorgimento</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gzgtF15pouk/TWTaSsg4SLI/AAAAAAAAA3g/rmDJrhvXKBo/s1600/seminario-ragusa.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 394px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576822253313083570" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-gzgtF15pouk/TWTaSsg4SLI/AAAAAAAAA3g/rmDJrhvXKBo/s400/seminario-ragusa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Presentazione dei seminari&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'idea che ha dato vita a questi appuntamenti culturali è stata quella di affrontare il tema dell'Unità d'Italia, in occasione del suo 150esimo anniversario, parlando di persone, avvenimenti e luoghi a noi vicini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo alcuni storici la politica dei vari governi unitari, sopo il 1860, aggravò le condizioni generali della Sicilia,&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;riducendola a vera colonia del Piemonte: i braccianti e i contadini, che avveano sperato nella distribuzione delle terre, dovettero invece fare i conti con nuove pesanti imposte mentre i notabili locali si adattarono alle nuove regole, divenendo convinti fautori dell'annesione al Regno piemontese per mantenere i vecchi privilegi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie agli interventi di illustri relatori ci occuperemo di fatti, di uomini, di folclore, di abitudini e gastronomia ma soprattutto dell'animo degli Iblei trascinati in eventi inaspettati, forse sperati, di enorme impatto economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non una rivisitazione storica, ma un analisi sincera che mira, comunque, a conservare la memoria e l'identità della Nazione in un momento di profonde trasformazioni della società.&lt;/span&gt; &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4562719279826658475?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4562719279826658475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4562719279826658475&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4562719279826658475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4562719279826658475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/02/ragusa-seminari-sul-regno-delle-due.html' title='RAGUSA. Seminari sul Regno delle Due Sicilie e Risorgimento'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gzgtF15pouk/TWTaSsg4SLI/AAAAAAAAA3g/rmDJrhvXKBo/s72-c/seminario-ragusa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-6569992149819716287</id><published>2011-02-22T23:29:00.000-08:00</published><updated>2011-03-01T11:05:46.001-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Novità editoriale - IL 14° BATTAGLIONE CACCIATORI DI LINEA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-o8jPqMGj9S0/TWS4JtAOSpI/AAAAAAAAA3Y/ZHRWX_7Nw5A/s1600/giuseppe-pavone.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 276px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576784715430382226" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-o8jPqMGj9S0/TWS4JtAOSpI/AAAAAAAAA3Y/ZHRWX_7Nw5A/s400/giuseppe-pavone.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;di Giuseppe Pavone,&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;discendente dell'eroe borbonico siciliano, Tenente Benedetto Pavone&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;IL 14° BATTAGLIONE CACCIATORI DI LINEA DELL’ESERCITO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE DURANTE LA CAMPAGNA MILITARE SETTEMBRE - NOVEMBRE 1860&lt;/strong&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Rassegna annuale “Studi Sorico-Militari 2008”, edita a fine 2010 dall’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, è stato recentemente pubblicato il saggio di Giuseppe Pavone, da titolo sopra riportato, che riproduce, commentandolo ampiamente, il memoriale Giorna-letto militare della Campagna dal Volturno al principio dello assedio di Gaeta dal 6 settembre al 19 novembre 1860 circoscritto nella parte che riguarda la 3a Compagnia Capitano Sinibaldo Or-lando del 14mo Battaglione Cacciatori, conservato presso l’Archivio del Museo Centrale del Risor-gimento di Roma e facente parte della raccolta documentaria appartenuta ad Harry Nelson Gay .&lt;br /&gt;Il saggio fa parte dei contributi dell’Autore impegnato nel recupero storiografico di docu-menti d’archivio inerenti in particolare l’ultima difesa del Regno delle Due Sicilie a cui partecipa-rono suoi diretti antenati e specificatamente suo bisnonno ufficiale nel 14° Battaglione Cacciatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il memoriale è anonimo, tuttavia si hanno motivi per ritenere che il suo estensore sia stato il capitano Sinibaldo Orlando , comandante della 3a Compagnia. Primo motivo è che il riferimento costante alle gesta del capitano Orlando e ai suoi stati d’animo – eclatanti quelli relativi all’azione sul colle Lombone e al precedente incontro con Francesco II – rendono improbabile che un altro mi-litare abbia potuto annotare, o successivamente apprendere e descrivere, fatti personali e moti inte-riori di un’altra persona. Secondo motivo è che in altro memoriale conservato nell’Archivio e rela-tivo al 1° Reggimento Granatieri della Guardia, redatto nel medesimo periodo storico, si indica e-splicitamente il Capitano Sinibaldo Orlando quale autore del Giornaletto segno che ciò era ben noto tra i memorialisti militari borbonici.&lt;br /&gt;Del Giornaletto sono noti due esemplari: quello conservato nell’Archivio del Museo Centra-le del Risorgimento ed un altro in possesso di un collezionista privato ; i testi dei due esemplari so-no quasi identici ma nel saggio si riproduce, per la sua pubblica rintracciabilità, quello inedito con-servato presso il Museo del Risorgimento e che sembra essere una delle prime stesure per le molte correzioni, cancellazioni e integrazioni in esso presenti e che avrebbero portato a compilare il se-condo manoscritto caratterizzato, rispetto al primo, da modeste varianti e perfezionamenti che, ad ogni buon conto, sono riportate nel saggio per completezza documentale.&lt;br /&gt;Il titolo Giornaletto militare manifesta che trattasi di un diario giornaliero di fatti militari non rapportabile, quindi, ad una più articolata Cronaca. Il manoscritto manca, infatti, di argomenta-zioni strategiche e tattiche nonché del contesto dell’intera Campagna militare e, in qualche misura, anche del Battaglione d’appartenenza; vi sono inoltre contenuti diversi errori riguardo date, nomi e luoghi (cui nel saggio si pone rimedio attraverso molte note). Per questi motivi il contributo storico del manoscritto è oggettivamente scarso e anche fuorviante per gli errori anzidetti; tuttavia vi si possono apprezzare importanti conferme ad altri memoriali dell’epoca e spunti di riflessione, sia umani sia sulla direzione della Campagna militare, che lasciano comprendere quale fosse il “clima ambientale” in cui versavano i Corpi combattenti borbonici. La pubblicazione del Giornaletto trova quindi motivo nell’ambito della testimonianza dei diretti protagonisti di parte borbonica i quali, se molto verosimilmente non avevano cognizione dei contesti sociali, economici e politici, interni ed esterni al loro Regno, certamente non ignoravano quale fosse il loro dovere di soldati istituzionali che in ogni tempo, luogo, e circostanza, è quello di difendere in armi la propria Patria; dovere che nonostante l’evidente prossima definitiva disfatta adempirono degnamente mostrando sino alla fine un contegno, una disciplina, una fedeltà che destarono l’ammirazione di tutti .&lt;br /&gt;Limitarsi però come proposto in altre pubblicazioni , alla sola trascrizione del Giornaletto, che riporta la gesta di una ristretto numero di combattenti, ridurrebbe le gesta stesse ad un indeci-frabile susseguirsi di eventi sminuendone significato e valore. Pertanto nel saggio si è proceduto ad inquadrare quanto descritto nel Giornaletto nel contesto operativo di tutto il Battaglione nonché, per quanto possibile, nello scenario della Campagna d’autunno. Contesto e scenario che si è scelto di rappresentare, giorno per giorno, ricorrendo sistematicamente, nelle note, a specifici estratti dalla nota Cronica della Campagna d’autunno di Giovanni Delli Franci nonché a qualche utile contributo di altri Autori, tutti riconosciuti per attendibilità storiografica. Il saggio quindi consente di offrire il più ampio quadro possibile sui fatti operati dal 14° Battaglione Cacciatori, durante la “Campagna d’autunno” rimanendo immersi nel “clima ambientale” borbonico.&lt;br /&gt;È doveroso evidenziare che tutti i componenti del 14° Battaglione Cacciatori, essendo stato questo costituito appena l’anno precedente lo svolgersi della Campagna d’autunno, provenivano da altri Corpi, o vi ebbero la prima assegnazione, per cui non potevano disporre dell’affiatamento deri-vante da un pregresso comune addestramento; ciò nonostante quel battaglione, nel suo complesso, si comportò lodevolmente durante tutta la Campagna, sia sul piano militare sia sul piano etico, co-me ebbero a testimoniare il Delli Franci, nella sua Cronica, e il re Francesco II, nel suo proclama del 30 settembre 1860 alla vigilia della battaglia del Volturno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il saggio è poi corredato di un ampio Repertorio dei nomi con tutti i dati anagrafici di cia-scun personaggio, completi per quanto possibile, e l’incarico ricoperto all’epoca dei fatti; repertorio la cui compilazione ha comportato una specifica indagine presso molteplici fonti oltre a quelle ri-portate nella Bibliografia. Infine, otto tavole a colori e b/n arricchiscono il saggio. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-6569992149819716287?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/6569992149819716287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=6569992149819716287&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6569992149819716287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6569992149819716287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/02/novita-editoriale-il-14-battaglione.html' title='Novità editoriale - IL 14° BATTAGLIONE CACCIATORI DI LINEA'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-o8jPqMGj9S0/TWS4JtAOSpI/AAAAAAAAA3Y/ZHRWX_7Nw5A/s72-c/giuseppe-pavone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3753734631871651471</id><published>2011-02-22T11:50:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T02:57:49.066-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Il Regno delle Due Sicilie a Ragusa Ibla</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5kqJxJqpvy0/TWONPr7--jI/AAAAAAAAA3A/0s16GrDF9kg/s1600/armando-ragusa.png"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 246px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576456064246676018" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-5kqJxJqpvy0/TWONPr7--jI/AAAAAAAAA3A/0s16GrDF9kg/s400/armando-ragusa.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;CDS-Sicilia&lt;/strong&gt; invita iscritti e simpatizzanti della Sicilia Occidentale al seminario sul Regno delle Due Sicilie organizzato in occasione del 150° dell'Unità d'Italia.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo dei seminari è l'approfondimento del periodo borbonico in Sicilia ed in particolare nel Val di Noto e del territorio di Ragusa (allora sotto l'intendenza provinciale di Noto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i Comitati Due Sicilie relazionerà il &lt;strong&gt;Dott. Armando Donato&lt;/strong&gt;, responsabile della sezione provinciale di Messina.&lt;br /&gt;Tra gli ospiti segnaliamo Uccio Barone ed Angela Pellicciari.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3753734631871651471?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3753734631871651471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3753734631871651471&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3753734631871651471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3753734631871651471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/02/il-regno-delle-due-sicilie-ragusa-ibla.html' title='Il Regno delle Due Sicilie a Ragusa Ibla'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5kqJxJqpvy0/TWONPr7--jI/AAAAAAAAA3A/0s16GrDF9kg/s72-c/armando-ragusa.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5439509572310488802</id><published>2011-02-22T03:38:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T03:44:42.154-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>MESSINA - Nel 1858 uno stabilimento tessile da 2000 operai</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-sypbdJtJ2ao/TWOhnENU-1I/AAAAAAAAA3Q/fQctS8sfqlc/s1600/filanda.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 260px; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576478456131418962" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-sypbdJtJ2ao/TWOhnENU-1I/AAAAAAAAA3Q/fQctS8sfqlc/s400/filanda.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Lo stabilimento tessile di Gaetano Ainis da Messina&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un imprenditore come tanti in quella città di Messina nel XIX secolo che puntava a migliorarsi sempre. Ebbe iniziato presso il Ringo, una località a qualche chilometro di distanza, nella riva settentrionale della città di Messina allocandovi una filanda, e una fabbrica per la stampa dei tessuti di cotone; questa fabbrica, fu ulteriormente ingrandita e nel 1855, realizzò un grandissimo stabilimento industriale.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1858 vi aggiunse la tessitura meccanizzata, utilizzando tre macchinari a forza cavalli vapore, con 5 caldaie della potenza complessiva di 75 cavalli: le quali alimentavano pure, 102 telai e tutte le altre decine di macchine, necessarie per la completa lavorazione dei filati tessili, consumando 1200 tonnellate di carbone all’anno.&lt;br /&gt;Si lavoravano in questo stabilimento annualmente, 500 balle di cotone filato, del peso di quintali 3200. Oltre diverse droghe necessarie per la coloritura e la stamperia dei filati per un peso di due quintali e mezzo; producendo 25 pezze di tessuto grezzo, lunghe cadauna 24 metri. Per lo più il tessuto filato stampato con queste tecniche lavorative, ammontava annualmente a 60000 pezze in tessuti diversi.&lt;br /&gt;Vi prestavano opera: 1600 tessitrici, 50 scolare, 200 operai, 3 direttori, 6 fuochisti, 2 macchinisti, 4 incisori, 3 custodi pagandoli per salario, da un tarì a una onza. Cioè da lire 0,42 a lire 12,75 giornaliere.&lt;br /&gt;Grazie ad altre carte, in rapporto a questo stabilimento, oggi diremmo il suo indotto, prendevono opera altri 400 operai.&lt;br /&gt;Tale stabilimento, in modo diretto e in modo indiretto, forniva lavoro a 2270 operai messinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Fumia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;fonte:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://zancleweb.wordpress.com/2011/02/15/lo-stabilimento-tessile-di-gaetano-ainis-da-messina/"&gt;http://zancleweb.wordpress.com/2011/02/15/lo-stabilimento-tessile-di-gaetano-ainis-da-messina/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5439509572310488802?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5439509572310488802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5439509572310488802&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5439509572310488802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5439509572310488802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/02/messina-nel-1858-uno-stabilimento.html' title='MESSINA - Nel 1858 uno stabilimento tessile da 2000 operai'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-sypbdJtJ2ao/TWOhnENU-1I/AAAAAAAAA3Q/fQctS8sfqlc/s72-c/filanda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3789323258298660309</id><published>2011-02-22T02:50:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T02:56:35.633-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Via Cialdini a Riposto, nuovo articolo su La Sicilia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8Pz4fu8XvOg/TWOWXgoKZTI/AAAAAAAAA3I/PqW8ZaXLvk4/s1600/lasicilia-via-cialdini-22febbraio2011.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 324px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-8Pz4fu8XvOg/TWOWXgoKZTI/AAAAAAAAA3I/PqW8ZaXLvk4/s400/lasicilia-via-cialdini-22febbraio2011.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5576466094254351666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’appello lanciato nel 2010 - che è stato supportato da centinaia di e-mail giunte da tutta Italia all’indirizzo di posta elettronica del primo cittadino ripostese attraverso il sito web del "Comitato Due Sicilie" - si torna a chiedere al sindaco Carmelo Spitaleri di cambiare la denominazione della strada dedicata al generale Enrico Cialdini, riconosciuto "criminale di guerra sabaudo".&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore di tale richiesta è un cittadino di Torre Archirafi, il dott. Rosario Pistorio, il quale chiede al sindaco Spitaleri di intitolare la predetta strada della città del porto dell’Etna allo storico di Sicilia, prof. Santi Correnti, nato a Riposto, scomparso nell’agosto di due anni fa.&lt;br /&gt;Pistorio ricorda che su Facebook si è costituito, nei mesi scorsi, un comitato spontaneo, dove si fa esplicita richiesta al primo cittadino ripostese di togliere la targa "via Enrico Cialdini" perché suona ad offesa di tutti i siciliani e delle popolazioni meridionali. "Cialdini - ricorda Pistorio - non esitò a mettere a ferro e fuoco interi paesi del Sud, appena annesso al Piemonte, passando per le armi migliaia di uomini, donne e bambini". &lt;br /&gt;L’appello per ricordare ai posteri l’impegno culturale dello scomparso prof. Santi Correnti, "defensor Siciliae" , oltre che dai figli, magari con l’intitolazione di una strada, non solo nella natia Riposto, è stato lanciato da diverse persone.&lt;br /&gt;S. S.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3789323258298660309?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3789323258298660309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3789323258298660309&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3789323258298660309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3789323258298660309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/02/via-cialdini-riposto-nuovo-articolo-su.html' title='Via Cialdini a Riposto, nuovo articolo su La Sicilia'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8Pz4fu8XvOg/TWOWXgoKZTI/AAAAAAAAA3I/PqW8ZaXLvk4/s72-c/lasicilia-via-cialdini-22febbraio2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5578960671429055378</id><published>2011-02-11T00:03:00.000-08:00</published><updated>2011-02-11T00:58:34.292-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cannoni borbonici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Le artiglierie della Real Marina Borbonica</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-z84x_p7-G7k/TVTtwuQrcVI/AAAAAAAAA2g/vBvdmQcBHAU/s1600/cannoni-pace.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 336px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572340060271636818" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-z84x_p7-G7k/TVTtwuQrcVI/AAAAAAAAA2g/vBvdmQcBHAU/s400/cannoni-pace.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul litorale nord di Messina, in zona di Pace – Grotta o Grotte, sono visibili due grossi cannoni di marina in ghisa, recuperati nella spiaggia sottostante parecchi decenni addietro ed esposti lungo la riviera. Così come in altri casi, il ritrovamento dei pezzi, seppur a distanza di qualche centinaio di metri l’uno dall’altro, è avvenuto nei pressi di ex presidi militari, ubicati nell’importante tratto costiero sorvegliato a sud dal fortino della Grotta, antico fortilizio di cui oggi rimangono pochi resti, ma che di fatto era una fortificazione permanente armata di batterie. A nord poco oltre la fiumara Guardia la difesa spettava invece all’omonimo fortino, oggi non più esistente, ma ancora attivo nel 1810-12 e oltre, segnalato come punto fortificato nel 1864 e dismesso nel 1866.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fortino della Grotta, di antica fattura, fu già attivo durante la rivolta antispagnola (1674-1678) e armato dagli spagnoli durante l’assedio di Messina del 1718. Nel 1734 nei suoi pressi sbarcarono gli stessi spagnoli nell’ambito delle operazioni di riconquista della Sicilia. Il luogo fu armato con nuove artiglierie nel 1799 e dal 1803 al 1805 il fortino fu comandato dall’alfiere La Scala, rinforzato nel 1810 da una batteria e trinceramenti Inglesi, ancora armato nel 1812 e classificato nel 1815 come forte di quinta classe. Fu inoltre oggetto di studio degli ingegneri militari austriaci nel 1821-1823, nonché luogo di operazioni durante i moti del 1848, segnalato come punto fortificato nel 1864 e dismesso nel 1866. In questo luogo nell’aprile 1860 sbarcò Rosolino Pilo, esiliato a Genova in quanto rivoluzionario durante i moti del 1848 e che cadrà in azione con l’esercito garibaldino nel maggio 1860 presso Palermo, contro i reparti del col. Von Mechel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il design di questi due massicci cannoni evidenzia una tipologia di artiglieria navale palesemente più moderna e rifinita anche nel metodo di fusione, con forme più tozze e poco slanciate per facilitare la manovra sulle navi e quindi dotata di grossi spessori, culatte e cerchiature allo scopo di resistere alle fortissime pressioni esercitate dallo scoppio delle cariche, utili a compensare e assicurare le prestazioni ottimali contro le navi nemiche, la cui progettazione era parecchio migliorata rispetto ai primi anni del secolo. I cannoni sin dal ritrovamento sono stati erroneamente attribuiti alla marina inglese e continuano ad essere denominati inglesi da media, studiosi e storici locali poco attenti, nonostante l’evidenza dei fatti riveli ben altra appartenenza. Infatti in realtà si tratta di pezzi da 36 libbre della real marina borbonica, perfettamente uguali ai cannoni visibili in vari luoghi in Sicilia e Campania. Le artiglierie di questo tipo facevano parte dell’armamento primario dei vascelli da 74 cannoni, in questo caso verosimilmente il vascello Sannita, varato a Castellammare nel 1792, dotato di tre ponti e due batterie armate di cui una coperta. Il Sannita che armava 28 pezzi da 36, fu danneggiato dopo l’ultima importante missione di scorta a Palermo nel 1798 e portato nel 1799 in dismissione a Messina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-FAzHtgnCbcQ/TVT5vXXII4I/AAAAAAAAA24/pNHRbLa9s80/s1600/cannoni.palermo2.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 302px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572353231084331906" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-FAzHtgnCbcQ/TVT5vXXII4I/AAAAAAAAA24/pNHRbLa9s80/s400/cannoni.palermo2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Palermo - Cannoni posti all'ingresso del Comando Militare Regione Siciliana(Palazzo dei Normanni)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facile l’identificazione per via dello stemma posto subito innanzi al campo di lumiera, composto da una corona reale borbonica con ancora sormontata dalle iniziali “FR”, quindi Ferdinando Rex, ovvero Ferdinando IV di Napoli, re di Sicilia dal 1759 al 1816 con il nome di Ferdinando III, nonché Ferdinando I delle Due Sicilie dal 1816 al 1825. Si consideri che il sovrano inglese dell’epoca era Giorgio III (regno 1760-1820) la cui corona e monogramma “GR” riscontrabili sulle relative artiglierie in corrispondenza degli orecchioni e anche sulle monete dell’epoca, non corrispondono palesemente con quelli in questione. La somiglianza o uguaglianza con cannoni di altre nazionalità, è giustificata dal fatto che molti stati commissionavano altrove (in particolare in Svezia) la fusione di artiglierie secondo progetti e design simili. Sulla faccia dell’orecchione sinistro sono riportate le date di fusione (1789 e 1791) visibili anche sotto lo stemma, sull’orecchione destro vi sono invece le iniziali AB del produttore, ovvero una specifica fonderia svedese. Le diverse date di fusione si rifanno al progetto (Napoli 1780) di istituire una grande flotta di vascelli e le successive produzioni dei cannoni in base al varo delle navi. A causa della scarsa qualità del “ferro del regno”, a partire dal 1772 nacquero negoziati per la fusione e l’acquisto di artiglierie in Svezia, in cui i materiali da impiegare erano certamente migliori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di conseguenza partirono per la Svezia varie commissioni per l’acquisto di centinaia di artiglierie in sostituzione di quelle ormai obsolete e decrepite. Considerata la tipologia di artiglieria, il motivo della presenza in tale luogo potrebbe spiegarsi con i resti di batterie costiere con cannoni dismessi da navi, posizionati durante il periodo murattiano. Esiste infatti un documenti di archivio che descrivono il posizionamento nel 1799 di 12 cannoni da 36 libbre in zona Piedigrotta e Paradiso. Tuttavia viste anche le date di fusione dei pezzi, una ipotesi più attendibile è quella riportata dal Marulli, circa due cannoni posizionati in loco nel 1848, anno dei moti rivoluzionari contro le truppe regie, ritiratesi nella zona falcata dopo aver lasciato gli altri presidi e circondate da decine di batterie siciliane di vario calibro. Tale fonte riporta infatti un lettera di Allegro del 19 giugno che racconta di due cannoni da 36 libbre sottratti dai rivoltosi all’arsenale nemico durante una sortita notturna presso il piano di Terranova, e posti in difesa costiera nel luogo del ritrovamento. Altre fonti confermano ciò riportando che durante i moti le truppe rivoluzionarie si impossessarono di 17 cannoni di grosso calibro appartenenti al dismesso vascello Sannita, ubicati presso i resti dell’arsenale del piano di Terranova. Infatti la necessità di posizionare artiglierie in questo luogo è ben evidente in una richiesta del 17 giugno 1848, fatta dal col. Miloro al direttore delle artiglierie siciliane col. Orsini, allo scopo di mettere in batteria appunto due cannoni presso Grotte e altri luoghi. Nello stesso tempo il piccolo parco delle artiglierie minori da 4 e 6 in bronzo e in ferro era stato raccolto proprio in questa zona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rinvenimento dei cannoni sulla spiaggia trova spiegazione nel fatto che, falliti i moti a causa dello sbarco di forti truppe borboniche a sud di Messina, i rivoluzionari dovettero rapidamente abbandonare questo e gli altri presidi della città e ritirarsi verso Milazzo.&lt;br /&gt;Si tratta di reperti interessanti, in condizioni tutto sommato buone nonostante la grave mancanza di manutenzione e cura, l’ubicazione esposta agli agenti atmosferici, l’uso come contenitore di cartacce (dentro le volate) e anche gli atti vandalici, i cui segni più recenti sono databili al mese di settembre ottobre 2010, mentre altri danni erano già stati provocati anni addietro nell’indifferenza generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Armando Donato&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Responsabile Comitati Due Sicilie – Messina.&lt;br /&gt;Presidente Commissione ricerca geopolitica e militare&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/02/le-artiglierie-della-real-marina.html"&gt;http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/02/le-artiglierie-della-real-marina.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5578960671429055378?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5578960671429055378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5578960671429055378&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5578960671429055378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5578960671429055378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/02/le-artiglierie-della-real-marina.html' title='Le artiglierie della Real Marina Borbonica'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-z84x_p7-G7k/TVTtwuQrcVI/AAAAAAAAA2g/vBvdmQcBHAU/s72-c/cannoni-pace.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7656433833389152689</id><published>2011-02-10T23:59:00.000-08:00</published><updated>2011-02-11T00:03:10.069-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>MESSINA. 1810, lo sbarco Murattiano ed il recupero della memoria</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Mvqq9iuLEY8/TVTs8_zzrJI/AAAAAAAAA2Y/3qV46Z_mSXA/s1600/bicentenario.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 284px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Mvqq9iuLEY8/TVTs8_zzrJI/AAAAAAAAA2Y/3qV46Z_mSXA/s400/bicentenario.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572339171629182098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione della Terza Edizione della Notte della Cultura, che si svolgerà a Messina Sabato 12 Febbraio 2011, l'Associazione Amici del museo di Messina sarà presente in varie interessanti iniziative.&lt;span class="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si comincia alle 18.00 presso l'atelier orafo della Ditta Alvaro &amp; Correnti sito a Messina in Via Ugo Bassi n. 59-61 con l'inaugurazione di una particolare mostra dal singolare titolo “Ferri e Ori”. L'esposizione, organizzata in collaborazione con l’Archeoclub Messina e che potrà essere visitata fino al 15 Febbraio, proporrà ai visitatori la ricostruzione in un autentico laboratorio orafo di fine '700, antica fucina di una vera arte in cui Messina ha espresso sempre il meglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cerimonia inaugurale sarà introdotta da una relazione del Presidente Dott. Franz Riccobono. Alle 21.00 e alle 23.00 nella Cappella Santa Maria all'Arcivescovado i soci Marco Grassi e Alessandro Fumia parteciperanno con proprie relazioni all'incontro promosso dal Comitato Cittadino Maria SS. della Lettera su: "Iconografia della Madonna della Sacra Lettera". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dalle ore 22.00 a Santa Maria Alemanna, nell'ambito delle iniziative promosse da questa Associazione per il "Bicentenario del Respinto Sbarco Francese in Sicilia", in sinergia con l'Assessorato Comunale alle Politiche del Mare, Il Circolo di Messina e l'Istituto Italiano dei Castelli si terrà una Mostra e una serie di Conferenze e Concerti dedicati al "Potenziamento della difesa dello Stretto: 1810, lo Sbarco Murattiano". La Mostra documentaria, che potrà essere visitata anche nei giorni successivi, è stata realizzata dallo Studio Galeano mentre per gli Amici del Museo interverranno Franz Riccobono, Armando Donato, Alessandro Fumia e Marco Grassi che affronteranno ogni specifico aspetto di questa significativa pagina di storia militare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la serata il Presidente Franz Riccobono interverrà con mirate relazioni anche presso l'Istituto Tecnico Commerciale "Antonio Maria Jaci", presso il Circolo "Pickwick" per la presentazione del volume "Bolidi di Notte" di Nino Minutoli, presso la Chiesa di Santa Caterina Valverde e presso la Saletta Commissioni di Palazzo Zanca in occasione della proiezione di alcuni documentari relativi alla Processione della Vara promossi dal Comune di Messina e dal Comitato Vara. Altresì il socio Giuseppe Amato esporrà a Palazzo Zanca alcune riproduzioni di armature del XVI secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuri di una vostra nutrita partecipazione, formuliamo i più cordiali saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente&lt;br /&gt;Franz Riccobono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Segretario&lt;br /&gt;Marco Grassi &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7656433833389152689?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7656433833389152689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7656433833389152689&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7656433833389152689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7656433833389152689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/02/messina-1810-lo-sbarco-murattiano-ed-il.html' title='MESSINA. 1810, lo sbarco Murattiano ed il recupero della memoria'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Mvqq9iuLEY8/TVTs8_zzrJI/AAAAAAAAA2Y/3qV46Z_mSXA/s72-c/bicentenario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-6845634043515234547</id><published>2011-01-26T04:07:00.000-08:00</published><updated>2011-01-26T04:24:54.787-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>L'orecchio mozzato di Garibaldi?Fu un conflitto a fuoco</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TUAPFmNbOMI/AAAAAAAAA2M/DfpSf6TI3ew/s1600/orecchio-garibaldi-cds.png"&gt;&lt;img style="WIDTH: 288px; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566465728260552898" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TUAPFmNbOMI/AAAAAAAAA2M/DfpSf6TI3ew/s400/orecchio-garibaldi-cds.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulle cause della perdita dell'orecchio sinistro sono state formulate varie ipotesi, ma nessuna fin d'ora è stata dimostrata.&lt;br /&gt;Non è stato infatti mai rinvenuto alcun documento che provi un provvedimento penale all'orgine del moncone, secondo alcuni tipico dei paesi sud-americani quando l'accusato era reo di abigeato.&lt;br /&gt;Un'altra teoria è quella del morso, con il quale una donna sudamericana avrebbe tranciato il lobo sinistro dell'Eroe dei Due Mondi, mentre tentava di violentarla.&lt;br /&gt;Anche in questo caso però non esiste alcun documento che suffraghi tale tesi.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Vi è invece una terza ipotesi, accompagnata da documenti storici, molto verosimile: un conflitto a fuoco.&lt;br /&gt;A causa delle sue scorribande, Garibaldi era ricercato dai Governi di mezzo Sud America quando, nel &lt;strong&gt;1835&lt;/strong&gt;, gli venne tesa un'imboscata nel &lt;strong&gt;Gualeguay&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Quel giorno due imbarcazioni apparentemente innocue si avvicinano alla sua goletta, erano soldati. All'intimazione di arrendersi Garibaldi risponde con le armi, fu in quei momenti che una serie di palle lo colpiscono, di queste una si conficca sotto l'orecchio sinistro lasciandolo quasi esanime.&lt;br /&gt;I garibaldini riusciranno a salvarsi, ma Don Peppino subirà una lunga convalescenza a causa delle profonde ferite e dell'operazione subita per estrarre la pallottola(il chirurgo di chiamava &lt;strong&gt;Ramon Delarca&lt;/strong&gt;) che si era fermata sotto l'altro orecchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lecito pensare che quella palla, entrando nel collo, abbia tranciato parte dell'orecchio garibaldino.&lt;br /&gt;Una tale mutilazione non poteva essere rimossa facilmente dalla mente di Garibaldi che infatti la immortala nel suo romanzo &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Clelia: il Governo dei Preti"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; dove egli, novello brigante nelle terre pontificie, scrive di essere caduto in un imboscata orchestrata da una banda di uomini comandata da un &lt;em&gt;"prete satanico".&lt;/em&gt; Gli spari lo colpiscono più volte ma la ferita più grave è quella che gli portò via &lt;em&gt;"questo pezzo di orecchio sinistro".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Cristaldi&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-6845634043515234547?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/6845634043515234547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=6845634043515234547&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6845634043515234547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6845634043515234547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/01/lorecchio-mozzato-di-garibaldifu-un.html' title='L&apos;orecchio mozzato di Garibaldi?Fu un conflitto a fuoco'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TUAPFmNbOMI/AAAAAAAAA2M/DfpSf6TI3ew/s72-c/orecchio-garibaldi-cds.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5408558413526024981</id><published>2011-01-11T01:42:00.000-08:00</published><updated>2011-01-11T01:49:19.523-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Arriva la perizia: i cocci rinvenuti a cozzo telegrafo sono di epoca borbonica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TSwmrwqI_SI/AAAAAAAAA2E/c6TXRfvAXLk/s1600/cocci-cozzo%2Btelegrafo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560862173133602082" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 257px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TSwmrwqI_SI/AAAAAAAAA2E/c6TXRfvAXLk/s400/cocci-cozzo%2Btelegrafo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egr. dr. Cristaldi, come promesso, ho fatto datare da persona competente i due reperti rilevati a Cozzo Telegrafo. I cocci sono stati datati alla prima decade della seconda metà del 19° secolo, quindi coerenti con la presenza del Telegrafo ad aste.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;La fattura è molto verosimilmente di fabbrica locale, così dice il sig. Giovanni Romeo di Augusta, che ha datato i cocci, anche e principalmente perché un suo antenato, nel periodo che ci interessa, gestiva ad Augustra una fabbrica di ceramiche. Il signor Romeo ricorda di avere, tra le sue "antiche cose", un vaso dell'epoca, con decorazione che ben si confronta con quella dei cocci che ci interessano, il quale porta la data di fabbricazione; appena potrò disporre di una foto, gliela invierò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le allego una foto dei due cocci.&lt;br /&gt;Cordialità,&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Italo Russo&lt;/strong&gt; -&lt;em&gt;Augusta(SR)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=3742&amp;amp;Itemid=68"&gt;&lt;em&gt;La relazione della spedizione al telegrafo di Augusta&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=3742&amp;amp;Itemid=68"&gt; &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5408558413526024981?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5408558413526024981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5408558413526024981&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5408558413526024981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5408558413526024981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/01/arriva-la-perizia-i-cocci-rinvenuti.html' title='Arriva la perizia: i cocci rinvenuti a cozzo telegrafo sono di epoca borbonica'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TSwmrwqI_SI/AAAAAAAAA2E/c6TXRfvAXLk/s72-c/cocci-cozzo%2Btelegrafo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-308646913213542528</id><published>2011-01-11T01:35:00.000-08:00</published><updated>2011-03-01T11:10:24.466-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Riceviamo e pubblichiamo: Nuovo libro "La Nazione che non fu"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TSwlSVAPjyI/AAAAAAAAA18/8PLJERdpYhI/s1600/nazione%2Bche%2Bnon%2Bfu.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560860636701757218" style="WIDTH: 236px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TSwlSVAPjyI/AAAAAAAAA18/8PLJERdpYhI/s400/nazione%2Bche%2Bnon%2Bfu.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buonasera,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vi segnalo il seguente volume:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;LA NAZIONE CHE NON FU &lt;/strong&gt;- &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Operazione Verità&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; - &lt;em&gt;Salvatore Natoli Sciacca - Maria&lt;br /&gt;Rosaria De Stefano Natoli -&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forti di grande esperienza culturale, politica e amministrativa, ferventi autonomisti, gli autori scrivono delle pagine di microstoria dimenticata, sancendo la differenza tra Nazione e Stato Unitario e cercando di portare alla luce la verità sulla nascita dell'Italia,&lt;span class="fullpost"&gt; accompagnata da azioni di conquista, che hanno determinato miseria e povertà nel Meridione e nella Sicilia in particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un lavoro meritorio che sicuramente farà riflettere e discutere, ma, questo è l'intento, porterà a una sicura presa di coscienza delle grandi potenzialità dell'Isola, da parte dei Siciliani, per raggiungere un sicuro grande sviluppo socio-economico e culturale e perpetuare la grande centralità della cultura, nonché per far raggiungere alla Sicilia stessa il grande ruolo di centralità nel Mediterraneo e nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distinti Saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Antonino Armenio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-308646913213542528?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/308646913213542528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=308646913213542528&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/308646913213542528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/308646913213542528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2011/01/riceviamo-e-pubblichiamo-nuovo-libro-la.html' title='Riceviamo e pubblichiamo: Nuovo libro &quot;La Nazione che non fu&quot;'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TSwlSVAPjyI/AAAAAAAAA18/8PLJERdpYhI/s72-c/nazione%2Bche%2Bnon%2Bfu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-2213079619912818781</id><published>2010-12-29T23:20:00.000-08:00</published><updated>2010-12-29T23:24:48.748-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>(LA SICILIA) SOTTO I BORBONI SICILIA AL PASSO CON L'EUROPA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TRwzrsthewI/AAAAAAAAA10/cZ3JsTGoUFs/s1600/LASICILIA-BORBONI.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556372866097838850" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 179px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TRwzrsthewI/AAAAAAAAA10/cZ3JsTGoUFs/s400/LASICILIA-BORBONI.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Modelli innovativi. La prof. Raffaele: «Anche dopo la Restaurazione, un'efficace azione in campo sociale»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è necessaria una radicale rivisitazione. Basterebbe guardare con gli occhi dello storico al periodo borbonico per capire che anche sotto il profilo dell'assistenza quella Sicilia non era la regione arretrata cui gli stereotipi più diffusi ci hanno abituato. Anzi: «Specie il primo periodo borbonico, quello del riformismo, segue le tracce dell'assolutismo illuminato dei grandi prìncipi europei. Nel campo dell'assistenza, c'è una fortissima consonanza con la realtà europea e a tratti un'accelerazione, un anticipo», osserva Silvana Raffaele, ordinario di Storia moderna alla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Catania.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I modelli sono piuttosto innovativi, per l'epoca: «Nel Settecento in Sicilia e a Napoli si aprono i Grandi alberghi dei poveri, opifici cui sono destinati i poveri che vengono tolti dalla strada e messi in condizione di lavorare, sul modello delle work houses di età elisabettiana», dice la professoressa, studiosa di quel periodo e autrice di saggi sulla famiglia, la società e la condizione della donna.&lt;br /&gt;«Un secondo elemento è l'attenzione nei confronti della donna, mirata pur sempre al controllo sociale e a un concetto che collima con quello di onore, non soltanto siciliano ma europeo. Era infatti problema avvertito il passaggio di patrimonio, che doveva essere certo e sicuro. Per questo il padre doveva quindi non avere alcun dubbio quel figlio fosse suo. Di qui la necessità dell'assoluta fedeltà delle spose e lo stigma della prostituzione, che viene nettamente distinta. In questa logica, si aprono i conservatori della virtù, dove a tutte le donne ospitate viene insegnato un mestiere. A Catania ce ne saranno nove».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segue la stessa impostazione la nascita delle «giunte dei figlioli proietti, primo esempio di struttura di tipo centralizzato per l'assistenza all'infanzia abbandonata». Una sorge a Palermo, svariate altre in Sicilia. Il «beneficio» non è solo la nota ruota fuori dai conventi, che serve ad affidare i bambini non voluti conservando l'anonimato. «Il Comune paga gli alimenti dei bambini fino a cinque anni per i maschi, dopodiché procura un lavoro, e indirizza le ragazze ai conservatori. La ruota di Catania, in venti anni, dal '40 al '60, ricevette quasi 10mila bambini, di cui l'83% morì», sottolinea la professoressa.&lt;br /&gt;Dopo la restaurazione, i Borbone proseguirono una vasta azione di tipo sociale, stavolta sul modello francese. «La scuola primaria diventa gratuita: non obbligatoria perché non si potevano costringere le famiglie povere a privarsi delle braccia da lavoro. Nasce un sistema di scuola secondaria che prevede non solo licei e collegi per i dotti, ma anche scuole professionali attorno alle nuove professioni emergenti, diplomatici, militari etc. Era insomma una Sicilia in perfetta consonanza con l'Europa», afferma Raffaele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di lì a poco, nel 1877, ne "I contadini in Sicilia", così Sidney Sonnino descriverà le condizioni delle strutture di assistenza: «La classe dei cosiddetti galantuomini ha in mano tutte le amministrazioni comunali, e inoltre la gestione di tutto il denaro delle Opere pie [...]. Lo spettacolo diventa più doloroso ancora se dalle amministrazioni comunali, ci volgiamo a considerare le Opere pie e le condizioni della beneficenza pubblica in Sicilia. I monti frumentari sono diventati quasi dappertutto un mezzo nelle mani degli amministratori per esercitare l'usura per conto proprio e su più vasta scala [...].Le Opere pie sono considerate in genere dalla classe che le amministra come un campo che deve sfruttare per suo proprio vantaggio. Per gli onesti sono un mezzo di influenza e di favoritismo; per i meno onesti una sorgente di facili lucri e di illeciti guadagni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Orazio Vecchio, 28 DICEMBRE 2010&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-2213079619912818781?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/2213079619912818781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=2213079619912818781&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2213079619912818781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2213079619912818781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/12/la-sicilia-sotto-i-borboni-sicilia-al.html' title='(LA SICILIA) SOTTO I BORBONI SICILIA AL PASSO CON L&apos;EUROPA'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TRwzrsthewI/AAAAAAAAA10/cZ3JsTGoUFs/s72-c/LASICILIA-BORBONI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-8688474172964057112</id><published>2010-12-21T04:05:00.000-08:00</published><updated>2010-12-21T05:16:26.607-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Augusta(SR) - Relazione del sopralluogo al telegrafo borbonico.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TRCZ-hqMgII/AAAAAAAAA1k/FdGkyt5ql7k/s1600/cozzo-simona-farina.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TRCZ-hqMgII/AAAAAAAAA1k/FdGkyt5ql7k/s400/cozzo-simona-farina.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553107640014110850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Davide Cristaldi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vicepresidenta nazionale Comitati Due Sicilie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella del 19 dicembre è stata una giornata che ha messo un ulteriore tassello nella riscostruzione della storia borbonica siciliana.&lt;br /&gt;Folto, interessato ed esigente il pubblico che ha partecipato alla spedizione di Cozzo Telegrafo, così come ho particolarmente apprezzato l'entusiasmo, la preparazione e la capacità di coinvolgimento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivan Alicata&lt;/span&gt; dell'associazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Natura Sicula&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luca di Giacomo&lt;/span&gt; dell'associazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marilighea&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondamentale  per il successo dell'iniziativa è stata la presenza dell'archeologo e storico locale &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Italo Russo&lt;/span&gt;, il primo ad aver trovato le fonti ed identificato i resti del telegrafo borbonico di Diavolodopera. Grazie a lui siamo entrati agevolmente nel sito ed abbiamo potuto ricostruire in maniera più che esaustiva quelle che furono le vicende storiche della stazione telegrafica.&lt;br /&gt;Inaspettata quanto lieta la presenza di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Carmelo Modica&lt;/span&gt;, uomo di provata fede borbonica che ho avuto modo di conoscere domenica quando si è unito alla nostra spedizione e con il quale spero si avvi presto una proficua collaborazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da segnalare in Augusta la presenza dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Associazione "Due Sicilie"&lt;/span&gt; guidata dal presidente &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giacomo Casole&lt;/span&gt;, che ho avuto modo di conoscere sempre domenica, anche con la sua associazione mi auguro di poter organizzare presto qualcosa insieme.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Premessa storica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La zona in cui sorge il telegrafo ottico di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Diavolodopera&lt;/span&gt;, altresì detto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Diavolopri"&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Avolo d'Opra"&lt;/span&gt;, è oggi conosciuto con il toponimo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Cozzo Telegrafo"&lt;/span&gt; e si trova su un'altura tra Brucoli ed Agusta. La stazione telegrafica si trovava tra quella adiacente del fiume Simeto (Casa Portoghese) e quella del comune di Augusta (Terra Vecchia) Come appare nella legenda della cartina telegrafica del Regno delle Due Sicilie, "Diavolodopera" serviva anche per l'avvistamento e la segnalazione dei navigli che costeggiavano lo spazio di mare sottostante.&lt;br /&gt;La data di costruzione esatta non la conosciamo, ma di certo risalente a qualche mese dopo il 1816, anno in cui fu costituito il Regno delle Due Sicilie ed istituito in Sicilia il sistema di comunicazione telegrafica ottica con il sistema Depillon (telegrafo a 3 braccia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;La spedizione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiti da Augusta abbiamo raggiunto Cozzo Telegrafo in 15 minuti circa. Questa montagnola, famosa per gli eventi bellici che la videro protagonista come importante caposaldo italo-tedesco per la difesa di Catania dall'esercito inglese guidato dal generale Montgomery, si presenta come un sistema irto di tunnel sotterranei, cunicoli, bunker, vasche per cannoni tutti costruiti durante la seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;Giunti sulla sommità del cocuzzolo, il Sig. Russo ci ha mostrato il punto in cui sorgeva il telegrafo: abbiamo in effetti rinvenuto i resti dell'intonaco sui cui  era poggiato il macchinario, i resti del muro perimetrale della casupola, di mattonelle della stessa e di tegole. Ma soprattutto, abbiamo trovato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;-&lt;/span&gt; due "T" (TELEGRAFO) incise nella roccia, rivolte verso i due telegrafi adiacenti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;-&lt;/span&gt; un bottone in ferro, arrugginito, con sopra quello che sembra essere un giglio borbonico (probabilmente smarrito da un ufficiale telegrafista) per il quale faremo una precisa perizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- &lt;/span&gt;resti di piatti, zuppiere, vasellame in terracotta maiolicata in genere in uso nel'800, per i quali il Sig. Russo si occuperà di fare una perizia che dovrà stabilire la data certa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggiorparte di questo materiale, così come diversi mattoni, sono stati rinvenuti anche a 20 metri di distanza, in tutte le direzioni, segno inequivocabile di un esplosione, certamente avvenuta durante i bombardamenti dell'ultima guerra: secondo i dati storici del nostro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Armando Donato Mozer&lt;/span&gt;, responsabile dei CDS per la provincia di Messina ed esperto di militaria, la stazione telegrafica borbonica fu fatta saltare la mattina del 15 luglio 1943 a seguito dei massicci bombardamenti inglesi, per terra e per mare, che alle 12.30 dello stesso giorno provocarono la caduta del caposaldo di Cozzo Telegrafo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finiti gli opportuni rilevamenti ed il sopralluogo, è stato esposto al pubblico un excursus storico del Regno delle Due Sicilie, è stata mostrata e spiegata la bandiera del Regno delle Due Sicilie così come la cartina telegrafica del Regno, oggetti rivelatisi particolarmente apprezzati come dimostra la salva di domande e curiosità a cui il sottoscritto ha riposto con piacere.&lt;br /&gt;La stragrande maggioranza dei partecipanti era ignara della storia del Regno delle Due Sicilie e dei suoi primati, per questo la missione può dirsi più che compiuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_rsgallery2&amp;amp;Itemid=64&amp;amp;catid=64"&gt;Tutte le foto dell'evento&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-8688474172964057112?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/8688474172964057112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=8688474172964057112&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8688474172964057112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8688474172964057112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/12/augustasr-relazione-del-sopralluogo-al.html' title='Augusta(SR) - Relazione del sopralluogo al telegrafo borbonico.'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TRCZ-hqMgII/AAAAAAAAA1k/FdGkyt5ql7k/s72-c/cozzo-simona-farina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5434786023286765915</id><published>2010-12-15T04:47:00.000-08:00</published><updated>2010-12-15T04:55:28.207-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Riposto(CT) - Gli chiedono di eseguire l'Inno di Mameli, ma lui suona quello del Regno delle Due Sicilie</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TQi5Xsa1hWI/AAAAAAAAA1c/p_TzeG3kQC8/s1600/lasicilia-articolo%2Binno%2Briposto-lunedi-13-dicembre-2010.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550890357445985634" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 346px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TQi5Xsa1hWI/AAAAAAAAA1c/p_TzeG3kQC8/s400/lasicilia-articolo%2Binno%2Briposto-lunedi-13-dicembre-2010.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'articolo, a firma di &lt;strong&gt;Salvo Sessa&lt;/strong&gt; è apparso sul quotidiano &lt;strong&gt;LA SICILIA&lt;/strong&gt; il &lt;em&gt;13 dicembre 2010&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;I presenti raccontano che il maestro Di Donato, a conclusione del suo concerto all'organo, è stato invitato a suonare l'inno di Mameli. Con garbo si è rifiutato, optando, invece, per quello del Regno delle Due Sicilie.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta sicuramente è stata dettata dallo strumento che suonava. Infatti, all'organo, l'inno di Paisello, "rende" molto meglio di quello savoiardo.&lt;br /&gt;Infatti alla gente è molto piaciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5434786023286765915?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5434786023286765915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5434786023286765915&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5434786023286765915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5434786023286765915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/12/ripostoct-gli-chiedono-di-eseguire.html' title='Riposto(CT) - Gli chiedono di eseguire l&apos;Inno di Mameli, ma lui suona quello del Regno delle Due Sicilie'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TQi5Xsa1hWI/AAAAAAAAA1c/p_TzeG3kQC8/s72-c/lasicilia-articolo%2Binno%2Briposto-lunedi-13-dicembre-2010.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4151527252888362469</id><published>2010-12-06T08:04:00.000-08:00</published><updated>2010-12-14T01:24:10.501-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Alla ricerca del telegrafo ottico borbonico di Diavolodopera</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TQc3s7tsnOI/AAAAAAAAA1U/GFJ8l3BYmmI/s1600/diavolodopera-manifesto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550466310840556770" style="WIDTH: 290px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TQc3s7tsnOI/AAAAAAAAA1U/GFJ8l3BYmmI/s400/diavolodopera-manifesto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione siciliana dei &lt;strong&gt;Comitati Due Sicilie&lt;/strong&gt;, le associazioni &lt;strong&gt;Natura Sicula&lt;/strong&gt; sez. Augusta e &lt;strong&gt;Marilighea&lt;/strong&gt; hanno il piacere di invitare iscritti e simpatizzanti alla spedizione per la ricerca del telegrafo ottico di &lt;strong&gt;Diavolodopera&lt;/strong&gt;, secondo alcuni documenti storici posto sulle alture di Cozzo Telegrafo, nei pressi di Augusta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'appuntamento è fissato per il &lt;strong&gt;19 dicembre 2010 ore 09.30 a Piazza Fontana in Augusta(SR)&lt;/strong&gt;, indirizzo in cui è stato previsto il punto di raccolta.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Accompagnatore ufficiale alla spedizione sarà &lt;strong&gt;Ivan Alicata&lt;/strong&gt; dell'associazione Natura Sicula, che ci condurrà sulle alture di Cozzo Telegrafo dove lo storico locale &lt;strong&gt;Italo Russo&lt;/strong&gt;, per primo ad aver rinvenuto le tracce storiche della stazione telegrafica borbonica ci parlerà dei suoi studi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vicepresidente nazionale e coordinatore per la Sicilia - Comitati Due Sicilie&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4151527252888362469?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4151527252888362469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4151527252888362469&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4151527252888362469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4151527252888362469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/12/alla-ricerca-del-telegrafo-ottico.html' title='Alla ricerca del telegrafo ottico borbonico di Diavolodopera'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TQc3s7tsnOI/AAAAAAAAA1U/GFJ8l3BYmmI/s72-c/diavolodopera-manifesto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3469008266814123110</id><published>2010-11-30T23:50:00.000-08:00</published><updated>2010-11-30T23:54:19.233-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Tommaso Romano. Dal Regno delle Due Sicilie al Declino del Sud</title><content type='html'>&lt;a href="http://alleanzaetica.myblog.it/media/02/02/687133705.png"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 576px" alt="" src="http://alleanzaetica.myblog.it/media/02/02/687133705.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Riceviamo e pubblichiamo volentieri la segnalazione inviataci dall'autore siciliano e lo ringraziamo per aver citato i Comitati Due Sicilie nel suo libro.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Buonasera, vorrei segnalare il mio ultimo libro pubblicato da Thule "Dal Regno delle Due Sicilie al Declino del Sud". Per maggiori informazioni www.tommasoromano.it, mentre per eventuali acquisti il libro è offerto dal sito www.tecnofferte.it. Ringrazio anticipatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordialità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tommaso Romano&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una nuova imperdibile pubblicazione di Tommaso Romano: "Dal Regno delle Due Sicilie al declino del Sud"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato da Thule di Palermo (via Ammiraglio Gravina 95) il nuovo volume di Tommaso Romano "Dal Regno delle Due Sicilie al declino del Sud" (pp 104), un' analisi impietosa della crisi del meridione nata dalla conquista del sud di garibaldini e piemontesi, un ritratto dei principali protagonisti e delle loro contraddizioni, un indagine socio-economica e spirituale sulle reali condizioni del Regno delle Due Sicilie con la dinastia dei Borbone, continuatrice della più antica monarchia del sud. Il volume in sei agili capitoli è arricchito da citazioni illuminanti sulle condizioni pre post-unitarie del meridione, ed ha inoltre una selezione di canti e testi letterari del legittimismo fino a d'Annunzio e Pirandello. Conclude il saggio un ampia bibliografia con orientamenti bibliografici sui temi trattati e una ricca selezione di fotografie e documenti alcuni assolutamente inediti. Il libro non è solo un esame storico documentario, ma offre anche una prospettiva politico-economico sociale per il riscatto della Sicilia e del meridione. Ha scritto il noto filosofo Antonio Livi, Professore Emerito di Filosofia della Conoscenza alla Pontificia dell'Università Lateranense: "mi congratulo vivamente con il prof. Tommaso Romano per questo ben documentato lavoro che getta una nuova luce (di verità) sulla storia d'Italia e sulla lotta (militar-politica, oltre che culturale) al cattolicesimo".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3469008266814123110?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3469008266814123110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3469008266814123110&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3469008266814123110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3469008266814123110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/11/tommaso-romano-dal-regno-delle-due.html' title='Tommaso Romano. Dal Regno delle Due Sicilie al Declino del Sud'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-535954601505581209</id><published>2010-11-25T09:48:00.000-08:00</published><updated>2010-11-25T09:56:01.356-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Dopo Giarre, spunta a Lentini un'altra Aquila Borbonica.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TO6iTSXXR1I/AAAAAAAAA08/lLlG0RFNPto/s1600/aquila%2Bborbonica%2Blentini.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543546643570706258" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TO6iTSXXR1I/AAAAAAAAA08/lLlG0RFNPto/s400/aquila%2Bborbonica%2Blentini.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La storia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"In epoca Borbonica intorno il 1819&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; un ignoto artista lentinese in onore degli imminenti Festeggiamenti dei Santi Martiri Alfio, Filadelfo e Cirino Avvocati Fratelli e Patroni della Città, realizzò un vessillo con dipinto l'Aquila Reale con scudo squadrato"&lt;/em&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://comitatosiciliano.blogspot.com/2008/05/larazzo-borbonico-di-giarre-ct.html"&gt;&lt;strong&gt;L'arazzo borbonico di Giarre(CT)&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;La data probabilmente è antecedente in quanto l'Aquila Borbonica rappresentò la Sicilia solo fino al 1816.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringraziamo &lt;strong&gt;Federico Franco&lt;/strong&gt; per la segnalazione&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-535954601505581209?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/535954601505581209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=535954601505581209&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/535954601505581209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/535954601505581209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/11/dopo-giarre-spunta-lentini-unaltra.html' title='Dopo Giarre, spunta a Lentini un&apos;altra Aquila Borbonica.'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TO6iTSXXR1I/AAAAAAAAA08/lLlG0RFNPto/s72-c/aquila%2Bborbonica%2Blentini.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7184991871808787897</id><published>2010-11-17T10:58:00.000-08:00</published><updated>2010-11-17T11:09:49.276-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>(Marco Zambuto, sindaco di Agrigento) Il divario Nord-Sud nasce dopo l'Unità d'Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ilportaledelsud.org/images/locomotiva7.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 226px;" src="http://www.ilportaledelsud.org/images/locomotiva7.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di MARCO ZAMBUTO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come accade quando qualcuno, come il Presidente della Regione, pone un tema essenziale, trionfano retorica e denigrazione. Che è il modo per continuare a non sapere e lasciare che le cose scorrano come sempre. Interrogarsi sul valore da attribuire all'Unità d'Italia e alle sue conseguenze rimane un passaggio imprescindibile. Ecco perché, invece di sbandierare vuoti proclami o di indossare la maschera della sudditanza, occorrerebbe stare ai fatti, nella consapevolezza che non può esistere coscienza nazionale senza verità storica&lt;span class="fullpost"&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una storia di parte sarà sempre al servizio di una parte del paese. E l'UDC, come partito della Nazione, sa che la storia non è materia da lasciare agli storici e serve ad unire, non a dividere. Secondo un'autorevole tesi il divario tra Nord e Sud si sarebbe determinato a distanza di cinquant'anni dall'Unità d'Italia, a causa dell'industrializzazione del Nord-ovest.&lt;br /&gt;Non si è però spiegato perché quell'industrializzazione sia stata limitata solo a determinate aree geografiche. Si trattò di un caso o di una precisa scelta strategica? E, per esempio, Mongiana (Calabria), una delle migliori industrie siderurgiche d'Europa, con 1.200 operai all'attivo, chiusa all'indomani dell'Unità, non rientrava forse in quella politica industriale che prevedeva, fin dall'unificazione, che un'area del paese dovesse produrre i beni ed un'altra li dovesse consumare? E tale industrializzazione non ha avuto bisogno di un sistema infrastrutturale (viario, ferroviario, portuale, energetico, ecc…) che si è infatti realizzato al Nord e non al Sud? E non continua ad averne bisogno ancora oggi? Senza dire che, dal punto di vista industriale, non è vero che, al 1861, esisteva un divario tra Nord e Sud. «La percentuale di popolazione attiva addetta all'industria era superiore al Sud che al Nord», ha scritto Amedeo Lepore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1856, alla Mostra di Parigi, il Regno delle Due Sicilie veniva premiato come paese più industrializzato d'Italia. E, come hanno dimostrato Daniele e Malanima, i dati sui saggi salariali a Nord e a Sud, sia urbani che rurali, non rivelavano, al 1861, sostanziali differenze.&lt;br /&gt;Tutto questo per dire che, sul piano industriale e infrastrutturale, sono state le scelte di politica economica post-unitarie a gettare le basi di quel divario che, inevitabilmente, ci portiamo appresso. &lt;br /&gt;Il fascismo ha fatto solo il resto: da un lato, creando coi soldi pubblici l'IRI per salvare dalla crisi le grandi industrie del Nord e, dall'altro, obbligando, per esempio, i siciliani, che praticavano da tempo l'agricoltura specializzata, a tornare a produrre grano. Né l'Italia Repubblicana ha invertito la tendenza: si confronti quanto è stato speso al Nord e al Sud negli ultimi sessant'anni in scuole, strade, ferrovie, aeroporti, rete energetica, ecc… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tanto vituperata Cassa per il Mezzogiorno spendeva ogni anno solo lo 0,5 per cento del prodotto interno lordo.&lt;br /&gt;Ma c'è un altro aspetto che non viene ricordato abbastanza e che è alla base di quello spaventoso fenomeno che ha svuotato di decine di milioni di persone le terre del Sud e che non si era mai conosciuto fino al 1861. Al Sud l'Unità d'Italia venne realizzata a vantaggio di una ristrettissima cerchia di proprietari terrieri. Lo Stato sabaudo confiscò le terre ecclesiastiche e demaniali e, infischiandosene della massa di contadini che reclamavano un pezzo di terra, le vendette per fare cassa a chi poteva comprarle. Con la conseguenza che una classe di ex gabelloti divenne più ricca e, nonostante le promesse di Garibaldi, venne impedito che nascesse una diffusa classe di piccoli proprietari terrieri. La conclusione drammatica fu la fine degli usi civici: ossia, di quell'istituto che per secoli, all'interno delle terre ecclesiastiche e demaniali, aveva consentito ai contadini di vivere. In conclusione, a volerli conoscere, i fatti dicono che la questione è reale e sentita. E che, i fatti, serve ricostruirli, metterli insieme ed evidenziare come gli uni non si spieghino senza gli altri. Serve soprattutto a capire che per troppo tempo i siciliani sono stati privati di quel complesso di infrastrutture necessario per sottrarsi all'infido giogo dell'assistenzialismo e per esprimere, anche attraverso la fiscalità di vantaggio, quelle energie che, in breve tempo, lo porrebbero al pari di qualunque popolo d'Europa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FONTE: http://www.gds.it/gds/sezioni/commenti/dettaglio/articolo/gdsid/134085/&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7184991871808787897?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7184991871808787897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7184991871808787897&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7184991871808787897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7184991871808787897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/11/marco-zambuto-sindaco-di-agrigento-il.html' title='(Marco Zambuto, sindaco di Agrigento) Il divario Nord-Sud nasce dopo l&apos;Unità d&apos;Italia'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7612154030782708030</id><published>2010-11-04T01:08:00.000-07:00</published><updated>2010-11-04T03:21:45.270-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eroi borbonici siciliani'/><title type='text'>Generale Matteo Negri, un eroe borbonico siciliano</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TNKGTFEhF4I/AAAAAAAAA00/wIKTiawBfKc/s1600/matteo_negri.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5535634554328520578" style="WIDTH: 244px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TNKGTFEhF4I/AAAAAAAAA00/wIKTiawBfKc/s320/matteo_negri.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(Palermo, 21 giugno 1818 – Garigliano, 29 ottobre 1860)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fonte: L'Alfiere&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 29 ottobre del 1860, centocinquanta anni or sono, cadeva da eroe, sul ponte del Garigliano, difendendo l’arretramento difensivo dell’armata reale, il generale di Brigata Matteo Negri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nato a Palermo il 21 giugno 1818, primo di sei figli, dall’allora capitano Michele Negri, dei baroni di Paternò, e di Maria Antonia Termini dei duchi di Vaticani, entrò nel Real Collegio Militare della Nunziatella a soli 14 anni, il primo di ottobre del 1832. Ne uscì Alfiere dell’arma di Artiglieria il 1° marzo 1839.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dotato di grande intelligenza, si dedicò allo studio della sua specialità e pubblicò testi di alto valore scientifico sulle nuove bocche da fuoco e sui fucili a canna rigata. Bruciò le tappe di una carriera più unica che rara. L’otto agosto del 1860 è promosso tenente colonnello ed il 7 settembre raggiunge Capua per obbedire al Sovrano.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo comandante dell’Esercito Napolitano, generale Giosuè Ritucci, lo volle con sé, nominandolo sottocapo di Stato Maggiore. Il 19 settembre i garibaldini attaccarono su tutta la linea la piazza di Capua e Matteo Negri, comandando le artiglierie, diede prova di grande valore. Il 1° ottobre ancora onore e gloria per Matteo Negri. Il capitano Ludovico Quandel così lo definì: “Bravissimo sia per le cognizioni che possiede quanto per la fermezza e coraggio di cui è dotato, sarebbe stato utilissimo all’Esercito se i suoi consigli dati con militare franchezza fossero stati uditi. Egli però aveva trovati oppositori molti e tentennamenti oltremodo nocivi. Aveva ricevuto il comando superiore delle Batterie ed era perciò stato quasi allontanato dai consigli di guerra, sbaglio gravissimo e non solo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 18 ottobre l’esercito piemontese, forte di oltre quarantamila uomini, in violazione ai vigenti trattati di pace, attraversò la frontiera del regno, dagli Abruzzi, per soccorrere l’Esercito Meridionale di Garibaldi. L’avvenimento pose l’Esercito Napolitano nell’impossibilità di restare, in una stretta difensiva, al di là del Volturno presso la piazza di Capua. Fu perciò necessario farlo ritirare dietro un’altra linea difensiva più adatta alle nuove condizioni di forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matteo Negri intanto è stato promosso colonnello e subito dopo Generale di Brigata. Dal 20 al 28 ottobre organizza l’arretramento difensivo di circa 19.000 uomini combattenti delle tre armi dell’esercito dal Volturno al Garigliano per stabilire la nuova linea di resistenza delle forze Napolitane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi giorni di ottobre, il generale Cialdini, con una azione a sorpresa, cercò di passare il Garigliano con due reggimenti di lancieri, un reggimento di dragoni, 4 battaglioni di bersaglieri, appoggiati da 8 pezzi di artiglieria. In tutto poco più di 3.000 uomini. Il ponte in ferro sul Garigliano era difeso dal 3° e 4° Cacciatori e da un Battaglione del 3° di Linea, con il 14° Cacciatori di rincalzo, appoggiati da 24 cannoni da campo ed 8 pezzi da montagna. Sulla riva sinistra era in posizione avanzata il 2° Cacciatori con un paio di squadroni di Lancieri ed uno del 1° Ussari. Il Generale Matteo Negri aveva il comando dell’Artiglieria ed il generale Colonna il comando superiore. In questo scenario, il generale Matteo Negri viene mortalmente ferito in più parti del corpo. Noncurante delle gravi ferite continua a dare ordini, garantendo il passaggio dell’armata. Infatti, l’attacco frontale piemontese fu respinto e l’Armata Napolitana potè ripiegare, ordinatamente, verso Gaeta. Poco prima di spirare, mentre il cannone tuona vicino a lui, è attorniato dai primi soccorritori: il capitano Ludovico Quandel, il conte di Caserta Alfonso di Borbone, il capitano Raffaele D’Agostino. Tutto è ormai inutile. Il generale Negri rende l’anima a Dio confortato dai commilitoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Re Francesco II, appresa la ferale notizia stabilì: &lt;em&gt;"Le sue rare virtù lo rendono degno di essere ricordato alla posterità; però dopo che avrà ricevuto in questa Piazza gli onori funebri, che troppo gli sono dovuti, saranno le spoglie racchiuse in un sepolcrale monumento che sarà eretto in questo Duomo".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://comitatosiciliano.blogspot.com/search/label/eroi%20borbonici%20siciliani"&gt;Qui la lista in fase di completamento di tutti i siciliani che si distinsero con onore ed abnegazione nella difesa della loro patria&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://comitatosiciliano.blogspot.com/search/label/eroi%20borbonici%20siciliani"&gt; &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7612154030782708030?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7612154030782708030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7612154030782708030&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7612154030782708030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7612154030782708030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/11/generale-matteo-negri-un-eroe-borbonico.html' title='Generale Matteo Negri, un eroe borbonico siciliano'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TNKGTFEhF4I/AAAAAAAAA00/wIKTiawBfKc/s72-c/matteo_negri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7885784908487187685</id><published>2010-10-26T11:45:00.000-07:00</published><updated>2010-10-26T11:47:28.530-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>(La Sicilia) Proposta di inserimento delllo stemma borbonico nel Gonfalone della Regione Siciliana</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TMciKJQIv0I/AAAAAAAAA0s/Q0B9Ff-ldCI/s1600/gonfalone.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532428224925581122" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 184px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TMciKJQIv0I/AAAAAAAAA0s/Q0B9Ff-ldCI/s400/gonfalone.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studiosi messinesi, che si appellarono invano alla corretta realizzazione di uno stemma della Sicilia rispettoso della grande storia dell'Isola, protesa da sempre verso l'Europa per gli antichi legami con Germania, Austria, Francia, Gran Bretagna e Spagna, presentarono all'allora Presidente della Regione Siciliana e per conoscenza al Re di Spagna, ai Presidenti della Repubblica Tedesca e della Repubblica Francese una dettagliata relazione con uno stemma ben preciso.&lt;br /&gt;Le osservazioni dei componenti dell'Associazione Amici del Museo e del Rotaract Club di Messina, coordinati dal compianto araldista Principe Giovanni von Falkensburg, presentavano uno stemma composto dagli emblemi delle principali Case Regnanti dell'Isola......&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;......Infine, il quarto quarto, tre gigli d'oro in campo azzurro, due sull'altro, al bordo di rosso.&lt;br /&gt;Elegante e regale stemma della dinastia Borbone che resse il Regno di Sicilia, insieme aquello di Napoli, dal 1735 al 1861.&lt;br /&gt;Antico blasone dei Reali di Francia, i gigli o fiordalisi sono i più nobili fiori e rappresentano fin dalla loro origine la speranza, la purità, la chiara fama, il principe benigno ed il retto giudice.&lt;br /&gt;Per concludere, gli studiosi messinesi auspicavano di collocare "sopra il tutto" o "nello scudetto del core" l'antico emblema del popolo siciliano, la mitica Triscele per aver così uno stemma corretto che racchiudesse in se tutta la grande storia di un popolo che per quasi un millennio fu Nazione. Non è mai troppo tardi per rivedere lo Stemma ed il Gonfalone della nostra nobile Terra, dato che, è noto l'interesse dell'attuale Presidente della Regione Siciliana per la riscoperta della storia dell'Isola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Marco Grassi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7885784908487187685?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7885784908487187685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7885784908487187685&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7885784908487187685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7885784908487187685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/10/la-sicilia-proposta-di-inserimento.html' title='(La Sicilia) Proposta di inserimento delllo stemma borbonico nel Gonfalone della Regione Siciliana'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TMciKJQIv0I/AAAAAAAAA0s/Q0B9Ff-ldCI/s72-c/gonfalone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-7089611561422372979</id><published>2010-10-25T11:25:00.000-07:00</published><updated>2010-10-25T11:30:04.033-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>(Video/Palermo) Conferenza e Messa su Francesco II ed i caduti duosiciliani</title><content type='html'>&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C_5RoyzfNw0?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/C_5RoyzfNw0?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;A cura di Alleanza Etica&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Video della conferenza e della messa tenutasi a Palermo il 25 ottobre.&lt;br /&gt;Interviste a Nino Sala(Alleanza Etica) e Antonio di Janni (Ordine Costantiniano sez. Sicilia)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-7089611561422372979?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/7089611561422372979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=7089611561422372979&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7089611561422372979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/7089611561422372979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/10/videopalermo-conferenza-e-messa-su.html' title='(Video/Palermo) Conferenza e Messa su Francesco II ed i caduti duosiciliani'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4141258160553988504</id><published>2010-10-20T08:15:00.000-07:00</published><updated>2010-11-04T03:40:51.668-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Sciacca. Anche l'Istituto Reale di Casa Savoja appoggia Maria Sofia</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Lettere al direttore 19 Ott 2010 Sciacca: rispetto della storia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comune di Sciacca ha deliberato di intitolare una piazza all'ultima Regina delle Due Sicilie, Maria Sofia von Wittelsbach, Principessa Reale in Baviera. Prima e dopo il voto dell'amministrazione comunale, l’Ircs, Istituto della reale casa di Savoia, ha sostenuto il doveroso omaggio alla consorte di Re Francesco II, figlio di Re Ferdinando II e della Venerabile Maria Cristina di Savoia. Oggi rinnoviamo il nostro pieno sostegno all'iniziativa, che s'inscrive nel ricordo della storia e si oppone alla diatriba creata da alcuni consiglieri comunali che hanno pubblicamente minacciato di far decadere l'amministrazione comunale se il sindaco renderà esecutiva la delibera, con il pretesto che intitolare una piazza alla Regina Maria Sofia, intersecante con Via Salvador Allende, infangherebbe il leader cileno. Una motivazione chiaramente ideologica, lontana dalla ragione e dal buon senso.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo a tutti di non strumentalizzare il progetto e di non confondere la storia del Meridione, alla quale i Borbone hanno tanto contribuito, e dell'Italia con quella di un leader che non tutti giudicano allo stesso modo. Un personaggio che si dichiarava marxista ed ha inciso sulla vita di uno Stato sovrano che ha fortunatamente ritrovato la necessaria democrazia. Alla vigilia del 150esimo anniversario della proclamazione del Regno d'Italia, auspichiamo che si possa giungere presto alla condivisione, con buon senso, di un patrimonio storico nazionale, al quale tutti gli italiani hanno diritto. Il gioco al massacro della nostra memoria storica non giova a nessuno, mentre danneggia tutti e tende a privare le generazioni future di una parte essenziale del patrimonio comune, senza la quale l’identità nazionale non può dirsi completa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Convinto del necessario superamento di posizioni antiche o anacronistiche e politicizzate, l’Ircs ringrazia l'amministrazione comunale di Sciacca per la sua doverosa iniziativa, invitandola a rendere esecutiva al più presto la delibera ed assicurando la sua presenza all'evento storico-culturale dedicato alla prozia della Regina d'Italia Maria José.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alberto Casirati&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;presidente Ircs &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fonte: &lt;a href="http://agrigentonotizie.it/lettere-al-direttore/sciacca-rispetto-della-storia_53450.php"&gt;http://agrigentonotizie.it/lettere-al-direttore/sciacca-rispetto-della-storia_53450.php&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4141258160553988504?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4141258160553988504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4141258160553988504&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4141258160553988504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4141258160553988504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/10/sciacca-anche-listituto-reale-di-casa.html' title='Sciacca. Anche l&apos;Istituto Reale di Casa Savoja appoggia Maria Sofia'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5868367572566510184</id><published>2010-10-15T11:45:00.000-07:00</published><updated>2010-10-15T11:59:02.709-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Maria Sofia/Sciacca: Diventa un caso la mancata intitolazione della piazza alla Regina</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TLijpPmNXDI/AAAAAAAAA0k/FXutPL-0Vlc/s1600/sciacca.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528348471554038834" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 89px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TLijpPmNXDI/AAAAAAAAA0k/FXutPL-0Vlc/s400/sciacca.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;RACCOMANDATA A MANO &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Sindaco di Sciacca&lt;br /&gt;Vito Bono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e, per conoscenza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Prefetto di Agrigento&lt;br /&gt;Francesca Ferrandino (via email)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Presidente del Consiglio Comunale&lt;br /&gt;Filippo Bellanca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’Assessore alla Cultura&lt;br /&gt;Carmelo Brunetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai Consiglieri Comunali di Sciacca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla Commissione Toponomastica di Sciacca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A TELERADIOSCIACCA&lt;br /&gt;Giuseppe Recca ( via email)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AL CORRIERE DI SCIACCA&lt;br /&gt;Filippo Cardinale (via email)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai Comitati Due Sicilie (Caserta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al periodico bimestrale Due Sicilie (Vicenza)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A LiveSicilia (via email)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;OGGETTO/QUESITO: E’ normale avere la strada più bella di Sciacca intitolata ad un politico cileno sotto accusa nella sua nazione di “essere stato come Hitler ???” &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Signor Sindaco, premesso che son passati circa 6 mesi dall’approvazione alla unanimità, da parte della Sua Giunta, della intestazione di uno slargo senza nome e adibito a discarica di materiali inerti da costruzione, fatto riqualificare dalla passata amministrazione su nostro input, ancora oggi, a distanza di 6 mesi, non si hanno notizie di detta intitolazione.&lt;br /&gt;Nonostante le mie dimissioni per protesta dalla Commissione Toponomastica ed una puntata della trasmissione TV di TRS, Lei continua a tenere chiusa, arbitrariamente, nel cassetto dell’oblio una delibera legittimamente e legalmente approvata. PERCHE’ ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non scontentare i comunisti che sostengono la Sua traballante amministrazione ?&lt;br /&gt;Ebbene legga attentamente la presente per rendersi conto in quale vespaio Lei si è andato a cacciare.&lt;br /&gt;I comunisti nell’opporsi alla predetta intitolazione, addussero nella trasmissione TV succitata, motivi di “tentata lesa maestà” per l’aver osato, i firmatari della petizione, affiancare il nome dell’ultima Regina del Regno delle Due Sicilie, trattata come se fosse stata una donnaccia, a quello dell’eroico, unico, inimitabile, eccelso, da fare subito Santo di Salvador Allende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esimio Sindaco, Signor Prefetto, Signori Consiglieri Comunali e Signori Giornalisti che leggete per conoscenza, allegato alla presente invio una corrispondenza del giornale telematico “Terra News” del 16 giugno 2010 a firma del giornalista Andrea Fagioli, corrispondente dal Cile del predetto giornale, tratta da un Forum di Sciacca.&lt;br /&gt;Ebbene in questo articolo si parla di accuse pesantissime fatte da uomini politici cileni, oggi, non all’epoca di Pinochet, contro Salvatore Allende, politico cileno morto suicida e, a dire di tanti non comunisti ovviamente, di godere di una quantomeno “chiacchierata” reputazione.&lt;br /&gt;Alcuni politici di rango cileni, che per le loro dichiarazioni hanno rassegnato le dimissioni dal proprio incarico, tra i quali anche Josè Pinera, economista di fama mondiale e fratello del Presidente della Repubblica Cilena Sebastian Pinera, hanno accusato, senza perifrasi, Allende di “essersi comportato come Hitler” verso il popolo cileno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora il fatto di avere la strada più bella di Sciacca intestata ad un politico straniero, accusato nella sua nazione, non in italia e non da gente qualunque ma da alte personalità politiche cilene, di essere stato per il popolo cileno, uguale ad Hitler, se non addirittura peggio, mi ha mandato letteralmente fuori dai “gangheri”, pensando alla motivazione per la quale Lei ha bloccato una legittima delibera della sua stessa giunta, ovvero se era il caso di affiancare l’onorato nome della Regina Maria Sophia di Borbone a quello del “Santo Subito”. Ebbene siamo noi che adesso non vogliamo quella intitolazione, se prima non provvederà a revocare quel nome dato dai politici di sinistra alla più bella strada della nostra città, ad uno sospettato di essere un nazista !!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “sinistra” che regge la sua amministrazione, Sindaco, e che ha fatto fuoco e fiamme per un pezzo di marciapiede intitolato ad un Regina facente parte della nostra storia, in questo frangente fà finta di ignorare la notizia e, ovviamente, tace come sempre o se parlerà, lo farà solo per calunniare e denigrare le personalità politiche cilene che hanno avuto il coraggio di “andare contro vento” dandomi la conferma, se mai ne avessi avuto bisogno, che Allende non è stato solo “il solito politico di sinistra”, ma è stato, forse, peggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sinistra italiana sempre pronta a trovare la pagliuzza negli occhi degli altri, ha già cominciato l’opera di denigrazione con Isabella Allende, non la scrittrice, bensì la figlia del politico cileno, sotto accusa, (fatta Senatrice dai socialisti chissà per quali meriti) che ha cominciato l’opera di denigrazione dei politici cileni che accusano il defunto padre, in una dichiarazione anche essa inserita nell’articolo in questione ed allegato alla presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sinistra saccense, in particolare quella “orgogliosamente orgogliosa di essere comunista” ha fatto e continua a fare di peggio. Da anni ed anni, presso la Commissione Toponomastica di Sciacca, giace una delibera regolarmente approvata, anche dal Prefetto di Agrigento, alla quale MAI sarà data attuazione, perché trattasi di politico NON DI SINISTRA, anche se a questa persona Sciacca “deve” le sue Terme.&lt;br /&gt;Gli stessi comunisti, in compenso però tramano, sottovoce, per intestare piazze o strade al proprio nonno o zio o cugino, politici locali di mezza tacca, e con ottime chanches di riuscita, dato che “anche” il suo cuore batte a sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sindaco, le chiedo pertanto di provvedere a far togliere quel nome che “infanga” la nostra città, perché di vergogne da sopportare Sciacca ne ha già tante, e di avere una strada intitolata ad un politico cileno paragonato ad Hitler dai suoi stessi connazionali, la nostra città ne fa volentieri a meno, ed in seguito, di dare attuazione alla delibera n° 88 del 14 aprile 2010, cioè la delibera che c’è , ma non c’è.&lt;br /&gt;I consiglieri comunali dell’opposizione, ai quali rivolgo un accorato appello. affinchè GIUSTIZIA sia fatta, sono pregati di produrre una interrogazione urgente in Consiglio Comunale, sulla opportunità di avere la strada più bella di Sciacca intestata ad uno, accusato di essere stato un “nazista” ed anche sulla “delibera che non c’è”, ovvero la delibera con la quale la Giunta Bono all’unanimità aveva votato l’intitolazione di un “Belvedere” a Maria Sophia di Borbone, che il Sindaco essendo stato rimbrottato dai suoi “amici”, ha provveduto a mettere nel cassetto dell’oblio, a far compagnia a quella del Senatore Abisso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, se non avremo riscontro favorevole a questa nostra istanza, attueremo forme di protesta più eclatanti, fino all’ottenimento della “revoca” di quel nome che INFANGA la nostra città, ritornando, di nuovo, a coinvolgere il Presidente della Repubblica, per ora tenuto volutamente fuori dalla diatriba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sciacca 14 ottobre 2010&lt;br /&gt;Pino Marinelli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Segretario Regione Sicilia –CDS-&lt;br /&gt;Comitati Due Sicilie&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terranews.it/news/2010/06/%C2%ABallende-come-hitler%C2%BB-e-bufera-sul-fratello-di-pinera"&gt;(articolo di Terra, ove Salvator Allende viene definito come Hitler)&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5868367572566510184?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5868367572566510184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5868367572566510184&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5868367572566510184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5868367572566510184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/10/maria-sofiasciacca-diventa-un-caso-la.html' title='Maria Sofia/Sciacca: Diventa un caso la mancata intitolazione della piazza alla Regina'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TLijpPmNXDI/AAAAAAAAA0k/FXutPL-0Vlc/s72-c/sciacca.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-8595544106630021768</id><published>2010-10-15T11:38:00.000-07:00</published><updated>2010-10-15T11:43:47.309-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Maria Sofia. Lettera di protesta al Prefetto di Agrigento</title><content type='html'>&lt;a href="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/hs326.snc4/41473_1556910794_2128_n.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 290px" alt="" src="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/hs326.snc4/41473_1556910794_2128_n.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egr. Sig. Prefetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data la complessità e la delicatezza della questione, chiedo alla S.V. di concedermi un colloquio dove io possa esporLe tutto il risentimento di parte della città di Sciacca per il “quantomeno strano” comportamento del Sindaco.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Le dico anche che questa diatriba doveva già essere stata risolta, “solo” se il Sindaco avesse provveduto a spedire, (per l’approvazione definitiva dati tutti i pareri favorevoli avuti dalla delibera, dal registro di Storia Patria alla Toponomastica, alla Giunta che hanno votato a favore ed all’unanimità, trattandosi di Storia, non di politica, e regolarmente pubblicata), al Prefetto Dr. Postiglione la delibera in questione, cosa che non fu e non è stata fatta. Dato che ritenendo di essere nel giusto, e capito che c’era qualcosa sotto mi ero premurato di scrivere sia al Prefetto Postiglione, sia al Presidente della Repubblica.&lt;br /&gt;Ora il Presidente della Repubblica chiese “lumi” al Prefetto di AG, il quale non avendo ricevuta alcuna delibera, chiese “lumi” al sindaco di Sciacca. Da quel momento non sappiamo più nulla, ecco perché mi rivolgo a Lei, affinchè Lei intervenga presso il Sindaco di Sciacca, perché questi si decida a dare applicazione alla delibera oppure a revocarla, motivandone il ritiro. Ho preferito non scrivere di nuovo al Presidente Napolitano, almeno non ancora, per evitare di dare conferma ai denigratori, di come si amministra la “cosa pubblica” nel Meridione. Ma se il Sindaco se ne dovesse infischiare, continuando a violare la Legge, che a quanto mi hanno riferito, una delibera non può essere “trattenuta” o le viene data attuazione o viene ritirata, motivandone il ritiro.&lt;br /&gt;A Sciacca questo “trattenimento” dura ormai da più di 6 mesi.&lt;br /&gt;La delibera in questione è la n° 88 del 14 aprile 2010&lt;br /&gt;In attesa di un favorevole riscontro alla mia richiesta di avere un colloquio con la S.V. , anche per farLe esaminare tutta la documentazione e per potersi orientare un questa intricata vicenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pino Marinelli &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;– Sciacca&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Segretario Regionale per la Sicilia dei CDS – Comitati Due Sicilie&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-8595544106630021768?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/8595544106630021768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=8595544106630021768&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8595544106630021768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8595544106630021768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/10/maria-sofia-lettera-di-protesta-al.html' title='Maria Sofia. Lettera di protesta al Prefetto di Agrigento'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3263987423431097451</id><published>2010-10-13T09:07:00.001-07:00</published><updated>2010-10-13T09:11:01.028-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Resoconto della commemorazione di Francesco II a Palermo</title><content type='html'>&lt;a href="http://alleanzaetica.myblog.it/media/00/00/604752877.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 288px; CURSOR: hand; HEIGHT: 465px" alt="" src="http://alleanzaetica.myblog.it/media/00/00/604752877.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cura del movimento &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Alleanza Etica&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; di &lt;strong&gt;Nino Sala.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici il 29 settembre scorso si è svolta la solenne commemorazione dei caduti duosiciliani e dell'ultimo Re delle Due Sicilie Francesco II che ha visto una grande partecipazione di popolo e di autorità.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Siamo soddisfatti per la riuscita dell'evento e ringraziamo tutti coloro che sono intervenuti. Per l'occasione ci sono arrivati diversi messaggi di auguri e di apprezzamento verso l'opera difficile che da sempre portiamo avanti da parte di diverse istituzioni come dai comuni di Castronovo di Sicilia e Ficarazzi, dalla provincia di Palermo a firma dell'assessore Eusebio Dalì, dal comune di Pontelandolfo in provincia di Benevento (luogo della più grande strage di cittadini del sud ad opera dei piemontesi compiuta il 14 agosto 1861), dal sottosegretario ON. Gianfranco Miccichè e da sua Altezza Reale il principe Carlo di Borbone Due Sicilie duca di Castro. Ringraziando tutti loro per la sensibilità mostrata ne pubblichiamo i messaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://alleanzaetica.myblog.it/media/02/01/188741456.png"&gt;&lt;img style="WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 263px" alt="" src="http://alleanzaetica.myblog.it/media/02/01/188741456.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3263987423431097451?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3263987423431097451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3263987423431097451&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3263987423431097451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3263987423431097451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/10/resoconto-della-commemorazione-di.html' title='Resoconto della commemorazione di Francesco II a Palermo'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5422368314763760900</id><published>2010-10-13T09:03:00.000-07:00</published><updated>2010-10-13T09:05:56.608-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Convegno duosiciliano a Palermo</title><content type='html'>&lt;a href="http://alleanzaetica.myblog.it/media/02/00/1008245110.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 585px" alt="" src="http://alleanzaetica.myblog.it/media/02/00/1008245110.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5422368314763760900?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5422368314763760900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5422368314763760900&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5422368314763760900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5422368314763760900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/10/convegno-duosiciliano-palermo.html' title='Convegno duosiciliano a Palermo'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1551384270265856713</id><published>2010-10-11T08:33:00.001-07:00</published><updated>2010-10-11T08:41:40.257-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>(VIDEO) Discorso del responsabile messinese dei CDS, Armando Donato Mozer</title><content type='html'>&lt;a href="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs067.snc4/34713_1634136181992_1494313191_31704953_701816_n.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 575px; CURSOR: hand; HEIGHT: 392px" alt="" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs067.snc4/34713_1634136181992_1494313191_31704953_701816_n.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il vessillo borbonico torna a sventolare sul Castello Ruffo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Domenica 3 ottobre alle ore 10.30, presso il palazzo del Principe di Scaletta, a Scaletta Zanclea (ME)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ambito della Giornata Nazionale alle ore 10.30, dopo l’inaugurazione della nuova sezione museale, sempre all’interno del medievale Castello di Scaletta in occasione del “Bicentenario dello Sbarco Francese in Sicilia prontamente respinto dagli abitanti di Mili, Galati, S. Stefano e Briga“, che gode del Patrocinio del Comune di Messina, dell’Istituto Italiano dei Castelli e del Sovrano Militare Ordine Costantiano di San Giorgio, si è tenuta la conferenza sulle Fortificazioni della Riviera Jonica Peloritana tra il XVIII e il XIX Secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Evento organizzato dall'associazione "Amici del Museo di Messina"&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BO0QbELyy1c?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/BO0QbELyy1c?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1551384270265856713?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1551384270265856713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1551384270265856713&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1551384270265856713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1551384270265856713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/10/video-discorso-del-responsabile-messine.html' title='(VIDEO) Discorso del responsabile messinese dei CDS, Armando Donato Mozer'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-6593492413980921598</id><published>2010-10-11T08:21:00.000-07:00</published><updated>2010-10-11T08:25:00.386-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>I Dirigenti Nazionali e le Commissioni CDS ottobre 2010</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/SNqUlQit5tI/AAAAAAAAASw/lwLzKUnJW_4/s320/CDS_Cost.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 235px; CURSOR: hand; HEIGHT: 268px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/SNqUlQit5tI/AAAAAAAAASw/lwLzKUnJW_4/s320/CDS_Cost.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pubblichiamo i nomi dei nuovi Dirigenti Nazionali&lt;br /&gt;e le Commissioni dei Comitati Due Sicilie:&lt;/strong&gt; &lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dirigenti Nazionali CDS ottobre 2010:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fiore Marro Presidente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Longo Vicepresidente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davide Cristaldi Vicepresidente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi Costantino Segretario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria Rosaria Nappa Coordinatrice Femminile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Commissioni CDS ottobre 2010:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione ambiente e territorio: Presidente Pasquale Costagliola CDS Caserta;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Primiano Schiavone CDS Puglia, Carmine Posillipo CDS Caserta, Nestore Spadone CDS Puglia, Maria Rosaria Nappa CDS Napoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione dialogo interculturale e religioso: Presidente Mario Bellotti CDS Lombardia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Massimo Cuofano CDS Nocerino-Sarnese, Giovanni Palmulli CDS Puglia, Francesco Camastra CDS Calabria, Mauro Giaquinto CDS Caserta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione per i rapporti con i movimenti meridionalisti: Presidente Saro Messina CDS Calabria;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Nicola Longobardi CDS Castellammare, Giuseppe Cristiano CDS Calabria, Gianni Pisciotta CDS Basilicata, Michele Fantaguzzi CDS Napoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione studi economici: Presidente Luca Longo CDS Roma;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Giulio Larosa CDS Abruzzo, Nello Esposito CDS Castellammare, Davide De Maio CDS Napoli, Giuseppe Corapi CDS Calabria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione per gli studi politici: Presidente Ezio Spina CDS Puglia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Roberto Maria Naso CDS Calabria, Antonio Montesano CDS Puglia, Emilio Zangari CDS Lombardia, Rosario Pasquariello CDS Caserta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione ricerca storica e demografica: Presidente Valentino Romano CDS Roma;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Davide Cristaldi CDS Sicilia, Nicola Catanese CDS Napoli, Franco Frascani CDS Roma, Roberto Della Rocca CDS Caserta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione ricerca geopolitica e militare: Presidente Armando Donato Mozer CDS Sicilia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Pietro Cipollone CDS Abruzzo, Giuseppe Simonetta CDS Caserta, Duccio Mallamaci CDS Piemonte, Ilario Simonetta CDS Caserta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione cultura enogastronomica: Presidente Luca Amabile CDS Castel San Giorgio;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cconsiglieri: Katiuscia Cormaci CDS Naso, Vincenzo Taranto CDS Naso, Francesco Canale CDS Avellino, Francesco Messina CDS Calabria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione per la divulgazione culturale: Presidente Giuseppe Vozza CDS Caserta;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Erminio De Biase CDS Napoli, Gabriele Falco CDS Pordenone, Gianfranco Fragasso CDS Basilicata, Andrea Casiere CDS Napoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione sportiva: Presidente Pasquale Pollio CDS Napoli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Nicola Casale CDS Caserta, Davide Torre CDS Napoli, Biagio Salvati CDS Castel San Giorgio, Ermanno D’Apollonio CDS Molise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione Comunicazioni: Presidente Vincenzo Tortorella CDS Verona;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Nino Alimenti CDS Lombardia, Mariagiovanna Ferrante CDS Piemonte, Alfonso Vellucci CDS Lazio, Angela Dinuzzi CDS Puglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione Diritto: Presidente Pietro Matrisciano CDS Caserta;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Francesco Palmeri CDS Calabria, Luigi Costantino begin_of_the_skype_highlighting end_of_the_skype_highlighting CDS Caserta, Fabrizio Sorrentino CDS Caserta, Cosimo de Gioia CDS Puglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commissione Estero: Presidente Charles Sant’Elia CDS Usa;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consiglieri: Paolo Fiore CDS Brasile, Alain Greco CDS Francia, Mattia Orciuoli CDS Inghilterra, Massimiliano Archidiacono CDS Belgio. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-6593492413980921598?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/6593492413980921598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=6593492413980921598&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6593492413980921598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6593492413980921598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/10/i-dirigenti-nazionali-e-le-commissioni.html' title='I Dirigenti Nazionali e le Commissioni CDS ottobre 2010'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/SNqUlQit5tI/AAAAAAAAASw/lwLzKUnJW_4/s72-c/CDS_Cost.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-9135636823132486055</id><published>2010-09-17T04:03:00.000-07:00</published><updated>2010-09-17T04:16:57.003-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>167° anniversario della colonizzazione di Lampedusa e Linosa</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.battaglioneestense.it/linc/real.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 621px; CURSOR: hand; HEIGHT: 232px" alt="" src="http://www.battaglioneestense.it/linc/real.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Appuntamento a Lampedusa per la rievocazione dello sbarco dei soldati borbonici, ad opera dell'associazione culturale "Reggimento Real Marina" di Caltanissetta.&lt;/strong&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1843.&lt;/strong&gt; Il 22 settembre il capitano di fregata cavaliere &lt;strong&gt;Bernardo Maria Sanvisente&lt;/strong&gt; prende possesso delle isole di Lampedusa e di Linosa con la carica di "governatore di S.M. Ferdinando Il di Borbone, re del regno delle Due Sicilie, gran principe ereditario di Toscana, duca di Parma, Piacenza,Castro” ecc. ecc. (1810-1859). Come primo atto conferma agli enfiteuti, Gatt di Malta Fernandez, le sentenze di revoca già notificate nel 1839. Sanvisente si era imbarcato a Palermo il 18 settembre a bordo del Piroscafo Rondine con le istruzioni del re di costituire Lampedusa e in «colonia della real Casa di Borbone e di “costituirvi la novella ne con lo incivilimento del nuovo paese da edificarsi (cfr. Sanvisente, 1849). Giunto a Girgenti (Agrigento) il 19 settembre, prosegue per Lampedusa il 21 settembre insieme con il vapore L'Antilope recando con sé autorità ecclesiastiche e amministrative, gente di varie arti e mestieri con autorità di guardie urbane e sanitarie, un distaccamento militare al comando di un ufficiale. Le navi arrivano a Lampedusa alle ore 13 dei giorno seguente e colte da 24 maltesi, capeggiati da un certo Fortunato Frenda «che sposato una figlia di Salvatore Gatt. Pochi giorni dopo i maltesi, a eccezione di qualcuno, lasciano l'isola tornare a Malta e Fortunato Frenda si trasferisce con la famiglia sulla costa tunisina, il 6 marzo 1844. Inizia cosi la felice colonizzazione borbonica delle due isole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1843/47.&lt;/strong&gt; Con i piroscafi del governatore Sanvisente erano arrivate a Lampedusa 120 persone di cui 90 uomini e 30 donne, in maggior parte agricoltori e gli altri artigiani. Per questa popolazione iniziale sono subito costruiti sette edifici (i “Sette Palazzi”) con dieci appartamenti ciascuno, allineati di W: porto, cinque altri edifici isolati su una seconda linea parallela alla prima, e dieci altri sparsi qua e là, per un totale di 30 termine dei cinque anni salirono a 90. Altre opere pubbliche di prima necessità vennero approntate: l'olio, pastifici, magazzini viveri e granaglie, uffici sanitari, militari e doganali (“ricevitore di dogana” don Leopoldo Bracci, “persona di molto garbo”), il cimitero, l'ampliamento della chiesa esistente. L'incremento della popolazione di coloni durante i cinque anni successivi (1843-1847) è stato da 120 a 2.150.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 giugno 1847 Lampedusa riceve per la prima volta la visita delle reali maestà &lt;strong&gt;Ferdinando II&lt;/strong&gt; e sua moglie, accompagnati dal real principe don Francesco di Paola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sanvisente descrive con aulica enfasi la visita che, a quanto sembra, fu improvvisa e inattesa: “Gli amati nostri Signori fecero sperimentare a tutti la loro munificenza e le loro largizioni furono ripartite alla nascente colonia. Mostraronsi a tutti con quella gaiezza ed affabilità che tanto distinguono i nostri Sovrani e il Re con la sua approvazione ci permise che a preferenza si fosse vantaggiata la classe delle nubili onde incoraggiare e favorire i matrimoni” Dice Carlo Secondat barone di Montesquieu, nello Spirito delle Leggi (Milano, 1819): “Ella è una regola cavata dalla natura che quanto più si scemano i matrimoni che far si potrebbero tanto più si corrompono quelli che sono fatti; quanto minor numero si ha di coniugati tanto minor fedeltà regna nei matrimoni"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Fondato su tali principi pur troppo savi, mi è stato uopo aumentare per quanto possibile i mezzi di travaglio e sussistenza degli individui ad ogni sorte di arti e mestieri onde non fare che s'imbruttiscano nel vizio e nella incrudelita rozzezza, le quali cose, al dir di Senofonte, corrompono i corpi dì coloro che l'esercitano, obbligano a sedersi all'ombra o presso al fuoco, e non hanno tempo né per gli amici né per la società.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Molte cose vide la Maestà Sua in compagnia dell'inclito ed impareggiabile Principe di Satriano e tutto ciò che potette osservare lo fece minutamente. Abbenche in momento di sorpresa e di inaspettata visita senza essere per nulla preparato, fu immenso il gaudio nostro nel ricevere la sua piena approvazione e le gentili espressioni prodigate dalla rara bontà della sullodata Reale Altezza. E noi ci auguriamo ora delle novelle disposizioni per lo sollecito progredimento delle cose che restano a farsi”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-9135636823132486055?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/9135636823132486055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=9135636823132486055&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/9135636823132486055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/9135636823132486055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/09/167-anniversario-della-colonizzazione.html' title='167° anniversario della colonizzazione di Lampedusa e Linosa'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5635818117559843739</id><published>2010-09-08T23:34:00.000-07:00</published><updated>2010-09-08T23:37:40.004-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Caserta Domenica 3 Ottobre: III Congresso dei Comitati delle Due Sicilie</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/SNqUlQit5tI/AAAAAAAAASw/lwLzKUnJW_4/s320/CDS_Cost.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 235px; CURSOR: hand; HEIGHT: 268px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/SNqUlQit5tI/AAAAAAAAASw/lwLzKUnJW_4/s320/CDS_Cost.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;III Congresso dei Comitati delle Due Sicilie&lt;br /&gt;Caserta 3 ottobre 2010&lt;br /&gt;Si terrà presso l'Hotel Pisani, viale Carlo III, città di San Nicola La Strada (CE).&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tel.: &lt;em&gt;0823/421204 &lt;/em&gt; FAX: &lt;em&gt;0823/422348&lt;/em&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Programma&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 09.00: Apertura del Congresso&lt;br /&gt;Ore 09.10: Insediamento dell’ufficio di Presidenza e della Commissione per lo scrutinio.&lt;br /&gt;Ore 09.30: Saluto delle Autorità e convitati&lt;br /&gt;Ore 11.30: Relazioni dei Coordinatori Regionali, Provinciali e zonali dei Comitati Due Sicilie&lt;br /&gt;Ore 12.30: Relazione del Presidente nazionale, dei Vicepresidenti nazionali, del Segretario nazionale e del Tesoriere nazionale uscenti&lt;br /&gt;Ore 13.30: Pausa lavori&lt;br /&gt;Ore 15.30: Continuazione Interventi&lt;br /&gt;Ore: 16.30: Spoglio&lt;br /&gt;Ore: 17.00: Proclamazione degli eletti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I soci potranno ritirare la scheda elettorale al momento della presentazione della propria tessera CDS, farne richiesta e ritirarla anche domenica mattina 3 ottobre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Direttivo nazionale CDS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori informazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tel: &lt;em&gt;3314067037&lt;/em&gt; - &lt;em&gt;3383104367 &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;e-mail: segretario@comitatiduesicilie.org &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5635818117559843739?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5635818117559843739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5635818117559843739&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5635818117559843739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5635818117559843739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/09/caserta-domenica-3-ottobre-iii.html' title='Caserta Domenica 3 Ottobre: III Congresso dei Comitati delle Due Sicilie'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/SNqUlQit5tI/AAAAAAAAASw/lwLzKUnJW_4/s72-c/CDS_Cost.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4972462023492549411</id><published>2010-09-08T23:28:00.001-07:00</published><updated>2010-09-08T23:30:23.777-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Il feudalesimo in Sicilia nel periodo borbonico</title><content type='html'>&lt;a href="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs294.snc4/41031_1434667741550_1078647668_31070749_3977615_n.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 289px" alt="" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs294.snc4/41031_1434667741550_1078647668_31070749_3977615_n.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il feudalesimo in Sicilia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel panorama politico siciliano, i Borbone furono gli unici ad impegnarsi realmente nel combattere i residui di feudalità che ancora funestavano il popolo. Lo strapotere di principi e baroni era tale che il processo si svolse troppo lentamente, ma ciò bastò ai regnanti per essere malvisti e combattuti dalla casta baronale isolana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Carlo di Borbone a Ferdinando IV, fu un susseguirsi di leggi atte a limitare il potere feudale e persino di togliere loro le terre, come la la Prammatica XXIV del 1792, ma sempre con scarsi risultati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i vari decreti contro la feudalità (la cui abolizione era stata confermata nel 1816, con la fondazione del Regno delle Due Sicilie) si ricordano, appunto, quelli del 11 dicembre 1816 e 19 dicembre 1838.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Ecco il decreto del 1838:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decreto relativo al compimento dell'abolizione della feudalità, ed allo scioglimento de' dIritti promiscui in Sicilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palermo, 19 Dicembre 1838.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FERDlNANDO II. Per Grazia Di Dio RE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE, DI GERUSALEMME OC. DUCA DI PARMA, PIACENZA, CASTRO CC. CC. GRAN PRINCIPE EREDITARIO DI TOSCANA ECC. ECC. ECC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedali i reclami che durante il nostro giro per le provincia della Sicilia ci sonò stati presentati dalle popolazioni, le quali hanno implorato la esecuzione delle leggi abolitive della feudalità , la pronta decisione delle annose cause pendenti fra' comuni e gli antichi loro feudatarii, lo scioglimento delle promiscuità , e la ripartizione delle terre per poterle chiudere e migliorare;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerando che l'agricoltura non può prosperare senza la proprietà assoluta di ogni fondo che dia il diritto di vietarne altrui l'ingresso.; che le terre non acquistino valore dove non esistano molti agiati coltivatori che l'amore della proprietà affezioni al suolo ; che le vaste contrade, nude, deserte, o mal coltivate che s'incontrano in Sicilia, nonostante la loro feracità naturale, ed il favore del clima , non potranno esser migliorale finché durerà la esistenza di più padroni sullo stesso fondo ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volendo accelerare la esecuzione delle leggi che da epoche remole hanno proscritta la indicata condizione delle proprietà, perniciosa egualmente alla pubblica prosperita , al ben essere delle popolazioni , ed agli stessi grandi proprietarii ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veduti i rapporti del nostro Luogotenente generale e degl'Intendenti, i voti de'Consigli provinciali, ed i pareri della Commissione nominata a quest' oggetto da Noi a' 17 del prossimo passato novembre, e riunita a Palermo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veduto l'articolo 9 della legge degli 11 di dicembre 1816, col quale fu conservata l' abolizione della feudalità in Sicilia, ugualmente che negli altri nostri domini continentali ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedute le disposizioni della legge fondamentale dell'amministrazione civile del 12 dello stesso mese ed anno;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo risoluto di decretare , e decretiamo quanto segue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 1. Gli Intendenti delle provincie della Sicilia verificheranno rigorosamenie , comune per comune , se vi esistano, e si esercitino ancora da qualsivoglia ex-feudatario, o corpo morale, o avente causa da essi , alcuno de' dritti feudali aboliti, e ne faranno distinto rapportò al nostro Ministro Segretario di Stato degli affari interni, il quale prenderà i nostri ordini proponendoci le misure da adottare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Non credendo espediente che un tribunale di eccezione decida delle liti fra' comuni ed i loro antichi feudatarii, successori, o aventi causa, continueranno queste ad esser giudicate da' tribunali ordinarii ; ma i nostri procuratori generali e procuratori regii assumeranno da ora innanzi la difesa de' comuni , come parte principale, senza escludere però l'assistenza di qualunque interessato. Essi provocheranno quindi di uffìzio la spedizione de'giudizii; e per l'organo del nostro Ministro Segretario di Stato di grazia e giustizia informeranno il nostro Ministro Segretario di Stato degli affari interni, mese per mese, dello stato delle cause che difendono, del loro valore, e del successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Gli Intendenti delle stesse provincie procederanno allo scioglimento delle promiscuità ed alla divisione de' demanii comunali colle facoltà accordate loro nell'articolo 177 della legge del 12 di dicembre 1816, ed a norma del real decreto del primo di settembre 1819. Ne'casi di dubbio gl'Intendenti chiederanno l'avviso del nostro procurator generale presso la gran Corte de' conti di Palermo , il quale è incaricato di dar loro tutte le occorrenti dilucidazioni , e di corrispondere per questo ramo di affari col nostro Ministro Segretario di Stalo degli affari interni, cui sarà tenuto dar conto di ogni dubbio proposto e risoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Lo stesso procurator generale sulle basi delle istruzioni approvate col decreto de' 10 di marzo 1810 formerà il progetto di quelle che dovranno servir di norma agli Intendenti per lo scioglimento delle promiscuità, per la divisione delle terre demaniali appartenenti ad ex-feudatarii, o a corpi morali di qualsivoglia titolo o denominazione, sulle quali i cittadini hanno esercitato gli usi civici, e per la suddivisione in quote fra i più poveri della parte che in compenso di tali usi ne sarà spettata a' comuni. Il progetto del procurator generale sarà proposto dal Ministro Segretario di Stato degli affari interni alla nostra sovrana approvazione fra il termine improrogabile di mesi due, inteso il Luogotenente generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Tutte le promiscuità non ancora sciolte, è quelle il di cui scioglimento non si trovi definitivamente approvato, lo saranno colle norme indicate ne' due articoli precedenti nel più breve tempo possibile, sotto la immediata responsabilità degl'Intendenti, i quali nella fine di ogni mese daranno conto al nostro Ministro Segretario di Stato degli affari interni del progresso e de' risultamenti di tutte le indicate operazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alle promiscuità, il di cui scioglimento trovasi già pronunziato ed approvalo, e per le quali sia stato accordato a' comuni un canone annuale in vece di terreni, vogliamo che ogn' Intendente esamini in Consiglio d'Intendenza colla massima diligenza e posatezza se sieno stati lesi i dritti imprescrittibili delle popolazioni che erano in possesso dell'esercizio degli usi per lo sostegno e pe' comodi della vita, se sia stato tradito lo spirito della legge che avea in mira di formar nuovi proprietarii, di favorire l'agricoltura, e dare un effettivo compenso degli usi civici in una quota delle stesse terre da distribuirsi a' più poveri. Del risultamento di ogni esame sarà diretto al nostro Ministro Segretario di Stato degli affari interni ed al nostro Luogotenente generale un pieno e distinto rapporto, che ci sarà da essi rassegnato per le opportune risoluzioni. Questi rapporti verranno sottoscritti dall' Intendente e da tutti i consiglieri d'Intendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Tutte le disposizioni contrarie a quelle del presente decreto sono abrogate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. I nostri Ministri Segretarii di Stato di grazia e giustizia e degli affari interni, ed il nostro Luogotetenente generale in Sicilia sono incaricati della esecuzione del presente decreto, ciascuno per la parte che lo riguarda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firmato, FERDINANDO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consigliere Ministro di Stato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presidente interino del Cons. de' Ministri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firmato, Marchese Ruffo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Legge Costituzionale del 1812 emanata dal Parlamento Siciliano fu scritto esplicitamente che la feudalità era abolita, ma leggendo bene gli articoli, si capisce che i feudi erano stati in realtà semplicemente trasformati in proprietà private, a disposizione dei baroni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un estratto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"XI. Che non vi saranno più feudi, e tutte le terre si possederanno in Sicilia come in allodii(1), conservando però nelle rispettive famiglie l’ordine di successione, che attualmente si gode. Cesseranno ancora le giurisdizioni baronali; e quindi i baroni saranno esenti da tutti i pesi, a cui finora sono stati soggetti per tali diritti feudali. Si aboliranno le investiture, relevi, devoluzioni al fisco, ed ogni altro peso inerente ai feudi, conservando però ogni famiglia i titoli e le onorificenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 Cessando la natura e forma de’ feudi, tutte le proprietà, diritti e pertinenze per lo innanzi feudali, rimaner debbono, giusta le rispettive concessioni, in proprietà allodiale presso ciascun possessore. Placet."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, a differenza di Murat che nel 1806 aveva abolito la feudalità motu proprio, in Sicilia la legge abolitiva fu emanata dal parlamento Siciliano e dunque dai baroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I danni creati da una legge scritta da "controllori che erano gli stessi controllati" non tardarono ad evidenziarsi: i contadini che fino ad allora avevano usufruito degli usi civici delle terre feudali adesso non potevano più farlo, mentre i baroni forti di tale acquisizione si sentivano sempre più potenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella Costituzione che fu fatta passare per "opera di modernizzazione", altro non era che un furto alle popolazioni contadine, che in quegli anni raggiunsero il livello più basso e vergognoso della povertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco infatti cosa si scrisse a proposito della legge del 1812:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"coloro che l'avevano sancita furono i primi a frustrarne l'applicazione" ed ancora...."Nulla di strano che dalle ulteriori dicharazioni del Parlamento spuntassero fuori restrizioni, che attenuavano i danni che la predetta abolizione avrebbe portato agli ex baroni" (Società siciliana di storia patria, 1933)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma d'altronde, cosa dovevano ammodernizzare questi baroni visto che "per due secoli neanche un singolo ponte fu costruito o riparato in questo paese di monti, valli e correnti torrentizi, e il denaro raccolto svaniva in conti incomprensibili o addirittura inesistenti" (Storia della Sicilia medievale e moderna, 1983) tant'è che nel 1820 non esisteva ancora una strada che collegasse Trapani con Palermo (Comunicazioni e trasmissioni: la lunga storia della comunicazione umana , 2002)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i compiti della Deputazione del Regno di Sicilia vi era infatti la gestione e l’amministrazione delle strade, dei ponti, e del sistema delle Torri costiere della Sicilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come potè compiere Re Ferdinando, il grave errore di firmare quella legge, ben sapendo che avrebbe provocato quei danni?Probabilmente la convinzione di aver perso per sempre la parte continentale del Regno, a vantaggio dei francesi, lo stato di subalternità nei confronti dei principi siciliani e delle truppe inglesi, che ben presto trasformarono la sua permenenza a Palermo in una prigione dorata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A perorare questa tesi fu l'affronto dell'esiliazione, voluta dagli inglesi, della regina Maria Carolina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Spesso si legge che i Borbone istituendo il Regno delle Due Sicilie con una fusione di quello Napolitano e quello Siciliano, avevano tradito i Siciliani e dunque che il loro trono fosse decaduto, ma alla luce di questi fatti e della Costituzione del Regno delle Due Sicilie nel 1816 - avvenuta peraltro con un accordo ufficiale tra le Potenze al Congresso di Vienna, che lo riconobbero - si capisce come mai il Parlamento Siciliano fu abolito ed abrogata la Legge Costituzionale del 1812.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda della "feudalità" tuttavia non si concluse mai, dopo il 1838 seguirono nuovi decreti e decreti interpretativi, perchè il potere delle baronìe era troppo forte ma tanto bastò a portare in Sicilia i moti del '48 (con l'appoggio di Francia ed Inghilterra) e creare un regno indipendente svincolato dai Borbone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stesso registro del 1860, ma con attori diversi vedi Garibaldi ed i Savoja.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'annosa questione del baronaggio ha radici lontane, essa infatti ha inizio quando Federico III d'Aragona, concesse alle baronie siciliane diritti su diritti per convincerle a sostenere la sua guerra contro gli Angioini, per la riconquista di Napoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle Leggi costituzionali Fredericiane "Si Aliquem et Volontes", fu istituita per i baroni la "commerciabilità dei feudi"(2) che consentiva loro di venderli, acquistarli o cederli, insomma una forma di proto-privatizzazione: "Questa disposizione, a causa anche della cattiva interpretazione che ne venne data, creò una vera e propria anarchia baronale favorendo l'illegalità" (Terre, casali e feudi nel comprensorio barcellonese, 2009) .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti il vero fine delle ricche concessioni elargite era l'ottenimento dell'appoggio militare ed economico dei baroni per l'aggressiva politica estera di Federico, il quale era ansioso di recuperare il maltolto (Napoli) in mano agli Angiò, forte delle rivolte anti-angioine che si erano verificate nelle province del Sud continentale come Reggio Calabria ed in Puglia e che portarono, in una determinata fase, le armate Aragonesi a prendersi la Calabria, la Basilicata e a dare persino battaglia agli angioini nelle acque del golfo di Napoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(1)&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Allodio=bene posseduto in piena proprietà&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(2)&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Ad apportarne le prime limitazioni fu proprio Ferdinando di Borbone con la Prammatica del 1788.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Comitati Due Sicilie&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4972462023492549411?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4972462023492549411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4972462023492549411&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4972462023492549411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4972462023492549411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/09/il-feudalesimo-in-sicilia-nel-periodo.html' title='Il feudalesimo in Sicilia nel periodo borbonico'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3134059475503748606</id><published>2010-09-08T11:37:00.001-07:00</published><updated>2010-09-08T23:21:57.514-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>200° DELLA CACCIATA DELLE TRUPPE FRANCESI DA PARTE DEGLI ABITANTI DI MILI(ME)</title><content type='html'>&lt;a href="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs315.snc4/41090_1597538387070_1494313191_31623064_3459040_n.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 521px; CURSOR: hand; HEIGHT: 491px" alt="" src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs315.snc4/41090_1597538387070_1494313191_31623064_3459040_n.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un anno di iniziative per commemorare degnamente il 200° della cacciata delle Truppe Francesi da parte degli abitanti di Mili e dei Casali limitrofi.&lt;br /&gt;Duecento anni fa, il 18 Settembre 1810, gli abitanti di Mili e dei vicini Casali bloccarono energicamente un tentativo di sbarco delle truppe francesi di Gioacchino Murat sulla spiaggia di Mili.&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Un episodio importantissimo della nostra storia, unico nel sui genere in Europa, dove il popolo in modo compatto respinse l'invasione delle truppe di Napoleone Bonaparte per difendere la propria Patria, il proprio Re e la propria Fede. L'Associazione Amici del Museo di Messina, in sinergia con l’Istituto Italiano dei Castelli e l’Ordine Costantiniano di San Giorgio, ha in programma varie iniziative, che si svolgeranno per tutto l'anno, per ricordare degnamente questa significativa pagina di eroismo ed amor patrio per troppo tempo dimenticato e ignorato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PROGRAMMA:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Venerdì 17 Settembre 2010, Messina, Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca - Conferenza Stampa di Presentazione delle Iniziative;&lt;br /&gt;- Sabato 18 Settembre 2010&lt;br /&gt;- Domenica 3 Ottobre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Associazione Amici del Museo di Messina&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3134059475503748606?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3134059475503748606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3134059475503748606&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3134059475503748606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3134059475503748606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/09/200-della-cacciata-delle-truppe.html' title='200° DELLA CACCIATA DELLE TRUPPE FRANCESI DA PARTE DEGLI ABITANTI DI MILI(ME)'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-1034052215347906636</id><published>2010-09-02T11:40:00.000-07:00</published><updated>2010-09-02T11:43:23.856-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><title type='text'>I consiglieri di sinistra bloccano Maria Sofia a Sciacca</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TH_v5iEz2zI/AAAAAAAAAz0/3hXqZkKK798/s1600/ARTICOLO_DE_LA_SICILIA_DEL_29_AGOSTO_2010.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512388240603339570" style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 158px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TH_v5iEz2zI/AAAAAAAAAz0/3hXqZkKK798/s320/ARTICOLO_DE_LA_SICILIA_DEL_29_AGOSTO_2010.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Borbone, nuova polemica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pino Marinelli si dimette per protesta dalla Commissione toponomastica&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amministrazione comunale «dimentica» di adottare una delibera e lui si dimette dalla Commissione toponomastica. Pino Marinelli, 60enne saccense di origini pugliesi, ha riacceso con le sue dimissioni la polemica riguardante l'intitolazione di una pizzetta cittadina a Maria Sofia Wittelback, principessa del regno di Baviera e sposata nel 1859 con il Borbone ultimo re del regno delle Due Sicilie. Dopo la deliberazione della giunta municipale, la piazzetta adiacente al viale Salvador Allende non è mai stata intitolata alla regina dei Borbone, con grave disappunto di Marinelli, che oltre ad essere componente della commissione toponomastica, è anche segretario regionale del &lt;strong&gt;comitato delle Due Sicilie.&lt;/strong&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'epoca, nel giugno scorso, scoppiò una feroce polemica, con ambienti della sinistra locale che si opponevano all'intitolazione della piazzetta ad un personaggio borbonico. La delibera venne praticamente sospesa, ma non annullata, ed i proponenti (c'era stata anche una raccolta di firme pro Maria Sofia) hanno atteso fiduciosi: «Io mi dimetto per affermare l'inutilità della Commissione toponomastica - dice Marinelli - non avendo la stessa la libertà di idee storiche e sociali, costretta a sottoporre le proprie decisioni al benestare di ambienti politici di sinistra che sostengono il sindaco. La Giunta - continua - ha votato all'unanimità una delibera di intitolazione di un pezzo di marciapiede, sconfessandola di fatto, prendendola e chiudendola in un cassetto per non dispiacere a certi politici».&lt;br /&gt;Marinelli aveva contestato tale scelta ed aveva scritto al presidente della Repubblica in persona: «So che la vicenda è finita nelle mani del prefetto - dice - e con essa la mia richiesta di adottare la delibera n° 88 del 14 aprile 2010 esitata all'unanimità dalla giunta comunale di Sciacca, con cui chiedevo di sapere se vi fossero delle illegalità. Il Presidente della Repubblica si è rivolto al prefetto per avere notizie della famigerata delibera - aggiunge - ma l'atto non sarebbe mai arrivato ad Agrigento».&lt;br /&gt;Marinelli è pronto a dare nuovamente battaglia, si chiede per quale motiva si osteggia la memoria di una figura storica dell'Italia, quando in città ci sono vie intitolate a tanti altri popoli che da invasori hanno stazionato in Sicilia: «Mi pare che ci siano addirittura intitolate a persone che sono state giudicate tiranni - conclude - vedremo come andrà a finire».&lt;br /&gt;Mesi fa, in città erano nato un movimento che contestava l'iniziativa di Marinelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Recca&lt;/strong&gt;, 29/08/2010&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-1034052215347906636?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/1034052215347906636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=1034052215347906636&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1034052215347906636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/1034052215347906636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/09/i-consiglieri-di-sinistra-bloccano.html' title='I consiglieri di sinistra bloccano Maria Sofia a Sciacca'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TH_v5iEz2zI/AAAAAAAAAz0/3hXqZkKK798/s72-c/ARTICOLO_DE_LA_SICILIA_DEL_29_AGOSTO_2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-6471508745005939837</id><published>2010-08-12T02:17:00.000-07:00</published><updated>2010-11-04T03:40:22.502-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Messina, Naso e la Sicilia CDS</title><content type='html'>&lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/images/rsgallery/display/cds_messina.jpg.jpg"&gt;&lt;img style="width: 557px; height: 371px;" alt="" src="http://comitatiduesicilie.org/images/rsgallery/display/cds_messina.jpg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(All'interno le foto delle due manifestazioni)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Fiore Marro &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Caserta 27 luglio 2010&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era la necessità di essere presenti anche in Sicilia, certo, &lt;strong&gt;Armando Donato Mozer&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Pino Marinelli&lt;/strong&gt;, sono dei buoni rappresentanti dei &lt;strong&gt;CDS Sicilia&lt;/strong&gt;, ma essere loro vicini era ed è un dovere ed anche un vero piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così &lt;strong&gt;domenica 25 luglio&lt;/strong&gt;, grazie anche all'apertura di una nuova sezione, a &lt;strong&gt;Naso&lt;/strong&gt;, in provincia di Messina, ad opera di &lt;strong&gt;Katiuscia Cormaci&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Vincenzo Taranto&lt;/strong&gt;, il sottoscritto e &lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt;, in veste di dirigenti nazionali, abbiamo accettato l’invito ad essere tra gli ospiti della presentazione di Naso come anche alla “spedizione” organizzata a &lt;strong&gt;Messina&lt;/strong&gt;, da Mozer, alla ricerca del &lt;strong&gt;telegrafo ottico borbonico&lt;/strong&gt; , denominato &lt;strong&gt;“Reginella”.&lt;/strong&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho avuto modo, finalmente, di poter stringere la mano, ad Armando Mozer, che tiene alto il nome dei &lt;strong&gt;CDS Messina&lt;/strong&gt;, specie nell’allestimento della commemorazione della caduta della Cittadella di Messina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Messina abbiamo conosciuto, anche il più giovane degli iscritti ufficiali dei CDS, il giovanissimo, &lt;strong&gt;Giovanni Arigò&lt;/strong&gt;, pupillo del nostro rappresentante provinciale messinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottima la compagnia identitaria di Messina, tutte persone molto interessanti, mi è d’obbligo citare tra gli altri, &lt;strong&gt;Stefano Bello&lt;/strong&gt;, che per amore delle sue origini, ha lasciato il Veneto per venire a vivere in Sicilia, terra di estrazione della sua famiglia ed il cordialissimo &lt;strong&gt;Riccardo Ramuglia.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Una splendida mattinata, passata tra i monti Nebrodi, tra lezioni di storia borbonica e nuove considerazioni sul futuro meridionalista .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grazie ad Armando Mozer per avere scelto di stare con noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presentazione della sezione &lt;strong&gt;CDS di Naso&lt;/strong&gt;, è stata una delle tante gioie che dal 2007 ad oggi, noi che decidemmo di costituire i Comitati Due Sicilie, abbiamo assaporato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato ospite dei dirigenti locali, davvero non ho parole per ringraziarli, di tanta generosità e tanto garbo, classico dei siciliani anche se la “pasionaria” Cormaci, ci tiene a sottolineare la sua origine calabrese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è parlato, nel corso della presentazione del gruppo CDS Naso, di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;“Tradizioni borboniche di Naso”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tra i relatori, la dottoressa &lt;strong&gt;Alessandra Grasso&lt;/strong&gt; che ha esposto le Due Sicilie, in maniera davvero lucida e reale, un grande brava a lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Filippo Rifici&lt;/strong&gt;, l’altro relatore, ho avuto modo di conoscerlo la sera prima, un giovane pieno di voglia di fare, tanta volontà, al servizio della Sicilia e spero anche delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naso è diventata casa mia, per la familiarità con cui sono stato trattato dai cari Vincenzo e Katia, ed anche dalle persone presenti alla conferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando le luci della sala si sono spente, ed è calato il silenzio sulla splendida serata nasitana, io e Davide Cristaldi, ci siamo lanciati un’occhiata complice, che in sintesi, spiegava la sorpresa e la gioia di chi, per gli applausi e le pacche sulla spalla dei presenti all’evento, aveva scelto una strada alternativa, alternativa al gigionismo meridionalista, strada fatta di concretezza e abnegazione, senza proclami vuoti e assurdi e senza la tecnica della politica degli annunci, lealtà e realtà è la strategia dei CDS, ed i frutti cominciano a maturare, in Sicilia come negli altri posti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forza e onore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Fiore Marro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;&lt;strong&gt;Alcune foto dell'evento di Naso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_rsgallery2&amp;amp;Itemid=64&amp;amp;catid=48"&gt;http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_rsgallery2&amp;amp;Itemid=64&amp;amp;catid=48&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 255);"&gt;&lt;strong&gt;Alcune foto dell'evento di Messina&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_rsgallery2&amp;amp;Itemid=64&amp;amp;catid=49"&gt;http://comitatiduesicilie.org/index.php?option=com_rsgallery2&amp;amp;Itemid=64&amp;amp;catid=49&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-6471508745005939837?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/6471508745005939837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=6471508745005939837&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6471508745005939837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/6471508745005939837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/08/messina-naso-e-la-sicilia-cds.html' title='Messina, Naso e la Sicilia CDS'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-8130162897586330482</id><published>2010-08-12T01:23:00.000-07:00</published><updated>2010-08-12T01:32:46.496-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>MORTE DELL’INQUISIZIONE (di Amelia Crisantino - Repubblica)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TGOw2r_6ZvI/AAAAAAAAAzg/1uYDuuUD0LU/s1600/inquisizione2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504437623147095794" style="WIDTH: 368px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TGOw2r_6ZvI/AAAAAAAAAzg/1uYDuuUD0LU/s400/inquisizione2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In un libro di Vittorio Sciuti Russi la storica decisione di Ferdinando, re ammirato nell’Europa della ragione&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL BORBONE ILLUMINISTA CHE MISE FINE AGLI ORRORI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Amelia Crisantino&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è stato un momento in cui tutta l’Europa colta parlava della Sicilia. E - per una volta - non per criticarla. Gli intellettuali ne erano incuriositi e l’additavano come esempio, nelle corti si lodava il coraggio del suo re. La regina, poi, veniva descritta come amica degli illuministi e dei massoni. Una vera sovrana dalla mente libera, che esprimeva le sue opinioni senza aspettare il permesso del confessore.&lt;br /&gt;Ferdinando e Maria Carolina erano giovani, si presentavano alla ribalta internazionale con un gesto eclatante: in Sicilia avevano trovato il coraggio di cancellare il tribunale dell’Inquisizione, erano i nuovi campioni della lotta contro l’oscurantismo. Il futuro avrebbe provveduto a deludere le attese ma nel 1782 - ’anno in cui l’Inquisizione di Sicilia viene abolita - i Borbone di Napoli hanno tutte le carte in regola. Non solo per figurare fra i riformatori, ma per essere indicati come modello da imitare.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno studio dello storico Vittorio Sciuti Russi su “Inquisizione spagnola e riformismo borbonico fra Sette e Ottocento” (edito da Olschki, 371 pagine, 39 euro)&lt;br /&gt;Ricostruisce con molta cura il dibattito europeo sulla soppressione del "terrible monstre", facendoci quasi entrare nel crescendo culminante il 16 marzo 1782. Quel giorno, Ferdinando firma un decreto abolitivo molto argomentato: il sovrano si richiama alla purezza della religione cattolica nell’Isola, dove mai avevano messo radici le eresie professate in Europa, e accusa il Tribunale di operare con procedure segrete contrarie al diritto comune. Il decreto - che era un modello anche di "buona comunicazione" - riepilogava gli ultimi avvenimenti. Da Napoli, la monarchia aveva chiesto che venissero riformate le procedure segrete che rendevano temibile il Tribunale, e l’Inquisitore generale aveva opposto un diniego. L’ultimo Inquisitore era un palermitano, nella testimonianza di numerosi viaggiatori figurava come uomo tollerante e affabile. Ma, compreso nel suo ruolo di Inquisitore generale, Salvatore Ventimiglia dichiarava al Re che "l’inviolabilità del segreto" era l’anima dell’Inquisizione e si irrigidiva nelle sue posizioni: il Tribunale non era riformabile, "sarebbe meglio opprimerlo che cambiar la forma della processura". Il decreto reale parlava tutt’altro linguaggio, adoperava parole che esprimevano la più matura cultura giuridica illuminista: per il re, gli abitanti del Regno di Sicilia non potevano "ingiustamente restare oppressi", ed era un dovere della sovranità procurare che vivessero "liberi da ogni timore di violenza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Palermo, ad accogliere ed esaltare le decisioni sovrane troviamo il viceré Domenico Caracciolo. Il quale celebra la cerimonia dell’abolizione come una solennità civile, coinvolge le più alte cariche del Regno e si porta appresso anche il marchese di Villabianca: quasi come un cronista, direttamente nella sua carrozza per fargli osservare tutto dalla prima fila. E nei Diari Villabianca dettagliatamente tramanda gli avvenimenti, le parole di Caracciolo e gli umori degli invitati; sino a scrivere "ce la spassammo tutti facendo corte alla persona del principe". Unica preoccupazione, che la "real clemenza" di Ferdinando mantenesse nei loro stipendi gli impiegati di quello che - negli ultimi tempi - era sembrato più un carrozzone di sottogoverno che un terribile tribunale. Villabianca segue le vicissitudini dei licenziati, ce le racconta: alcuni mantennero intero lo stipendio, altri ebbero il mezzo soldo. Con le rendite della soppressa Inquisizione si istituirono quelle che Domenico Scinà avrebbe chiamato "tre cattedre vistose": si finanziò l’insegnamento della fisica sperimentale, della matematica e dell’astronomia. Dove prima venivano consumati i roghi dell’Inquisizione, si pensò a impiantare un Orto Botanico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era un altro mondo, quello della ragione, che metteva le sue radici. Scrive Sciuti Russi che, nell’Europa dei Lumi, la soppressione del Tribunale siciliano rinvigorì la fiducia nel trionfo della ragione. La cerimonia di Palermo era stata celebrata il 27 marzo e dopo soli tre giorni, da Roma, Pietro Verri annunciava al fratello che il viceré Caracciolo aveva ottenuto dal sovrano la cancellazione del Tribunale. Nell’Europa colta Caracciolo era più conosciuto di re Ferdinando, e a lui venne dato il merito di una scelta che ribaltava l’immagine dell’isola. La ricostruzione storica avrebbe mostrato che si trattava di decisioni prese alla corte di Napoli, ma era stato il viceré a dargli risonanza internazionale: era bastata la lettera - riportata da Sciuti Russi in appendice al volume - in cui raccontava al suo amico d’Alembert cos’era accaduto, pubblicata sul “Mercure de France” del primo giugno 1782 e poi ripresa da altri giornali e libri. L’opinione pubblica internazionale mostra la sua forza laica e il riformismo dei Borbonedelle Due Sicilie era ovunque riconosciuto e ammirato, diventava un modello per l’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Palermo intanto, abolito il Tribunale, tutti gli interessi sono puntati sulle sue carte. Cosa fare di un archivio che contiene le prove di tante complicità, crimini e diffuse connivenze? Lo stesso Inquisitore generale suggerisce di rendere eterno il silenzio, bruciando le carte assieme ai simboli del Tribunale. Ferdinando risponde ordinando di trasferire a Napoli l’archivio segreto. A questo punto i siciliani tergiversano, poi finiscono per appigliarsi a un argomento sempre decisivo: "l’ingente spesa che v’abbisogna".&lt;br /&gt;Le carte piene di "scabrosissime materie", rischiavano di divulgare quanto con tanta cura si era mantenuto segreto. E come speciale grazia fu chiesto di "poter mandare alle fiamme coll’ultima circospezione tutte le carte". Così il 27 giugno 1783, più di un anno dopo l’abolizione ufficiale, un grande falò consumava la memoria storica del Tribunale. Bruciavano carte che - nelle parole del marchese di Villabianca - Dio liberi se fossero commerciate, era lo stesso che infettare e imbrunire di nere note molte e molte famiglie di Palermo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Amelia Crisantino&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Giornalista di Repubblica redaz. Palermo e ricercatrice storica&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-8130162897586330482?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/8130162897586330482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=8130162897586330482&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8130162897586330482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/8130162897586330482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/08/morte-dellinquisizione-di-amelia.html' title='MORTE DELL’INQUISIZIONE (di Amelia Crisantino - Repubblica)'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TGOw2r_6ZvI/AAAAAAAAAzg/1uYDuuUD0LU/s72-c/inquisizione2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-4074113272697563193</id><published>2010-07-20T08:39:00.000-07:00</published><updated>2010-07-20T08:54:32.732-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>Approfondimento sulle tradizioni borboniche nel territorio di Naso</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TEXE6E_daTI/AAAAAAAAAzY/HCVnnLdwUwM/s1600/cormaci.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 291px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TEXE6E_daTI/AAAAAAAAAzY/HCVnnLdwUwM/s400/cormaci.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5496015422326925618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;Comitato Due Sicilie di Naso(ME)&lt;/strong&gt; ha il piacere di invitare amici ed iscritti al convegno sulle &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Tradizioni borboniche nel territorio di Naso"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, domenica 25 luglio 2010 alle ore 17:00.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della serata, si svolgerà l'inaugurazione del comitato locale a cura della reponsabile &lt;strong&gt;Katiuscia Cormaci&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interverrano i relatori &lt;strong&gt;dott. Rifici Filippo&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Alessandra Grasso &lt;/strong&gt;dell'Università di Messina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ospiti &lt;strong&gt;Fiore Marro&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt; rispettivamente presidente nazionale e coordinatore per la Sicilia dei CDS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'evento si concluderà con una degustazione di prodotti tipici del Sud.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-4074113272697563193?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/4074113272697563193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=4074113272697563193&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4074113272697563193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/4074113272697563193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/07/approfondimento-sulle-tradizioni.html' title='Approfondimento sulle tradizioni borboniche nel territorio di Naso'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TEXE6E_daTI/AAAAAAAAAzY/HCVnnLdwUwM/s72-c/cormaci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3355085357639277256</id><published>2010-07-15T23:49:00.000-07:00</published><updated>2010-07-15T23:57:03.525-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Un telegrafo ottico borbonico sulla Torre Carlo V</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TEACj1t8reI/AAAAAAAAAzQ/SjljfacdwTs/s1600/empedocle.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5494394360130481634" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 301px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TEACj1t8reI/AAAAAAAAAzQ/SjljfacdwTs/s400/empedocle.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie alla mappa della Rete telegrafica del Regno delle Due Sicilie è stato scoperto che anche Porto Empedocle era dotata di una stazione telegrafica, in comunicazione con quella agrigentina situata sulla &lt;em&gt;“Rupe Atenea”&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;(1)&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Mentre ad ovest, si ergeva il telegrafo di &lt;em&gt;“Realmonte”&lt;/em&gt;(probabilmente situato sulla torre di Monte Rosso) in contatto diretto con quello di &lt;em&gt;“Molo di Girgenti”.&lt;/em&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La ricerca&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Affinchè ogni telegrafo possa essere correttamente visibile a lunghe distanze è necessario che la struttura non abbia alle spalle (background) colline, alberi, case in quanto le sue esili braccia rischierebbero di non essere ben distinte, ragion per cui ogni telegrafo era posizionato in modo da avere sempre come“sfondo” il cielo o il mare. In questo modo si riusciva ad ottenere il necessario “contrasto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro metodo per affinare la ricerca di una stazione telegrafica, consiste nel verificare se nel presunto punto telegrafico è possibile vedere i luoghi in cui si troverebbero i telegrafi adiacenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;torre di Carlo V&lt;/strong&gt; sembrerebbe il punto migliore in cui ospitare un telegrafo, infatti dalla sua sommità è possibile vedere le stazioni telegrafiche sopracitate, inoltre un eventuale nave che volesse comunicare telegraficamente con la Torre, non avrebbe problemi di &lt;em&gt;“contrasto”, &lt;/em&gt;come dimostra il fotomontaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni testi vengono in aiuto di questa tesi.&lt;br /&gt;Scrive ad esempio l’Amico: &lt;em&gt;“Costruivasi nel 1732 un camposanto presso la sommità della Rupe Atenea nella quale è istallato un telegrafo, come altro è anche posto nel molo”&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;(2)&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel’800 la Torre di Carlo V era conosciuta come &lt;em&gt;“Regia Fortezza del Molo di Girgenti”&lt;/em&gt; ed era presidiata da una guarnigione borbonica. E’ noto che nel 1806 il tenente colonnello &lt;strong&gt;Federico Omodei&lt;/strong&gt; inventò un codice per segnalare alle forze militari della zona, eventuali sbarchi nemici o barbareschi&lt;strong&gt;(3)&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Dunque già prima dell’avvento del telegrafo ottico l’edificio era utilizzato per l’avvistamento e le comunicazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;(1)&lt;/strong&gt;Dizionario topografico della Sicilia - Vito Amico, Gioacchino di Marzo - Vol. I - Palermo - 1855 - pag.529&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(2)&lt;/strong&gt;Ivi&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(3)&lt;/strong&gt;Comunicazioni e Trasmissioni – Pippo Lo Cascio –Rrubettino - pag. 194&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3355085357639277256?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3355085357639277256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3355085357639277256&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3355085357639277256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3355085357639277256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/07/un-telegrafo-ottico-borbonico-sulla.html' title='Un telegrafo ottico borbonico sulla Torre Carlo V'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TEACj1t8reI/AAAAAAAAAzQ/SjljfacdwTs/s72-c/empedocle.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-2613913519897709481</id><published>2010-06-23T11:07:00.000-07:00</published><updated>2010-06-23T11:16:07.217-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Alla ricerca del telegrafo ottico di "Reginella"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TCJNmXAuQjI/AAAAAAAAAzI/U9KETGGUbPQ/s1600/reginella.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486032617498100274" style="WIDTH: 312px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TCJNmXAuQjI/AAAAAAAAAzI/U9KETGGUbPQ/s400/reginella.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione siciliana dei &lt;strong&gt;Comitati Due Sicilie&lt;/strong&gt; ha il piacere di invitare iscritti e simpatizzanti alla spedizione per la ricerca del telegrafo ottico di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"Reginella"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, secondo alcuni documenti storici posto sulle alture di Messina, nei pressi di Portella Castanea.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guida ed accompagnatore della spedizione, che si terrà &lt;strong&gt;domenica 25 luglio 2010&lt;/strong&gt;, sarà &lt;strong&gt;Armando Donato Mozer&lt;/strong&gt;, guida turistica e responsabile del Comitato Due Sicilie sez. Messina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'appuntamento è alle ore &lt;strong&gt;09:00&lt;/strong&gt; dinnanzi la &lt;strong&gt;Stazione FS di Messina Marittima.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-2613913519897709481?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/2613913519897709481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=2613913519897709481&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2613913519897709481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2613913519897709481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/06/spedizione-per-la-scoperta-del.html' title='Alla ricerca del telegrafo ottico di &quot;Reginella&quot;'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TCJNmXAuQjI/AAAAAAAAAzI/U9KETGGUbPQ/s72-c/reginella.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-735290890450206043</id><published>2010-06-21T11:18:00.000-07:00</published><updated>2010-06-21T11:27:57.840-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Via Maria Sofia e Piazza Francesco II a Castelvetrano(TP)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TB-vDqg1SDI/AAAAAAAAAzA/6Q8yJGFDuiY/s1600/castelvetrano.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485295348647020594" style="WIDTH: 161px; CURSOR: hand; HEIGHT: 241px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TB-vDqg1SDI/AAAAAAAAAzA/6Q8yJGFDuiY/s400/castelvetrano.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Presidente, Compatrioti ed Amici,&lt;br /&gt;un altro passo avanti nella riconquista della nostra memoria storica è stato fatto.&lt;br /&gt;Il passo fatto oggi è di estrema importanza nella nostra storia, in quanto la Città di Castelvetrano e vicinissima a Marsala, dove tutt'ora lo stato italiano stà sperperando milioni di Euro per festeggiare una unità d’italia&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(1)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; alla quale ormai credono(?) “solo” il &lt;strong&gt;napoletano&lt;/strong&gt; di Roma e tutti gli addetti ai lavori &lt;strong&gt;(leggasi Sgarbi &amp;amp; Compari)&lt;/strong&gt; che incassano prebende milionarie da dispensare ad amici, parenti ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’evento è stato suddiviso in due parti.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima si è svolta nell’aula consiliare del comune di &lt;strong&gt;Castelvetrano&lt;/strong&gt;, presieduta, dal Vice Sindaco di Castelvetrano, nonché Assessore agli Affari Culturali, il Professore &lt;strong&gt;Francesco Saverio Calcara&lt;/strong&gt;, il quale ha spiegato ai numerosi presenti il perché della manifestazione&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(2)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Dopo l’intervento del Vice Sindaco ha parlato l’Ambasciatore di Casa Borbone, il quale ha proceduto a leggere il messaggio di “gioia e soddisfazione” di &lt;strong&gt;S.A.R. Carlo di Calabria&lt;/strong&gt; per l’intitolazione della &lt;strong&gt;Piazza a Francesco II di Borbone&lt;/strong&gt; e della via attigua alla &lt;strong&gt;Regina Maria Sofia&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine della lettura del messaggio si è proceduto alla consegna della Medaglia d’oro al Gonfalone della città e un Diploma nel quale viene conferito alla &lt;strong&gt;Castelvetrano&lt;/strong&gt; il titolo di &lt;strong&gt;“Città”. &lt;/strong&gt;Dopo l’intervento dei rappresentanti della legazione siciliana di Palermo del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, &lt;strong&gt;Dr. Di Janni&lt;/strong&gt; e della rappresentanza Vaticana la riunione si è spostata nei siti per l’inaugurazione per la seconda parte della Cerimonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre alle suddette Autorità erano presenti:&lt;br /&gt;il Corpo dei Vigili Urbani in Grande uniforme&lt;br /&gt;L’arma dei Carabinieri&lt;br /&gt;La Guardia di Finanza&lt;br /&gt;La Polizia di Stato,&lt;br /&gt;Il Corpo della Croce Rossa con le Crocerossine&lt;br /&gt;E numerosi collaboratori in abito d’epoca&lt;br /&gt;Rai tre Sicilia e Sicilia Uno emittente di Palermo che hanno ripreso la manifestazione.&lt;br /&gt;Onore alla Città di Castevetrano e alla sua Amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Castelvetrano 19 giugno 2010&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Pino Marinelli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Segretario (pro tempore) dei CDS-Sicilia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1) &lt;/strong&gt;Le minuscole sono intenzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2) Nota: &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Il Prof.Calcara ha tenuto a precisare che per evitare problemi con l’ufficio della storia patria inserendo il cognome “Borbone” aveva scritto che la via sarebbe stata intitola a Maria Sophia di Baviera e non Borbone. Ebbene l’ufficio della storia patria ha restituito la delibera, per una correzione ovvero: Si prega di sostituire quel “di Baviera” con Maria Sophia di Borbone, in quanto la Baviera non ha nulla a che fare con la Storia del Sud.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-735290890450206043?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/735290890450206043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=735290890450206043&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/735290890450206043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/735290890450206043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/06/via-maria-sofia-e-piazza-francesco-ii.html' title='Via Maria Sofia e Piazza Francesco II a Castelvetrano(TP)'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TB-vDqg1SDI/AAAAAAAAAzA/6Q8yJGFDuiY/s72-c/castelvetrano.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-2194875913996458051</id><published>2010-06-09T11:50:00.000-07:00</published><updated>2010-06-09T11:55:06.544-07:00</updated><title type='text'>La raccolta firme per l'abolizione di via Cialdini a Riposto su La Sicilia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TA_jVxdlHbI/AAAAAAAAAy4/LYaaXV8Uj-Q/s1600/lasicilia-4giugno.bmp"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 392px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TA_jVxdlHbI/AAAAAAAAAy4/LYaaXV8Uj-Q/s400/lasicilia-4giugno.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5480849234727345586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Sindaco, cambi il nome della via intitolata a Cialdini"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Per troppi anni la via di Riposto è stata intitolata al generale Enrico Cialdini, assassino di tanti figli del Sud! Ponete rimedio a questo scempio: i morti gridano ancora vendetta dalle loro tombe!Sindaco, provveda, lo chiedono i siciliani, lo chiede la Verità, lo chiede la Storia!".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E' una delle tante e-mail che, ogni giorno, arrivano da tutta Italia al sindaco Carmelo Spitaleri&lt;span class="fullpost"&gt;, perchè cambi la denominazione della strada cancellando il nome di Cialdini &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"che non esitò a mettere a ferro e fuoco interi paesi del Sud, passando per le armi uomini, donne e bambini"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messaggi che sono frutto dell'appello lanciato dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Comitato Due Sicilie"&lt;/span&gt; che ha fatto propria la richiesta avanzata a marzo da un cittadino di Torre Archirafi, Rosario Pistorio.Cialdini mostrò la sua ferocia come luogotenente dell'ex regno borbonico con il cannoneggiamento di Mola di gaeta e degli eccidi compiuti in due paesi del Sannio: Casalduni e Pontelandolfo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Alla luce delle istanze che sono pervenute contenenti la richiesta di annullare l'intitolazione della strada al Gen. Cialdini&lt;/span&gt; - assicura Spitaleri - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;posso annunciare che stiamo prendendo in considerazione l'ipotesi di modificazione dell'intitolazione della strada nel più ampio contesto di una revisione della toponomastica generale"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SALVO SESSA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-2194875913996458051?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/2194875913996458051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=2194875913996458051&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2194875913996458051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/2194875913996458051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/06/la-raccolta-firme-per-labolizione-di.html' title='La raccolta firme per l&apos;abolizione di via Cialdini a Riposto su La Sicilia'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/TA_jVxdlHbI/AAAAAAAAAy4/LYaaXV8Uj-Q/s72-c/lasicilia-4giugno.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-3517336116440824770</id><published>2010-05-28T07:01:00.000-07:00</published><updated>2010-05-28T07:06:20.621-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rassegna stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Sul Regno delle due Sicilie e sulla resa della Cittadella</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/S__NEzpxxxI/AAAAAAAAAyw/JpJWIzoOIR8/s1600/centonove.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5476321154374420242" style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 328px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/S__NEzpxxxI/AAAAAAAAAyw/JpJWIzoOIR8/s400/centonove.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Articolo uscito sul settimanale Centonove&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi scrivo per segnalarti l'articolo che ho letto sul vostro settimanale, anzi gli articoli alle pagina 40-41 a firma di Marino Rinaldi sulla commemorazione di Garibaldi.&lt;br /&gt;Il signor Rinaldi nella stessa pagina scrive due articoli contraddittori e diversi riguardo l'ingresso di Garibaldi a Messina.&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Testualmente cita così&lt;em&gt;:"Dopo la sconfitta di Milazzo il generale borbonico Clary fece ritirare le sue truppe dalla Sicilia.&lt;br /&gt;Il 25 luglio 1860 venne firmata la resa dei borboni ed il giorno successivo Garibaldi ottenne la resa della Cittadella".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel secondo articolo invece riporta che tutti i presidi borbonici &lt;em&gt;"caddero il 12 marzo 1861".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;In verità il primo ordine dato dal De Clary circa il ritiro borbonico nella cittadella è datato 24 luglio 1860. lo stesso pomeriggio le truppe garibaldine avrebbero attaccato quelle borboniche presso la torre Rizzo e Puntale Pistorio.&lt;br /&gt;La notte del 24 quasi tutto l'esercito duosiciliano era riunito presso il piano di Terranova e la Real Cittadella e dislocato negli ultimi avamposti della zona falcata.&lt;br /&gt;il 26 luglio con il patto De Clary-Medici fu sancito il definitivo abbandono borbonico dei restanti presidi di Gonzaga, Castellaccio e torre del Faro con imbarco per la Calabria o il trasferimento presso la zona falcata nei presidi di Don Blasco, Cittadella, batteria della lanterna e SS. Salvatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Garibaldi entrerà a Messina sollo il 27 luglio, ad accordi conclusi.&lt;br /&gt;Messina fu l'ultima roccaforte duosiciliana di Sicilia e la penultima del regno, arrendendosi soltanto il 12 marzo 1861, con applicazione dell'ordine di resa la mattina del 13.&lt;br /&gt;La resistenza duosiciliana di Messina ai piemontesi durò dunque ben 8 mesi, mentre l'ultima roccaforte del Regno delle Due Sicilie fu Civitella che si arrese il 20 marzo 1861, tre giorni dopo la proclamazione ufficiale del regno d'Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Amando Donato&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Responsabile Comitati Due Sicilie - Messina&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-3517336116440824770?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/3517336116440824770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=3517336116440824770&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3517336116440824770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/3517336116440824770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/05/sul-regno-delle-due-sicilie-e-sulla.html' title='Sul Regno delle due Sicilie e sulla resa della Cittadella'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/S__NEzpxxxI/AAAAAAAAAyw/JpJWIzoOIR8/s72-c/centonove.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2555413885168995169.post-5526337192851448488</id><published>2010-05-20T04:13:00.000-07:00</published><updated>2010-05-21T06:58:26.682-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicilia borbonica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Pubblicazione delle prime firme per via Maria Teresa a Riposto</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/S9GLO5yxwJI/AAAAAAAAAxo/LGWc2Rsvdqo/s320/maria-teresa.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 184px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_SaTbjMY0wYM/S9GLO5yxwJI/AAAAAAAAAxo/LGWc2Rsvdqo/s320/maria-teresa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, allego le prime mail ricevute e vi invito a continuare a scrivere al &lt;strong&gt;Sindaco di Riposto, Dott. Carmelo Spitaleri&lt;/strong&gt;, all'indirizzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#6633ff;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#3333ff;"&gt;&lt;em&gt;sindaco@comune.riposto.ct.it&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;ed, importante, in copia conoscenza a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#3333ff;"&gt;comitato@comitatosiciliano.org&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Chiedete al sindaco di rimuovere il nome di &lt;strong&gt;Cialdini&lt;/strong&gt; da quella via di Riposto e ripristinare l'antica intitolazione alla &lt;strong&gt;regina Maria Teresa&lt;/strong&gt;, regina delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Seguono le firme.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Egr. sig. Sindaco, sarebbe per Ella motivo di orgoglio, ripristinare la&lt;br /&gt;intitolazione della Piazza della Sua Città a Maria Teresa,&lt;br /&gt;Regina delle Due Sicilie, cancellando quella dedicata ad uno di più feroci&lt;br /&gt;criminali della Storia moderna.&lt;br /&gt;Questo è l'accorato appello di un uomo dl Sud.&lt;br /&gt;Con osservanza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vito Nigro&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Villa Castelli (Brindisi)&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si prega di ripristinare il nome della via di Riposto una volta dedicata a Maria Teresa, regina delle Due Sicilie e moglie di Ferdinando II, modificata tanti anni orsono con "Via Enrico Cialdini".&lt;br /&gt;Non abbiamo nessun interesse a mantenere questo nome che ci ricorda solo massacri e lutti.&lt;br /&gt;Grazie.&lt;br /&gt;Cordialmente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Domenico Blasi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivo in risposta alla lettera del Sig. Pistorio di Riposto, apparsa su LA&lt;br /&gt;SICILIA il 15 marzo 2010, perchè desidero condividere la sua proposta di&lt;br /&gt;modificare il nome della via intitolata al generale Cialdini ed invitando&lt;br /&gt;tutti nel contempo ad una serena riflessione sui presunti " meriti ? si&lt;br /&gt;possono chiamare tali i suoi interventi così crudeli, eccessivi, esagerati?"&lt;br /&gt;del militare piemontese e se questi siano sufficienti per rappresentare una&lt;br /&gt;via a Riposto.&lt;br /&gt;Le sarei veramente grato Sig. Sindaco se anche Ella si facesse carico di&lt;br /&gt;rivedere le gesta di questo milite e agisse di conseguenza. Distinti&lt;br /&gt;Ossequi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Comm. Lo Presti prof. Santi.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egr. Sig. Sindaco,&lt;br /&gt;Le invio la mia firma per il ripristino della via&lt;br /&gt;di Riposto al nome della regina Maria Teresa e quindi alla definitiva&lt;br /&gt;cancellazione del nome di Cialdini. In fede&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gaetano (Nino) Alimenti&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Comitati Due Sicilie Lombardia&lt;br /&gt;Forza e Onore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Dott. Spitaleri,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prego di voler "cacciare" dalla Sua città quel criminale di guerra di Cialdini, un vile macellaio, chiamato da Crispi a stroncare le rivolte contadine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci aiuti Signor Sindaco a farci restituire l'Onore che ci hanno tolto rendendo giustizia a Maria Teresa di Borbone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pino Marinelli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segretario Regionale Comitati Due Sicilie&lt;br /&gt;Sciacca (AG)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;al Sindaco di Riposto, Dott. Carmelo Spitaleri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egr, sig, Sindaco,&lt;br /&gt;con la presente intendo chiedere il suo cortese interessamento affinchè&lt;br /&gt;venga ripristinato il nome di un'antica via di Riposto una volta dedicata a&lt;br /&gt;Maria Teresa, regina delle Due Sicilie e moglie di Ferdinando II, che fu&lt;br /&gt;modificata tanti anni orsono con "Via Enrico Cialdini".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una riflessione seria ed imparziale sulle figure storiche che hanno&lt;br /&gt;caratterizzato il nostro passato, oltre a restituire una dignità storica a&lt;br /&gt;questa città, sarebbe l'occasione per i ripostesi di conoscere qualcosa in&lt;br /&gt;più del loro passato e del periodo storico risorgimentale che, sebbene portò&lt;br /&gt;alla cosiddetta Unità, fu foriera di lutti, di veri e propri sterminii, di&lt;br /&gt;sangue e di altri abusi, dei quali Cialdini fu certamente uno dei principali&lt;br /&gt;autori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le brutalità del Generale Cialdini furono talmente eccessive che persino i&lt;br /&gt;suoi soldati ne rimasero inorriditi. Ecco cosa scrisse nel suo diario un&lt;br /&gt;bersagliere valtellinese e commilitone di Cialdini durante i fatti di&lt;br /&gt;Pontelandolfo: "Entrammo nel paese. Subito abbiamo cominciato a fucilare&lt;br /&gt;preti e uomini, quanti capitava, indi i soldati saccheggiavano e infine&lt;br /&gt;abbiamo dato l'incendio al paese, abitato da circa 4.500 persone... Quale&lt;br /&gt;desolazione! Non si poteva stare d'intorno per il gran calore, e quale&lt;br /&gt;rumore facevano quei poveri diavoli, che la sorte era di morire chi&lt;br /&gt;abbrustoliti, e chi sotto le rovine delle case".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tanto, mi affido alla sua sensibilità umana, alla sua indubbia cultura&lt;br /&gt;ed amore per la verità, alle competenze specifiche che scaturiscono dalla&lt;br /&gt;sua carica istituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringraziandola vivamente le esprimo la mia più sentita gratitudine.&lt;br /&gt;Con osservanza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Angelo Tinì&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Signor Sindaco,&lt;br /&gt;La prego di voler ridare all'attuale via Enrico Cialdini il suo antico nome e cioè quello di via Maria Teresa regina delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;Grazie&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nestore Spadone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Bari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il Sindaco di Riposto Dott. Carmelo Spitaleri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scrivo questa brevissima lettera per chiderLe di ripristinare l’antico&lt;br /&gt;nome della via oggi dedicata al generale Enrico Cialdini e dedicarla&lt;br /&gt;nuovamente alla regina delle Due Sicilie Maria Teresa moglie di Ferdinando II&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie per l’attenzione,&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L. Angelo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentilissimo signor Sindaco Spitaleri,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con la presente la invito di tutto cuore a cambiare il nome a una strada della vostra bellissima cittadina, la strada sarebbe la via Enrico Cialdini, la mia ( nostra proposta) sarebbe&lt;br /&gt;di chiamarla via Maria Teresa, che come si sa fu una Regina delle due Sicilie cioé la consorte di Re Ferdinando II Re delle due Sicilie.&lt;br /&gt;Anche se i Borboni certamente non sono stati i migliori regnanti della nostra bellissima terra, se lo meritano sicuramente di piú di Cialdini che fú un sanguinoso Generale Piemontese, che portó morte e distruzzione a Sciacca cosí come in tutta la Sicilia e il Sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei gentili saluti&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Andrea Giuffré&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. spero che tutti i sindaci Siciliani prendono esempio dal Sindaco sindoni di capo D'orlando, un uomo , un patriota della nostra terra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho appreso con orrore e costernazione che a RIPOSTO, ameno comune della costa Catanese, quindi cittadina del Sud, c'è una via, pure importante che porta sul lungomare, intitolata " Via Generale(sic!) Enrico Cialdini".&lt;br /&gt;Ma come si fa ad intitolare una strada ad un "criminale di guerra", ad un "macellaio" che senza rimorso alcuno e senza pietà, dalla sera alla mattina ha fatto massacrare paesi interi di gente del Sud ( Pontelandolfo, Casalduni,) facendo passare per le armi tutti gli abitanti (donne,anziani e bambini compresi)?. Come si può "onorare" un pavido che durante l'assedio di Gaeta si faceva forte della maggiore gittata dei suoi cannoni rigati per starsene al sicuro dal pericolo e che ,pur quando si stava concordando la capitolazione e firmare la resa, ha fatto sempre continuare a bombardare la città ( e l'ospedale) causando ancora morti inutili e innocenti? E che poi,invece,nella terza guerra d'indipendenza, si dimostrò vile e pavido al cospetto degli austriaci, senza mai attaccarli ma indietreggiando sempre?&lt;br /&gt;E a quest'uomo, che tanti morti causò al Sud, a quest'uomo che si esprimeva in "francese", a quest'uomo che considerava la gente del Sud " beduini peggio degli Africani" e "Caffoni" (con due effe), il Sud, il nostro magnifico Sud, gli intitola pure una strada?.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Wikipedia ENRICO CIALDINI&lt;br /&gt;La lotta contro il brigantaggio&lt;br /&gt;( I partigiani e gli insorti del Sud li chiamarono Briganti )&lt;br /&gt;..... In una seconda fase, comandò una dura repressione messa in atto attraverso un sistematico ricorso ad arresti in massa, esecuzioni sommarie, distruzione di casolari e masserie, vaste azioni contro centri abitati: cannoneggiamento di Mola di Gaeta (oggi è un rione di Formia) del 17 febbraio 1861, eccidio di Casalduni e Pontelandolfo, nell'agosto 1861. L'obiettivo strategico consisteva nel ristabilire le vie di comunicazioni e conservare il controllo dei centri abitati. Gli strumenti a sua disposizione venivano, nel frattempo, incrementati, con l'istituto del domicilio coatto e la moltiplicazione delle taglie. Le forze a sue disposizione consistevano in circa 22 000 uomini, presto passate a cinquantamila unità nel dicembre del 1861.&lt;br /&gt;A cavallo degli anni 1862 e 1863 le truppe dedicate alla repressione vennero aumentate sino a centocinquemila uomini (circa i due quinti delle forze armate italiane del tempo) ...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....Nel corso della Terza guerra d'indipendenza ebbe il comando di una delle due armate italiane, quella schierata a sud del Po verso Mantova e Rovigo. Per tutta la prima parte della guerra non assunse alcuna posizione offensiva, limitandosi a dimostrazioni, sino a neppure iniziare l'assedio della fortezza austriaca di Borgoforte, a sud del Po.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valutazioni complessive del personaggio&lt;br /&gt;...La figura di Cialdini fu tra quelle maggiormente osannate dalla propaganda Sabauda, anche per controbilanciare le figure di Mazzini, più ancora di Garibaldi, più in generale per contrapporre un Risorgimento monarchico ad un Risorgimento democratico anche sul piano delle figure militari, dei condottieri. Recentemente, nel clima di critica di tutta la storia unitaria d'Italia, alcuni autori, spesso ispirati da opposta e ancor più limitante finalità politico-ideologica più che da reale volontà di storici, hanno teso a inquadrare la figura di Cialdini come fra le più negative della vicenda risorgimentale, in particolare per il ruolo avuto nella violenta repressione del brigantaggio meridionale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio appello alla sensibilità del Sindaco e della Giunta tutta ma sopratutto alla solidarietà che unisce tutta la gente del Sud affinchè venga posto immediato rimedio a questo obbrobrio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nunzio Porzio&lt;/strong&gt; (nupo) da Napoli 27/04/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari si riuscisse in quest’altro tentativo di togliere di mezzo un’ulteriore targa toponomastica ad un altro criminale del “risorgimento”; saremmo veramente sulla buona strada. Siamo con te, Sindaco.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Antonio Claudio Amitrano&lt;/strong&gt; – Quarto Flegreo (NA) *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Per liquidare i popoli si comincia con il privarli della memoria. Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un'altra cultura, inventa per loro un'altra storia. Dopo di che il popolo incomincia lentamente a dimenticare quello che è stato. E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta".&lt;br /&gt;Milan Kundera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un criminale di guerra non merita intitolata una via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;De Luca Luigi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gent.mo Dott. Carmelo Spitaleri, Sindaco di Riposto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;chiedo di ripristinare l'antico nome di Maria Teresa, regina delle Due&lt;br /&gt;Sicilie e moglie di Ferdinando II e congedare per sempre il generale&lt;br /&gt;Cialdini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giacinto De Santis&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Dott. Spitaleri,&lt;br /&gt;Le scrivo in merito all'iniziativa di Rosario Pistorio volta al cambio di denominazione dell'odierna Via Cialdini. Sembrerà inutile e superfluo, ma voglio anch'io sottolineare che il generale modenese fu un criminale di guerra macchiatosi di efferati delitti perpetrati ai danni dal popolo delle Due Sicilie. Costui venne a completare l'opera di conquista dei suoi predecessori, mise a ferro e a fuoco le nostre città, ordinò massacri, sevizie e saccheggi, poiché per lui la nostra era una terra da assoggettare, poiché per lui il nostro era un popolo da sottomettere. Nessuna città dovrebbe ricordare nella propria toponomastica un così bieco personaggio; nessuna una città del nostro antico stato dovrebbe ricordare nella propria toponomastica un così bieco personaggio; Riposto non dovrebbe ricordare nella propria toponomastica un così bieco personaggio. Come ha scritto Rosario Pistorio, mantenere detta denominazione alla via de quo suona come un'offesa al buon senso: sarebbe opportuno cambiarla intitolando la strada una personalità che meglio possa rappresentare i valori della sicilianità.&lt;br /&gt;Cordiali saluti&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;dott. Giuseppe Bartiromo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;(Cava de Tirreni)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Sindaco, Iniziativa Tutti aderisco promossa dai "Comitati Due Sicilie"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Una Causa di Strada Nuova intitolazione della "Via Enrico Cialdini ",&lt;br /&gt;Dedicandola a, Maria Teresa, regina delle Due Sicilie, moglie di Ferdinando II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci Pensi bene!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;vitinatronnolone@virgilio.it&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivo in risposta alla lettera del Sig. Pistorio di Riposto, apparsa su LA SICILIA il 15 marzo 2010, perchè desidero condividere la sua proposta di modificare il nome della via intitolata al generale Cialdini ed invitando tutti nel contempo ad una serena riflessione sui presunti meriti del militare piemontese e se questi siano sufficienti per rappresentare una via a Risposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono certo che la scelta di dedicare una via ad Enrico Cialdini, causa l'eccessiva enfatizzazione dell'epopea risorgimentale, fu imparziale e troppo frettolosa, per di più avvenuta a scapito di altri personaggi dell'epoca, sicuramente più degni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una riflessione seria ed imparziale sulle figure storiche che hanno caratterizzato il nostro passato, oltre a restituire una dignità storica a questa città, sarebbe l'occasione per i ripostesi di conoscere qualcosa in più del loro passato e del periodo storico risorgimentale che, sebbene portò alla cosiddetta Unità, fu foriera di lutti, di veri e propri sterminii, di sangue e di altri abusi, dei quali Cialdini fu certamente uno dei principali autori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le brutalità del Generale Cialdini furono talmente eccessive che persino i suoi soldati ne rimasero inorriditi. Ecco cosa scrisse nel suo diario un bersagliere valtellinese e commilitone di Cialdini durante i fatti di Pontelandolfo: "Entrammo nel paese. Subito abbiamo cominciato a fucilare preti e uomini, quanti capitava, indi i soldati saccheggiavano e infine abbiamo dato l’incendio al paese, abitato da circa 4.500 persone... Quale desolazione! Non si poteva stare d’intorno per il gran calore, e quale rumore facevano quei poveri diavoli, che la sorte era di morire chi abbrustoliti, e chi sotto le rovine delle case"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel condividere la iniziativa, viedo al Sindaco che legge di considerare l'effettiva portata, sul piano identitario meridionale, dell'uso di nomi NON NOSTRI ai fini di intitolare strade, piazze, corsi, gallerie, ecc ...., che molto hanno contribuito a demolire la Nostra forte identita Merdionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ing. Vincenzo Mogavero&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Via Breccia, 4&lt;br /&gt;84080 - Capezzano Salerno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ill.mo Sig. Sindaco di Riposto, Dott. Carmelo Spitaleri,&lt;br /&gt;La invito a ripristinare l'antico nome dell'odierna via Enrico Cialdini alla&lt;br /&gt;nostra Regina Maria Teresa, moglie del Re Ferdinando II del Regno delle Due&lt;br /&gt;Sicilie.&lt;br /&gt;Conoscere e non Rinnegare la propria storia è la condizione essenziale per&lt;br /&gt;ritenersi un Popolo.&lt;br /&gt;Certo che vorrà approvare questa richiesta La ringrazio fin da ora.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dr. Andrea Monteleone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appoggio all'iniziativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Paolo Guaglione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Editoria &amp;amp; Comunicazione Multimediale s.r.l.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo giusta liniziativa, alla quale mi asocio, di intitolare una via a&lt;br /&gt;Maria Teresa, regina delle Due Sicilie, piuttosto che lasciarla intitolata&lt;br /&gt;al generale Cialdini, massacratore di gente del Sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fabio Manfredi Selvaggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Presente per chiedere di ripristinare l'antico nome della via attualmente dedicata al generale&lt;br /&gt;Enrico Cialdini, affinchè ritorni ad essere intitolata a Maria Teresa, regina delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie mille&lt;br /&gt;cordiali saluti &lt;strong&gt;Giovanna Belmonte&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentile Sindaco, è indecoroso e disdicevole che le vie, piazze ecc. siano ancora intitolate a chi, con il sangue ed atrocità varie, ha debellato un regno illuminato per quei tempi. Non è azzardato affermare che i vari Cialdini, Piva, Garibaldi sono stati i primi esecutori di eccidi di massa dei tempi moderni. Le inutili stragi di Pontelandolfo e Casalduni (solo anziani e donne), i martiri di Fenestrelle e di tante altre valorose popolazioni del Regno, per non dimenticare la piazzaforte di Messina, ultimo baluardo a salvaguardia del Regno ci impongono una seria riflerssione circa il proceso unitario e le celebrazioni del prossimo anno. Via Cialdini dalle strade ed inseriamo SAR Maria Teresa. Non dimentichiamo l'ultima valorosa Regina, S.A.R. Maria Sofia, che fino alla Sua morte ha difeso l'onore del Regno curando i soldati napoletani nella terza guerra d'indipendenza al fianco degli austriaci per combattere coloro che avevano annientato il loro regno ma non la loro dignità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ANTONI SOPRANO&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;SI VIS PACEM PARA CORDA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentile Dott. Spitaleri,&lt;br /&gt;la invito a rimuovere l'intitolazione al generale piemontese Enrico Cialdini e ripristinare l'antica via dedicata alla regina Maria Teresa delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi appello al suo buon senso ed all'amore che prova per la nostra terra, affinchè anche nella toponomastica sia fatta giustizia e reso onore a chi merita la nostra riconoscenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordialità&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Davide Cristaldi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Comitato Due Sicilie sez. Sicilia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egr. sig. Sindaco.&lt;br /&gt;Il sig. Cialdini fu solo un mediocre soldato piemontese che nulla portò&lt;br /&gt;alla nostra terra, se non spiacevoli fatti bellici, e che quindi non merita di&lt;br /&gt;essere ricordato in terra siciliana. Ritengo sia sicuramente più dignitoso&lt;br /&gt;intitolare la Piazza della Sua Città a Maria Teresa Regina delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie&lt;br /&gt;Cordiali Saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Armando Donato ( Messina )&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al signor sindaco di Riposto, Carmelo Spitaleri io Messina Rosario, segretario&lt;br /&gt;della regione Calabria dei Comitati delle due Sicilie, chiedo alla S. V. di&lt;br /&gt;voler prendere in considerazione, di voler rimuovere il nome di Cialdini da qua&lt;br /&gt;ella via di RIPOSTO, e voler ripristinare l'antica intitolazione alla regina&lt;br /&gt;Maria Teresa, regina delle due Sicilie.. certo del suo amore per la sua terra,&lt;br /&gt;ed anche lei consapevole che Cialdini è stato un uccisore di meridionali,&lt;br /&gt;nostri fratelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distinti Saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Saro Messina&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor Carmelo Spilateri, Sindaco di Riposto,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appoggio la richiesta dei suoi concittadini per la sostituzione dell&lt;br /&gt;intitolazione della strada a Cialdini.&lt;br /&gt;Questo personaggio non conosceva ne amava ne ha dato lustro alcuno alla&lt;br /&gt;città che Ella governa. Il suo nome è stato imposto per il servizio reso ai nuovi conquistatori&lt;br /&gt;sabaudi, per cancellare la memoria storica dei cittadini del Sud (ex Regno Borbone)&lt;br /&gt;Lascio che si presenti con le sue parole :&lt;br /&gt;« Enrico Cialdini, plenipotenziario a Napoli, nel 1861, del re Vittorio. In&lt;br /&gt;quel suo rapporto ufficiale sulla cosiddetta "guerra al brigantaggio",&lt;br /&gt;Cialdini dava queste cifre per i primi mesi e per il solo Napoletano:&lt;br /&gt;8 968 fucilati, tra i quali 64 preti e 22 frati;&lt;br /&gt;10 604 feriti;&lt;br /&gt;7 112 prigionieri;&lt;br /&gt;918 case bruciate;&lt;br /&gt;6 paesi interamente arsi;&lt;br /&gt;2 905 famiglie perquisite;&lt;br /&gt;12 chiese saccheggiate;&lt;br /&gt;13 629 deportati;&lt;br /&gt;1 428 comuni posti in stato d'assedio. »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Ossequi &lt;strong&gt;Rosalba Valente&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egr. Sig.Sindaco,&lt;br /&gt;da siciliana, mi vergogno profondamente che una delle vie del paese di cui lei è primo cittadino, porti il nome di un feroce massacratore di inermi duosiciliani.&lt;br /&gt;Per questo motivo, le chiedo di rimuovere il nome di Cialdini da una delle vie del suo paese, ripristinando l'antica intitolazione alla regina Maria Teresa, regina delle due Sicilie. Grazie.&lt;br /&gt;Cordialmente&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;prof.ssa Benedetta Bonaccorso&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Dott. Carmelo Spitaleri,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto riscoprendo da pochi anni la storia della mia terra, una storia cancellata dai libri di scuola,&lt;br /&gt;una storia troppo scomoda e quindi ancora attuale e rivelatrice delle vere cause della questione meridionale&lt;br /&gt;e delle ragioni della ingiusta dicotomia economica Nord-Sud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi rivolgo a Lei per invitarla, in qualità di sindaco di Riposto, a rimuovere il nome di Cialdini dalla via della Sua città&lt;br /&gt;e ripristinare l'antica intitolazione alla regina Maria Teresa, regina delle Due Sicilie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non riesco a credere come fa quel generale ad avere ancora oggi delle vie intitolate proprio in quei territori, che&lt;br /&gt;considerava abitati da "beduini affricani" e quindi meritevoli di quegli efferati eccidi di cui si è macchiato.&lt;br /&gt;Ha fucilato e messo a ferro e fuoco il mio paese anche il giorno di Natale, mentre le donne e i bambini andavano&lt;br /&gt;a messa. E' notizia di oggi che Bronte è stata esclusa dalle celebrazioni del 150esimo con la evidente volontà di&lt;br /&gt;omettere pagine vergognose della nostra storia. Ricorrenze tese al festeggiamento senza macchia e non alla riflessione e alla riconciliazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RingraziandoLa anticipatamente, Le porgo i più sentiti saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alfonso Vellucci&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2555413885168995169-5526337192851448488?l=comitatosiciliano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/feeds/5526337192851448488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2555413885168995169&amp;postID=5526337192851448488&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5526337192851448488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2555413885168995169/posts/default/5526337192851448488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://comitatosiciliano.blogspot.com/2010/05/pubblicazione-delle-prime-firme-per-via.html' title='Pubblicazione delle prime firme per via Maria Teresa a Riposto'/><author><name>Comitato Siciliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03992283477783782569</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='12' src='http://4.bp.blogspot.com/-e_Et29dTMRA/TrvE37aTARI/AAAAAAAAA-A/4hBzJaSTznY/s220/frontespizio%2Bcomitato%2Bsicilia.jpg'/></author><media:thumbnail xm
